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Anas: in occasione della Giornata della Memoria installate due targhe commemorative sull'autostrada A2 "Del Mediterraneo", a Tarsia (CS)

Catanzaro, 27 gennaio 2019

In occasione della Giornata della Memoria Anas, in accordo con la Regione Calabria, ha installato questa mattina  due targhe commemorative, sull'Autostrada A2 "del Mediterraneo" in entrambe le direzioni, nei pressi dello svincolo di a Tarsia, in provincia di Cosenza.

Le targhe, installate per segnalare il vicino campo di internamento di Ferramonti  e commemorarne le vittime, si inseriscono nel più vasto programma di valorizzazione del territorio attraversato dall'"Autostrada del Mediterraneo", individuando Ferramonti come luogo da segnalare lungo il tracciato per il suo alto valore storico e culturale.

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Campo di Concentramento di Ferramonti di Tarsia, una ferita mai sanata

Comunicato stampa - Domani, 27 gennaio, ricorre il 72° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, e il Comune di Tarsia, anche quest’anno, utilizza il Giorno della Memoria per rendere la Memoria un elemento vivo: le lezioni del passato sono occasione di riflessione sulle contraddizioni e sulle speranze del nostro tempo. Solo ricordando quello che è stato, guardando indietro per guardare avanti, possiamo salvaguardare il tenore della nostra vita democratica oggi.

Le  iniziative organizzate nel Campo di Concentramento di Ferramonti di Tarsia per il 2017 sono iniziate il 24 u.s. e proseguiranno fino al 29 gennaio.

Le iniziative sviluppate dalla stretta collaborazione tra il Consigliere Delegato alla Cultura, Roberto Cannizzaro e l’Associazione Ferramonti, sono iniziate con il recital “Quando Hitler rubò il coniglio rosa” a cura della Scuola primaria di San Lorenzo del Vallo. La manifestazione prevista per ieri, 25 gennaio, “Sul filo della cultura…per non perdere la memoria” è stata rinviata causa allerta meteo.

Il 26 gennaio, subito dopo i saluti da parte del Sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, e del Consigliere delegato alla Cultura, Roberto Cannizzaro, in programma il convegno che da il titolo all’intera settimana di manifestazioni: “Erano studenti. Erano erranti. Erano ebrei”. Prevista la partecipazione di Nicola Irto, Presidente del Consiglio Regionale della Regione Calabria, Franco Sergio, Consigliere Regione Calabria, Cinzia Robbiano, bibliotecaria e studiosa di Ferramonti di Tarsia, Francesco Filareto, Storico e scrittore, autore del libro Fuga e ritorno di un popolo, la Calabria del Nord-Est dal 1799  ad  oggi, e Yolanda Bentham, figlia di David Ropschitz, internato a Ferramonti dal 1940 al 1943. A moderare il convegno ci sarà la giornalista Fiorenza Gonzales. A seguire la presentazione del film “La croce e stella” del regista Salvatore Lo Piano, liberamente ispirato alle vicende accadute a Ferramonti di Tarsia.

Il 27 gennaio, giorno della memoria, è il giorno riservato alle riflessioni di tutti i presenti alla manifestazione. Tra le numerose istituzioni presenti, religiose e civili,  citiamo la presenza del Rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisi, del Presidente della Regione, Mario Oliverio, di S.E. il Prefetto Gianfranco Tomao che consegnerà, presso il Campo di Ferramonti di Tarsia, la medaglia della Liberazione e le medaglie d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager. Saranno presenti: Roque Pugliese, Consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e Referente per la Calabria, che porta il messaggio di saluto della Presidente Lydia Shapirer, Graziano Di Natale, Presidente f.f. della Provincia di Cosenza. Sarà proiettato il video messaggio di Silvio Wolf, figlio di Mojzesz Aron Wolf, internato a Ferramonti dal luglio del 1940 all’aprile del 1942. Moderatore del convegno la giornalista Annamaria Terremoto, già caporedattore della Sede regionale della Rai, che presenterà anche il convegno  "Mnemosine: La Memoria e il Dono di Sé delle Donne nella Shoah", le cui relazioni sono affidate a Luciana Costa, Presidente IRSEM, e a Giuseppe Noia, Primario Hospice perinatale "A. Gemelli" di Roma. A chiudere la giornata, nel pomeriggio dalle 15.30, il concerto a cura del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano – Spazio della memoria musicale - “Kurt Sonnenfeld: Vienna, Ferramonti, Milano.

