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Lunedì 14 gennaio, si terrà il primo incontro del Corso di Formazione all’impegno socio–politico e alla cura del Creato “Laudato si'”

Lunedì 14 gennaio, alle ore 18.30, presso il salone del Centro pastorale di Locri, si terrà il primo incontro del IV anno del Corso di formazione all'impegno socio-politico e alla cura del creato Laudato si', promosso dalla diocesi di Locri-Gerace, che quest'anno sarà dedicato ai temi della "Giustizia, Etica e Politica nella città dell'uomo".

Interverrà il prof. Onofrio Romano, professore associato di Sociologia presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari “A. Moro”, membro del collegio dei docenti del Dottorato di Ricerca in Scienze delle Relazioni Umane e componente del comitato scientifico della rivista “Democrazia e Diritto” e della Fondazione “Di Vagno”.

Anche a motivo della sua attività di ricerca, focalizzata sulla teoria sociale, la società postmoderna e neoliberale, il lavoro, il Mezzogiorno, le società adriatiche e mediterranee, la decrescita, il prof. Romano affronterà il tema del Mezzogiorno con i punti di forza, i punti di debolezza, le opportunità e le minacce.

13 gennaio 2019

L’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali

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Diocesi di Locri - Gerece. TE DEUM di ringraziamento a fine anno 2018

Grazie, Signore, di questo anno che se ne va. Grazie del tempo che ci hai dato come opportunità da cogliere e far fruttificare. E’ stato un anno unico ed irripetibile. Donaci, Signore, di coglierne sempre la bellezza e l’irripetibile novità di ogni attimo di vita. Tu ci vuoi collaboratori, ci vuoi «folli capaci di speranza» (don Pino Puglisi). Ci doni ancora la possibilità di continuare. Tu solo puoi alimentare la nostra fiducia nel futuro. Donaci di costruire un mondo più bello e più giusto. Tu sai che senza il nostro apporto, per quanto piccolo, tutto si ritarda. Tu ci hai creati per amore: siamo per Te un tesoro prezioso. Ci hai fatti per amare, per essere sale, luce e lievito. Uniti a Te possiamo essere fiaccola nell’oscurità. Tieni desta in noi la speranza che un mondo di giustizia e di pace è possibile. Ma non senza il nostro apporto di umanità. Ci mostri come accanto all’egoismo e all’indifferenza c’è sempre chi, con umiltà, dedizione e altruismo, si offre silenziosamente ai più disagiati e bisognosi, s’impegna nell’affermazione della giustizia e nella costruzione di un mondo migliore.

Grazie, Signore, per la trama di relazioni positive tra noi. Sono in tanti a spendere il loro tempo nella cura degli altri, volontariamente e gratuitamente. Grazie, Signore, per i tanti fratelli e le tante sorelle che nelle parrocchie si dedicano alla formazione dei ragazzi e giovani. Sono catechisti, catechiste, responsabili di gruppi, animatori di oratorio. Grazie per i volontari della carità, vicini agli ultimi, agli anziani ed alle persone sole, agli ammalati in ospedale. Grazie sempre per i sacerdoti, i consacrati e le consacrate che rendono lode e gloria a Te attraverso il loro servizio di amore a questa terra.

Grazie, Signore, del tempo che ancora ci concedi per continuare a fare del bene. Sappiamo che «per compiere grandi passi non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo pianificare, ma anche credere» (Anatole France). Con uno sguardo di fede rivolto al futuro, sogniamo un anno di pace. Signore, fa che in questo tempo non venga in noi meno la convinzione che essere onesti vale la pena, che - come diceva lo scrittore nostro conterraneo Corrado Alvaro - “la disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile”. Anche quando gli scandali e la corruzione abbassano il livello etico della società.

Rendici, Signore, capaci di amare la nostra terra in tutta la sua bellezza, di accettare la vita secondo il tuo progetto, di non perdere la fede, rassegnandoci alla mediocrità di una vita senza senso. Che cosa posso fare per rendere migliore la mia vita e quella degli altri? E’ questo il pensiero che deve accompagnarci nel tempo che ci sta davanti. Tempo di speranza!

Signore, che nessuno si senta così povero da non poter dare qualcosa di ciò che ha e soprattutto ciò che è! Che nessuno si senta così deluso da non aspettarsi alcuna novità! Nessuno così lontano da Dio da non apprezzarne uno sguardo! Che nessuno sia così distratto da non accettare un sorriso o una stretta di mano o un semplice saluto! Che nessuno sia così gretto da non gioire per la visita di un amico o per una richiesta di perdono! Vivere la gioia e la speranza cristiana dà senso e durata al nostro tempo. Non abbandonarci, Signore, e non mancare di prenderti cura di noi! E’ vero che sono tante le difficoltà nel gestire il tempo, i sentimenti, le relazioni. Ed è difficile cogliere l’essenziale della vita! Ma il tempo ben speso ci porta a “vivere l’infinita pazienza di ricominciare. Noi andiamo tutti di inizio in inizio, attraverso inizi sempre nuovi, perché con Dio c’è sempre un dopo!” (Gregorio di Nissa).

