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Musaba. Oliverio sosterrá i lavori di restauro del "Sogno di Giacobbe"

Il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, sosterrà i lavori di restauro che si rendono necessari al tetto dell’ex chiesa di Santa Barbara sulla cui volta è ospitato il grande affresco tridimensionale del “Sogno di Giacobbe”, opera del maestro Nik Spatari, messo a rischio da alcune infiltrazioni di acqua.

Lo ha comunicato telefonicamente lo stesso presidente Oliverio a Hiske Maas.

“Nei prossimi giorni -ha detto il presidente- definiremo un contributo destinato al MuSaBa, la prima di una serie di collaborazioni che intendiamo avviare con la fondazione Spatari/Maas affinché la bellezza del parco d’arte si possa preservare al meglio”.

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Musaba, Mammola

L’idea di fare la turista a pochi passi da casa mia per raccontarvi la bellezza che trova espressione nei paeselli della Locride accende in me una passione incontenibile, paragonabile a quella di una bimba curiosa che si approccia con il mondo e che, ad ogni piccola scoperta, accende il sorriso.

Mi rendo conto sin da subito di conoscere davvero poco il territorio intorno a noi e, nel rimproverarmi per la trascuratezza, mi rincuoro all’idea che, grazie a questa rubrica, colmerò, almeno in parte, questa carenza.

Ho pensato tanto da dove iniziare e avevo deciso, anche guidata da una sorta di naturale campanilismo, di cominciare da Gioiosa Jonica, paese nel quale vivo; poi, qualche pomeriggio fa, rientrando da Reggio Calabria in auto, giunta quasi a casa, ho alzato lo sguardo a bordo strada e mi sono ritrovata una struttura strana, variopinta, originale, che avevo già guardato tante volte, quantomeno per la sua imponenza, ma mai osservato con attenzione. Mi ha incuriosito tutto quel colore, in grado di farmi dimenticare la stanchezza della giornata che volgeva al termine e mi ha pervaso il buonumore. E allora ho deciso. Questa settimana, la bellezza è Mammola. Nello specifico, il Museo di Santa Barbara.

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Mammola, comune calabro al centro del versante jonico delle Serre, è posto alle falde delle estreme propaggini sud-orientali della catena, digradanti verso la valle della fiumara Torbido. Guardando Mammola dall’alto mi ha colpito come l’abitato conservi la caratteristica struttura medievale, contraddistinto da case frutto di rifacimenti sette-ottocenteschi che sembrano quasi sovrapposte e stradine ripide. La Chiesa principale del paese è quella Dell’Annunziata, edificio settecentesco, che conserva al suo interno stucchi e altari dell’epoca di riferimento ed una tela di un anonimo siciliano del seicento. Nel territorio, si trovano, inoltre, i resti del monastero basiliano di San Nicodemo e quelli dell’antico monastero di Santa Barbara, dove – in seguito ad un opportuno restauro – è stato allestito un museo di arte moderna, creato dagli artisti Nik Spatari e Hiske Maas. Trattasi di un parco creativo con giardini ed orti mediterranei, numerose opere monumentali e architettoniche, una foresteria, una biblioteca, un laboratorio, un centro informatico e l’ex stazione utilizzata come ufficio. Il punto di forza di questa struttura risiede nel fatto che, sebbene l’Italia sia piena di musei, sono davvero pochi i luoghi nei quali sorgono complessi artistici all’aperto dove la creatività e la natura si fondono in un affascinante mix di arte contemporanea.

Nik Spatari, personaggio fuori dagli schermi, guarda lontano come quando era bambino e si rifugiava nel mondo dei colori per sfuggire alla malattia, la sordità, nella quale è piombato appena ragazzo; proprio allora, incominciò a dipingere sui muri della case diroccate del dopoguerra e ancora non ha smesso. Oggi ha 84 anni e, con lena intensità, taglia e incolla piastrelle nel Parco Museo assieme alla moglie Hiske che di lui dice: “Nik fà una progettazione per questo ambiente, utilizza il materiale locale. Qui è un laboratorio attivo in tutti gli ambiti, dove artisti, studenti di architettura, di ingegneria o, comunque, tutte le energie presenti sul territorio, si ritrovano e collaborano al progetto.” Hiske Maas condivide in tutto e per tutto il percorso del marito, artista prima, gallerista poi e da sempre la sua musa ispiratrice. Picasso, Guttuso, Ernst sono solo alcuni degli artisti con cui Spatari ha condiviso il suo cammino artistico, esponendo in tutto mondo: i suoi quadri, amati da Cocteaue Montale, coinvolgono e avvolgono nei loro colori caldi, vivaci ma mai invasivi; amore, fede e speranza sono i temi più ricorrenti delle sue opere, la cui rappresentazione muta continuamente. Memore degli anni trascorsi a Parigi, dove ha collaborato con Le Corbusier, Nik Spatari ultimamente accarezza anche l’architettura. La chiama “Architettura ecologica” perché la natura diventa una amalgama che suscita emozioni ancestrali, rafforzate dal prorompente colore dei murales dipinti dagli artisti che a Santa Barbara si sono fermati a studiare, reinterpretando i grandi del novecento. Carnale e passionale, il “Sogno di Giacobbe” è da tutti, esperti e visitatori, considerato il capolavoro di Spatari: emana dalle gigantesche figure che si stagliano sul soffitto dell’ex chiesa di Santa Barbara un alone di sofferta meraviglia e, raccontando la storia dell’eroe biblico in cui si ritrae, il maestro ripercorre il suo cammino di uomo e guarda con serenità al futuro; quest’opera è  meraviglia per gli occhi e per il cuore. E’ bellezza. 

* Un grazie speciale al Vice-Sindaco Stefano Raschellà e all’assessore al bilancio, programmazione, attività produttive, personale e politiche sociali del Comune di Mammola Lorena Ieraci per la disponibilità, la gentilezza e per il materiale fornito.

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