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Sanità. FSI - USAE: «All'ospedale di Locri si continua a trasferire il personale verso altre strutture depotenziando il nosocomio»

Dott. Pasquale MESITI

                                                    Direttore Sanitario Azienda Sanitaria Provinciale

 REGGIO CALABRIA

                      E, p.c.

                                                   Dott. Antonio BELCASTRO

                                                   Direttore Dipartimento Tutela della Salute Regione Calabria 

CATANZARO

                                                   Dott. Saverio COTTICELLI

                                                   Commissario ad acta per il rientro dei debiti del S.S.R. Regione Calabria 

CATANZARO

La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza  del trasferimento presso  l’Ospedale “Tiberio Evoli” di Melito di una Infermiera in servizio da circa un anno nel reparto di Medicina dell’Ospedale di Locri.

Il trasferimento, da quanto evidenziato  dai turni di servizio, dove in corrispondenza al nome dell’infermiera viene chiaramente scritto “ Trasferita a Melito” risulta essere effettuato dall’ex Direttore del Dipartimento Ospedaliero dr. Domenico Calabrò  il quale, si è prodigato a trasferire l’infermiera qualche giorno prima che fossero revocate le sue  funzioni di Direttore del Dipartimento Ospedaliero e cosa ancora più grave mentre risultava essere in congedo quindi fuori servizio.

Appare assolutamente  incomprensibile  aver privato di un’unità infermieristica il reparto di Medicina dell’Ospedale di Locri che attualmente ha in attivo 21 posti letto, dove vi è una grave carenza di personale infermieristico e di supporto (OSS) e spesso lavora una sola unità a turno con grandi difficoltà e grave rischio per la salute dello stesso personale e dei pazienti ai quali si deve in ogni caso la dovuta e necessaria assistenza. Prosegue in tal  modo l’opera di depotenziamento del nosocomio della Locride che viene progressivamente spogliato di risorse umane sacrificando l’assistenza e il diritto alla salute dei cittadini di questo territorio alle logiche clientelari.

La scrivente è inoltre a conoscenza  che un infermiere ultra sessantenne in servizio nello stesso reparto di Medicina il quale, aveva fatto richiesta di trasferimento presso altra unità operativa ma non essendo tra  “gli unti dal Signore”, lo stesso dr. Calabro’ non ha concesso il relativo nulla osta adducendo carenza di personale e ancor più grave è aver revocato per esigenze di servizio una unità di supporto (OSS) che dal reparto di Medicina era stata trasferita provvisoriamente nel reparto di Ostetricia con ordine di servizio da parte della direzione sanitaria ospedaliera.

Quanto fin qui avvenuto rientra in una serie di palesi illegittimità e questo trasferimento  del qual  non è dato sapere se le due Direzioni, Sanitaria Aziendale e Sanitaria Ospedaliera, siano state doverosamente informate, appare dovuto più a logiche clientelari che ad effettive  esigenze  di servizio.

Per quanto sopra la FSI USAE chiede l’immediata revoca del trasferimento sopracitato e si riserva di indire la magistratura competente  per  valutare se nel comportamento posto in essere dal dirigente di che trattasi si possano ravvisare violazioni di cui al codice penale.

Locri, 7 gennaio 2019

IL SEGRETARIO PROVINCIALE

Emanuela Barbuto

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Sanità. Nota stampa della Fsi – Usae sulla drammatica carenza di personale medico per le prestazioni in codice verde e bianco al pronto soccorso dell’ospedale di Locri

La FSI USAE denuncia la grave situazione che insiste presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Locri a causa della drammatica carenza del  personale medico che si occupa delle prestazioni in codice verde  e bianco che, non è occasionale, limitata al solo di giorno di capodanno come appreso da alcuni giornali on line ma, da quanto  risulta dai turni di servizio è una  costante che si ripete  spesso.

Attualmente ad occuparsi dei codici verde e bianco sono in servizio soltanto due medici uno dei quali lavora anche presso le postazioni di guardia medica sul territorio e non garantisce la quotidiana attività  presso il Pronto Soccorso essendo presente saltuariamente. Ciò determina anche  la frequente chiusura dell’ambulatorio preposto alle cure d’emergenza nonostante gli enormi sacrifici e il forte senso di responsabilità degli operatori sanitari che pur agendo tra mille difficoltà riescono con professionalità a supplire inefficienze che  potrebbero recare danni irrimediabili.

