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Porto Gioia Tauro - Dieni, M5S: "E' giunto il momento di cambiare rotta"

"Ho preso un impegno con i lavoratori del porto, quello di attivarmi alla prima seduta della Camera per Gioia Tauro. Così ho fatto" è con queste parole che la deputata reggina del Movimento 5 Stelle Federica Dieni annuncia la presentazione di un'interrogazione a risposta orale al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

"L'atto presentato è ovviamente solo un primo passo e non mi illudo che possa risolvere la situazione. Spero tuttavia di poterlo discutere al più presto a Montecitorio in modo far emergere con il massimo risalto un dato chiaro: se si continua in questa direzione, riguardo al Porto di Gioia Tauro, si va a sbattere. A fronte dei molti allarmi che arrivano da più parti, studiosi, lavoratori, industriali, è da irresponsabili far finta di nulla. Senza interventi, col lassismo dimostrato dalla politica in questi anni, il Porto di Gioia Tauro è destinato a perdere in competitività, volume di merci e posti di lavoro. Se non verranno poste in essere iniziative che vanno da una fiscalità più vantaggiosa ad un più puntuale collegamento infrastrutturale, se non si penserà allo scalo in un'ottica strategica per il Mezzogiorno, non potremo che assistere al trasferimento dei traffici nei porti del nord. Un'azione può certamente essere quella della Zes, proposta presentata in Parlamento dal Consiglio regionale calabrese, che però ancora attende di essere calendarizzata e che rischia di avere tempi lunghi. Deve per questo essere affiancata da altre misure, come la rimodulazione delle tasse d'ancoraggio che ancora oggi frenano ogni slancio in termini di competitività dello scalo, fino alla riduzione delle accise sul carburante. Ci sono poi azioni immediate di sostegno che può porre in essere la Regione."

"Il Porto di Gioia Tauro" conclude la parlamentare "è uno strumento fondamentale per Reggio e per la Calabria. Occorre ragionare su come salvarlo. L'unica cosa che non permetterci di fare è stare fermi: ne va di migliaia di posti di lavoro e della più grande opportunità di sviluppo economico della zona."

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Nucera, Sel, insieme ai lavoratori del Porto di Gioia Tauro

Il capogruppo de La Sinistra in Consiglio regionale Giovanni Nucera ha ritenuto doveroso essere presente oggi, 22 agosto, alla manifestazione indetta dal Coordinamento Portuali SUL Gioia Tauro per rilanciare l’attenzione sulla situazione del Porto di Gioia Tauro.

Quello che sta avvenendo a tanti lavoratori e lavoratrici non può essere accettato e fatto passare così in sordina, ma deve rimanere alta l’attenzione dell’opinione pubblica.

Per questo motivo oggi siamo stati insieme ai tanti lavoratori del porto di Gioia Tauro che, nonostante i diversi proclami di sviluppo sciorinati in periodo elettorale sta vedendo progressivamente diminuire le attività che lo avevano portato ad essere il primo porto del Mediterraneo.

Trecentocinquanta lavoratori vengono messi in cassa integrazione senza possibilità di riassorbimento. Si tratta di un numero abnorme su cui si abbatte la mannaia della crisi e della disperazione per tante famiglie.

Non gira intorno alla questione Giuseppe Gentile, segretario regionale della categoria pubblico impiego delSindacato unitario dei lavoratori: “La cassa integrazione per questi lavoratori è l’anticamera del licenziamento, se la situazione continua così. Già molti i posti di lavoro persi a cui si aggiungono queste altre cifre e la grave preoccupazione per il continuo depauperamento di un tessuto sociale che non è più in grado di sopportare questa grave crisi.”

A queste famiglie va la nostra solidarietà e sosteniamo l’appello lanciato oggi dal segretario nazionale SUL Antonio Pronestì: “La questione del porto di Gioia Tauro continua, purtroppo, a essere urgente e si sta perdendo ogni speranza di restituire il lavoro e quindi di dare una prospettiva per il futuro a tanti nostri concittadini e a questa importante struttura che si trova in un punto strategico del Mediterraneo, ma sottomessa da vent’anni di monopolio del terminalista MCT e dalla mono-attività cui è costretta.”

Un altro segnale allarmante arriva in questi giorni: a Gioia Tauro verrà tagliato un servizio di contenitori tra l’Asia e il Nord Europa, fino ad oggi circolante tramite il porto calabrese. Un’altra, l’ennesima riduzione del lavoro e dei traffici commerciali.

Chiediamo al Presidente Oliverio una maggiore attenzione politica e auspichiamo che venga fissata al più presto la data per una seduta del Consiglio regionale dedicata a un piano di rilancio e di sviluppo del Porto – oggi in ginocchio – e delle sue attività mercantili.

Tutte le Istituzioni calabresi siano unite nel chiedere al Governo nazionale un investimento per il porto di Gioia Tauro che sia economico e strategico. Oltre la Zes – i cui tempi di realizzazione però non coincidono con i tempi a disposizione del porto – riteniamo preliminare la realizzazione di infrastrutture che favoriscono uno sviluppo intermodale e che permettano al porto gioiese di confrontarsi con i maggior porti europei. Tra le infrastrutture imprescindibili c’è la creazione di un collegamento ferroviario che permetta ai container non solo attività di trasbordo da una nave all’altra ma anche l’implementazione dell’attività di smistamento delle merci e del loro passaggio dalle navi ai treni.

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Sciopero di 24 ore al porto di Gioia Tauro

Sono centinaia i portuali di Gioia Tauro che hanno aderito allo sciopero di 24 ore proclamato per oggi dal coordinamento del Sindacato unitario lavoratori (Sul).

Lo sciopero è stato organizzato per chiedere il rilancio della struttura. Nello scalo di Gioia Tauro attualmente tutte le gru sono alzate, a dimostrazione che la movimentazione dei container è ferma.

Alle iniziative promosse dal sindacato hanno aderito anche i sindaci del territorio.

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