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Bovalino. Sabato 23 marzo, al Caffè Letterario, si terrà la presentazione del libro "I fatti di Casignana", di Mario La Cava

Sulle orme de "I Conquistatori" di Francesco Perri, "I fatti di Casignana"– opera pubblicata per la prima volta da Einaudi nel 1974– narra le vicende della lotta contadina all'’indomani della Grande guerra in un paese alle pendici dell’'Aspromonte per il rispetto della legge Visocchi, secondo cui ai reduci di guerra era concesso di sfruttare i terreni incolti.

A Casignana, feudo della principessa di Roccella, i contadini iniziano a bonificare la foresta Callistro ma, un mese prima della marcia su Roma, la concessione delle terre viene revocata; i contadini, guidati dal sindaco socialista Filippo Zanco, occupano pacificamente la foresta; il prefetto intima lo sgombero, le forze dell’'ordine attaccano e si consuma la tragedia. A fomentare la dura repressione ci pensano i figli di Don Luigi Nicota, il ricco e arrogante proprietario del paese.

Un romanzo coinvolgente in cui, con estrema obiettività e realismo scevro da ogni retorica populista, Mario La Cava indaga sulle cause della sconfitta del movimento contadino, mette in luce il contrasto di interessi tra contadini e pastori, denuncia la complicità del potere economico e politico, smaschera l’'ambiguità dei traditori, si compenetra nella sofferenza dei sopravvissuti, racconta la solitudine di chi non era riuscito a guidare il suo popolo alla vittoria.

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Sabato 23 marzo 2019- ore 18,00
Caffè Letterario Mario La Cava

Presentazione del libro I fatti di Casignana di Mario La Cava
Prefazione di Goffredo Fofi
Rubbettino Editore

Intervengono:
Ilario Ammendolia - Direttore editoriale "La Riviera"
Marco Gatto - Università della Calabria
Giuseppe Italiano - Critico letterario

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Bovalino. Sabato 2 marzo, al Caffè Letterario, si terrà la presentazione del libro "Corrado Alvaro e il cinema" di Maria Cristina Briguglio e Giovanni Scarfò

Non è facile definire Corrado Alvaro: romanziere, poeta, giornalista, traduttore, saggista, drammaturgo, critico teatrale, autore di sceneggiature, soggetti e collaborazioni per il cinema. Ha visto nascere – e a volte tramontare – mezzi, strumenti e stili comunicativi tra i più diversi. Ha diretto il quotidiano Il Popolo di Roma e il Risorgimento di Napoli, è stato tra i fondatori del "Sindacato Nazionale Scrittori", direttore del Giornale Radio nell'Italia liberata del '45 – costretto a dimettersi dopo solo un mese –, collaboratore di vari programmi radiofonici e televisivi e membro della Commissione Consultiva per l'aspetto culturale del costume nei programmi Tv (1954- 1956). Ma esiste un tratto caratteristico dell'autore di Gente in Aspromonte, in oltre trent'anni di attività culturale e lettura della contemporaneità, ed è la sua costante fedeltà alla Settima Musa.

Ossessionato da quest'arte "estremamente raffinata, e pure brutale e rozza", da questa "nuova tragedia moderna, senza mediazioni né attenuanti", Corrado Alvaro ha scritto di Cinema ogni qual volta gliene fosse data l'occasione (il suo primo articolo è del 1923 e l'ultimo del 1956, pochi mesi prima di morire).
Ma cos'è il Cinema? Un'"arte meccanica" che contribuisce alla stupidità umana, un anestetico per le coscienze, una "suggestione" che falsifica la realtà o un'arte che, al pari della letteratura e del teatro, dovrebbe avere come fine la possibilità e la necessità di "illuminare la vita", di "lavorare utilmente alla formazione della società"?

Oltre un centinaio di articoli e saggi (per lo più inediti) ci danno un quadro complessivo della ricerca compulsiva e spasmodica di Corrado Alvaro sulla Settima Arte, una visione critica e saggistica attraverso la quale – come ha scritto Gian Piero Brunetta – ha "interpretato fenomeni che al critico professionale sfuggivano, spostando continuamente l'attenzione ai fenomeni più svariati, dal cinema al film, dall'autore al fruitore, dal testo al contesto".

MARIA CRISTINA BRIGUGLIO
Maria Cristina Briguglio è docente di Italiano, Storia e Geografia negli Istituti Statali di Istruzione Secondaria. Ha conseguito la laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l'Università di Roma La Sapienza, con una tesi su "I teatri alla Radio", in collaborazione con Rai Radio Tre, e la laurea magistrale in "Testo, Linguaggi, Letteratura", con una tesi di Letteratura Italiana su "Le donne di Corrado Alvaro tra realtà e mistero".
Ha un Master Universitario di II° liv. In Didattica dell'Italiano come seconda lingua, presso l'Università della Calabria e ha frequentato corsi di perfezionamento in didattica della lingua italiana, scrittura creativa e cooperative learning.
Collabora con associazioni culturali, enti di formazione e premi letterari.