Appare evidente che la situazione, in sé già grave a nostro avviso, è senza dubbio più grave che chi se ne dovrebbe occupare e ci riferiamo soprattutto al Direttore ad interim, considerata la sua presenza saltuaria tipica delle” apparizioni mariane”, impegnato, a quanto ci risulta, a fare le notti (probabilmente ben retribuite) presso altra struttura da lui stesso diretta, non ha molto tempo da dedicare alle gravi questioni che riguardano un servizio di estrema importanza quale il pronto Soccorso dell’Ospedale di Locri, lasciato in balia di se stesso senza una efficace guida, che in questo caso dovrebbe essere esclusiva, non distratta da altri reparti e dipartimenti tanto da determinare tale disservizio sull’utenza e i cittadini della Locride. 

Ci chiediamo pur stupiti, come mai il Direttore ad interim del Pronto Soccorso di Locri, il quale  riveste anche il ruolo di Direttore DEU (dipartimento di emergenza urgenza), si prodiga presso la SOC di Rianimazione dell’ospedale di Polistena dove lui stesso svolge la funzione di responsabile e non a Locri dove avrebbe il dovere non occasionale di assicurare il servizio di emergenza e urgenza sanitaria, garantendo le necessarie presenze del personale medico, mentre tutto ciò suona come mortificante offesa agli elementari diritti dei cittadini i quali non chiedono altro che essere assistiti e curati. Al Pronto Soccorso di Locri serve un responsabile che garantisca impegno e presenza, non responsabili ad interim!

Considerato i reiterati appelli  allo stato di emergenza e le forti preoccupazioni per l’elevato rischio di paralisi del sistema salute della Locride, la scrivente auspica l’immediata assunzione di tutti quei provvedimenti atti a tutelare l’interesse concreto dell’azienda, dell’utenza e dello stesso personale che qui opera con grande difficoltà e chiede  l’assegnazione delle responsabilità  del Pronto Soccorso di Locri attraverso l’affidamento dell’incarico di primariato non ad interim ma attraverso la procedura  utilizzata per le altre UU.OO , prevista anche per il Pronto Soccorso ma non ancora attuata.

 Dispiace inoltre che la politica soprattutto chi fin qui ha governato sia totalmente assente e disinteressata  di fronte alle gravi e troppe criticità dell’Ospedale Spoke di Locri che rappresenta la realtà più grande di tutta l’Asp di Reggio Calabria e che è stato progressivamente spogliato di tutte le risorse e figure indispensabili al suo efficiente funzionamento, tranne rare eccezioni che sentiamo dover ringraziare per aver preso a cuore le sorti dell’Ospedale di Locri  formulando tempestivamente  un’interrogazione in Consiglio regionale.

Per quanto sopra la FSI USAE si riserva, ove  la situazione non rientrasse in tempi rapidi nei canoni della normalità di adire la competente magistratura per l’accertamento di eventuali ipotesi di reato.

IL SEGRETARIO PROVINCIALE

Emanuela Barbuto

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Locri. Nota della Segreteria Territoriale della FSI USAE: «In unità coronarica lunghe assenze per malattia ed infortunio sul lavoro. Il personale della cardiologia stremato costretto a sopperire»

