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Reggio. Teatro della Girandola Spettacolo “Storie di ordinaria maternità”

  •   Redazione
Reggio. Teatro della Girandola Spettacolo “Storie di ordinaria maternità”

COMUNICATO STAMPA - 21 e 22 aprile ore 21,00. Il Teatro della Girandola presenta nell’ambito del cartellone “Il vento che muove” lo spettacolo “Storie di ordinaria maternità”. Lo spettacolo andrà in scena giorno 21 aprile  e giorno 22 aprile 2017 alle ore 21,00. Produzione MalaUmbra Teatro con Carmela De Marte e Miriam Guinea, drammaturgia originale Carmela De Marte, Miriam Guinea, Maddalena Vantaggi. regia Carmela De Marte, Maddalena Vantaggi. Ingresso con tessera (la tessera può essere sottoscritta il giorno stesso dello spettacolo senza alcun costo).

Info e prenotazioni: 3927496676 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SINOSSI e DESCRIZIONE

Storie di ordinaria maternità racconta l’esperienza della gravidanza e della maternità di Carmela De Marte eMaddalena Vantaggi rispettivamente autrici e attrici della Compagnia MalaUmbra Teatro, il cui universo viene evocatocon un racconto semplice ed essenziale, fatto di immagini e movimento.La struttura drammaturgica si compone di scene dalle strutture indipendente che scandiscono il trascorrere deltempo: dalla scoperta di aspettare un bambino al momento in cui si ritorna a casa dopo il parto con l’inserimento diframmenti di umanità evocati dal racconto e materializzati sulla scena.Il racconto si sviluppa attraverso un punto di vista femminile che inizialmente tende a conformarsi nella figurastereotipata della mamma, ma verso la quale, sin da subito, mostra segni di ribellione che cresceranno durante lospettacolo fino a sfociare nel finale nel completo rifiuto per affermare che “non esistono regole. Che ognuna è madrea suo modo”.

Lo spettacolo affronta con ironia i tabu della gravidanza e della maternità, senza edulcorazioni, con un linguaggio schietto e sincero racconto la mia storia che è anche la storia di tante altre donne, nella speranza di poter rendere più "umana" quest'esperienza troppa divinizzata.
Le parole dette sulla scena non vogliono essere un atto d'accusa o un giudizio, ma una confessione senza filtri che troverà consensi, ma anche critiche. Il gioco vale la candela.

Note di regia

La scelta registica mira a sottolineare, con semplicità, l’ironia del testo la cui forza sempre si accompagna ad un distacco dalla realtà che diventa misura di sicurezza.Sulla scena viene raccontata la “trasformazione” che affronta la protagonista in un dialogo a più voci con tutte le figure che ruotano attorno alla donna in gravidanza prima e alla neo mamma poi la quale non ha timore di andare contro corrente, di mostrarsi nel suo non essere “lamammaperfetta”, curata nel fisico, mai stanca e senza un accenno di occhiaie che la società di oggi continua a propinarci come esempio e modello da seguire in barba al vero cambiamento che avviene nelle donne che diventano madri.Lo spettacolo ci porta in una realtà che spesso viene nascosta perché fonte di vergogna e di imbarazzo, una realtà fatta di paure, di frustrazioni, di titubanze alimentate dai commenti e dai consigli non richiesti di tutte quelle persone che si arrogano il diritto di conoscere il mondo della maternità. Questa confessione a cuore aperto è un monito pacato e brillante, rivolto a una società facile al giudizio e tanto cieca da non accorgersi che le mamme hanno bisogno di cure e di attenzioni esattamente come i figli che mettono al mondo. Una società troppo impegnata a disegnare delle super donne per capire che il passo verso la fragilità è breve e che la gioia della maternità passa attraverso un’altalena di sensazioni e stati d’animo difficile da decodificare.