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Exploit del Gela a Palmi. Mannoni e Ragosta regalano tre punti d’oro ai nisseni. Finale con rissa in campo

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di Sigfrido Parrello -
TABELLINO, CRONACA E INTERVISTE DEL MATCH
PALMESE-CITTA’ DI GELA: 1-2

RETI: st 6’ Trentinella (P) su calcio di rigore, st 37’ Mannoni (G), st 46’ Ragosta (G) su calcio di rigore.
U.S. PALMESE 1912 (3-5-2): Barbieri, Lavilla (VK) (30'st Guglielmi), Bruno, Brunetti, Occhiuto, Cinquegrana, Trentinella (20'st Gambi), Calivà, Lucchese, Colica (47'st Saba), Mistretta (9'st Bonadio, 42'st Spanò). A disposizione: D'Angelo, Macagnone, Chidichimo, Leornardo.Allenatore: Ivan Franceschini.
CITTA’ DI GELA (4-4-1-1): Castaldo, Polito, Sicigliano (K), Brugaletta (VK), Misale, Mannoni (48'st Favero), Schisciano, Mileto, Ragosta, Dieme, La Vardera (8'st Retucci). A disposizione: Pizzardi, Mengoli, Costarelli, Di Domenico, Mauro, Selvaggio. Allenatore: Salvatore Brucculeri.
ARBITRO: Domenico Mirabella di Napoli (Simone Asciamprener Rainieri di Milano e Mattia Morotti Bergamo).
NOTE: spettatori 600 circa compresi una ventina provenienti da Gela ed arrivati al "Lopresti" al 10esimo del primo tempo. Pomeriggio soleggiato e freddo con la temperatura che segnava 14°. Terreno di gioco in erbetta sintetica del “Lopresti” in ottime condizioni. Ammoniti: Castaldo (G), Lavilla (P), Calivà (P), Bonadio (P) e Ragosta (P). Angoli: 5-1 per Palmese. Recupero: 2’pt; 3’st.
PALMI CALABRO (RC). Finisce 2-1 per il Gela che fa l’exploit sul difficilissimo sintetico del “Lopresti” di Palmi al termine di un match equilibrato e combattuto. Onore e merito ai nisseni allenati da Totò Brucculeri che, attraverso una prestazione concreta, si prendono i tre punti subendo prima lo svantaggio ma senza mai perdere la concentrazione fino a ribaltare il risultato negli ultimissimi minuti della gara. Partita sofferta per il Città di Gela dell’ex Santino Misale ma vittoria che vale tre punti d’oro per i nisseni che prima soffrono e poi colpiscono in maniera micidiale la Palmese del tecnico Ivan Franceschini.
La ultracentenaria neroverde paga un atteggiamento troppo rinunciatario nel corso della ripresa quando, abbassando di molto il baricentro, permettendo di fatto al Città di Gela di prendere coraggio e campo, facendosi schiacciare, soprattutto negli ultimi 30 minuti, nella propria trequarti di campo. Un finale allucinante per la Uesse Palmese che perde e si vede scavalcare in classifica proprio dai siciliani.
Primo tempo con la Palmese che colpisce anche un palo, autore Mistretta, e ripresa con lo stesso attaccante della Palmese che si procura un penalty che dal dischetto il capitano Trentinella batte Castaldo. Sembra fatta ed invece la Palmese rallenta notevolmente il ritmo del gioco ed il Gela tira fuori la forza per uscire alla distanza, prima per pareggiare con Mannoni a dieci minuti dalla fine e successivamente superare la Palmese con un rigore trasformato da Ragosta in un finale di gara mozzafiato.
La cronaca racconta di un inizio di studio con le due squadre in campo che hanno paura di scoprirsi troppo. Si gioca molto a centrocampo con i due portieri che non vengono impegnati. Fino al 20esimo minuto la gara non concede particolari emozioni al numeroso pubblico presente.
La prima occasione è di marca calabrese con Trentinella che prova a sorprendere l'estremo difensore siciliano con una parabola a giro calciata da distanza siderale ma Castaldo blocca in presa area non senza problemi. Al 25' azione tambureggiante della Palmese che prima sfonda a destra con Lavilla che mette al centro una palla che non viene raccolto da nessuno ma successivamente viene rimessa nell’area piccola da Mistretta che calcia la sfera radente l'erba, Trentinella e il portiere avversario vanno a vuoto, sul pallone si avventa Lavilla che potrebbe calciare a porta vuota ma proprio prima di impattare la sfera viene anticipato alla disperata da Brugaletta. Al 30' ci prova Colica dalla distanza ma il tiro è debole. Al 40' cross in mezzo di Trentinella, la sfera carambola sui piedi di Colica che calcia in equilibrio precario spedendo la sfera sul palo. Al 40' Trentinella va giù in area ma l'arbitro lascia correre tra le proteste dei tifosi del “Lopresti”. Al 50' Mistretta viene travolto dal portiere che, in maniera incauta, aveva abbandonato l'area di porta. Calcio di rigore per la Palmese che Trentinella dagli undici metri trasforma spiazzando il portiere del Gela e portando meruitatamente in vantaggio la ultracentenaria Palmese. Così inizia la girandola delle sostituzioni. La Palmese abbassa notevolmente il baricentro così il Gela dell’ex Santino Misale ne approfitta alla grande. A 8 minuti dalla fine Mannoni trova il pari calciando una punizione dal limite dell'area indirizzata a fil di palo. Ma non è finita perché il Città di Gela in un convulso finale trova la rete del vantaggio quando l’arbitro, in pieno recupero, concede un calcio rigore per fallo su Dieme. Dagli undici metri calcia Ragosta che non sbaglia e regala tre punti d'oro al Città di Gela.
Dopo tre minuti di recupero, l’arbitro, il signor Domenico Mirabella della Sezione A.I.A. di Napoli, fischia la fine così il Gela ritorna in Sicilia con tre punti d’oro vincendo per la prima volta a Palmi ed al “Lopresti” negli ultimi tre anni consecutivi in Serie D contro la Palmese.
Da segnalare un dopo partita complicato soprattutto per le forze dell’ordine costrette a sedare un finale con rissa in campo che di certo non fa bene all'immagine del gioco del calcio: in molti infatti, calciatori e dirigenti delle due squadre, al triplice fischio finale dell’arbitro perdono l’autocontrollo e si mettono a litigare tra di loro. Un finale davvero privo di valori, valori sportivi e non.
Il mister della Palmese Ivan Franceschini battibecca con qualche tifoso neroverde al termine del match ma all’uscita dagli spogliatoi decine di tifosi neroverdi attendono lo stesso allenatore per tributargli un applauso e tutta la loro stima.

