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Il Comune di Gerace premiato per la partecipazione al programma tv 'Borghi d'Italia'

Si è tenuta nella mattinata di oggi a Roma, nella Sala dei Capoluoghi della sede nazionale dell'Anci, la consegna degli attestati di partecipazione ai 40 comuni che hanno partecipato alla V serie di "Borghi d'Italia", il programma di approfondimento culturale e turistico trasmesso da Tv2000, l'emittente della Conferenza Episcopale Italiana.

Ogni settimana "Borghi d'Italia" propone ai telespettatori un viaggio nella storia, nell'arte e nelle tradizioni dei borghi italiani – intesi come comunità e traino semplice, ma forte, di un intero territorio – attraverso le parole vive della gente, il dialetto, la chiesa, il comune, la natura, i colori, i sapori e ogni altro ingrediente in grado di esaltare l'autenticità dei piccoli comuni italiani.

Gerace è stata protagonista di "Borghi d'Italia" nella puntata andata in onda sabato 19 aprile, vigilia dell'ultima Pasqua, poi trasmessa in replica il 27 settembre scorso: in entrambi i casi – ha sottolineato stamani il curatore e autore del programma Mario Placidini – la trasmissione ha registrato dati d'ascolto tra i più alti dell'intera edizione 2013-2014.

Per il Comune di Gerace era oggi presente a Roma il Sindaco Giuseppe Varacalli che – alla presenza del Direttore Generale di ANCI LazioEnrico Diacetti, padrone di casa, del D.G. di Rete Blu S.p.A. (società emittente di Tv2000) Lorenzo Serra, e del Direttore di Tv2000 Paolo Ruffini – ha ritirato l'attestato di partecipazione a "Borghi d'Italia" e il dvd della relativa puntata che ha avuto per protagonista Gerace.

«Ringrazio Tv2000 e Mario Placidini per aver scelto di inserire Gerace negli itinerari proposti da "Boghi d'Italia" – ha detto il primo cittadino geracese – e sono molto lieto dell'apprezzamento da parte del pubblico televisivo che la puntata dedicata alla nostra Città ha registrato. A nome di tutti i cittadini geracesi – ha concluso Varacalli – non posso che invitare quanti ancora non l'hanno fatto a recarsi a scoprire di persona le innumerevoli bellezze e la proverbiale accoglienza che rendono unica Gerace».

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Gerace, Varacalli: 'La struttura sanitaria come punto di partenza su cui lavorare'

«L’odierna conferenza stampa – esordisce il Sindaco di Gerace, Giuseppe Varacalli, davanti agli operatori dell’informazione – ha lo scopo di portare a conoscenza della cittadinanza la Delibera n. 635 del 7 agosto scorso, un atto che rappresenta una pietra miliare nella vicenda relativa all’atteso utilizzo della struttura sanitaria geracese di Largo Piana. Si tratta senza ombra di dubbio di un punto di partenza, non certo di arrivo, a partire dal quale proseguiremo a lavorare con ancor più determinazione con la collaborazione di tutti, della cittadinanza, dei consiglieri comunali di minoranza e di chiunque abbia a cuore le sorti della struttura e, con essa, dell’intero comprensorio». «Sin dall’insediamento dell’Amministrazione che ho l’onore di guidare – ha proseguito il primo cittadino geracese – ho detto che intendevo essere il sindaco di tutti, così come auspicavo che tutti mostrassero nei miei confronti uguale rispetto, se non altro per il ruolo istituzionale che ricopro. Oggi voglio ringraziare i 683 elettori che tre anni fa ci hanno dato fiducia e che ci hanno dato la possibilità di presentare oggi un atto così importante. In tre anni abbiamo incalzato costantemente la proprietà della struttura ospedaliera inutilizzata di Largo Piana, rapportandoci con ognuno dei commissari che si sono succeduti, affinché si pronunciasse risolutivamente sull’utilizzo che intendeva farne, fosse anche stata l’alienazione». «Sin dal proprio insediamento, l’attuale commissario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, il dottor Francesco Sarica, ha preso coscienza delle enormi potenzialità della struttura e si è subito attivato per farne cessare il pluridecennale inutilizzo: per questo intendo pubblicamente ringraziarlo, anche perché – vista la durata semestrale del proprio mandato – avrebbe anche potuto decidere di non decidere. Già nei mesi scorsi – precisa Varacalli – il management dell’ASP ha disposto il trasferimento nella struttura in questione della postazione di Guardia Medica di Gerace e quello provvisorio degli uffici del Dipartimento di Prevenzione allocati in una struttura in affitto a Siderno: gli adempimenti e i lavori necessari ad effettuare tali trasferimenti, mi preme sottolinearlo, sono in fase di ultimazione». «Con la Delibera n. 635 del 7 agosto scorso è stato fatto un passo ancor più decisivo e incisivo: nessuno dice che domani a Gerace sarà finalmente aperto l’ospedale, ma integrando la rete di assistenza sanitaria territoriale con una “Proposta di attivazione di un centro di eccellenza per attività residenziali e di riabilitazione presso la struttura sanitaria di Gerace” – letteralmente, l’oggetto della delibera – rappresenta un punto fermo di assoluta rilevanza». Nello specifico, con la Delibera n. 635 il management dell’ASP di Reggio Calabria – facendo tra l’altro riferimento alla Legge Regionale n. 11 del 2004, che nell’ambito del piano sanitario regionale assegna alla struttura geracese funzioni sanitarie – propone alla valutazione del Dipartimento Regionale Tutela della Salute e Politiche Sanitarie di promuovere nella struttura sanitaria di Gerace un Centro di Eccellenza per attività Residenziali e di Riabilitazione che preveda: un modulo di Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) Medicalizzata con 20 posti letto, tre moduli di RSA per Anziani per un totale di 60 posti letto, un modulo di RSA per demenze (tipo Alzheimer) con 20 posti letto, un modulo per la riabilitazione extraospedaliera per disturbi del comportamento alimentare (20 posti letto), e un modulo di riabilitazione extraospedaliera a ciclo continuativo (20 posti letto). «I 140 posti letto previsti – precisa il Sindaco Varacalli – sono del tutto complementari a quelli esistenti nella provincia di Reggio Calabria, ossia non vanno assolutamente ad intaccare quelli già presenti, e anzi renderebbero la struttura l’unica a livello provinciale per la Residenza Sanitaria Assistenziale agli anziani ad essere pubblica, così come i posti letto riservati alla cura dei disturbi alimentari rappresenterebbero un’eccellenza a livello regionale, un fiore all’occhiello capace di attivare, una volta tanto, una immigrazione sanitaria». La delibera dell’ASP di Reggio Calabria prevede per la realizzazione della proposta sanitaria un finanziamento valorizzato in 16 milioni di euro, peraltro previsti nell’ambito dei trasferimenti che fanno capo all’ex art. 20 della Legge 11.03.1988. Ovviamente, come ha sottolineato Varacalli, un simile atto, prima della sua adozione, ha certamente visto un confronto tra il livello di programmazione aziendale e quello regionale riguardo a parametri che, evidentemente, sono stati ritenuti rispettati. Il passo successivo sarà ora la valutazione del Dipartimento Regionale competente e l’inserimento della proposta nella riorganizzazione sanitaria a livello regionale, attualmente già in fase di elaborazione. «Quello al centro del dibattito odierno – ha affermato in conclusione il Sindaco Varacalli – è dunque un atto decisivo, complementare alle esigenze sanitarie provinciali e regionali, un atto che verrà discusso nella prossima riunione del Comitato di Rappresentanza presso l’ASP della Conferenza dei Sindaci, e che francamente non vedo perché non dovrebbe incontrare l’apprezzamento e il sostegno unanimi per una struttura che servirebbe tutto il comprensorio, e non solo, e che al di là delle prestazioni sanitarie d’eccellenza assicurate, rappresenterebbe un fattore vitale sia a livello occupazionale, sia per l’indotto che ne deriverebbe». 

