Menu
Corriere Locride
Tansi: “Cosa avete fatto finora per creare lavoro? Nulla, solo chiacchiere!”

Tansi: “Cosa avete fatto finor…

«Il candidato a Govern...

A Gioiosa Jonica (RC), sabato prossimo il convegno sul tema “Attualità sulle neoplasie della mammella” organizzato dall’associazione “Angela Serra-Locride”

A Gioiosa Jonica (RC), sabato …

Sabato 14 Dicembre all...

Reggio. "Progetto giustizia semplice": Venerdì 13 convegno a Palazzo Alvaro

Reggio. "Progetto giustiz…

“Progetto Giustizia Se...

"Emozioni a colori". A Bova Marina iniziativa contro la violenza di genere promossa dall''Ass. Thesis

"Emozioni a colori".…

"Emozioni a colori" è ...

Il Parco Archeologico urbano di Brancaleone Vetus chiuso ai visitatori; l'appello della Pro-Loco!

Il Parco Archeologico urbano d…

Non si arresta la cont...

La democrazia a zumpa filici (Africo e dintorni)

La democrazia a zumpa filici (…

di Bruno Salvatore Luc...

Poste Italiane: a Reggio Calabria un’azienda a misura di bambino

Poste Italiane: a Reggio Calab…

Reggio Calabria, 6 dic...

Sant'Ilario dello Jonio.  Sabato 7 dicembre l'evento: "Tra racconto e riflessioni le migrazioni del passato e del presente", con Mimmo Gangemi, Ilario Ammendolia e la musica di Fabio Macagnino

Sant'Ilario dello Jonio. Saba…

Sabato 7 dicembre, all...

"Fondo per le Non Autosufficienze": pubblicato il Bando che coinvolge tutti i cittadini residenti a sud di Locri

"Fondo per le Non Autosuf…

Il presente avviso, pr...

Prev Next

Bovalino. Domenica 16 giugno, al Caffè Letterario Mario La Cava, si terrà l'incontro con: Erik Pesenti Rossi Professore di Letteratura italiana - Università di Mulhouse (Francia)

Caractères - Caratteri

L'UNIVERSALITÁ DELLA SCRITTURA
La traduzione francesce dei Caratteri di Mario La Cava.

Incontro con:
Erik Pesenti Rossi 
Professore di Letteratura italiana - Università di Mulhouse (Alta Alsazia - Francia)
Curatore della traduzione francese dei Caratteri

Giulio Ierace
Presidente Fondazione "Fortunato Seminara"

Dialogano:
Maria Teresa D'Agostino - Giornalista
Domenico Calabria - Caffè Letterario Mario La Cava

Letture:
Rossella Scherl - Scrittrice
Giovanni Ruffo - Gruppo Spontaneo

Pubblicati per la prima volta nel 1939, i Caratteri di Mario La Cava si imposero subito come un classico della letteratura italiana del Novecento.

I trecentocinquanta brevissimi e folgoranti testi narrativi, che rivisitano un genere, insieme nobile e irriverente, della letteratura di ogni tempo, si situano all'incrocio tra l'apologo e la sentenza, fra il ritratto e l'aneddoto, fra la tranche teatrale e la notazione diaristica, a costruire, nel loro insieme, una sorta di Spoon River della provincia italiana. E se il gran capolavoro di Edgar Lee Masters riscopriva, nella forma poetica, il genere dell'epitaffio, dando letteralmente voce ai morti per illuminarne la vita, i Caratteri colgono i protagonisti del dramma dell'esistenza quotidiana nel vivo dell'azione per scandirli in un'immagine che si fissa per sempre nel crogiuolo della grande arte moralizzatrice dei costumi umani.

Ne risultano delle figure universali ed emblematiche. Può trattarsi indifferentemente di zitelle inacidite, di giovani donne sedotte dal bovarismo, di fanciulli ora oppressi dalla cieca bestialità adulta ora quasi divini nel loro felice edonismo, di animali, «bestie» che rammentano Fedro, La Fontaine e Tozzi, di signori concupiscenti, ipocriti e vanitosi, di letterati conformisti e intrallazzisti, di politici tronfi e vanagloriosi e di popolane affette da una stupita credulità, portatrici di una logica primitiva che distorce grottescamente la trama dell'ufficialità del mondo adulto, amici falsi e ignari nemici. Su tutti, indifferentemente, La Cava affonda il bisturi impietoso, a volte acre a volte sornionamente umoristico, a volte dotato di una superiore pietà.

