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Corriere Locride
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Calabria, Confcommercio: il 32% delle imprese individuali chiude i battenti

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L'ASD Bovalinese 1911 annuncia il ritorno del portiere Fabio Dagostino

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Coldiretti: pesante crisi dell’agrumicoltura. Aceto scrive alla Regione e sollecita urgenti interventi

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Gioia Tauro. Si conclude il progetto di Servizio Civile Nazionale denominato “Un patrimonio artistico e culturale da valorizzare, trasmettere e fruire”

Si conclude con successo il progetto di Servizio Civile Nazionale denominato “Un patrimonio artistico e culturale da valorizzare , trasmettere e fruire” avviato dal Comune di Gioia Tauro  nel gennaio 2018 . L’iniziativa progettuale, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico della città  e  delle attività di promozione culturale, si è svolta prevalentemente nei locali della biblioteca comunale e del Museo Metauros .

Hanno prestato servizio, a favore di questa attività, 12 giovani volontari che, abbracciando i valori fondanti del SCN -  quali la promozione della solidarietà, della cooperazione, e della  tutela dei diritti sociali -  hanno dato un contributo importante a favore della città.

Il progetto, nelle finalità dei referenti dell’Ente, aveva l’ obiettivo di far conoscere alla città le proprie risorse culturali e di avviare una rete di collaborazione tra la biblioteca – museo e le istituzioni scolastiche.

Grazie alla disponibilità ed all’entusiasmo dei giovani volontari è stata attuata una campagna informativa sui servizi di biblioteca e museo in tutte le scuole, consentendo di incrementare  notevolmente il numero degli iscritti e dei frequentanti la biblioteca.

La presenza dei volontari ha consentito, altresì, l’estensione dell’orario di apertura al pubblico della biblioteca e la realizzazione di attività diverse mirate ai differenti target di età: lettura ad alta voce per i bambini della scuola dell’infanzia,  laboratori tematici per i la scuola primaria, giochi a squadre ispirati alla letteratura per ragazzi ed incontri con autori per i ragazzi delle scuole medie, didattica della biblioteca, concorsi fotografici e, ancora, moltissime collaborazioni con le associazioni culturali del territorio per iniziative di promozione della cultura.

Il progetto si concluderà ufficialmente con una piccola cerimonia, che avrà luogo venerdì 11 gennaio 2019, nei locali della biblioteca, presso Palazzo Baldari e che coinciderà con la consegna alla scuola primaria “Montale” di quattro libri tattili, realizzati dai volontari in collaborazione con gli alunni delle classi seconde del plesso, a chiusura di un bellissimo percorso progettuale sugli elementi della natura e sulla sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente e sul  recupero dei materiali.

Sarà presente all’iniziativa il prefetto Antonio  Reppucci, che guida la terna commissariale  del Comune di Gioia Tauro, sempre sensibile alla promozione di tutte quelle attività che favoriscono sinergie e collaborazioni tra società civile, enti ed istituzioni a favore della crescita culturale della città. 

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Nota stampa di Pierpaolo Zavettieri: «Uno Stato burocratico schiaffeggia la Calabria e la città del porto»

«L'ennesima sberla alla democrazia viene data attraverso la proroga del commissariamento a Gioia Tauro.
Sino ad oggi tutte le gestioni straordinarie messe in campo per combattere l'infiltrazione mafiosa nei comuni sono risultate perfettamente inutili per quanto concerne il ripristino della legalità di un'area territoriale e quasi sempre dannose sotto i profili economico e sociale. 
Nessuna logica dovrebbe prevedere la proroga di qualcosa risultata fallimentare da così tanti anni. A certificarne l'inutilità, fra l'altro, sono le frequenti ricadute in un nuovo scioglimento dopo appena uno o due anni (segno tangibile che nessuna efficace bonifica di quella amministrazione e di quel territorio è stata fatta con successo dai commissari). È evidente ormai che la norma vada cambiata drasticamente ma in attesa che ciò accada (e l'attesa, ahimè, potrebbe essere molto lunga!) l'intero sistema burocratico non potrebbe e non devrebbe continuare ad interpretare l'attuale normativa sempre in una direzione e quasi sempre senza obiettive valutazioni. 
Infatti, se sbagliata ci é apparsa la decisione culminata con il Consiglio dei Ministri del 6 settembre che ha riguardato il comune di Canolo e se ancor più grave é risultata la decisione dell'11 successivo che ha prorogato il commissariamento a ridosso della presentazione delle liste elettorali nei comuni di Laureana e Bova Marina, non possiamo che definire inqualificabile la proroga del commissariamento straordinario di Gioia Tauro, concessa addirittura dopo la presentazione delle liste, in totale spregio alla democrazia. 
La misura a questo punto è veramente colma e se gli amministratori, tutti investiti della medesima problematica, non  proveranno a fare fronte comune unitamente ai loro concittadini, al fine di svegliare un inutile ed intorpidito consiglio regionale ed una silente ed autoreferenziale deputazione parlamentare, la Calabria e il Mezzogiorno d'Italia verranno consegnati al peggiore "stato burocratico" che si ricordi negli ultimi 70 anni, incentrato esclusivamente sulla cultura del sospetto.
L'ultima cosa che ci saremmo aspettati (o meglio che avremmo voluto) in regime di democrazia è che al nostro incessante appello a modificare l'attuale normativa sugli scioglimenti dei Consigli Comunali il "sistema burocratico" rispondesse con un inasprimento cieco dell'applicazione di una inutile e dannosa normativa.
La "violenta" scelta del governo su Gioia Tauro conferma che al di là della faccia "feroce" dei neo-leaders legastellati a farla da padroni sono sempre gli apparati e le burocrazie ministeriali tanto più se i titolari si rivelano incompetenti. Così al Ministero dell'Interno, dell'Economia, della Giustizia, delle Infrastrutture, etc etc. 
Dubito che l'attuale classe dirigente abbia la forza, la voglia e la capacità di andare oltre i populismi riaffermando il primato della politica sulla burocrazia. 
...Rimaniamo in attesa e speranzosi di poterci ricredere!»
 
