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Il premio “Perla del Tirreno” al palmese Oreste Kessel Pace

di Sigfrido Parrello - PALMI CALABRO (RC) - Una serata all’insegna della musica, del teatro, della danza, persino della lirica e del cabaret, fino a notte fonda, per fare da cornice alla cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento “Perla del Tirreno”.

Voluta dall’Amministrazione Comunale e dalla Pro Loco di San Lucido di Cosenza la splendida targa viene, ogni anno, conferita ad eccellenze calabresi dotate di un importante biografia decennale spintasi tra le frontiere dell’economia, della cultura fino a quelle della ricerca atta a contribuire ed accrescere le materie di appartenenza.

Quest’anno, tra i premiati, anche Oreste Kessel Pace, studioso e scrittore di Palmi che da oltre 20 anni si prodiga nella scrittura, nella ricerca in seno alla letteratura calabrese, alle civiltà antiche e soprattutto alla Tecnica Narrativa.

Con la seguente motivazione “Appassionato ricercatore delle civiltà antiche del Mediterraneo, documentarista, fotografo, divulgatore nelle scuole e scrittore. Le sue trame, sia sotto l’aspetto della poetica che della tecnica e, più in generale, per l’amabile espressività, sono floridi di significati, valori emotivi, sentimentali e ideologici. Per avere riservato alla Città di San Lucido le bellissime parole che descrivono con l’acutezza dell’ospite attento osservatore dagli occhi incantati”.

Con decine di romanzi, sillogi e saggi pubblicati e venduti anche all’estero, reportage in riviste internazionali, centinaia di racconti, studioso di civiltà antiche e tecnica narrativa, Kessel ha guadagnato consensi positivi da emeriti letterati e studiosi del calibro di Maffia, Piromalli, Albanese, Tesio, Nisticò, Raso, Melis, Ascagni, Siclari, etc. E’ membro collaboratore di Comitati Scientifici Internazionali, Movimenti Culturali e riconosciuto dall’albo degli scrittori nazionali dall’Accademia Ippolito Nievo di Roma. A Palmi organizza, periodicamente, i “Simposi Internazionali sulle Civiltà Antiche”. Ha già ricevuto ben TRE premi alla carriera ed all’impegno culturale. Ed è considerato, a ragione, un orgoglio per la città di Palmi. 

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“San Rocco”, la seconda edizione riveduta e aggiornata del libro-romanzo storico di Oreste Kessel Pace

di Sigfrido Parrello - PALMI CALABRO (RC) - Seconda edizione, riveduta e aggiornata, con addirittura l’aggiunta di nuovi capitoli rispetto alla prima edizione, per il romanzo storico “San Rocco” dello scrittore palmese Oreste Kessel Pace.

Presentato al Salone Internazionale dell’Editoria di Torino e in importanti sedi dove il culto è vivido, l’opera è già stata premiata dal compianto critico letterario professore emerito Antonio Piromalli con il Fata Morgana e da critico Antonio Albanese e Vittorio Sgarbi con il Premio Calabria Cultura e Turismo.

Secondo le ricostruzioni storiche più recenti e attendibili, Roch nacque verso il 1345/50 a Montpellier, una ricca città francese in Linguadoca, e morì verso il 1376/79 a Voghera, in Italia. Le antiche agiografie affermano che i genitori, forse nobili e certamente benestanti, si chiamavano Libera e Giovanni. Dio concesse la grazia ai due sfortunati coniugi di avere un figlio solo dopo molti anni di intense preghiere; il neonato nacque con una croce vermiglia incisa nel petto. Rocco crebbe, sicuramente, in un clima di profonda religiosità e, infatti, dimostrò una precoce vocazione alla carità cristiana. Nato in un periodo in cui imperversava la peste, probabilmente ebbe subito un profondo rispetto verso gli ammalati. Persi i genitori a circa 20 anni ed essendo l’unico erede, decise di donare ogni cosa in beneficenza e di indossare l’abito del pellegrino. Fu in moltissimi luoghi d’Italia per assistere gli appestati e produrre addirittura guarigioni, non solo negli ospedali, divenendo immediatamente famoso nonostante viaggiasse nel completo anonimato. Probabilmente giunsead Acquapendente nel 1367, quindi girovagò per l’Italia centrale inseguendo la peste. Fu a Roma nel 1368 dove guarì anche un cardinale il quale lo presentò al Papa, che secondo questa cronologia non poteva che essere Urbano V. Viaggiò quindi fino a Cesena, Rimini, la Marca Trevigiana e Piacenza (anno 1371) dove una notte, all’interno di un ospedale, si accorse di essersi a sua volta ammalato. Un terribile bubbone all’inguine cominciò a tormentarlo. Decise immediatamente di lasciare la città e si rifugiò in una grotta, tradizionalmente identificata in Sarmato. Qui fu trovato agonizzante da un cagnolino che si prese cura di lui, portandogli del pane e aiutandolo a guarire (legenda). Fu proprio il cane ad accompagnare nella grotta il suo padrone, un ricco uomo del luogo di nome Gottardo (considerato, da alcuni storici, della famiglia Pallastrelli); egli si prese cura di Rocco e, nonostante non ne conoscesse il nome e la fama, fu da lui indotto a lasciare tutte le ricchezze, vestire un ruvido sacco e darsi alla carità cristiana. Guarito, Rocco cercò di tornare in patria, ma lungo la strada fu scambiato per una spia politica, arrestato e condotto in carcere a Voghera (fra il 1371/2 ed il 1374), dove mori circa cinque anni dopo.