Tramite il fitto dialogo delle loro voci, nel contesto urbano del «borgo», i «caratteri» intessono la lenta tela del romanzo, del vasto e analitico affresco, dal vago brulichio bruegeliano, che costituisce uno spaccato della nostra società provinciale, rural-burocratica, al suo battesimo con l'avvento della modernità.

Leggi tutto

Bovalino. Domenica 12 maggio, al Caffè Letterario, si terrà la presentazione del libro di Ilario Ammendolia "La 'ndrangheta come alibi"

Presentazione del libro La 'ndrangheta come alibi. Dal 1945 ad oggi di Ilario Ammendolia.
Città del Sole Edizioni.
Prefazione di Mimmo Gangemi
Intervista a Mimmo Lucano

Dialogano con l'Autore:
Maria Teresa D'Agostino - Giornalista
Domenico Calabria - Caffè Letterario Mario La Cava

Questo "lavoro", appena sei mesi fa, non esisteva - se non in maniera confusa - neanche nella mia testa. Ha preso forma nel momento in cui sono stati resi pubblici alcuni documenti relativi alla "Repubblica di Caulonia" e mentre prendeva corpo l'inchiesta su Riace che ha fatto scattare gli arresti del sindaco Mimmo Lucano.

"Repubblica rossa di Caulonia" e "Riace" sono i punti estremi di partenza e di arrivo di un viaggio lungo 73 anni. Tra i due punti non c'è il vuoto ma la storia della Calabria che è storia d'un popolo sconfitto piuttosto che una vicenda criminale come alcuni vorrebbero far credere.

Una Regione "vittima" di un unico disegno repressivo che ha utilizzato la "legalità" come arma verso i più deboli e la 'ndrangheta come alibi per la progressiva colonizzazione e criminalizzazione del popolo calabrese. Tutto ciò è avvenuto con il consenso di larga parte della classe "dirigente" regionale, sostanzialmente inetta, collusa e subalterna al sistema di potere dominante.

Non troverete comunque nel presente lavoro alcuna nostalgia neo-borbonica e nessuna indulgenza verso forme di anacronistico secessionismo. Ritengo che la "questione meridionale" debba essere parte della questione nazionale da risolvere nel contesto di una Europa Federale. Aspiro quindi a un'Italia migliore e a un "Sud" libero dalla morsa delle mafie e della falsa antimafia; il ripristino dello Stato di diritto e il rispetto sostanziale della Costituzione.

(Dalla nota introduttiva dell'autore)

ILARIO AMMENDOLIA
Ilario Ammendolia, professore di lettere in pensione.
Da giovanissimo è stato uno dei sette componenti della Segreteria nazionale dei giovani del PSIUP della quale facevano parte, tra gli altri, Mauro Rostagno e Luigi Bobbio. Oggi si autodefinisce un militante "irregolare" ed anomalo della Sinistra e l'unica tessera che ha conservato è quella del Partito radicale. Dopo circa 60 anni di militanza, continua ad essere impegnato sul terreno della difesa dei diritti inalienabili della Persona umana e combatte le sue battaglie a favore degli immigrati, dei reclusi e degli esclusi. S'è apertamente schierato in difesa dello Stato di diritto e contro la giustizia sommaria che consente gli scioglimenti a catena dei consigli comunali, l'uso arbitrario delle manette, la criminalizzazione sistematica e calcolata della Calabria e del Sud.
Già consigliere provinciale del PCI, è stato più volte sindaco di Caulonia e presidente dell'Associazione dei 42 Comuni della "Zona Jonica" sino al 2012. 
In quest'ultima veste è stato protagonista del "Progetto d'urto per la Locride" ed ha firmato il "Protocollo della Legalità" con il Ministero degli Interni. "Legalità", intesa come rispetto sostanziale della Costituzione Repubblicana.
Considerati i particolari argomenti trattati nel presente lavoro, ci sembra utile ricordare che già il 21 febbraio del 1976 l'autore è stato promotore e relatore di una delle prime iniziative sul tema "Mafia e sottosviluppo" sebbene abbia sempre rifiutato di scriversi al partito dell'antimafia "dura" e "pura", ritenendo che l'impegno contro le mafie non possa essere scisso dalla lotta per il riscatto dei "Sud" e per una società di uomini liberi ed uguali.
Attualmente è direttore editoriale di "Riviera", settimanale diretto in precedenza da Pasquino Crupi e Nicola Zitara. Ha già pubblicato altri libri sulla realtà calabrese.