Pierpaolo Zavettieri 
Consigliere Metropolitano e Sindaco di Roghudi
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Il Porto di Gioia Tauro e lo sviluppo ostacolato nelle dichiarazioni di un imprenditore del retroporto

di Gaetano Errigo - Cosa si cela dietro la crisi del porto di Gioia Tauro oltre la guerra fra società di terminalisti per il controllo dello scalo marittimo? A dirlo è Bruno Morgante, noto imprenditore nell’area industriale del retroporto, che bene conosce la storia politica dell’infrastruttura gioiese. E lo fa via Facebook rispondendo a un post del commentatore politico Armando Foci il quale, dopo aver riportato la notizia di alcune dichiarazioni del ministro Tria circa l’apertura di una “Via della Seta” funzionale per far giungere le merci provenienti dalla Cina, e in transito per tutta Europa, in Italia via mare con approdo nei porti del Nord Adriatico e dell’Alto Tirreno (Trieste e Genova ndr), si chiedeva a cosa servisse, per il titolare del Dicastero dell’Economia, il porto di Gioia Tauro, e a cosa servisse questo per il M5S che in Calabria ha fatto il pieno di voti.

La risposta di Morgante è abbastanza cruda: «Armando, il porto di Gioia Tauro è servito per superare la crisi della portualità italiana, allora quasi tutta al Nord, se si esclude Napoli, dovuta a bacini non adeguati alla rivoluzione per il trasporto delle merci con grandi navi portacontainers. L’intuizione di Ravano (nel 1993, anno di inaugurazione dello scalo gioiese, presidente del gruppo Contship, ndr) di fare di Gioia Tauro, che invece aveva bacini adeguati, un hub per i containers, permise ai grandi porti italiani di superare la crisi, perché da Gioia Tauro, con le navi feeder, le merci affluivano nei loro magazzini per essere lavorate ed inviate sui mercati. Divenne immediatamente il porto del Mediterraneo con maggiore movimentazione di containers, ma non con i maggiori addetti. Si sbarcavano dalle grandi navi i containers, come scatoloni, e si imbarcavano su navi più piccole per essere portate negli altri porti dove si manipolava la merce. Venne impedita qualsiasi evoluzione che portasse a un porto collegato con l’Europa e i grandi interporti italiani ed europei, via ferro e via gomma (in quel periodo l’autostrada era tutta un cantiere e funzionava ad una sola corsia) o qualsiasi iniziativa imprenditoriale che allargasse le attività del porto e potesse dialogare con i mercati, al di là del transhipment. Il Comitato Portuale era una farsa, in quanto al servizio della MCT, che di fatto aveva appaltato il porto. L’unico che aveva aperto strade era stato l’ultimo Ministro dei Trasporti, che aveva stabilito che l’alta velocità doveva arrivare a Gioia Tauro e permettere che in meno di 24 ore i containers potessero arrivare al grande interporto di Manheimar in Germania, senza bisogno di trasbordi su altre navi. Oggi si vogliono annullare questi finanziamenti perché opere inutili. Genova ha adeguato i bacini, lo stesso Livorno e Trieste. Tra poco il porto di Gioia Tauro non servirà a nessuno. Avrà svolto il suo compito di salvare la portualità italiana. La propaganda dirà che la Calabria ha perso un’occasione e che bisognerà interrarlo perché costerà molto alle casse dello Stato e ai cittadini del Nord, che pagano le tasse».

La dichiarazione dell’imprenditore spiega molte cose, specie se si tiene conto che nei documenti relativi alle concessioni ai terminalisti si parla di destinazione d’uso, per Gioia Tauro, esclusiva ad attività di transhipment, e un cambio di tale destinazione finirebbe, per una serie di cose legale, con la perdita delle concessioni.

Intanto il pentastellato Toninelli è già sceso a Gioia Tauro e, da poco, si è tenuto a Roma un vertice con i sindacati che si è concluso con un nulla di fatto. L’Autorità Portuale gioiese rimane commissariata e, quindi, questa può agire solo per ordinaria amministrazione senza poter fare programmazione a lungo termine per un rilancio dello scalo, a meno che il Ministero dei Trasporti non si muova per porre fine al commissariamento e far insediare un presidente.

In ambito portuale in genere, invece, si assiste ad un altro schiaffo per la Calabria. Ovvero all’inclusione dei due unici porti passeggeri, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, nell’Autorità di Sistema di Messina. Ciò significa che la Calabria potrà avere solo un’Autorità di Sistema incompleta, per la mancanza di porti passeggeri passati sotto le competenze siciliane, che vi sono rischi nella realizzazione della Zes e delle opere finanziate dai Pon (forse il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ora capisce perché al porto si scioperava contro i licenziamenti) e che il governo del M5S (che ha fatto in Calabria il pieno di voti) e della Lega (che ha eletto in Calabria il suo leader Matteo Salvini) ha preferito trascurare un territorio in crisi per agevolarne un altro dove, probabilmente, ha referenti politici di maggior peso rispetto a quelli che possiede in Calabria (compresi deputati, senatori e dirigenti di partito o movimento).                                    

 

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