INTERVISTA A MISTER TOTO' BRUCCULERI DEL CITTA’ DI GELA: Mister Totò Brucculeri tre punti d’oro ed una vittoria pesantissima in un campo difficile come quello del "Lopresti" di Palmi. Il suo Città Gela ha avuto il merito anche quando è andato sotto di crederci fino alla fine senza mai perdersi d’animo. “Si, durante il primo tempo abbiamo sofferto parecchio con la Palmese che in diverse occasione poteva sbloccare il risultato. Poi, nel secondo tempo, calcio di rigore per la Palmese molto discutibile, così la Palmese è passata in vantaggio. Noi però abbiamo avuto una grande reazione facendo la partita e siamo stati padroni del campo in lungo e in largo per tutto il secondo tempo. Abbiamo pareggiato meritatamente e poi un calcio di rigore nettissimo a nostro favore ci ha consentito di ribaltare la partita. Penso che la Palmese è una squadra che fino a oggi ha fatto un grande campionato. Questo è un campo difficile, un campo ostico, non è facile fare risultato a Palmi. Sono molto contento per il risultato ma anche per la grande reazione di tutta la mia squadra”. Mister Brucculeri abbiamno assistito ad un finale di gara nervosissimo e fuori luogo da parte di entrambe le squadre. Lei come se lo spiega tutto quello che è successo al triplice fischio finale nonostante la partita era trascorsa in modo apparentemente tranquillo? “Guardi, per me sinceramente sono degli episodi che bisogna isolarli. Chiaramente c’è chi accetta la sconfitta e chi no. Ripeto, questi sono episodi che bisogna isolarli perché non hanno niente a che vedere con il gioco del calcio. Dispiace tanto perché non sono abituato a certe cose. La partita è stata bella e non ci sono state scaramucce in campo”.

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Calcio e mondo ultrà: tifosi gelesi colpiti dal Daspo potranno guardare partite da balconi e terrazze

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di Sigfrido Parrello - Balconi ma anche terrazze adiacenti agli stadi sono stati esclusi dal Daspo e sono in pratica zona franca per i diffidati che non riescono a stare lontano dal campo di calcio quando gioca la loro squadra del cuore.                                                                                                                                                                          

La Cassazione infatti, ha deciso per due ultrà siciliani del Gela che, dopo essere stati colpiti dal divieto di andare allo stadio, avevano aggirato l’ostacolo vedendo le partite da balconi ma anche da terrazzi di abitazioni vicine al campo sportivo da dove era possibile la visione della partita. Colti in flagrante per due domeniche di fila nel Febbraio 2018, avevano ricevuto l’aggravio del Daspo con la prescrizione di andare a firmare in commissariato al ventesimo minuto di ogni tempo delle partite disputate dal Gela (Serie D Girone I).

Contro questo provvedimento convalidato lo scorso 10 Marzo dal gip del Tribunale di Caltanissetta, i due ultrà siciliani, Angelo M. ed Emanuele M., hanno protestato in Cassazione sostenendo che la loro presenza in una casa privata in concomitanza con gli orari delle partite non violava il Daspo e non era stata provata la concreta possibilità di contatti personali con gli spettatori in entrata ed in uscita dallo stadio, in relazione alla conformazione dei luoghi ed agli orari (se accertati) di entrata ed uscita dall’abitazione privata. 

In particolare, i supremi giudici sul caso degli ultrà diffidati del Gela Calcio posizionatisi in terrazzo a fare il tifo, hanno affermato uno specifico principio di diritto: “In considerazione della natura di prevenzione atipica, dei divieti di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, nonchè a quelli interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistano alle manifestazioni medesime, deve accertarsi in concreto il pericolo di reali contatti personali con gli spettatori, in entrata ed in uscita dallo stadio, non essendo sufficiente accertare la visione della partita da una casa privata, sita vicino allo stadio”. Per questa ragione la Suprema Corte (sentenza 43575 depositata presso la Terza sezione penale) ha sospeso l’aggravio del Daspo in relazione all’obbligo della doppia firma, e ora il Tribunale di Caltanissetta dovrà rivedere la sua posizione ed essere più clemente sui diffidati di balconi e terrazze.

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