Menu
FanduCorriere Locride
Reggio Calabria. Il Circolo Culturale “G. Calogero” organizza il convegno “La Rivolta di Reggio del 1970 tra società cultura e storia”

Reggio Calabria. Il Circolo Cu…

In occasione del cinqu...

DIOCESI OPPIDO MAMERTINA - PALMI. Iniziato il delicato intervento di restauro della monumentale statua di San Girolamo a Cittanova

DIOCESI OPPIDO MAMERTINA - PAL…

È iniziato il delicato...

Gli alunni del “Gemelli Careri” di Oppido Mamertina alla quinta edizione del concorso “Archivio Nazionale dei monumenti adottati dalle scuole italiane”, con un corto su “lo scoglio dell’ulivo di Palmi”

Gli alunni del “Gemelli Careri…

Il progetto didattico,...

Poste Italiane contribuisce allo sviluppo economico e sociale del paese

Poste Italiane contribuisce al…

«Nel 2019 le attività ...

Bovalino: l'Adda richiede segnaletica e spazi per disabili

Bovalino: l'Adda richiede segn…

L'associazione Adda, s...

"Distanti", il nuovo libro edito da Falzea

"Distanti", il nuovo…

di Cosimo Sframeli Un...

Respinto il ricorso della Palmese retrocessa in Eccellenza. Adesso si va al Tar

Respinto il ricorso della Palm…

di SIGFRIDO PARRE...

Poste Italiane ottiene l’attestato ISO 26000

Poste Italiane ottiene l’attes…

L’Azienda aderisce al ...

UNHCR e Intersos a Camini per la Giornata mondiale del rifugiato  Incontri e dibattiti il 23 e 24 giugno nel paese dell'accoglienza

UNHCR e Intersos a Camini per …

UNHCR (Alto commissari...

Nour Eddine Fatty e l'esilio del flautista: «Nella Locride la presentazione del libro del grande musicista»

Nour Eddine Fatty e l'esilio d…

Dice di aver sempre pe...

Prev Next

Nota stampa di Santo Biondo (Uil Calabria) sullo sblocco delle Zone economiche speciali

Uil Regionale Calabria

Via F.Crispi 117 – 88100 Catanzaro

Tel 0961/ 061025  fax 0961/721228

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.uilcalabria.it

Catanzaro 3 agosto 2019

Lo sblocco definitivo delle Zone economiche speciali, annunciato dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi, è un fatto positivo. Lo è in considerazione del fatto che la Calabria attende, da tempo, di vedere finalmente operativa una misura che potrebbe segnare un’inversione di rotta sul piano economico per le aziende che investono in Calabria e per quelle che ancora non lo fanno ma vorrebbero farlo in un contesto produttivo moderno ed efficiente.

La vicenda, in queste ultime ore, sta assumendo dei contorni che ci preoccupano. Sembrerebbe infatti per volontà della stessa ministra Lezzi, che il governo voglia allargare l’istituzione delle Zes anche alle regioni del Nord Italia. La cosa non ci convince e non ci rassicura e pertanto chiediamo alla deputazione parlamentare calabrese e in particolare modo ai componenti della maggioranza di governo, di esprimersi con chiarezza rispetto a questa possibilità che qualora si verificasse andrebbe a depotenziare le prospettive di sviluppo del mezzogiorno e della Calabria. Siamo convinti, infatti, che le Zone economiche speciali debbano essere circoscritte alle regioni meridionali per non svilire il senso di un progetto che, davvero, potrebbe dare una scossa ad un’economia asfittica e in perenne sofferenza qual è quella calabrese.

Un panorama economico e produttivo che, come certificato dallo Svimez, è in recessione nel suo complesso, con la regione Calabria che, nel quadro meridionale, è la regione che soffre di più, che patisce una forte emorragia di giovani che, nell’assenza di prospettive, scelgono di lasciare questo territorio per riscattarsi e costruirsi il proprio futuro.

