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L'Aspromonte in fiamme. Io vedo, sento e parlo!

«Non sono nuvole. 

Odore acre e pungente che travolge gli occhi e li riempie di lacrime.

Il fumo sovrasta l'Aspromonte, la nostra montagna, la nostra casa.

Monte Scafi, Croce Melia, Pesdavoli, Monte Antenna, Armaconi, Santa Trada, i boschi di Casalinuovo, Africo Vecchio, Samo bruciano.

Perché non è un'emergenza?

Non vediamo nessuno strappato al calore del suo letto ergersi a difensore dei boschi aspromontani e continuiamo a chiederci perché, mille volte perché. 

Spesso, quando facciamo educazione ambientale, cerchiamo di svelare il valore delle cose che normalmente sembrano non averne. Un lingotto d'oro è universalmente un valore, ma una pigna? Un sasso, una corteccia, un albero? Spesso è una scoperta, per i bambini...

Ora che migliaia di piante sono in fiamme e molti habitat sono a rischio, non riusciamo a capacitarci di come questo valore, immenso, non sia percepito neanche dagli adulti.

Se qualcuno pensa che sia solo empatia ed amore per madre natura sbaglia. Non vogliamo solo sia protetto un albero o un fiore, vogliamo che sia protetto il diritto al futuro, l'economia che le aree protette generano con le conseguenti ricadute sul tessuto socio economico dei piccoli centri aspromontani, contribuendo a farli uscire dalla storica marginalità. Difendere l'Aspromonte dal fuoco, vuol dire anche difendere la sua gente ed il suo futuro. 

Siamo in emergenza, l'Aspromonte brucia e le braccia per domare il fuoco sono poche e stanche e le ringraziamo con tutta la forza che abbiamo. 

Non sta bastando. Ma nessuno pare preoccupato o almeno non lo dimostra.

Non esiste un solo problema, in Calabria, lo sappiamo molto bene.

Ma quando la terra sarà bruciata non avremo più nulla da difendere. Il rischio ed il danno per biodiversità, necessaria per l'uomo, rischia di essere pesantissimo. Ciò che potrebbe apparire lontano ci riguarda tutti, molto da vicino, perché la distruzione degli habitat porta ad un naturale impoverimento che colpirebbe tutti noi. Sarebbe come togliere da un muro un mattone per volta, prima o poi quel muro cadrà. Sotto ci siamo noi.

Chi deve fare qualcosa, la faccia, o ci dica cosa sta facendo. 

Lo pretendiamo.

Noi vogliamo fare la nostra parte. Possiamo parlarne, dobbiamo parlarne. 

Possiamo contribuire alle segnalazioni (lo stiamo facendo) e dobbiamo farlo ancora di più. 

Noi vediamo, sentiamo, parliamo. 

Questa è oggi la nostra priorità. 

Non ci sarà Guida Parco che in questi giorni sarà per le montagne, che non avrà lo sguardo vigile e pronto per segnalare il primo pennacchio di fumo e tutto ciò che potrebbe essere utile a rintracciare chi quel fumo l'ha fatto partire.

Lanciamo l'appello a tutte le associazioni, singoli escursionisti ed a chiunque frequenti la montagna. 

Segnalate, vigilate, sollevate il problema, gridate all'emergenza, pretendete un intervento.

Sta bruciando nostra madre, tutti dobbiamo contribuire a spegnerla con gli strumenti che abbiamo. 

Chiediamo che per ogni ettaro di parco bruciato sia ampliata la superficie complessiva dell'area protetta.

Se bruciano mille ettari, che il nostro parco aumenti la sua superficie da 64 mila a 65 mila ettari.

Alla barbarie si risponda con la fermezza di chi ha una visione chiara, dell'Aspromonte lucente scrigno di biodiversità al centro del Mediterraneo».


Associazione Guide Ufficiali del Parco Nazionale dell’Aspromonte

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Bovalino. Sabato 18 gennaio, al Caffè Letterario Mario La Cava, si terrà l'incontro con Mimmo Gangemi

Incontro con Mimmo Gangemi 
sabato 18 gennaio 2020 - ore 18,00
Caffè Letterario Mario La Cava
BOVALINO (RC)

Dialogano con l'Autore:
Maria Teresa D'Agostino - Giornalista
Domenico Calabria - Caffè Letterario Mario La Cava

Mimmo Gangemi è nato nel 1950 a Santa Cristina d'Aspromonte.

