Menu
Corriere Locride
"Riace che incontra il mare". Martedì 19 all'hotel Federica di Riace Marina la prima presentazione del romanzo di Giuseppe Gervasi

"Riace che incontra il ma…

Inizia martedì 19 nove...

Elezioni Regionali. Santo Biondo (Uil Calabria): «Siamo disponibili al confronto costruttivo con chi ne abbia la volontà»

Elezioni Regionali. Santo Bion…

«Che i bisogni della C...

Bovalino. "Emergenza rifiuti": Avviso del Sindaco  Avv. Vincenzo Maesano

Bovalino. "Emergenza rifi…

C O M U N E  ...

Nasce "il Sipario", la nuova rivista calabrese diretta da Vincenzo Varone

Nasce "il Sipario", …

il SIPARIO Periodico ...

Riace: «Trifoli resta alla guida del suo Comune e continua a portare avanti il suo impegno con gli elettori»

Riace: «Trifoli resta alla gui…

RIACE - Con ordinanza ...

Nota stampa del del Partito Comunista su Ospedale di Polistena e sanità calabrese

Nota stampa del del Partito Co…

«Alla vigilia del Cons...

Camini (RC): «Il poliambulatorio Jimuel è una straordinaria realtà per il diritto alla salute oltre qualunque barriera, si scongiuri la chiusura»

Camini (RC): «Il poliambulator…

«La Eurocoop Servizi J...

Siderno (RC): domenica 10 novembre al Mondadori Bookstore Francesco Musolino presenta "L'attimo prima" (Rizzoli)

Siderno (RC): domenica 10 nove…

Cosa succede quando la...

Bovalino (Rc): FISDIR-Torneo delle Regioni. Anche due atleti del Bovalino calcio a 5 nella comitiva calabrese

Bovalino (Rc): FISDIR-Torneo d…

Saranno tre giorni di ...

Bovalino. Fratelli d’Italia: «Bruno Squillaci riconfermato Commissario cittadino del Partito»

Bovalino. Fratelli d’Italia: «…

«Il Commissario provin...

Prev Next

Assegnati alla Locride fondi Pisl per oltre 11 milioni di euro

L’assessorato regionale alla Programmazione nazionale e comunitaria è stato il teatro per la sottoscrizione della programmazione Pisl STL Locride tra il presidente della regione Mario Oliverio e il capofila del Consorzio Locride Ambiente Vincenzo Loiero.

I comuni che beneficeranno dello scorrimento della graduatoria saranno Samo, San Giovanni di Gerace, Sant’Ilario dello Jonio, Martone e Riace, mentre sono previsti piccoli interventi anche per molti altri comuni della Locride per un importo complessivo di 11 milioni e 700.000 euro di cui 4 riservati all’aiuto delle imprese territoriali.

Leggi tutto

Chiesa di San Giovanni Battista - San Giovanni di Gerace

Questa settimana, il mio viaggio per mostrarvi la bellezza nella Locride fa tappa a San Giovanni di Gerace, piccolo centro del versante jonico delle Serre, posto su uno sperone digradante verso la confluenza delle fiumare Cuturello e Levadia. Le origini di San Giovanni di Gerace risalgono all’epoca bizantina-basiliana (VI-XI sec. d.C.), quando iniziarono le incursioni dei monaci bizantini sulle coste reggine e le popolazioni trovavano riparo nell’entroterra. Il nascente centro abitato, sorto attorno all’oratorio basiliano era originariamente diviso in due blocchi urbani: Jusu Casali (parte bassa del paese) e Susu Casali (parte alta); a loro volta, queste zone si componevano di “rughe” (rioni) o “vineji” (stradine) contraddistinte da nomi identificativi. Le più popolate erano: u vajuni, jusu casali, u palazzu e u furmali. Proprio attorno al centro abitato, a seguito dell’immane cataclisma sismico del 1638, fu eretta la Chiesa di San Giovanni Battista (patrono del paesello), all’interno della quale vi fu installata una confraternita omonima, istituita a seguito dei Decreti Reali di Ferdinando II di Borbone.

