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Taurianova. Nota stampa del Sindaco Fabio Scionti, sullo speciale di Presa Diretta andato in onda lunedì 4 febbraio su Rai 3

TAURIANOVA - «In qualità di Presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ambito territoriale di Taurianova, sento il dovere e la necessità di esprimermi in riferimento allo speciale di Presa Diretta sul tema “Contrasto alla povertà e politiche di housing sociale”, andato in onda lunedì 4 febbraio 2019 su Rai 3.

Questa necessità è emersa poiché il Responsabile del Terzo Settore del Comune di Taurianova era stato contattato dalla redazione di Presa Diretta, rilasciando un’intervista sui progetti messi in campo nell’Ambito territoriale che mi pregio di presiedere. Il racconto del Responsabile Dott. Andrea Canale non è però andato in onda e nessun riferimento è stato fatto, durante la trasmissione in oggetto, circa gli importanti progetti che nel nostro territorio si realizzano, con grande impegno e sacrificio, sul fronte delle politiche sociali.

“Chi nasce povero rimane povero, ma a che punto siamo con le politiche sociali?” È questa la domanda che si è posta la redazione di Presa Diretta. Le premesse per delineare lo stato di salute del Welfare nazionale e locale c’erano tutte. Una giornalista in giro per l’Italia, il viaggio da Nord a Sud e il tipico schema di contrapposizione tra storiche e irrisolte criticità, ed esempi virtuosi, entrambi portati agli estremi: o sei all’inferno o sei al paradiso, nel mezzo nemmeno l’ombra di un dubbio che, forse, senza scomodare Cicerone, è bella la casa ma a volte solo perché descritta dal suo padrone.

Interessante questa contrapposizione, che pare, però, per il giornalismo d’inchiesta, esista solo da Roma in su, come se esistesse a prescindere, un meccanismo di conformazione sociale, che al centro nord porta all’adesione a circoli virtuosi e ad al sud a circoli viziosi.

Lo schema funziona, chi ascolta la narrazione giornalistica è investito da contrapposizioni di argomenti, posti anche in situazioni completamente differenti ma sempre attinenti all’argomento trattato; è il giornalismo d’inchiesta, quello dei mille punti di vista e dell’ampia panoramica, della triste realtà, quasi sempre descritta dalla controparte, da chi è sopraffatto, che sconforta l’ascoltatore che per un attimo si sente solidale e anti sistema, ma in fondo gli riserva una speranza quando allo stesso viene servito l’esempio virtuoso, spesso descritto dal protagonista e mai dalla controparte.

Chi nasce in Calabria rimane Calabrese, ci viene da pensare, perché ci chiediamo e domandiamo, possibile che in Calabria non esistano esempi virtuosi? Possibile che, nello spegnere la TV rimane l’amarezza di un apparente segno di speranza, che l’aver descritto uno e uno solo esempio virtuoso avrebbe potuto lasciarci?

È stato bello quando, sollecitati dalla redazione di Presa Diretta, abbiamo raccontato la nostra esperienza di amministrazione virtuosa, non lo abbiamo fatto di nostra volontà, abbiamo aspettato, sicuri del nostro operato, che qualcuno si accorgesse di noi. Non lo abbiamo mai sperato e preteso, non abbiamo bisogno né di visibilità né di pubblicità, ma se veniamo eletti ad esempio virtuoso, perché riconosciuti come un’isola felice in un contesto difficile e pieno di criticità, se questo riconoscimento è frutto non di un’operazione auto referenziale fine a se stessa, ma di risultati visibili e tangibili, ci chiediamo perché non rappresentare ciò che è, consapevoli che le criticità ancora prevalgono, e invece rappresentare in modo approssimativo ciò che conviene ed è più facile rappresentare?

Avete raccontato quello che è, quello che potrebbe essere, ma avete dimenticato quello che dovrebbe essere e ci duole perché un piccolo esempio virtuoso in Calabria esiste, che in fondo è quello che appunto dovrebbe essere, e voi lo sapevate perché ci siete venuti a cercare. Ci siamo guardati, confrontati e non abbiamo fatto fatica a convincervi che esiste una speranza anche da noi.

Pertanto, non vi rimproveriamo di non averci capito, ma di averci illuso che il nostro esempio di buona amministrazione, che voi stessi ci avete riconosciuto, non sia diventato testimonianza, testimonianza di una Calabria che cova una speranza.

Se ci è riconosciuta una certa capacità nella gestione integrata dei fondi rivolti al welfare, non di certo volevamo essere eretti a spot per la Calabria, non di certo cercavamo proclamazioni pubbliche. Cercavamo invece una speranza che abbiamo seminato e che volevamo testimoniare. Vogliamo considerarla un’occasione mancata e non una scorrettezza, ci basta sapere che anche se nella narrazione ci avete dimenticato, avete capito da quale parte stiamo. Ci avete cercato e ci avete trovato, e ci ritroverete con lo stesso entusiasmo e con la stessa speranza di sempre».