Il 28 gennaio sarà una giornata tutta dedicata alle scuole e ai suoi principali attori, gli alunni. Subito dopo gli interventi, ci sarà la proiezione del cortometraggio NUMB3RS girato dagli alunni della secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Torano-Lattarico, cortometraggio liberamente ispirato alla storia di Michel Fingensten, pittore e incisore ceco, internato a Ferramonti e che viene considerato uno dei più grandi artisti della storia. A seguire, l’iniziativa #ioricordo, artisti riuniti per Ferramonti, l’esecuzione del brano Goodbye da parte del chitarrista Massimo Garritano, una maratona di lettura di testi tratti dal libro del prof. Mario Rende e dal diario di prigionia del maestro Gustavo Milicchio. A conclusione della giornata, l’esecuzione del Brano "La vita è bella" di N. Piovani da parte dell'orchestra dell’Istituto Comprensivo Torano Lattarico. Nel pomeriggio, la Giornata Studio a cura dell’Ass. Kiwanis Club Cosenza, relatore Andrea Campolongo.

Il 29 gennaio la UNPLI Provinciale di Cosenza terrà il convegno “La Memoria”. Il 30 gennaio dalle 9.30 sarà presentato lo spettacolo teatrale “La partita di scacchi” a cura dell'Associazione Maschere e Volto.Lo spettacolo teatrale è liberamente tratto dalle Memorie e Testimonianze di Paolo Salvatore (direttore del campo) in “Ferramonti di Tarsia, Voci da un campo di Concentramento fascista 1940-1945” di Mario Rende, e da “Con la gente di Ferramonti” di Nina Weksler.

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Una pagina di storia dimenticata: Il campo di Ferramonti di Tarsia

Il 27 gennaio, come è ormai consuetudine, si è celebrata la Giornata della Memoria per ricordare le vittime dell'Olocausto. L'argomento è stato al centro dell'attenzione su tutti i mezzi di comunicazione possibili, televisione, giornali, social network, eppure per molti l'idea stessa della commemorazione è già, di per sé, una presa di distanza: si commemora qualcosa quando fa già parte della memoria, appunto, quindi quando quel qualcosa è percepito come passato e distante, nel tempo ma anche nello spazio. Sul tempo, certamente, siamo tutti concordi, visto che i fatti oggetto di questa commemorazione risalgono a un momento storico ben preciso e - fortunatamente - ormai lontano; anche a livello spaziale, l'idea della detenzione degli ebrei nei lager nazisti ci rimanda a località tristemente note come il campo di concentramento di Auschwitz, ma non si pensa mai che luoghi simili possano essere esistiti anche a due passi da noi, senza andare così lontano. Non sono in molti a sapere, infatti, che un grande campo di concentramento - addirittura il più grande d'Italia - si trovava proprio in Calabria, per la precisione a Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza. Si trattava di un'area enorme, costruita ad hoc dalla ditta Parrini di Roma: 160.000 mq su cui erano distribuite 92 baracche, una struttura del tutto simile ai lager nazisti (con tanto di recinzione con filo spinato) la cui gestione era, però, affidata ai fascisti italiani per disposizione di Mussolini e inaugurata il 20 giugno 1940. Vi furono condotti, per primi, ebrei stranieri, che si trovavano in Italia per motivi di studio o di lavoro; in seguito, giunsero anche ebrei italiani e dal 1941 antifascisti italiani e stranieri, gruppi di cinesi e profughi politici. Oltre 2000 furono gli internati, in una struttura che rimase in attività fino al settembre 1943, quando gli inglesi liberarono il campo, ma fu definitivamente chiusa solo nel 1945.