Alterna la professione di ingegnere a quella di giornalista (collabora con «La Stampa») e di scrittore.

Tra i suoi titoli Il giudice meschino (Einaudi 2009), La signora di Ellis Island (Einaudi 2011 - Piemme 2019), Il patto del giudice (Garzanti 2013), Un acre odore di aglio (Bompiani 2015), La verità del giudice meschino (Garzanti 2015), Il prezzo della carne (Rubbettino 2018), Marzo per gli agnelli (Piemme 2019). Nel 2017 partecipa con un suo contributo alla raccolta di saggi Attenti al Sud, edito da Piemme.

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Super beffa per una sfortunata Palmese battuta dall'Acireale al 90'

  • Published in Sport

di SIGFRIDO PARRELLO -

PALMESE - ACIREALE 1-2

TABELLINO E CRONACA DEL MATCH:
RETI: 35’pt Bonadio (P), 3’st Battista (aut. P), 44’st De Felice (A).

U.S. PALMESE 1912 (4-3-3): Cannizzaro, Germanò, Carrozza, Villa, Maesano (28’pt Battista), Misale, Bonadio (26’st Girardi), Giorgiò (15’pt Franco sv), Tiboni, Condemi, Verdirosi. A disposizione: Zoccali, Cutrì, Romagnino, Carlo, Tassi, Battaglia. Allenatore: Natale Iannì.

CITTA' DI ACIREALE 1946 (4-2-3-1) - (3-4-2-1): Pitarresi, Cannino, Silvestri, Ba (19’st Sicignano), Mauceri (36’st Barbagallo), Orlando, Savanarola, Ott Vale, Ouattara, Arena (39’st Barcio), De Felice. A disposizione: Rao, Fazio, Mansueto, Raucci, Nania, Salluzzo. Allenatore: Giuseppe Pagana.

ARBITRO: Francesco D’Eusanio della Sezione A.I.A. di Faenza.
ASSISTENTI: Alessandro Antonio Boggiani della Sezione A.I.A. di Monza e Simone Asciamrener Rainieri della Sezione A.I.A di Milano
NOTE: spettatori 350 di cui una novantina provenienti da Acireale. Pomeriggio soleggiato con leggero vento. Terreno di gioco in erbetta sintetica del “Lopresti” in perfette condizioni. Espulso: Franco (P) al 34’st. Ammoniti: Silvestri (A), Franco (P), Verdirosi (P), Ott Vale (A). Angoli: 3-2 per la Palmese. Recupero: 2’pt; 4’st.