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Gerace, Varacalli: 'Modificando l'articolo 5 sarà possibile tutelare la Grossa di Gerace'

Alla vigilia dell’apposita riunione che si terrà domani a Catanzaro presso l’Assessorato Regionale all’Agricoltura, il Sindaco di Gerace, Giuseppe Varacalli, torna sulla necessità di modificare il disciplinare dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) “Olio di Calabria” per tutelare la “Grossa di Gerace” e, con essa, i produttori e le aziende agricole della Locride, dove tale cultivar rappresenta circa l’80% della produzione. «Il principale elemento critico del disciplinare è l’articolo 5 – afferma Varacalli – e la disposizione in base alla quale sarebbe necessario che in ogni bottiglia di olio etichettata a marchio IGP Calabria il 70% dell’olio fosse rappresentato dalla varietà Carolea. Una produzione con tale composizione sarebbe però possibile solo in alcune aree olivicole della regione, dove effettivamente la presenza di tale varietà si avvicina alle percentuali previste dal disciplinare. In tutte le altre realtà olivicole calabresi, la presenza di Carolea non raggiunge neppure lontanamente tali proporzioni: in Calabria, infatti, su una Superficie Agricola Utilizzata (SAU) olivicola di circa 170.000 ettari, la Carolea è presente su circa 50.000 di essi, quindi meno del 30%. Di fatto, quindi, le disposizioni dell’articolo 5 non permetterebbero alla stragrande maggioranza dei produttori calabresi di imbottigliare olio a marchio IGP». Nei giorni scorsi, in seguito alle battaglie intraprese e alle osservazioni effettuate da diversi amministratori – tra cui l’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Reggio Calabria, Gaetano Rao – e produttori in occasione delle precedenti riunioni, pare che l’orientamento del comitato promotore del marchio sia quello di modificare l’art. 5 del disciplinare inserendo altre due varietà (Ottobratica e Dolce di Rossano) a percentuale minima prefissata e riducendo tale percentuale dal 70% al 30%, in modo da offrire la possibilità di poter produrre olio IGP ad altre aree produttive – ma non a tutte – della Regione. «Se tale ipotetica soluzione trovasse riscontro nel documento definitivo – afferma Varacalli –, significherebbe che ancora una volta i produttori, le aziende agricole, i frantoi e tutti gli “addetti ai lavori” della Locride sarebbero gravemente danneggiati rispetto alle altre zone della Calabria e fuori dalla possibilità di produrre a marchio IGP Calabria, profilando un gravissimo danno per un’area a forte vocazione olivicola tra le più antiche del mediterraneo, con oltre 13.000 ettari in coltura specializzata con prevalente diffusione della varietà autoctona “Grossa di Gerace”, da cui si ottiene un olio extravergine dalle pregevoli e universalmente riconosciute doti qualitative e salutistiche». «Fermi restando i parametri qualitativi stabiliti dal disciplinare – propone, in conclusione, il Sindaco Varacalli –, una possibile ed auspicabile soluzione sarebbe quella di prevedere un elenco di varietà da cui poter produrre olio a marchio IGP più rappresentativo delle varie zone produttive calabresi, o almeno inserire nell’elenco delle tre varietà anzidette la “Grossa di Gerace”, che rappresenta oltre il 10% dell’olivicoltura regionale. Così facendo tutte le aree produttive regionali potrebbero produrre olio IGP secondo la “Tradizione” e la “Tipicità” dello specifico comprensorio di produzione».

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