_________________________________________________________

Domenica 12 maggio 2019
Caffè Letterario Mario La Cava

Leggi tutto

Bovalino. Sabato 27, al Caffè Letterario, si terrà la Presentazione del romanzo di Vito Teti "Il vampiro e la melanconia. Miti, storie, immaginazioni" di Vito Teti

«I vampiri, assumendo connotati diversi, ritornano, prima o poi. Anche i libri sui vampiri – così sperano i loro autori – hanno una qualche possibilità di ritornare, di non morire».

Così Vito Teti introduce il ritorno di questo libro in una nuova edizione completamente rivisitata, a chiudere idealmente quel «trittico della melanconia» che comprende Il senso dei luoghi e Quel che resta. Ma ogni ritorno è anche una novità, e così è per questo saggio, che si arricchisce di un ampio capitolo e di un ricco apparato iconografico che segue l’immaginario del revenant nelle sue rappresentazioni antiche e declinazioni contemporanee.

La figura del vampiro offre elementi di riflessione per approfondire il passaggio del mondo occidentale alla modernità. Se, nelle società tradizionali, il vampiro folklorico non può essere separato dalla paura del ritorno, perturbante e pericoloso, dei defunti, proprio l’Occidente colto e illuminato settecentesco è l’ambito in cui è possibile cogliere l’origine del complesso fenomeno storico del «ritorno» dei vampiri. Nel momento in cui melanconia e rovine si apprestano a raccontare i contrasti del lento affermarsi del moderno – che esorcizza alterità, malattia, follia, morte –, il vampiro rinasce nella letteratura come metafora di figure ambivalenti, ponendo così le basi per «contagiare» gli aspetti culturali caratterizzanti la tradizione occidentale contemporanea, dalla psicoanalisi al cinema, ai fumetti e a internet.

L’inedito capitolo finale riannoda il filo di una riflessione sul sentimento dei luoghi, addentrandosi nell’esplorazione delle recenti metafore, positive e negative, del vampiro all’inizio del nuovo millennio. Il vampiro che abita le rovine postmoderne – dal Muro di Berlino a Baghdad, dalle Torri Gemelle alle macerie dei terremoti – e incarna paure legate all’angoscia della fine del mondo ci ricorda la necessità di ristabilire un dialogo con i defunti, senza espellerli come vampiri distruttivi, ma riconoscendoli come parte integrante della comunità dei viventi. In questo senso, il libro afferma una filosofia «contro la morte», cogliendo spunti là dove la metafora del vampiro sembra aprire a un diverso rapporto con l’altro e a un riconoscimento della diversità.

Vito Teti, è professore ordinario di Antropologia culturale dell’Unical, dove ha fondato e dirige il Centro di iniziative e ricerche «Antropologie e Letterature del Mediterraneo». Tra le sue pubblicazioni: Il senso dei luoghi (Donzelli, 2004; III ed. 2014); Storia del peperoncino (Donzelli, 2007); La razza maledetta (Manifestolibri, 2011); Maledetto Sud (Einaudi, 2013); Pietre di pane (Quodlibet, 2014); Terra inquieta. Per un’antropologia dell’erranza meridionale(Rubbettino, 2015); Fine pasto. Il cibo che verrà (Einaudi, 2015); Quel che resta. L’Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni (Donzelli, 2017).

 

Leggi tutto
Subscribe to this RSS feed