Taurianova, 6 febbraio 2019

Ing. Fabio Scionti

Sindaco di Taurianova

Presidente della Conferenza dei sindaci

Ambito territoriale di Taurianova

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"I burattinai di Reggio e il silenzio della società civile"

Riceviamo e pubblichiamo. 

di Nuccio Azzarà - Dopo l’inchiesta giornalistica “I mammasantissima” andata in onda su Rai3 il 25 settembre scorso nella nota trasmissione “PresaDiretta” condotta da Riccardo Iacona, in cui si è trattato il tema della lotta alla criminalità organizzata e di come si intreccino gli interessi della politica, della ‘ndrangheta e della massoneria, mi sarei aspettato da parte della società civile la prospettazione di una congrua ed approfondita riflessione, riguardo allo scenario devastante rappresentato in tv. Da chi preposto, altresì, politicamente e moralmente sarebbe dovuto promanare, senza indugio, un segnale di presenza, l’orgoglio di palesare un distinguo, un sincero ed onesto richiamo all’esistenza, anche, di una comunità onesta e laboriosa. Invece il silenzio più assoluto. Il silenzio non si può accettare, non si addice a questa circostanza, è ingombrante e sospetto, suona come complicità è l’accettazione della condanna irrimediabile senza appello. Mentre la città sprofonda ulteriormente nella confusione e si smarrisce sotto i colpi dell’ennesima esposizione al pubblico ludibrio nazionale, si sono tutti abilmente dileguati. Si fa finta che nulla sia successo. Ormai da decenni Reggio e la sua provincia viaggia su una frequenza incomprensibile dove tutto è plausibile, dove come in una nota canzone di Francesco Guccini non si distingue più il falso dal vero. Anche quel poco che l’immaginario collettivo percepiva e santificava come buono, si liquefa nel racconto storico-giudiziario per le rappresentate innaturali commistioni, per gli appoggi diretti o indiretti ricevuti dal malaffare. Tutto viene dipinto a tinte fosche, l’individuo perde i connotati di originalità distintiva assorbito in una massificante marmellata dove per la nota vicenda delle percentuali di appartenenti alla ‘ndrangheta, ciascuno di noi, per la famosa legge statistica del pollo, si può svegliare malavitoso senza saperlo. Benché assetati di verità, rischiamo di non capirci più nulla, di dubitare di tutto e tutti, laddove l’orientamento dell’opinione pubblica potrebbe fare la differenza. La metafora del “magnete” che distorce l’immagine del televisore, enunciata dal magistrato Giuseppe Lombardo, cogliendo nel segno è, infatti, una rasoiata per chi è cresciuto culturalmente cercando di custodire gelosamente il proprio senso critico. Appariamo tutti inermi, annichiliti, indifesi ed impossibilitati a dare un verso alla nostra vita privata e pubblica di fronte al manifestarsi di strategie palesi ed occulte esplicitate con violenza inaudita da poteri dediti al perseguimento di finalità criminali. La cosa peggiore è che tutto ciò imperverserebbe determinando, distorcendo, indirizzando senza che il normale cittadino, se ne accorga e sia padrone del proprio destino.

Quante analisi e rappresentazioni della realtà abbiamo subìto nel tempo senza che queste abbiano mai sortito un minimo di contributo per migliorare il presente e dare un segno di speranza per il futuro, ieri era il “superpartito” ad angosciare il nostro senso di libertà ed autodeterminazione, oggi sono i servizi, la massoneria deviata e la ‘ndrangheta visibile e invisibile. Ma come per il passato, anche oggi, disconosciamo i nomi dei “burattinai” che “viaggiano sull’aereo” e condizionano dall’alto sia il “treno a bassa che ad alta velocità” con tutti i vagoni al seguito. Nulla di più strano che quanto occorso ai giudici Cordova e Neri, al giudice Macrì (vedi le sue dichiarazioni rese durante la trasmissione di che trattasi), ed ai vari coraggiosi magistrati che si sono succeduti nel tempo, sino al dr. Pignatone non avvenga anche per l’attuale valoroso Procuratore Cafiero De Raho, il quale appena comincerà ad identificare e perseguire i vari passeggeri dell’aereo, evocato dal pentito Fiume, si trovi applicato presso altre sedi più o meno prestigiose della nostra. I giudici, come d’altronde i prefetti ed i vertici delle forze dell’ordine, passano mentre noi rimaniamo... a cardare la lana, ed in quello che, a tutta ragione, ha il sapore di un incubo democratico, rimane l’amara consapevolezza, anche in chi opera nel mondo del lavoro, che ogni fattivo anelito di libertà o sano esempio di ribellione può essere spazzato via facilmente se dovesse rappresentare un pericolo per il “sistema”.

Nuccio Azzarà, Segretario Generale Uil Reggio Calabria

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La Calabria e le sue enormi risorse in onda, nuovamente, su Presa Diretta, Rai 3

La puntata di “Presa Diretta”, andata in onda domenica scorsa, che ha messo a nudo la Calabria, sotto tutte le sfaccettature, positive e negative, torna su Rai3 sabato pomeriggio alle ore 16.30, fascia oraria fruibile anche dai più piccoli.

Problematiche, risorse, qualità e bellezze della nostra regione sotto la lente d’ingrandimento. Iacona nel denunciare “le bruttezze di una terra spesso generate dall’uomo avido di cemento e non solo”, riscopre anche l’arte, il cibo, l’agricoltura, il paesaggio di una regione che se solo valorizzasse questi beni, arricchirebbe l’intero Paese. “Quello che abbiamo scoperto in Calabria vale per tutta l’Italia che è un tesoro da accarezzare”, ha spiegato Iacona, “se solo si valorizzassero tutte queste risorse e non si abbandonasse il territorio la Calabria sarebbe una regione ricca”. “La Calabria non è solo ‘ndrangheta malaffare e malapolitica. C’è tanta gente che sta già costruendo la Calabria del futuro” che la dice lunga su uno stile di fare giornalismo che, a differenza di quanto qualcuno rimprovera, non è preconcetto ma, al contrario, racconta le storie con stile semplice e diretto. Iacona con la sua inchiesta dimostra che forse non tutto è perduto per la Calabria, basterebbe solo una presa di coscienza vera per voltare pagina e riprogrammare il futuro. 

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