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Sospeso lo stato di agitazione del personale tecnico della Soc di radiologia del P.o. di Locri proclamato dalla Fsi-Usae

Si è svolta oggi 3 maggio presso la Prefettura di Reggio Calabria una riunione presieduta dalla Dott.ssa Iannò con la presenza del Commissario Straordinario dell’ASP di Reggio Calabria Dott. Domenico Giordano, il Direttore DEU e la Segreteria Territoriale della FSI-USAE Reggio Calabria Est.

Nel corso dell’incontro sono state esaminate le problematiche all’interno della SOC di Radiologia del Presidio Ospedaliero di Locri con particolare attenzione alla situazione riguardante la gestione del personale tecnico che viene utilizzato in maniera distorta senza tenere conto dei reali carichi di lavoro e senza che vi sia la rotazione di tutti i tecnici nelle varie diagnostiche in dispregio delle vigenti norme contrattuali.

Il verbale  di accordo è stato unanimemente sottoscritto e prevede l’impegno da parte della Commissione Straordinaria  dell’ASP di un intervento con il quale si invita il direttore ff del Servizio di radiologia a rispettare ed attuare quanto previsto dal CCNL.

La FSI USAE esprime  soddisfazione per la conclusione della procedura di raffreddamento dei conflitti con esito positivo ed annuncia la sospensione dello stato di agitazione dei lavoratori.”

Locri, 3 maggio 2019

IL SEGRETARIO TERRITORIALE

Emanuela Barbuto

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Nomina del Direttore Sanitario dell’Asp di Reggio Calabria: «La Fsi-Usae chiede il rispetto delle leggi»

ALLA COMMISSIONE STRAORDINARIA

Azienda Sanitaria Provinciale

REGGIO CALABRIA

AL COMMISSARIO AD ACTA

PER IL RIENTRO DEI DEBITI DEL SSR

Regione Calabria

CATANZARO

AL SIG. DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO

SALUTE

Regione Calabria

CATANZARO

«La Fsi-Usae chiede il rispetto delle leggi».

La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta accidentalmente a conoscenza della disposizione di servizio prot. n. 26357 del  15.04.19 che reca la firma del Dott. Domenico Forte in qualità di Direttore Sanitario dell’Asp di Reggio Calabria.

Per quanto è dato sapere, ad oggi, non risulta esservi nessuna deliberazione con cui si conferisce la nomina di Direttore Sanitario dell’Asp di Reggio Calabria. In ogni caso non si deve dimenticare quanto previsto dalla  Legge Regionale 19 marzo 2004, n° 11, art. 15, comma 2, che testualmente recita :“ L’incarico di direttore sanitario può essere conferito a medici che non abbiano superato il sessantacinquesimo anno di età……..”.

Pertanto appare evidente che il  Dottore Forte non può essere nominato “direttore sanitario” avendo superato, abbondantemente, il sessantacinquesimo anno di età, nella considerazione dell'imminenza del suo collocamento in quiescenza per raggiunti limiti di età (01.11.2019).

PER QUANTO SOPRA esposto,  La FSI USAE chiede  di sapere se e con quale atto il Dott. Forte è stato nominato Direttore Sanitario dell’Asp di Reggio Calabria.

Qualora l'incarico fosse stato attribuito in violazione della norma sopra descritta, si chiede l’immediata revoca di tale atto.

Si resta in attesa di urgente riscontro scritto, significando che, in mancanza, saranno adite le competenti Autorità.

IL COORDINATORE TERRITORIALE

Francesco Politanò 

IL SEGRETARIO GENERALE TERRITORIALE

Emanuela Barbuto

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Fsi Usae: il commissariamento dell’Asp di Reggio Calabria deve servire ad avviare un’operazione di trasparenza e legalità

Il prevedibile epilogo dello scioglimento dell’Asp di Reggio Calabria per infiltrazioni della ‘ndrangheta deciso dal Consiglio dei ministri aleggiava ormai da qualche mese, il sospetto nasce  da quando gli ispettori  della commissione d’accesso su richiesta del Prefetto Michele Di Bari depositano la relazione a conclusione delle indagini effettuate all’interno dell’Azienda. Nonostante si tratti di un episodio  grave e preoccupante in quanto conferma la presenza di interferenze illecite nella guida amministrativa dell’Azienda Sanitaria, non ha suscitato grande stupore, almeno non per la FSI USAE, il Sindacato che della lotta e del contrasto all’illegalità ne ha fatto uno dei  principali motivi dell’attività sindacale denunciando da anni, agli organi competenti, spesso in splendida solitudine e nell’indifferenza anche della magistratura, le tante illegittimità, le criticità, le manchevolezze di un’Azienda inefficiente sia a livello gestionale che nell’erogazione dei servizi  ai cittadini di questo territorio.

Il mancato rispetto delle regole e soprattutto il mancato controllo della gestione amministrativo-contabile nonché il mancato assetto organizzativo sommato ad una assenza di programmazione sono i fattori che hanno inciso negativamente sulla quantità e qualità dei servizi erogati e hanno concorso al grosso disavanzo che ha affossato la sanità reggina e che  ancora oggi non si riesce a quantificare.