Davanti a questo quadro desolante il Governo non può continuare a girarsi dall’altra parte. Chi ha in mano la gestione della cosa pubblica italiana non può sottrarsi alle proprie responsabilità, deve accogliere i suggerimenti che come sindacato unitariamente abbiamo rivendicato nel confronto con il governo ovvero la messa in campo di un piano straordinario per il Mezzogiorno. Un piano sostenuto da un ingente investimento di fondi pubblici che si integrino con i finanziamenti europei e stimolino quelli dei privati. 

Un intervento straordinario per le regioni del Meridione d’Italia che è il punto centrale della piattaforma unitaria che Cgil, Cisl e Uil hanno presentato al Presidente del Consiglio Conte e che è stata il punto nodale della grande mobilitazione nazionale che si è svolta a Reggio Calabria lo scorso 22 giugno. Lo ribadiamo con forza: l’Italia riparte solo se riparte il Mezzogiorno.
Investimenti che, fra le altre cose, dovrebbero essere utilizzati per far ripartire concretamente il porto di Gioia Tauro e tutte le attività che ruotano attorno a quello che potrebbe e dovrebbe diventare l’hub intermodale più importante del bacino del Mediterraneo.

Quel porto i cui lavoratori sono finiti, loro malgrado, dentro un vespaio di polemiche sollevato dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal commissario Agostinelli. Affermazioni che vorremmo analizzare nella sostanza per poterle confutare, attraverso l’apertura di un confronto con azienda e Autorità portuale che abbiamo chiesto da tempo. Il dato dell’assenteismo e della produttività insieme agli investimenti e alla crescita occupazionale sono il cuore della missione contrattuale del sindacato. I problemi si affrontano con il confronto serio e maturo e non nei talk show. Pertanto si apra il confronto sullo sviluppo del porto e il sindacato come sempre è pronto a fare la sua parte. Siamo certi che la forza lavoro operante a Gioia Tauro, spesso sottoposta a critiche ingenerose, sia fortemente qualificata e motivata.

Chi gestisce la cosa pubblica in Italia, infine, deve pensare ad un serio intervento di ricostruzione della rete dei servizi sociali e civili in Calabria, partendo dal settore sanitario che, nonostante il Decreto Calabria, continua ad evidenziare notevoli ritardi e inaccettabili disfunzioni.

Santo Biondo

Segretario generale Uil Calabria

Leggi tutto

Uil Calabria: «l’avvio di una nuova stagione di concorsi pubblici è l’unica strada per riorganizzare la burocrazia calabrese»

Uil Regionale Calabria

Via F.Crispi 117 – 88100 Catanzaro

Tel 0961/ 061025  fax 0961/721228

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.uilcalabria.it

Catanzaro 20 luglio 2019

La Calabria deve essere messa in grado di proiettarsi verso una nuova stagione di concorsi pubblici per rendere efficiente la pubblica amministrazione in tutte le sue articolazioni. Solo così questo territorio potrà essere messo in grado di gestire e rendere realmente produttivi i fondi comunitari, vincere la battaglia contro la corruzione, il malaffare e l’ingerenza della criminalità organizzata.

Per accettare la sfida della digitalizzazione questa regione ha la necessità di reclutare figure professionali moderne e qualificate da inserire in tutti i settori dell’amministrazione pubblica per migliorare lo sforzo produttivo e amplificare sul territorio le buone prassi di un mondo del lavoro al passo con i tempi.

L’amministrazione regionale, invece, sembra scollegata dalla realtà. Il governo regionale, nonostante le promesse fatte all’atto del suo insediamento, non è riuscito a cambiare passo nel campo delle politiche del lavoro ed è rimasto ancorato ad una concezione ormai superata, quella di puntare tutto sulle politiche passive per gestire i frutti amari di una crisi senza precedenti. Soprattutto oggi, in tempi di reddito di cittadinanza, è una scelta è una discussione di retroguardia circoscrivere il tema del lavoro nella nostra regione a politiche che ha finisco per penalizzare il territorio regionale e mortificarne ogni possibilità di crescita economica e sviluppo sociale e non danno ai tanti disoccupati e inoccupati calabresi di costruirsi un percorso lavorativo stabile, duraturo e dignitosamente retribuiti. I dati allarmanti sul lavoro pubblico e privato in Calabria, che provengono da diversi istituti confermano quanto stiamo dicendo. La Calabria rischia la desertificazione al pari delle altre regioni del Mezzogiorno che stanno subendo un’emorragia generazionale senza precedenti.