Questa nuova veste editoriale fa parte di una collana dedicata ai libri di O. Kessel Pace (di cui fanno parte gli ormai famosi “Mythos”, due edizioni del saggio “Popoli del mare” e il nuovo “La ragazza senza corpo” con vendite non solo in Italia, come del resto anche il romanzo storico “S. Elia Juniore” (Kaleidon Edizioni), “Sculla” (Città del Sole Edizioni) “Artemide”, “Rhegion” ed altri.

Il libro vanta l’introduzione nientemeno che di uno dei più importanti saggisti di San Rocco, il professore Paolo Ascagni, direttore del “Comitato Scientifico Internazionale per gli Studi su San Rocco e la Storia Medievale” di cui l’autore palmese è unico membro in Calabria.

In copertina l’immagine più antica e certa di San Rocco, personaggio storico tra i più venerati della religione cristiana. Le dimensioni del libro, di oltre 280 pagine, sono perfettamente concilianti con un classico semi tascabile, elegante, sinuoso e comodo da mettere in qualsiasi libreria.

L’opera è ambientata in un XIV secolo devastato dalla peste bubbonica che annienta oltre il settanta percento degli uomini del pianeta, di fatto rischiando l’estinzione e riconfigurando l’Umanità sotto ogni profilo sociale, economico, culturale.

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A Palmi presentato il nuovo libro dello scrittore Oreste Kessel Pace

di Sigfrido Parrello - PALMI (RC) - Serata intensa e ricca di significati quella che si è consumata a Palmi all’interno dell’elegante cornice della Sala Consiliare del Comune di Palmi dove è stato presentato il nuovo libro dello scrittore Oreste Kessel Pace.

Il volume è un romanzo sociale “La ragazza senza corpo” ambientato a Palmi e dagli aspetti anche mistici e mitologici che ne fanno un’opera singolare e affascinante.

Importante intervento dell’Assessore alla Cultura, architetto Wladimiro Maisano, che ha evidenziato le caratteristiche letterarie della trama. Intensa e sentita la relazione della professoressa Enza Militano Agresta, entrando nei meriti della poetica, della tecnica, dell’espressività dell’opera.

Appunti interessanti anche dal dottore Giovanni Barone, con accenni critici e contenutistici molto importanti.
La relazione della dottoressa Pasqualina Ciccone, curatrice dell’opera e autrice della prefazione, ha avviato una serie di input tematici, interessando anche con dati di rilevanza editoriale e narrativa.
Tutti i relatori si sono cimentati in appassionate letture, ma soprattutto l’attore Vincenzo Gelardi della compagnia dei Mastroni, il quale, pur con evidente emozione, ha eseguito una lettura inedita.
L’autore ha oltremodo interessato i presenti inserendo nuovi elementi narrativi alle relazioni, esponendo la particolare condizione che ne ha visto la stesura e collegandosi con concetti di storia locale, mitologia, territorio e particolarità tecniche. Ha emozionato, regalando la serata alla madre, venuta a mancare da poco e ad un altro parente. Ha elargito aspetti sull’Importanza della Letteratura nella eternità del Tempo e nella immortalità. Ha chiuso con un appello all’Amministrazione Comunale affinchè sia trasferito dalla PPM alla Casa della Cultura (dove era già in servizio) per ritornare ad essere al servizio della città.

Durante la manifestazione, la ProLoco di Palmi ha conferito ad Oreste Kessel Pace, in Honoris Causa, la tessera di Socio Onorario.

Ospiti in sala associazioni e personalità culturali intervenute da luoghi diversi della Calabria, che non hanno mancato di far sentire la loro vicinanza all’amato scrittore palmese.


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