Il personale infermieristico in  servizio presso  la Cardiologia dell’Ospedale di Locri, a seguito dell’incontro con la Segreteria Territoriale della FSI USAE, attraverso una nota sottoscritta dal Segretario Territoriale Emanuela  Barbuto e dal Responsabile Aziendale Antonio Taccone denuncia quanto accade all’interno della SOC di Cardiologia con Unità Coronarica (Utic).Vale innanzitutto ricordare per chi lo avesse dimenticato, che le due strutture di  Cardiologia e di Utic sono state aggregate funzionalmente ed operativamente con delibera n° 13 del 30 agosto 2011 in un'unica struttura complessa di diagnosi e cura denominata Cardiologia con Utic. Quindi, tutto il personale, non solo i medici ma anche gli infermieri, dovrebbero operare con flessibilità all’interno della SOC di Cardiologia con Utic  in maniera integrata e sinergica. Prendiamo atto con rammarico che nonostante siano trascorsi sette anni dall’accorpamento delle due strutture ancora oggi  per qualcuno risulta scomodo  ragionare in questa ottica perché si preferisce per reconditi motivi rimanere arroccati in una gestione autonoma e autoreferenziale, infatti, ogni tentativo da parte del Direttore della SOC di far ruotare il personale dell’Utic  in Cardiologia verrebbe vanificato attraverso resistenze ed atteggiamenti ostruzionistici. Questo comportamento ostile, questo “sciacallaggio” che rischia di compromettere l’efficienza assistenziale ai pazienti bisognosi di cure, da parte di chi non ha alcun rispetto verso la struttura in cui opera che non può e non deve trasformarsi in un campo di battaglia è stato reiteratamente segnalato ai vertici aziendali  dalla scrivente O.S. nonché dal Direttore della struttura il quale ha indicato i  “responsabili” chiedendone l’allontanamento dal reparto per  incompatibilità ambientale. Ad oggi nessun provvedimento è stato adottato  e non comprendiamo le ragioni e gli interessi che hanno indotto la Direzione Strategica a non ottemperare alle richieste del Direttore della Soc in questione. Riteniamo inoltre strumentale e infondata la polemica sollevata  a mezzo stampa nei giorni scorsi da qualche sigla sindacale relativamente ai turni di servizio definiti uno strumento di “vendetta” che consisterebbe nel  lasciare in turno un solo infermiere in Utic garantendo invece la copertura dei turni nel reparto di Cardiologia  con maggiori risorse. La predisposizione dei turni di servizio con tre infermieri e un supporto (OSS),ratificata dal Direttore del reparto, nonché dalla Direzione Sanitaria, non è una strategia di  “vendetta” come strumentalmente affermato ma è da attribuire  alla carente dotazione organica per mancata sostituzione del personale precedentemente trasferito ad altre unità operative a cui si aggiungono le  continue  assenze per malattia e infortunio sul lavoro che gravano sull’Utic , quindi all’impossibilità numerica a garantire il turno con le unità previste per legge. Nonostante ciò nessuno è mai stato lasciato solo infatti, gli infermieri che operano in Cardiologia sono costretti a sopperire alla carenza di organico in Utic coprendo anche interi turni come dimostrato dai fogli di presenza nonché dalle numerose testimonianze. E’ necessario inoltre aggiungere che in organico è presente un’ infermiera dedicata esclusivamente all’attività di sala operatoria che nei giorni in cui non sono previsti interventi potrebbe, anzi dovrebbe prestare la propria attività lavorativa nel reparto collaborando con i colleghi. Risulta facilmente intuibile che quanto dichiarato riguardo ai turni di servizio  è una volgare strumentalizzazione che lede ulteriormente l’immagine  del reparto e dell’intero nosocomio ed  ha come obiettivo quello di mettere in cattiva luce, o almeno ci prova , la gestione del personale infermieristico ed il ruolo della referente del Direttore della SOC che la stessa svolge ormai da qualche anno con grande impegno, abnegazione e senso di responsabilità. Riteniamo che il Sindacato (quello vero che tutela i lavoratori) dovrebbe, tralasciando le polemiche com’è nello stile della scrivente, impegnarsi in ordine al problema apportando il proprio contributo fattivo attraverso  la formulazione di proposte concrete. La FSI USAE, al fine di razionalizzare le risorse nonché migliorare le condizioni lavorative e garantire  l’ottimale assistenza agli ammalati, chiede all’attuale Direzione Strategica l’avvio urgente e indifferibile di tutti gli interventi strutturali indispensabili al fine di abbattere le barriere strutturali che impediscono di fatto  l’unificazione logistica della SOC di Cardiologia con Utic rispettando il numero di posti letto  previsti dall’Atto Aziendale.

IL RESPONSABILE AZIENDALE                                                                                       IL SEGRETARIO TERRITORIALE

       Antonio Taccone                                                                                                                  Emanuela Barbuto

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