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Sant'Ilario dello Jonio. Anche i Detenuti del carcere di Locri in scena nella rappresentazione teatrale "Il corno di Olifante"

  •   Redazione
Sant'Ilario dello Jonio. Anche i Detenuti del carcere di Locri in scena nella rappresentazione teatrale "Il corno di Olifante"

" L'indimenticato dottor Borsellino, uomo di elevato spessore giuridico e umano, credente e religioso praticante, possessore di quel grande dono della fede, forza che smuove i fondali degli oceani e le víscere delle montagne (...)." Così esordisce un detenuto della Casa Circondariale di Locri nel suo commento dedicato al Giudice Paolo Borsellino, con il quale si è conclusa la rappresentazione teatrale "ll corno di Olifante", portato in scena a Locri dalla compagnia "Teatro Stabile Assai" della Casa di Reclusione di Rebibbia il 22 agosto e che ha concluso, per volontà della compagnia e grazie all'autorizzazione della Casa Circondariale di Locri, anche la manifestazione serale, svoltasi a Marina di Sant'Ilario dello Jonio presso il Piazzale del "Sacro cuore". Lo spettacolo teatrale è stato donato ai detenuti di Locri dall'Associazione di Promozione Sociale "Politeia - dentro la Città", che nell'ambito del progetto "ll Planetario", autorizzato dalla Direttrice Patrizia Delfino, per permettere ai detenuti di partecipare a corsi di teatro ed altre tenuti da professionisti, ha presentato il progetto "Un palcoscenico oltre le sbarre". Già lo scorso anno, il Presidente dell'associazione avvocato Elena Gratteri e il vicepresidente avvocato Maria Teresa Badolisani avevano proposto, prima della costituzione dell'associazione, di ospitare la compagnia di Rebibbia e con la collaboúzione della dottoressa Patrizia Delfino e dell'area educativa, rappresentata dalla dottoressa Maria Valeriani, dal dottor Alberto Rossi e dalla dottoressa Marika Foti, è stato possibile realizzare lo spettacolo "Scusate si so nato pazzo", che denunciava il disagio mentale prodotto dal carcere. Quest'anno in occasione del venticinquesimo anniversario della morte del Giudice Borsellino, per celebrare la memoria dell'indimenticato magistrato e la forza di resistenza dei suoi familiari, la compagnia "Teatro Stabile Assai" ha presentato un inedito parellelismo della sua morte con quella del paladino Orlando. Due eroi a confronto che hanno deciso di andare incontro alla morte, pur di mantenere ben saldi i propri ideali. Né Paolo Borsellino, né Orlando hanno scelto la strada più facile che li avrebbe, di certo, condotti alla salvezza. Dalla scena dedicata al paladino di Roncisvalle, che entra sul palcoscenico intonando una canzone di Fossati e dialoga con la compagna sulla necessita di non suonare il corno di olifante per guadagnare un posto scolpito nell'eternità! alle scene successive in cui si sono alternati il figlio e la moglie di Borsellino e Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, il pathos è diventato più intenso. Se, infatti, Orlando si è dimostrato un eroe dalla vena comica, che con il suo atteggiamento ha strappato più di un sorriso del pubblico; l'abbraccio tra Manfredi e sua madre, l'apparizione in sogno di Giovanni, che ha tentato di persuadere il suo fraterno amico a chiedere il trasferimento da Palermo e le lacrime cariche di rabbia e nostalgia di Manfredi hanno, senza dubbio, fatto riflettere tutti sulla grande figura del giudice Borsellino e sulla forza immensa della moglie e dei figli nel voler conoscere la verità sulle stragi. Alla gande emozione portata sul palcoscenico dagli attori della compagnia si è aggiunta quella degli attori improvvisati del carcere di Locri, che hanno recitato dei pezzi sui due Giudici simbolo della legalità e della lotta alla mafia. La recitazione è stata intervallata da bellissime canzoni degli U2, di Bob Marley, di Ivano Fossati che a volte hanno intensificato la commozione, altre hanno alleggerito la perfomance. Alla fine dello spettacolo, è intervenuta la Dottoressa Caterina Pacileo, anche come delegata della direttrice, per esprimere i ringraziamenti alla compagnia di Rebibbia, al suo regista, Dott. Antonio Turco, cogliendo la genialità del parallelismo, ed all'associazione Politeia - Dentro la Città promotrice della manifestazione, che attraverso il suo presidente ha, a sua volta ringrazialo, la direzione del carcere, la polizia penitenziaria e l'area educativa per aver permesso la realizzazione del progetto- La compagnia "Teatro Stabile Assai", infine, è stata omaggiata di un crocifisso in ferro battuto, realizzato dai detenuti e consegnato da un loro rappresentante.