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Calcio e mondo ultrà: tifosi gelesi colpiti dal Daspo potranno guardare partite da balconi e terrazze

  •   Sigfrido Parrello
Calcio e mondo ultrà: tifosi gelesi colpiti dal Daspo potranno guardare partite da balconi e terrazze

di Sigfrido Parrello - Balconi ma anche terrazze adiacenti agli stadi sono stati esclusi dal Daspo e sono in pratica zona franca per i diffidati che non riescono a stare lontano dal campo di calcio quando gioca la loro squadra del cuore.                                                                                                                                                                          

La Cassazione infatti, ha deciso per due ultrà siciliani del Gela che, dopo essere stati colpiti dal divieto di andare allo stadio, avevano aggirato l’ostacolo vedendo le partite da balconi ma anche da terrazzi di abitazioni vicine al campo sportivo da dove era possibile la visione della partita. Colti in flagrante per due domeniche di fila nel Febbraio 2018, avevano ricevuto l’aggravio del Daspo con la prescrizione di andare a firmare in commissariato al ventesimo minuto di ogni tempo delle partite disputate dal Gela (Serie D Girone I).

Contro questo provvedimento convalidato lo scorso 10 Marzo dal gip del Tribunale di Caltanissetta, i due ultrà siciliani, Angelo M. ed Emanuele M., hanno protestato in Cassazione sostenendo che la loro presenza in una casa privata in concomitanza con gli orari delle partite non violava il Daspo e non era stata provata la concreta possibilità di contatti personali con gli spettatori in entrata ed in uscita dallo stadio, in relazione alla conformazione dei luoghi ed agli orari (se accertati) di entrata ed uscita dall’abitazione privata. 

In particolare, i supremi giudici sul caso degli ultrà diffidati del Gela Calcio posizionatisi in terrazzo a fare il tifo, hanno affermato uno specifico principio di diritto: “In considerazione della natura di prevenzione atipica, dei divieti di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, nonchè a quelli interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistano alle manifestazioni medesime, deve accertarsi in concreto il pericolo di reali contatti personali con gli spettatori, in entrata ed in uscita dallo stadio, non essendo sufficiente accertare la visione della partita da una casa privata, sita vicino allo stadio”. Per questa ragione la Suprema Corte (sentenza 43575 depositata presso la Terza sezione penale) ha sospeso l’aggravio del Daspo in relazione all’obbligo della doppia firma, e ora il Tribunale di Caltanissetta dovrà rivedere la sua posizione ed essere più clemente sui diffidati di balconi e terrazze.