PALMI (RC) - Con un gol in extremis di De Felice, un Acireale cinico e spietato supera una Palmese che si becca una sfortunata sconfitta che sa di grande beffa. I neroverdi calabresi visti giocare contro i siciliani non meritano assolutamente di occupare l’ultima posizione di classifica. Gli uomini di mister Giuseppe Pagana invece, scesi al “Lopresti” privi del fantasista Rizzo, non hanno badato a spese gettando in campo anima e cuore pur di ritornare alla vittoria per ottenere nel più brebve tempo possibile la salvezza diretta come dichiarato dal capitano granata Savanarola.
Gara maschia ma correttissima tra due formazioni con obiettivi completamente diversi: siciliani in cerca di un successo per migliorare la posizione in classifica generale in questo lungo torneo giunto alla sua prima giornata di ritorno e calabresi della Palmese in cerca disperata di punti per agguantare almeno un posto play-out per cercare di evitare una crudele retrocessione.
Una gara giocata su due livelli dall’Acireale che, soprattutto nel corso della prima frazione di gioco, sono stati nettamente inferiori della Palmese. Calabresi che sono riusciti ad essere presenti su ogni pallone mettendo in difficoltà gli acesi che forse non si aspettavano una Palmese così coriacea.
Parte forte la Palmese provandoci con Condemi che entra in area, calcia di potenza ma la sua mira risulta imprecisa e la sfera si spegne sul fondo. Palmese che preme sull’acceleratore così al 10’ dopo una discesa del solito Condemi sulla sinistra reclama per un sospetto tocco di braccio in area di rigore siciliana. L’Acireale non ci sta e reagisce: al 12’ Arena libera al tiro Ouattara che rientra sul sinistro e calcia forte, bravo Loris Cannizzaro ad opporsi. Palmese che passa meritatamente in vantaggio con Bonadio che al minuto numero 35’ riesce a trafiggere il portiere dei siciliani Pitarresi: Verdirosi sfonda a sinistra, entra in area e calcia di potenza, Pittaresi si distende e respinge ma il pallone rimane nel cuore dell’area di rigore granata dove Bonadio è il più lesto di tutti ad anticipare tutti e a depositarla in rete con un sinistro perfetto. L’Acireale torna in campo nella ripresa con altro piglio e costringe i padroni di casa sulla difensiva. Dopo appena due minuti l’Acireale si affaccia pericolosamente in area di rigore neroverde con Ouattara ma quando il pallone sembra spegnersi sul fondo, Savonarola ci crede e in scivolata la rimette al centro, la palla finisce sulla testa di Battista che, disturbato, la colpisce di testa verso la sua porta siglando una clamorosa e sfortunata autorete. La squadra di Pagana spinge e sfiora il raddoppio con De Felice che colpisce la traversa con un bel tiro a giro. Al 78’ è Mauceri che da calcio da fermo sfiora il montante alto, poi, un minuto dopo, la frittata di Franco che si fa espellere per doppia ammonizione lasciando la Palmese in 10 uomini. Così, in superiorità numerica, l’Acireale ci credi maggiormente trovando la rete del successo ad un minuto dalla fine con De Felice bravo a battere Cannizzaro con un tiro da fuori, leggermente deviato, che si insacca all’angolino.
Vittoria dunque arrivata in extremis per l’Acireale che adesso deve dimenticare velocemente i ben sette punti di penalizzazione subiti per riprendere il cammino di un blasone che può dare sempre più soddisfazioni alla sua passionale tifoseria. Per la Palmese una sconfitta amarissima al termine di una gara giocata bene contro un avversario che sulla carta appariva nettamente più forte.

INTERVISTA GIUSEPPE SAVANAROLA (ACIREALE): "Un grosso in bocca al lupo alla Palmese, squadra che mi sta simpatica”.
PALMI (RC) - Il capitano dell’Acireale Giuseppe Savanarola, al termine del match vinto dai siciliani, si è così espresso: “Diciamo che abbiamo affrontato una Palmese agguerrita ma noi sapevamo che sarebbe stata una partita difficile perché quando affronti squadre che occupano che lottano per non retrocedere bisogna stare molto ma molto attenti perché la forza in queste situazioni si capovolge a favore della squadra meno favorita. Così -continua Savanarola- stava succedendo contro la Palmese che ci ha imbrigliati per buona parte del primo tempo”. Capitano un primo tempo in effetti sottotono per la sua squadra come mai? “Voglio ripetere che la Palmese è una squadra coriacea che ha fatto di tutto pur di fare punti. Noi, durante i primi 45 minuti, non siamo stati abbastanza bravi. Durante il secondo tempo invece, il mio Acireale è sceso in campo determinato ed anche diverso così abbiamo prima pareggiato e successivamente vinto una partita difficile”. Capitano ha visto miglioramenti rispetto alla rocambolesca sconfitta subita contro il Savoia? “L’unico miglioramento è stato che a Torre Annunziata contro il Savoia abbiamo fatto benissimo il primo tempo e male il secondo, situazione di gioco completamente opposta contro la Palmese dove abbiamo fatto male durante il primo tempo e benissimo nella ripresa. Vorrei anche sottolineare le vicissitudini che stiamo attraversando se si considera che solo durante il girone di andata l’Acireale è stato penalizzato di ben 7 punti. Sette punti in meno per una squadra che come obiettivo deve salvarsi il più presto possibile sono tantissimi. Una penalizzazione che non ci ha fatto stare tranquilli”. Acireale cinico comunque quello visto a Palmi? “Si, un Acireale corsaro più che cinico, che ci ha creduto fino alla fine. Purtroppo, adesso dobbiamo rimboccarsi le maniche per salvarsi il prima possibile. Un grosso in bocca al lupo voglio farlo alla Palmese, squadra che mi sta simpatica”.

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