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Reggio. Il luogotenente dei Carabinieri Gaetano Vaccari va in congedo

E’ il 1978 quando Gaetano Vaccari entra a far parte della grande famiglia dell’Arma. La sua carriera inizia da Carabiniere ausiliario nella Stazione Carabinieri di Mileto. Continua motociclista a Roma. Vince il concorso e frequenta la scuola sottufficiali in Velletri e Firenze. Divenuto Vicebrigadiere, è impiegato in Calabria, in continua emergenza, con il delicato incarico di Comandante della Squadriglia Carabinieri in Cittanova (RC), Reparto specializzato per la ricerca di latitanti, la liberazione dei sequestrati, il controllo del territorio aspromontano.

Acquisita sul campo la giusta esperienza, diviene, per trent’anni, il sottufficiale di riferimento del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Taurianova, partecipando, al suo maestro e comandante Luogotenente Andrea Mantineo, alle delicate indagini contro la ‘ndrangheta dei sequestri di persona a scopo d’estorsione e delle guerre combattute tra cosche per il predominio dei vari territori della Piana di Gioia Tauro, collaborando il Procuratore della Repubblica di Palmi, dottor Agostino Cordova, noto per essere stato prescelto dal CSM come primo Procuratore Nazionale Antimafia piuttosto che il dottor Giovanni Falcone, nei difficili compiti istituzionali, per il quale è stato il suo fermo punto di riferimento nel distretto.

Per la fiducia a lui riposta, nel 2003, il Prefetto della Provincia di Reggio Calabria lo nomina componente della commissione di accesso per i Comuni di Africo (RC) e Roccaforte del Greco (RC). Per le sue molteplici attività, riscuote riconoscimenti dalle Autorità Militari e Civili. Gli è concessa la Cittadinanza Onoraria dei Comuni di Taurianova, Varapodio, Molochio, Terranova S.M. e Anoia. Il Presidente della Repubblica gli conferisce l’onorificenza di merito di Cavaliere della Repubblica. Insignito, altresì, della Croce con Spade dell’Ordine Melitense conferita dal Sovrano Consiglio dell’Ordine Militare Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta.

Per le esigenze operative dell’intero territorio calabrese, nel 2012, è trasferito a Vibo Valentia dove comanda il Primo Plotone della Compagnia Speciale Carabinieri per poi assumere il comando del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Tropea, distinguendosi per i significati successi operativi. L’esperienza di Tropea lo conduce a dirigere la Sezione Operazioni e Logistiche del Gruppo Operativo Carabinieri di Vibo Valentia. Termina la sua corsa ad ostacoli con il comando della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia, dove lo aspetta, per averne richiesto specificatamente la presenza, il dottor Bruno Giordano, Procuratore Capo dell’Ufficio Giudiziario.

Così scrive il Tenente Cosimo Sframeli del valoroso Luogotenente C.S., conoscendone il tortuoso, quanto mai esaltante, cammino professionale:

“Ogni problema, una volta risolto, sembra semplice e facile; la vittoria è il risultato di una serie di piccoli successi passati inosservati. Intrigo e invidia albergano come parassiti nell’anima di coloro che si arrogano il diritto, sostituendosi a Dio come i killers della ‘ndrangheta, di decidere sull’esistenza altrui, senza che avvertano l’ironia con cui il destino scrive anche la loro vita. Mostrano pregi da maestri, ma agiscono proiettando l’anima all’autodistruzione. Caro Gaetano, hai salutato la città di città di Vibo Valentia,ultima sede di servizio, i tanti amici e i compagni di viaggio, ma in special modo hai ringraziato coloro che hanno spinto ancora più in alto il tuo pensiero, rinvigorito la tua anima, consolidate le tue idee. Hai vissuto in una straordinaria comunità in cui si sono intersecate strade principali e strade secondar. In una comunità in cui l’errore non é stato stigmatizzato, ma divenuto punto di partenza per la ricerca alla Verità. In una comunità che non ha smarrito la funzione di guida lungo il sentiero, alla conquista del Sapere”.

Amare questo territorio, patria di civiltà millenarie, non è sufficiente predicare o agire bene, ma è necessario mettere in conto anche l’eventualità di perdere la vita.

Riflessioni e tanti interrogativi all’ombra delle intellighenzie, che tu ben conosci, adoperate a rendere feritile il terreno per continuare ad avvolge la Calabria, e i suoi figli, nel mistero. Hai dato voce alle vittime, alla gente onesta, a chi ha contrastato la ‘ndrangheta, ai nostri martiri, ai calabresi che portano la “‘Ndrangheta” esclusivamente “Addosso”, sulle proprie spalle come un fardello. Grazie, Gaetano, buona fortuna.

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