La FSI USAE non ha mai smesso l’azione di doverosa protesta rispetto alle presunte responsabilità dei Commissari al Piano di rientro e dei Direttori Generali nominati dalla politica, che in tutti questi anni si sono avvicendati senza mai riuscire a risolvere le criticità e dare risposte ai problemi che col tempo si sono accentuati trasformando l’Asp di Reggio Calabria da ”sistema deputato ad erogare salute” in un “sistema contorto” che nessun commissariamento è riuscito ancora a scardinare e che obbliga i cittadini bisognosi di cure ad oltrepassare i confini di questo territorio per curarsi fuori regione. Tutto ciò nonostante il lavoro profuso  dall’esiguo personale sanitario, impegnato allo spasimo, spesso sotto stress a causa dei turni massacranti. Eppure le problematiche nella gestione dell’Asp di Reggio Calabria sono note da tempo, come la mancata ratifica dei bilanci dal 2013 in poi perché non approvati dai revisori, la perdita degli esercizi 2016 e 2017, il ritardo nell’assunzione di personale autorizzato, sono tra le tante criticità emerse dai verbali del “tavolo Adduce” ribadite dagli organismi di controllo ministeriali nelle varie riunioni nonché dalle commissioni  che si sono succedute.

Nonostante ciò, si è lasciato che la situazione implodesse, con i due Ospedali di Locri e Polistena definiti Spoke soltanto sulla carta, non in condizione di garantire ai pazienti un’assistenza adeguata e servizi dignitosi, sia per carenza di mezzi  e risorse umane, sia perché trattasi di strutture obsolete, pericolose e non rispettose delle normative sulla sicurezza. Siamo convinti che il “decreto speciale” per la sanità dei cittadini calabresi annunciato con enfasi dal Ministro alla Salute non può prescindere da un cambiamento radicale della gestione della cosa pubblica attraverso una maggiore responsabilizzazione degli amministratori.

Serve un  progetto di riordino affrontato e discusso con la condivisione ed il coinvolgimento dei soggetti interessati, mettendo al centro i reali problemi, attivando e programmando nel contempo la medicina sul territorio, la lungodegenza, la riabilitazione, la prevenzione, l’assistenza domiciliare (ADI). Serve programmazione, rafforzamento delle strutture territoriali, potenziamento degli organici, maggiore rapporto tra territorio e ospedali, potenziamento delle attività di controllo, trasparenza e chiarezza fra politica ,managerialità e professionalità. La sanità, soprattutto il mondo sanitario della provincia reggina  ha sicuramente bisogno di decisioni ma queste devono essere fatte nella massima trasparenza trovando il maggior consenso possibile. 

La FSI USAE da sempre ritiene prioritario che l’ASP di Reggio Calabria per elevare gli standard qualitativi dell’offerta sanitaria debba investire e scommettere sulle professioni e le professionalità del territorio che ne costituiscono il capitale umano perché dove ciò è avvenuto abbiamo testimonianza  degli ottimi risultati raggiunti  e vogliamo ribadire il forte senso di responsabilità della stragrande maggioranza dei lavoratori che, pur agendo tra mille difficoltà, riescono ancora con professionalità a supplire le inefficienze e a colmare i vuoti di un sistema ormai allo sfascio. La sanità calabrese commissariata da dieci anni e la non corretta gestione del piano di rientro che ha determinato una vera emergenza sanitaria con ricadute negative sia per quanto riguarda la riduzione del debito  sia per la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza e la qualità dei servizi, necessita di provvedimenti concreti e urgenti al fine di garantire i servizi partendo da quelli che sono al collasso.

Le analisi semplicistiche finalizzate a creare consenso elettorale, la retorica banale e stucchevole, le visite a sorpresa nelle strutture ospedaliere e le passarelle, di fronte alla messa in discussione del diritto alla salute non sono più tollerabili.

Come organizzazione sindacale continueremo a tenere alta la guardia, a denunciare quali siano i veri sprechi e le ingenti diseconomie di cui soffre la sanità pubblica,(ingerenze della politica, consulenze, appalti, esternalizzazioni ecc.)a pretendere il rispetto delle regole e della  trasparenza, a tutelare  la dignità dei lavoratori e dei cittadini utenti trovando in essi e nell’opinione pubblica i veri alleati con cui fronteggiare la pericolosa strategia di smantellamento dello stato sociale causato da una gestione torbida della sanità che lede i diritti di assistenza e di cura favorendo la ’ndrangheta che è bene ricordare, non è soltanto l’organizzazione criminale delle cosche ma è quella altrettanto pericolosa dei colletti bianchi e vestito blu.

Auspichiamo che in questa fase di commissariamento dell’Asp di Reggio Calabria si avvii un’operazione di trasparenza e di legalità con il coinvolgimento di tutto il personale sanitario al fine di elevare la qualità delle prestazioni e restituire ai cittadini di questo territorio, che nella tutela della salute ricercano il proprio diritto fondamentale sancito dalla costituzione, una sanità normale con servizi dignitosi.

Reggio Calabria, 19 marzo 2019 

                                                                                                         IL SEGRETARIO TERRITORIALE

                                                                                                                     Emanuela Barbuto

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