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Dieni e Morra, M5S: "Parteciperemo al sit-in per il porto di Gioia Tauro"

"Sosteniamo con convinzione l'iniziativa del Sul a favore del rilancio del porto di Gioia Tauro e parteciperemo al sit-in del 22 agosto, confrontandoci con loro per individuare soluzioni" con queste parole Federica Dieni e Nicola Morra, parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle, si schierano col sindacato e con lo sciopero dei lavoratori che chiedono un intervento per lo scalo calabrese.

"Il porto di Gioia Tauro" continuano, spiegando i motivi dell'appoggio all'agitazione "potrebbe essere un fattore di rilancio per il nostro territorio e per il sud, vero motore dell'Italia nel Mediterraneo. Esso vive invece in una fase di sospensione e di inerzia in cui tutte le sue potenzialità vanno pian piano ad esaurirsi. Ciò che non possiamo accettare è che il porto di Gioia Tauro, uno dei più importanti del Mediterraneo per le merci ed hub di rilevanza strategica nazionale, venga soffocato dalla mancanza di progettualità. E' grave soprattutto il sospetto che si voglia tentare, mettendo da parte lo scalo calabrese, di favorire altre realtà. Questo ci porta ad unirci ai lavoratori, come cittadini portavoce del Movimento 5 Stelle, per domandare con loro di voltare pagina rispetto al lassismo dei nostri governanti e pretendere una strategia di rilancio per Gioia Tauro. Per questo cercheremo con loro un dialogo aperto, secondo quello che è il nostro metodo: individuare proposte concrete da rilanciare tanto a livello locale che in Parlamento per contrastare il declino dello scalo."

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Porto Gioia Tauro: Sequestrate dieci tonnellate di sigarette di contrabbando

Dieci tonnellate di sigarette di contrabbando sono state sequestrate nel porto di Gioia Tauro dai militari della Guardia di Finanza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Gioia Tauro.

Le sigarette erano nascoste in un container proveniente dal porto di Dubai.

Le indagini dei finanzieri sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi. Il valore delle sigarette ammonta a 2 milioni di euro.

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Irto, Pd: "Porto Gioia Tauro al servizio della Calabria, ruolo strategico per il Mezzogiorno"

"E’ un fatto positivo che il Governo si avvii a varare, su proposta del ministro Delrio, il Piano nazionale per la portualità e la logistica. Fino ad oggi il nostro paese ha rinunciato (sulla base di uno sfondo di culture nordiste che hanno danneggiato l’economia dell’intero paese) a potenziare e mettere in rete il proprio sistema portuale che, considerate le caratteristiche geografiche dell’Italia e, soprattutto, del mezzogiorno e delle isole, può diventare la marcia in più che serve al paese rispetto alla produzione delle risorse e della ricchezza. L’Italia è interamente dentro un mare, il Mediterraneo, che torna ad essere uno dei grandi centri del traffico mondiale, luogo attraversato da quasi il 40 per cento delle merci che si producono in tutto il mondo.

Anche la drastica riduzione delle autorità portuali da 24 a 8 è da considerare un fatto positivo perché sottrae l’insieme dei porti alle spinte localistiche e punta a inserirle in un progetto nazionale unitario dove ciascun territorio gioca fino in fondo le proprie potenzialità, senza farsi distrarre da risse campanilistiche e da altri obiettivi.

Giusta, infine, la scelta di accorpare le autorità portuali dell’Italia meridionale e insulare secondo i propri territori per cui tutti i porti della Sardegna sono in un’unica portualità, come in Campania, come in Puglia e nessuna regione fa parte di sistemi portuali diversi.

La cosa che però diventa incomprensibile, e va rivista, è la soluzione che il Piano propone per la Calabria il cui territorio si vorrebbe accorpare a Messina, da sempre inserita nel sistema economico portuale Augusta, con Catania e Siracusa. Tale progetto, che nello schema allegato al Piano viene definito “Sistema autorità portuale Calabra e dello Stretto” rischia di creare un pasticcio istituzionale e di paralizzare fino a vanificarle potenzialità straordinarie della portualità calabrese (spegnendo sul nascere le giuste ambizioni di Crotone e Corigliano) e di umiliare le potenzialità, fin qui realizzate solo in piccola parte, del porto di Gioia Tauro a cui, invece, la stessa logica del Piano assegna una funzione rilevantissima nella strategia d’insieme della portualità italiana, anche in considerazione della megastruttura lì esistente e del patrimonio di alta professionalità delle maestranze ormai ricche di una esperienza universalmente apprezzata.

Se a questa difficoltà, vero e proprio colpo alle speranze della Calabria, si aggiungono le voci di un presunto spostamento dell’autorità portuale da Gioia Tauro a Messina dovremmo registrare il definitivo tramonto dell’ipotesi di fare del Porto di Gioia un traino con la centro la Calabria e tale da contribuire ad aiutare tutto il Mezzogiorno (pur accennato nel Piano).

Ecco perché bisogna chiedere al Governo con determinazione la costituzione di un’autorità portuale organica alla Calabria, rispettando la naturale collocazione di Messina con la Sicilia, senza dar peso alle spinte localistiche che da quella città vorrebbero scardinare l’accorpamento siciliano e quello calabrese e, nello stesso tempo, pretendere la inamovibilità della sede dell’autorità portuale a Gioia Tauro".

Nicola Irto, Consigliere Regionale della Calabria

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