Nella Chiesa, protagonista della mia rubrica di oggi, si conserva un’antica statua lignea del Battista, opera ottocentesca di scuola partenopea, restaurata da Rocco Murizzi (scultore oppidese) nel 1889, da Fortunato Salerno (scultore geracese) nel 1994 e da Corrado Armocida nel 1983, il quale ha accettato di incontrarmi e raccontarmi come ha operato. Corrado Armocida è nato a Gioiosa Jonica il 1 giungno 1939; autodidatta, fin da giovane ha coltivato l’hobby della pittura che lo ha portato a sviluppare una sua personalissima tecnica che rende le sue opere inconfondibili. Le sue tele sono sparse dappertutto e adornano le pareti di parecchie chiese della zona; grazie alla sua produzione artistica, che cresce di giorno in giorno, il maestro Armocida ha ricevuto numerosissimi premi, anche di altissimo livello, che lo rendono motivo di orgoglio per Gioiosa Jonica, sua terra, e per tutta la Locride.

E’ mercoledì sera, fuori piove, arrivo un po’ in ritardo (come sempre); il Maestro Armocida mi aspetta in un noto bar gioiosano, dove proprio lui si è occupato di dipingere le pareti ed il soffitto, rendendolo un luogo che fa gioire la gola ma soprattutto gli occhi; inizialmente, provo imbarazzo ma, come solo i grandi sanno fare, mi mette subito a mio agio, sorridendo spesso e iniziando a parlarmi dell’argomento d’interesse: “La Chiesa di San Giovanni è la più antica delle tre presenti in questo paese ed è anche quella alla quale gli abitanti sono più affezionati; è una struttura armonica, decorata con pregevoli stucchi, fregi, angeli, tutti fatti a mano, di valore inestimabile. Oltre all'altare maggiore che è il più grande, ai lati sono presenti altri due altari di dimensioni più modeste: quello della parete di destra, con una grande tela ad olio raffigurante la Madonna del Carmine e quello della parete di sinistra, dedicato a San Francesco di Paola, con una tela ad olio di autore anonimo, raffigurante il Santo, risalente ad un’epoca antecedente alla costruzione della chiesa.” Mi incanto a sentir parlare il Maestro Armocida e rimango sorpresa dal fatto che ricordi ogni minimo dettaglio con tanta perizia. Gli chiedo di continuare. “Sempre sul lato sinistro, c’è una mia tela, molto grande, raffigurante il Battesimo di Cristo. Gli ultimi lavori di miglioramento all’interno della Chiesa sono stati la costruzione della sacrestia, il rifacimento del tetto ed il restauro di una parte della statua di San Giovanni Battista del quale mi sono occupato personalmente. Quando sono andato a visionare la statua, mi sono accorto che era danneggiata, in particolar modo il polpaccio sinistro; per cui, l’ho tagliato, ricostruito di sana pianta e incollato; il tutto grazie all’aiuto di un maestro fabbro del luogo, Vincenzo Papandrea, che ha costruito un meccanismo in ferro affinché il piede della statua sostenesse l’intero peso della struttura e di un falegname locale, Gianluca Deluca, che mi ha procurato lo stesso legno della statua oggetto del restauro (tiglio) e mi ha supportato fino alla fine del lavoro. Mi sono messo alla prova, ho eseguito tutte le operazioni  di riqualificazione all’interno della Chiesa, innanzi al pubblico che, spesso, incuriosito, veniva a guardare i progressi; ad opera compiuta, posso dirti che ero soddisfatto. E anche il popolo sangiovannese lo era. A coadiuvare la scultura, è stato Raffaele Pata, operaio di un noto architetto di strutture sacre, il quale ha costruito e decorato l'edicola.” Interrompo il Maestro e chiedo, rompendo la magia delle sue parole con il mio insano pragmatismo, chi ha finanziato il restauro; Corrado Armocida fa una smorfia simpatica e mi dice “Tu sei giovane, hai senso pratico ma all’epoca non funzionava come adesso. Innanzitutto, sappi che il popolo sangiovannese è molto legato alle proprie Chiese; il loro impegno principale, dopo la famiglia, è la chiesa. I fondi utilizzati all’epoca, per l’esattezza 800.000 lire consegnatimi a fine lavoro dal Sindaco pro tempore Giovanni Pittari, sono stati interamente donati dagli abitanti del luogo al prete, detto “u canonicu”, il quale girava di casa in casa per reperire fondi.”