E allora a te, fratello e sorella che ti fai compagno dei miei giorni, auguro di vivere ogni tua ora come un dono prezioso da saper condividere. “Non aver paura che la vita possa finire. Abbi invece paura che possa mai cominciare davvero» (John Henry Newman). E’ l’augurio che faccio a tutti ed a ciascuno alla fine di questo anno e all’inizio del nuovo.

BUON ANNO NUOVO!

Monsignor Francesco OLIVA

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Diocesi di Locri-Gerace. Messaggio di auguri di Monsignor Francesco OLIVA per il Santo Natale

Natale 2018

È con tanta gioia nel cuore che rivolgo a voi questo messaggio natalizio.

Sono contento di condividere la gioia del Natale e di poter dire a tutti: BUON NATALE! Quanto vorrei per tutti e per ciascuno un Natale evento di amore: l’amore di un Dio che non si è dimenticato di noi, che ci ama tanto da farsi uno di noi! Un Dio che continua ad accompagnarci ogni giorno e ci chiede di accoglierlo nell’intimo del cuore, nelle nostre case. Non c’è Natale se non lo accogliamo, se con Lui non accogliamo il fratello.

Col Natale Dio assume la nostra umanità, quella che ti appartiene, qualunque sia il tuo stato o colore della pelle, le tue origini. È un Dio senza nazionalità, che viene per dare dignità. Entra nella nostra storia, sino a penetrare nelle pieghe più profonde della nostra carne. Viene per me, per te, per tutti. Davanti a Lui contiamo più di ogni immaginazione. Non bada al conto in banca e non fa preferenza alcuna. Chiede che ogni essere umano sia difeso e tutelato. Un Dio diverso che si fa uomo senza cessare di essere Dio. È un Dio che si propone con discrezione nella nostra storia, per dileguare il letargo di umanità che contagia anche chi aspetta il Natale. Un Dio per il quale non c’è posto quando un solo migrante viene sfrattato. Che non si riconosce in chi ha paura dello straniero: “Ero straniero e non mi avete accolto”.  È un Dio che fa dell’accoglienza la sua carta d’identità; che abbatte i muri di separazione e dà la cittadinanza a tutti; che sogna un mondo diverso, in cui “non c’è più giudeo né greco, non c’è più schiavo ne libero, non c’è più uomo né donna”, perché tutti siamo uno in lui (Efesini 2,14; Gal 3,28). E continua a dirci: “Appartengo a ciascuno di voi e ciascuno di voi mi appartiene”.

Apri le porte del tuo cuore tu che attendi il Natale. Anche tu hai bisogno del Dio che ama, che ama te come ama lo straniero ed il forestiero. Apri i tuoi occhi, comunità credente. Non lasciare passare il Natale. Il Dio che ti fa visita è un Dio diverso. Cerca solo cuori ospitali. Non ama abitare i cieli in una beata solitudine. Non sopporta i compromessi ed il perbenismo, vive la semplicità ed umiltà di un bimbo tra le braccia della madre.  

È Natale per te, cristiano, che credi nel Dio diverso, che accogli il diverso volendo e sapendo di accogliere Dio. Che metti da parte le ragioni politiche di fronte al bisogno di umanità. A Natale Dio si fa diverso per fare sua la tua umanità. Non tradire il Natale! Vivilo sapendo che la tua diversità è amata e sposata da Dio. Vivi il Natale del Dio che non ci considera “stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio” (Efesini 2,19). 

Ed il Natale ci rende familiari di Dio. Ecco la ragione della nostra gioia! Ecco l’evento rivoluzionario, che contagia con la forza dell’amore! È quanto vorrei per tutti, in particolare per chi soffre. A Natale nessuno si senta escluso dalla sua gioia a motivo di una sofferenza. Nessuno si senta escluso dalla verità a motivo del dubbio, dalla festa a motivo della tristezza, dall’impegno per un mondo diverso a motivo dello scoraggiamento. Nessuno si senta escluso dall’integrazione a motivo dell’indifferenza o della diffidenza altrui.

A tutti dico: Non abbiate paura di accogliere Gesù nella vostra vita, anche quando si presenta affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, ricordandoci che: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

È Natale per tutti!

Un pensiero speciale va ai tanti migranti che devono lasciare questa terra, alle donne che hanno subito violenza o ne sono rimaste vittime e alle mamme che da sole portano sulle loro spalle le responsabilità della casa. Il Dio con noi, l’Emmanuele, viene a portare la pace. Buon Natale a Voi familiari di Dio. Buon Natale, perché no, anche a chi come Lui nasce e vive da profugo, in un paese non suo, rifiutato dagli ostelli lussuosi di questa umanità.

A tutti auguro l’amore e la benedizione di Dio.

Monsignor Francesco OLIVA

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