GIOVANNI SCARFÒ
Giovanni Scarfò, direttore della Cineteca della Calabria e Presidente del Centro Studi, Ricerche e Promozione Cinematografica "Francesco Misiano". L'attività di Giovanni Scarfò si manifesta secondo la direttiva di una promozione umana e sociale nel campo della cultura cinematografica con la pubblicazione di libri e articoli sul cinema, la realizzazione di programmi televisivi, manifestazioni, produzioni e regie cinematografiche.
Ha pubblicato: "Corrado Alvaro Al Cinema," "La Calabria nel cinema", "Cinema e Mezzogiorno", "Farmacinema", "La Canzone d'Aspromonte", "Cine Tour Calabria".
Ha curato la regia dei docufilm: "Melissa 49/99" (1999), "Il caso Misiano" (2005), "La canzone d'Aspromonte" (2012), "Bellezze e Rovine: l'Italia – il Mezzogiorno – di Umberto Zanotti Bianco" (2014).
Ha collaborato alla sceneggiatura ed è il produttore esecutivo dei docufilm di Matteo Scarfò: "Anna, Teresa e le Resistenti" (2010), "Bomb! Burning fantasy" (2015) e "l'Ultimo sole della notte" (2018).

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Sabato 2 marzo 2019- ore 18,00
Caffè Letterario Mario La Cava
Corso Umberto I, 114 - Bovalino (RC)

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Bovalino. Domenica 24 febbraio, al Caffè Letterario Mario La Cava, si terrà la presentazione del romanzo Lumache di Anton.francesco Milicia e Antonio Tassone

A Lumache, in Calabria Ultra, si tengono le elezioni comunali di fine millennio. L’Architetto, un brillante e carismatico outsider progressista di sinistra, promette anche l’impossibile nei suoi occulti giri serali casa per casa, stringendo alleanze ai limiti del proibito per battere i suoi avversari e conquistare l’ambita poltrona di primo cittadino.

Attorno e dietro di lui, in un tragicomico megaminimondo umettato dal mar Jonio, ruota una girandola di personaggi, tra i quali: l’ermetico don Ciccio Masiero, ciabattino e capo Società vecchio stampo; la veemente avvocatessa Ferrari, aspirante vicesindaco che non si fa scrupoli a strappargli notti infuocate; il panzuto barbone Canigghia, avvolto da una nauseabonda nube tossica quanto misteriosa; il cocciuto brigadiere Aiello, rriggitanu ‘nto sangu e insofferente alle regole, a cui non piace lasciare insoluti gli enigmi; la ricca e prosperosa nobilotta donna Luciana, mecenate indomita con un debole particolare per i giovani talenti; l’iracondo don Pepè, gestore del caffè del Corso e inguaribile fascistone, ossessionato da un segreto desiderio di vendetta; la conturbante tabaccaia Daniela, rimasta immaturamente vedova, perseguitata da un anonimo e fantasioso ammiratore.

All’Architetto non mancano però le spine nei fianchi: Antonio Maresca, un giovane giornalista che non perde occasione per discreditarlo sul giornale locale “La Frontiera”; il gaudente avvocato Gnisci, suo rivale politico, che insieme con il fantomatico e senza scrupoli dottor Hics tramano ai suoi danni, protetti da un’oscurità “illuminata”.

Ma a dominare la scena di Lumache sono le vave: quelle bave biancastre e appiccicose che si formano ai lati della bocca di chi apre la gargia per vantare e lodare se stesso, o per rosicamento, invidia, malignità. Fatte della stessa materia nebulosa dei sogni, le vave rappresentano l’inossidabile falsità nascosta in un qualsiasi concentrato umano di carne e spirito, e ne sintetizzano il tanto vero quanto bugiardo genius loci.
E dunque, benvenuti a Lumache: il paese delle vave.

ANTON.FRANCESCO MILICIA
Laureato in Architettura ed esperto forense. Ha pubblicato: nel 2014 Contrada delle case vecchie (Booksprint), nel 2015 Il doppio (Youcanprint), nel 2016 Hic sunt leones (Le mezzelane). 
Ha ricevuto importanti riconoscimenti e premi in concorsi nazionali con i suoi racconti e le sue poesie. Il suo genere preferito è il noir mediterraneo.

ANTONIO TASSONE
Laureato in Giurisprudenza e giornalista pubblicista. Dirige la testata giornalistica “L’Eco di Siderno”. Presidente dell’associazione culturale “L’Eco di Siderno” che organizza da 15 anni il premio di poesia in vernacolo intitolato al poeta sidernese Giomo Trichilo. Conduttore televisivo di programmi sportivi e di approfondimento. Nel 2011 ha ricevuto il premio “Pericle” per il giornalismo. “Lumache” è il suo primo romanzo.

Dialogano con gli Autori:

Maria Teresa D'Agostino - Giornalista
Domenico Calabria - Caffè Letterario Mario La Cava

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