Mentre il Maestro Armocida discute con me, a me sembra di visualizzare tutto ciò che dice: un salto in un passato che non ho mai vissuto e che mi appare distante, ma così nitido da sentirmi parte di esso. Intanto sorseggiamo un caffè ed il Maestro Armocida, come un fiume in piena, continua a parlarmi di San Giovanni, delle sue chiese, aggiungendo ulteriori dettagli ai racconti fattomi; mi svela che, parecchi anni fa, nel pieno della sua attività politica, si è occupato di un finanziamento che ha portato a San Giovanni 21.000.000 di lire che hanno permesso il rifacimento delle capriate e la riedificazione del soffitto all’interno della Chiesa ad opera del geometra Giovanni Vumbaca e del Mastro Peppe Fazzolari. In seguito, si incupisce nell’informarmi che oggi, la Chiesa di San Giovanni Battista, purtroppo, è inagibile a causa del crollo di una parte di campanile dopo un violento temporale. Auspicando che la Chiesa venga presto rimessa in sicurezza cosicchè tutti la possano ammirare, mi rendo conto che non sempre la bellezza è negli occhi di chi guarda; a volte, come oggi, la bellezza è nascosta nei racconti e nelle attività degli artisti, i quali ci svelano i processi che ci portano ad emozionarci di fronte alle proprie opere. Se è vero quanto appena asserito, la bellezza di Corrado Armocida sarà eterna. 

*Un grazie speciale a Corrado Armocida per la disponibilità, per l'affabilità e per il tempo che mi ha dedicato. 

Leggi tutto

San Giovanni di Gerace. Domani 23 novembre si concludera' l'Anno Giubilare parrocchiale.

Si concludera' domani, domenica 23 novembre, l'Anno Giubilare della parrocchia di Santa Maria Assunta di San Giovanni di Gerace.
L' Anno Giubilare e' stato concesso da papa Francesco a don Vincenzo Tassitani in occasione del quattrocentesimo anniversario dell'edificazione della parrocchia.
La chiesa quattrocentesca, intitolata alla Beata Vergine Maria Assunta in cielo, fu eretta a parrocchia l'8 dicembre 1613 dal vescovo Orazio Mattei il quale  immise, come primo parroco, don Prospero Giglio. Nel 1753 venne istituita l'arcipretura del vescovo Cesare Rossi dando al parroco don Francesco Lauro il titolo di primo arciprete.
Per ricordare il quattrocentesimo anno della fondazione della parrocchia e l'anno giubilare della stessa ( 24 novembre  2013 - 23 novembre 2014), il 22 maggio scorso, in collaborazione con l'amministrazione comunale, e' stata posta una lapide commemorativa.
"Nell'Antico Testamento - ci spiega don Vincenzo  Tassitani - il Giubileo e' un anno che ricorre ogni cinquant'anni ed e' dedicato alla 'remissione dei debiti' e alla  restituzione della terra ai proprietari originari. Nel Nuovo Testamento Gesù si presenta come colui che porta a compimento l'antico Giubileo, essendo venuto 'a predicare l'anno di grazia del Signore'. L'anno giubilare viene chiamato anche 'anno santo' non solo perche' si inizia, si svolge e si conclude con solenni riti sacri ma anche perche' e' destinato a promuovere la santità della vita".
Nel corso dell'anno giubilare appena trascorso, la Penitenziaria Apostolica, con mandato del Sommo Pontefice ha elargito l'indulgenza plenaria. "L'indulgenza plenaria - dice don Vincenzo - e' la remissione, dinanzi a Dio, della pena temporale per i peccati già rimessi in quanto colpa che, tuttavia, continuano a lasciare nell'anima dei 'residui' che non la rendono totalmente aperta alla grazia di Dio. L'indulgenza cancella totalmente anche i residui del peccato purificando e rinnovando completamente l'uomo. L'acquisto delle indulgenze esige determinate condizioni, prima fra tutte l'aver confessato i peccati, ricevere l'eucaristia e pregare secondo le intenzioni del papa. Successivamente e' necessario compiere opere di pieta', di carità e di penitenza".
La cerimonia di chiusura avverra' nel corso di una Messa solenne a cui parteciperanno le autorità cittadine. La celebrazione sarà accompagnata dallo spegnimento della lampada la cui accensione, affidata a don Vincenzo e all'ex sindaco Giovanni Mario Pittari come segno di unita' e comunione tra autorità civile e religiosa, aveva simbolicamente dato inizio all'anno giubilare.
La lampada, con la sua luce, ci rimanda a Cristo, luce delle genti. Le famiglie sangiovannesi l'hanno accolta con fede nelle loro case, segno di totale adesione a Cristo e alla sua parola.
Leggi tutto
Subscribe to this RSS feed