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Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”: «Ammodernare la S.S.106 è possibile con fondi europei»

A Crotone le importanti novità ottenute il 23 marzo scorso dal responsabile della Mobilità dell’UE.

Pugliese: «sulla variante al Megalotto 6 siamo tutti d’accordo ma oggi non c’è neanche un euro. L’Europa può aiutarci. Grazie all’on. Picierno»

Ha avuto luogo sabato scorso presso la Provincia di Crotone l’importante conferenza stampa indetta ed organizzata dall’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, moderata da Giuseppe Pipita, direttore de “Il Crotonese” a cui erano presenti l’Ing. Antonio Bevilacqua del Comitato “Crotone Nuova S.S.106”, l’On. Consigliere Regionale Flora Sculco, l’On. Deputata Enza Bruno Bossio e l’On. Europarlamentare Pina Picierno.

Proprio l’On. Pina Picierno, nello scorso mese di novembre, ha consentito all’Associazione calabrese di raggiungere Bruxelles e di colloquiare con Matthew Baldwin, responsabile della mobilità dell’Unione europea, a cui sono state consegnate diverse domande al fine di comprendere se è possibile cofinanziare l’ammodernamento della S.S.106 con fondi UE considerato che proprio la strada Statale 106 (nel solo tratto cosentino, crotonese e catanzarese fino a Catanzaro Lido), risulta inclusa nella rete TEN-T Comprehensive dei trasporti europei.

Le risposte corpose, articolate e complete, sono pervenute all’Associazione lo scorso 23 marzo e solo sabato 13 aprile sono state presentate nelle suddetta conferenza stampa. In pratica è emerso che sono in fase di negoziazione i nuovi bandi per diversi miliardi di euro; la S.S.106 può essere cofinanziata con fondi UE; può fare domanda ai fondi solo il Governo mentre il progetto deve essere predisposto dall’Anas Gruppo FS Italiane.

La nuova programmazione ha già previsto che i fondi saranno destinati a quei progetti che metteranno al primo posto la sicurezza degli automobilisti. Inoltre, è stato fornito all’Associazione un documento che consente di capire quali sono i criteri che la Commissione Europea valuta in modo positivo e che sono determinanti per l’assegnazione dei fondi: in pratica oltre all’obiettivo della sicurezza c’è anche l’ottimizzazione dei costi (non si possono fare opere costose ma si deve cercare di contenere la spesa), e poi, soprattutto, l’intermodalità (bisogna realizzare strade che siano connesse con stazioni, porti ed aeroporti). Naturalmente, più il progetto presentato rispetta i requisiti richiesti, più questo è cofinanziabile.

«Noi tutti – ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Fabio Pugliese – ci stiamo battendo per la realizzazione della Variante al Megalotto 6 della S.S.106. Siamo tutti d’accordo ma c’è solo un problema: non ci sono i soldi. Sulla Variante non c’è, ad oggi, neanche un euro. Per questo motivo – continua Pugliese – la nostra Associazione da mesi ha deciso di lavorare per capire se la S.S.106 può essere cofinanziata con fondi UE e solo da poco abbiamo finalmente capito che è possibile ma, soprattutto, abbiamo compreso come si può fare. Nei prossimi mesi – va avanti il Presidente – usciranno i nuovi bandi e noi faremo fronte comune con gli amici del Comitato “Crotone Nuova S.S.106” per fare in modo che sia presentato un progetto per l’ammodernamento della S.S.106 da Crotone a Catanzaro: una parte cofinanziata dall’UE e l’altra dall’attuale Governo che finalmente ci farà capire se nei fatti è con noi oppure no. Voglio ringraziare – conclude il Presidente Pugliese – l’On. Pina Picierno per il grande aiuto che ci ha dato. L’On. Pina Picierno non solo si è sinceramente legata alla nostra causa ed all’Associazione ma rappresenta senza alcun dubbio l’unica ed autentica europarlamentare che ha la Calabria: perché nei fatti ha dimostrato di riuscire a poter fare qualcosa di utile. Altri, invece, non hanno neanche risposto alle nostre chiamate!!!»

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 15 Aprile 2019

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Nota del Partito Comunista (PC) sulla protesta dei pastori Crotonesi

Il Partito Comunista con i pastori Crotonesi: «Meglio ai maiali che agli industriali, responsabili del sangue bianco buttato dai pastori! Avanti nella lotta fino alla vittoria!»

«Due giorni fa, sulla scia di ciò che sta avvenendo in Sardegna, i pastori crotonesi si sono riuniti nel capoluogo per protestare contro il prezzo del latte ovino a 0,65 euro al litro. Troppo poco per poter continuare a fare il proprio lavoro e offrire una vita dignitosa alle proprie famiglie. Il Partito Comunista (PC) scende in piazza al fianco dei pastori e li sprona a continuare sulla via della lotta. Con l’obiettivo di ottenere un prezzo minimo del latte di 1 euro per litro e non solo.

