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Locri. Nota stampa del circolo di Fratelli d'Italia sulla situazione dell'Ospedale

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Coldiretti: certificazione di qualità nell’agroalimentare in un seminario domani martedì 10 luglio a Vibo Valentia

La certificazione di processo e di prodotto è sempre più centrale nell'agroalimentare, garantisce il made in Italy di tutta la filiera e le prerogative che ne derivano. Per incentivare e consolidare questo, che rappresenta sul mercato un indubbio valore aggiunto per le aziende, si svolgerà martedì 9 luglio (domani) dalle ore 10,00, nella Sala Convegni COF-Ortomania SpA Zona Industriale Porto Salvo S.S. 522 km 14 a Vibo Valentia un qualificato seminario dal titolo “ La certificazione di qualità alimentare. Calabria: stato dell’arte e casi di successo”. Dopo l’intervento introduttivo del dr. Francesco Barbieri, Presidente e Amministratore Delegato – COF spa, azienda al’avanguardia nei sistemi di certificazione di qualità, ci saranno interventi di specialisti proprio a rimarcare l’esigenza della certificazione di qualità, poiché sono tanti gli operatori della distribuzione e della commercializzazione che la esigono, per poter valorizzare i prodotti agricoli.  Il seminario, che sarà concluso dal Presidente di Coldiretti Catanzaro Crotone Vibo Fabio Borrello, prevede anche la visita aziendale presso i laboratori e le linee di produzione dell’azienda COF. Diffondere un nuovo approccio all’agroalimentare – precisa Coldiretti -  marcando, con il controllo qualità, la necessità di un’autoregolamentazione volta a garantire il buon servizio al territorio e al consumatore di tutta la filiera contribuisce ad avvicinare sempre di piùle aziende ai cittadini –consumatori e alimenta il circolo virtuoso per concretizzare il “patto con i cittadini”. Il seminario è utile per i beneficiari del premio di primo insediamento al fine di realizzare la formazione obbligatoria e, inoltre, riconosce i crediti formativi professionali ai dottori agronomi e forestali.

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Coldiretti bandiere del gusto, Calabria conferma il nono posto con 269 specialità

Aceto: «dobbiamo continuare il lavoro di censimento di questi beni preziosi che arricchiscono le aree interne».

Salgono al numero record di 5155 (cento in più rispetto all’anno scorso) le “bandiere del gusto” a tavola assegnate all’Italia nel 2019. E’ quanto emerge dal nuovo censimento 2019 delle specialità che sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato dalla Coldiretti all’apertura del Villaggio contadino della Coldiretti a Milano al Castello Sforzesco, da Piazza del Cannone a Piazza Castello con agricoltori, mercati contadini, agrichef con le ricette storiche ed esposizioni ad hoc per far conoscere e salvare i tesori nascosti del Made in Italy e dove è presente una nutrita rappresentanza di agricoltori calabresi che espongono e fanno degustare alcune tra le produzioni agricole più famose della Calabria: liquirizia, fichi, salumi Dop, nduja di Spilinga pasta, bergamotto, formaggi, trasformati di cedro e peperoncino e tante altre.  “Nella nostra regione – afferma Franco Aceto presidente regionale di Coldiretti –  i prodotti censiti dalla regione sono 269 che fanno parte del patrimonio di specialità che sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. Questi fanno il paio con le  17 specialità Dop e Igp Calabresi. “Questo è il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere e custodire nel tempo la biodiversità e la distintività sul territorio e le tradizioni alimentari”, continua Aceto che sottolinea altresì che “si tratta di un bene comune per tutti i cittadini e di un patrimonio anche culturale che genera notevole interesse e che possiamo offrire  con orgoglio ai turisti italiani e stranieri anche perché evocativi di storie e  territori”. Il censimento dei prodotti agroalimentari nella nostra regione,  - chiede Aceto - deve avere una accelerazione e proseguire perché c’è ancora un ricco patrimonio di biodiversità e di prodotti che possono  essere messi a valore con benefici indiscussi. Bisogna consolidare, il nuovo modello di sviluppo che trae nutrimento dai punti di forza che sono il proprio patrimonio storico ed artistico, il paesaggio e il cibo. A comporre le specialità regionali calabresi sono – riferisce la Coldiretti – 85 diversi tipi di paste, pane e prodotti da forno, 28 carni, 24 formaggi, ed ancora: 73 prodotti allo stato vegetale o trasformati, 12 piatti composti o prodotti della gastronomia, 7 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 11 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 21 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei.