Per molti anni la gente del luogo sembrò dimenticarsi del campo di Ferramonti, prima abbandonato e poi parzialmente utilizzato come deposito per attrezzi agricoli. Nel 1988, il ritrovato interesse per questa realtà è confluito nella Fondazione Internazionale "Ferramonti per l'amicizia tra i popoli" (grazie al lavoro di Carlo Spartaco Capogreco), il cui obiettivo è stato - ed è tuttora - lo studio del rapporto tra storia, memoria e società contemporanea. In seguito, nacque un'altra fondazione quasi omonima, la "Fondazione Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia", che ha gestito lo spazio abbandonato e lo ha trasformato in un museo (inaugurato il 25 aprile 2004 e fruibile anche nella sua versione virtuale, il MuViF, al sito http://www.museoferramonti.it).

Se, in un primo momento, non solo la storia ma anche l'esistenza stessa di questo luogo è stata - volutamente? - taciuta, negli ultimi tempi l'interesse mediatico per il "lager" calabrese è cresciuto esponenzialmente, tanto che sono arrivati ad occuparsene giornalisti del calibro di Riccardo Giacoia che ha realizzato un servizio per il Tg2. Ciò che ne è emerso è piuttosto singolare: secondo alcuni testimoni, all'epoca bambini, Ferramonti non sarebbe stato in alcun modo paragonabile a un campo di concentramento nazista, anzi, sarebbe stata una sorta di isola beata, in cui i bambini erano felici e venivano scarrozzati in automobile dal direttore, il commissario di Polizia Paolo Salvatore (cui i fascisti avrebbero rimproverato un atteggiamento troppo benevolo). A confermare questo quadro interviene anche lo storico Mario Rende dell'Università di Perugia, autore di un libro dal titolo "Ferramonti di Tarsia. Voci da un campo di concentramento fascista" (Mursia, 2009), in cui sono state raccolte le testimonianze di persone che hanno vissuto in prima persona la vita nel campo di Ferramonti e che hanno sottolineato anche i rapporti di solidarietà con la gente del posto. Anche secondo il Jerusalem Post, Ferramonti sarebbe stato un "paradiso inaspettato". Altre testimonianze, al contrario, fanno emergere una realtà ben diversa: secondo queste voci, Ferramonti sarebbe stata una prigione in piena regola, in cui si pativa la fame e si viveva in condizioni disagiate, e non era inusuale ammalarsi di malaria.

Naturalmente, non è questa la sede in cui risolvere queste ambiguità e stabilire quale sia la verità, tuttavia è possibile trarre qualche osservazione: non si trattava di un campo di sterminio, bensì di semplice detenzione, una distinzione certamente non trascurabile; è attestata l'esistenza all'interno del campo di un parlamento, di scuole, di servizi sociali e sanitari, di due sinagoghe e anche di un sacerdote cattolico, inoltre è noto che vi si svolgessero numerose attività ludico-ricreative come partite di calcio, concerti e rappresentazioni teatrali. Anche se non è possibile quantificare in che misura giovassero alla condizione degli internati, tali attività potrebbero costituire una conferma della magnanimità e umanità della direzione di cui spesso si parla. Per saperne di più, oltre all'opera del già citato Mario Rende, si rimanda a un documentario firmato da Cristian Calabretta dal titolo "Ferramonti - il campo 'sospeso", che è stato da poco presentato a Roma in Campidoglio e proprio lo scorso 27 gennaio è stato proiettato a Tarsia in occasione della Giornata della Memoria.

Una pagina di storia da sottolineare, questa di Ferramonti, e un'occasione per interrogarsi e interrogare i dati in nostro possesso per ricostruire i fatti in modo critico e senza pregiudizi.

Con la speranza che questo articolo abbia acceso in voi una qualsiasi forma di curiosità, vi rinnovo l'appuntamento al prossimo giovedì, sempre su Corriere Locride!

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