In Calabria sono circa 6000 le micro-aziende produttrici di latte di pecora con una media di 3 operatori, quasi sempre familiari. Mentre i capi ovini sono circa 250.000. Questo numero garantisce una produzione annua di circa 300 milioni di litri di latte trasformabili in 50 mila quintali di formaggio. Una vera e propria miniera d’oro bianco quella su cui sono seduti i pastori calabresi. Eppure, i “baroni” dei caseifici, per la maggior parte italiani, per arricchirsi, con il ricatto di comprare il latte dagli allevamenti in est Europa, impongono il misero prezzo al litro di 0,65 euro. Questa concorrenza sleale al ribasso, incentivata dall’Unione Europea, fa sì che le condizioni di vita delle famiglie dei lavoratori della pastorizia diventano sempre più dure.

“Non solo riteniamo sia necessario un prezzo minimo del latte di 1 euro al litro - commenta Franco Adamo segretario regionale del PC - ma avanziamo una serie di proposte a medio-lungo termine per invertire questi processi di concentrazione e ripopolare le nostre campagne tramite il lavoro”

Le proposte del partito comunista in sintesi:

• l’immediata uscita dall’Unione Europea;

• l’eliminazione delle tasse sui piccoli pastori-agricoltori, proponendo invece una tassazione progressiva e basata sul reddito effettivo, tassando i profitti dei gruppi monopolistici;

• la riduzione dell’età di pensionamento: a 60 anni per i pastori-agricoltori uomini e 55 per le donne con pensioni dignitose, e una totale e gratuita sicurezza sociale per tutti i lavoratori delle campagne;

• il taglio delle imposte sulla produzione con la parola d’ordine “olio e latte esente da imposte”, l’abolizione dell’IVA sugli attrezzi agricoli, derrate alimentari, consumo popolare e servizi, il fissaggio di un prezzo minimo garantito per i prodotti agricoli e della pastorizia coprendo i costi di produzione e garantire un reddito di sopravvivenza e la continuazione dell’attività agricola, fermando così il costante ricatto dell’industria della grande distribuzione che impone “prezzi bassi” ai produttori agricoli.

Il partito comunista invita alla unione di classe dei piccoli e medi contadini calabresi ed alla lotta contro il governo, l’Unione Europea ed i grandi gruppi monopolistici, per un modello di agricoltura diverso: che allo sfruttamento sistematico dovuto all’anarchia della produzione si sostituisca una pianificazione dell’agricoltura così da garantire prodotti di qualità per il popolo ed un reddito dignitoso per tutti i lavoratori delle campagne!»

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Nota stampa del partito comunista (Pc) sui licenziamenti al call center "Abramo Customer Care" di Crotone

Partito Comunista (PC):《La vera dignità? Articolo 18 e stabilizzazione per tutti!》

«Il Partito Comunista esprime la propria solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici di Abramo Customer Care di Crotone, i quali, dopo 24 mesi di precariato e dunque pronti all'assunzione a tempo indeterminato, non hanno visto riconfermato il proprio contratto.

L'azienda si è giustificata dichiarando di essere completamente nella legalità, in quanto il "Decreto Dignità", che secondo Luigi Di Maio e compagnia avrebbe abolito precariato e povertà, impone di stabilizzare i lavoratori che hanno prestato servizio per 24 mesi con contratti a termine, ma il padrone anziché assumerli definitivamente ha preferito rimpiazzarli con altri precari. CISL e UIL stanno portando avanti la vertenza e, dimostrandosi per l'ennesima volta sindacati filo padronali, si limitano a chiedere al Governo di inserire nel decreto incentivi per i padroni che assumono a tempo indeterminato.
La soluzione per questi sindacalisti di carta, dunque, non può che essere la solita: trasferire soldi della collettività nelle tasche degli sfruttatori per implorarli di fare qualche contratto "stabile", ricordiamoci che senza Art. 18 la precarietà si è estesa anche a chi ha il contratto a tempo indeterminato.
In quanto Partito composto principalmente da lavoratori e disoccupati non possiamo che pensarla in maniera completamente opposta. La vera colpa del Governo non è quella di non avere previsto incentivi o di aver ridotto da 36 a 24 mesi di contratti precari il limite oltre al quale è prevista la stabilizzazione, la vera colpa del Governo è quella di aver preso in giro ilavoratorie i giovani di tutta Italia affiancando la "dignità" a un decreto che attacca la classe lavoratrice e fa, come sempre, gli interessi del padronato.

L'unico modo per ridare DIGNITÀ al mondo del lavoro è l'abolizione della precarietà in quanto tale tramite l'abolizione dei contratti a termine e la stabilizzazione per tutti, la riduzione dell'orario di lavoro come vero incentivo alla piena occupazione, forti aumenti salariali fino ad agganciare gli stipendi al costo della vita».

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