 

07.07.2019                                                              Ufficio Stampa Coldiretti Calabria

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Coldiretti, dalla sibaritide un grido di allarme per i prezzi bassi alla produzione di albicocche, pesche e nettarine: eppure il prodotto è di ottima qualità

All’avvio della campagna di raccolta e vendita delle drupacee, albicocche pesche e nettarine, è difficile la situazione nelle zone di produzione della Calabria e prevalentemente nella sibaritide dove questi frutti, oltre ad essere prelibati per le loro qualità organolettiche, rappresentano il fulcro di una economia per molte famiglie e sviluppano un consistente indotto. “Ma se i prezzi corrisposti al produttore sono così bassi, che non coprono nemmeno i costi di produzione, e alti al dettaglio, in particolare nella GdO – esordisce Antonio Genovese presidente della Cooperativa “I Campi del Sole” e della Coldiretti di Castrovillari – diventa quasi impossibile aiutare il proprio territorio garantendo occupazione, standard di qualità elevati e rispetto delle regole, che per noi – precisa – sono un fattore irrinunciabile perché produciamo un’eccellenza che al primo posto mette l’etica: questo dovrebbe essere un valore aggiunto che il mercato deve riconoscere. Oggi – prosegue – le albicocche e le pesche vengono pagate al produttore tra i 25/30 centesimi e le nettarine 30/35 centesimi, il margine per coprire i costi di produzione non esiste – afferma perentorio– e l’intero comparto, che nella sibaritide si sviluppa su oltre 2000 ettari con una produzione di circa 500mila quintali, è in crisi. Il prodotto, aggiunge con orgoglio, è ottimo, ma non veniamo ripagati dei sacrifici che facciamo e delle difficoltà sempre più frequenti che viviamo per contrastare le avversità atmosferiche, prima freddo e ora caldo,  che con professionalità e impegno abbiamo saputo gestire per mantenere inalterata la qualità. A tutto questo – prosegue – si aggiunga la  concorrenza sleale di alcuni Paesi europei in cui vige di fatto ancora la legge del Far West.   Ci sono fenomeni speculativi e importazioni dall’estero che fanno appunto crollare le quotazioni al di sotto dei costi di produzione e questa è una parte della “vertenza” che è necessario aprire con la GdO che deve ridurre i margini di guadagno.”  I dati dell’Istat dopotutto, commenta Coldiretti, sull’inflazione a giugno confermano gli aumenti dei prezzi per gli alimentari freschi al consumo mentre nei campi in crisi è deflazione. “Il mercato è anche saturo di prodotto estero, soprattutto dalla Spagna e dal Marocco dove i costi di produzione sono più bassi  - spiega Franco Aceto Presidente di Coldiretti Calabria – e vi è il fondato sospetto che la Spagna che non ha una super produzione effettui, con poco lavoro e niente rischi, una sorta di triangolazione immettendo sul mercato tanto prodotto di altri paesi extraeuropei. Oggi purtroppo l’agricoltura è l’unico settore che produce al di sotto dei costi di produzione. Stiamo facendo, continua Aceto, la nostra parte per fronteggiare questa crisi, sia a livello nazionale che a livello locale. Il nostro impegno va dagli accordi di filiera con l’agroindustria e la GdO virtuosa che prevedono la pattuizione di un prezzo adeguato per le produzioni agricole  alla implementazione della rete di Campagna Amica di vendita diretta, passando per tutte le azioni legislative, comunicative e formative a sostegno del Made in Italy. E’ chiaro – continua - che gli anelli deboli sono l’agricoltore che lavora e non fa reddito e il consumatore che poi trova prezzi alti e quindi non consuma frutta che è salutare in questo periodo. Il consiglio - conclude Aceto - è di verificare sempre  l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti e questo è un atto di attenzione e solidarietà con gli agricoltori”.  

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