Il Pil procapite dei cittadini calabresi sta facendo registrare cali a doppia cifra, come rilevato da un’analisi del centro studi “Impresalavoro”.

Se timidi segnali di ripresa sono stati registrati, in particolare da parte degli analisti dello Svimez, sono legati ad una nuova iniezione di investimenti privati e non certo grazie all’aiuto dello Stato che, in questi ultimi anni, ha frenato la sua disponibilità di investimento nelle regioni del Sud e, in particolare, in Calabria.

Lo stesso dicasi sul fronte delle percentuali occupazionali. Nella nostra regione un piccolo scostamento degli indici negativi su questo fronte si è segnalata solo grazie all’aumento dei lavoratori autonomi: occupati senza nessun tipo di garanzia e stressati da una tassazione altissima senza eguali nel panorama europeo.

Davanti a questa fotografia che racconta un tessuto economico e sociale fragile, disgregato e incapace di reagire alla crisi, la politica calabrese e il governo regionale non sono riusciti a invertire la marcia, a mettere a frutto i tanti fondi comunitari messi a disposizione dall’Europa. In questi è mancata in Calabria la definizione di una politica industriale regionale capace di costruire nel settore privato politiche del lavoro e della formazione capaci di sostenere le imprese dinamiche presenti nella nostra regione e favorire e incentivare l’occupazione di tanti giovani disoccupati, frenando così l’esodo ad incentivareUn dato per tutti. Nonostante la Calabria sia la regione italiana con il più alto tasso di disoccupazione giovanile e con la più alta percentuale di migrazione, gli ultimi dati sulla spesa del Fondo sociale europeo da parte della Calabria confermano questo territorio, divorato dalla povertà, all’ultimo posto fra le regioni italiane. Il ritardo, che noi avevamo segnalato in tempi non sospetti, è stato ribadito e cristallizzato dai commissari europei durante l’ulta seduta del Comitato di controllo sulla spesa del Por.

La Calabria, poi, è l’unica regione italiana a non aver dato attuazione ad un Piano di contrasto della povertà ed a favore dell’inclusione attiva, l’unico territorio che non ha ancora varato una strategia regionale organica per l’occupazione e lo sviluppo delle politiche attive. Tuttavia si continuano a sbandierare risultati positivi nell’utilizzo delle risorse comunitarie.

Nonostante le risorse a disposizione non si è stati in grado di mettere in campo una politica del lavoro che fosse in grado di mettere in campo misure incentivanti alla buona occupazione, occupazione di qualità, che metta la Calabria al riparo dal continuo, e non più sopportabile, ricorso a forme occupazionali contraddistinte da un forte precariato - come i tirocini formativi - che non aiutano i lavoratori a crearsi un futuro stabile e regalano alla politica la possibilità di sfruttare questo bacino a fini clientelari ed elettorali.

La sterile discussione sulle vertenze occupazionali calabresi andata in scena durante l’ultima seduta del Consiglio regionale ha messo in evidenza la scelta di retroguardia sostenuta dall’attuale giunta regionale, in continuità con il recente passato, sulle politiche del lavoro. La Calabria non ha bisogno di altro precariato ma sente l’urgenza di addivenire, nel più breve tempo possibile, alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari e della programmazione di investimenti per la creazione di lavoro stabile, certo e duraturo.

Nonostante le risorse a disposizione, infatti, non si è stati in grado di mettere in campo una politica del lavoro che fosse utile a produrre misure incentivanti della buona occupazione, di una occupazione di qualità, che metta la Calabria al riparo dal continuo, e non più sopportabile, ricorso a forme occupazionali contraddistinte da un forte precariato - come i tirocini formativi - che non aiutano i lavoratori a crearsi un futuro stabile, mentre regalano alla politica la possibilità di sfruttare questo bacino a fini clientelari ed elettorali.

Siamo convinti che in Calabria il lavoro debba essere sottratto al ricatto occupazionale e che la pubblica amministrazione presente in questa regionale sia sottodimensionata rispetto alle sfide che arrivano dal territorio.

Davanti a questo quadro d’insieme, infine, riteniamo che l’avvio di una nuova stagione di concorsi pubblici sia l’unica strada percorribile per riorganizzare la burocrazia calabrese e, allo stesso tempo, stimolante i giovani calabresi a rimanere in questo territorio, a lavorarci, ad accettare questa sfida per rendere effettivamente operativa la pubblica amministrazione calabrese.

Santo Biondo

Segretario generale Uil Calabria

Leggi tutto

Nota stampa del Segretario generale Uil Calabria: «sulle criticità della depurazione la nostra Regione è in ritardo»

Uil Regionale Calabria

Via F.Crispi 117 – 88100 Catanzaro

Tel 0961/ 061025  fax 0961/721228

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.uilcalabria.it

Catanzaro 13 luglio 2019

Come ogni anno con l’arrivo della stagione estiva si moltiplicano le segnalazioni, da parte di bagnanti preoccupati, sullo stato di salute dei nostri mari. Fra fake news, dati ufficiali dell’Arpacal sulla balneabilità delle acque, una certezza ci deve preoccupare: la Calabria è ancora in forte ritardo sul fronte della completa depurazione delle proprie acque nere. Non siamo noi a dirlo ma i commissari europei che stanno tenendo sotto controllo i dati del Programma operativo regionale: quello che avrebbe dovuto cambiare in meglio, grazie ai finanziamenti europei, il volto della nostra regione.
Ebbene, durante l’ultima riunione del Comitato di sorveglianza del Por Calabria il ritardo della Calabria su questo fronte è stato, ancora una volta, sottolineato dagli emissari dell’Unione europea. Quello della depurazione, hanno sottolineato i commissari, è un settore in cui bisogna migliorare, in cui la strada da fare è ancora tanta.

Il meccanismo che regola questo settore è complicato, gli ingranaggi che devono incastrarsi alla perfezione sono quelli della Regione e dei vari comuni disseminati sul territorio (ai quali spetta il compito di preparare i bandi per la costruzione dei depuratori), il cammino è irto di difficoltà e disseminato di vari procedimenti di infrazione per la Regione Calabria, ma bisogna provarci. Bisogna ribaltare questa inaccettabile situazione di stallo.

E’ necessario quel concreto cambio di passo che la Calabria attende sull’approvazione della legge di riforma del sistema idrico integrato regionale. Come abbiamo messo nero su bianco già da tempo, infatti, la concreta realizzazione, del ciclo integrato delle acque gestito da un soggetto unico regionale che faccia riferimento alla “AIC” non è più rinviabile, anche alla luce dei diversi punti di criticità che, durante il periodo estivo, ha fatto registrare il sistema di depurazione calabrese. A ciò si aggiunga il ritardo strutturale del ciclo della depurazione che, se non messo a norma in tempi rapidi, potrebbe obbligare il territorio a sopportare il peso economico delle violazioni accertate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea.

Lo ripetiamo con forza: lo stato dell'arte di questo settore deve essere maggiormente attenzionato. La questione necessita di un confronto serrato e articolato in più incontri operativi. E' necessario scendere nel dettaglio su Sorical e sul sistema idrico integrato e di tutto il ciclo delle acque bianche e dei reflui. 

Oggi, ancora una volta, chiediamo alla Regione di riprendere il confronto per ragionare sul futuro di Sorical, sul come questa azienda che ha grandi potenzialità, accresciute dalla professionalità impagabile dei suoi lavoratori, possa ripartire. Invitiamo, poi, l'amministrazione regionale a confrontarsi, per superare l'attuale fase di commissariamento, che non è stato capace di programmare concretamente lo sviluppo della Sorical, ripartire e trasformare questa partecipata regionale nello strumento adatto a rifondare il sistema idrico integrato della Calabria e, soprattutto, offrire ai cittadini calabresi l'opportunità di godere appieno della invidiabile dote idrica del nostro territorio.

Santo Biondo

Segretario generale Uil Calabria

Leggi tutto
Subscribe to this RSS feed