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Bova marina. La lectio magistralis del professore Carlo Spartaco Capogreco: il campo di Ferramonti

  • Published in Eventi

"Il campo di Ferramonti tra storia, memoria e didattica" sarà questo il tema dell'incontro promosso ed organizzato, nel percorso di avvicinamento al giorno della memoria, per domani, lunedì 23 gennaio 2017 alle ore 17:30 presso i locali del Cine Teatro Don Bosco di Bova Marina dalle Associazioni Culturali CGS ELPIDA e CGS SALES unitamente allo staff di BIBLIOPEDIA. A riassumere dinamiche storiche e aspetti editi ed inediti riguardanti il campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia sarà per l'occasione il Prof. Carlo Spartaco Capogreco, Docente di Storia Contemporanea all'Universita della Calabria e Preside e della Fondazione Ferramonti. "L'iniziativa di domani - spiegano gli organizzatori dell'evento - vuole essere un alto momento di attenzione in un più complessivo percorso di avvicinamento alla data del giorno della memoria. Il campo di Ferramonti - prosegue la nota - rappresenta la pagina calabrese per eccellenza legata al dramma dell'olocausto è proprio dall'analisi e dal ricordo di Ferramonti siamo voluti partire per tenere vivo il ricordo. Lo faremo - conclude la nota - grazie al prezioso contributo di un autorevole docente universitario che tra l'altro è anche presidente della Fondazione Ferramonti".

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Operazione Ecosistema. Prefetto sospende sindaco di Bova e assessori di Brancaleone

La Prefettura di Reggio Calabria rende noto che, con provvedimento in data odierna, il Prefetto Michele di Bari ha dichiarato la sussistenza della causa di sospensione dalla carica, prevista dall’art. 11, comma 2, del D. Lgs. 31 dicembre 2012 n. 235, nei confronti di Vincenzo Rosario Crupi, Sindaco di Bova Marina, eletto a seguito delle consultazioni elettorali del 25 maggio 2014.

Analogo provvedimento è stato adottato nei confronti di Giuseppe Benavoli, Consigliere comunale, Assessore e Vicesindaco di Brancaleone, e Alfredo Zappia, Consigliere comunale e Assessore dello stesso Comune di Brancaleone, eletti nel turno elettorale ordinario del 25 maggio 2014.

Tali atti sono stati disposti in esito alla comunicazione, da parte dell’Autorità giudiziaria competente, di applicazione della custodia cautelare degli arresti domiciliari e, pertanto, la sospensione dalle cariche suindicate opera di diritto, essendosi verificata una delle ipotesi previste dal citato art. 11 del D.Lgs. n. 235/2012.

I decreti sono stati inviati, secondo la normativa vigente, al Comune di Bova Marina e di Brancaleone per la notifica ai componenti dei rispettivi organi consiliari che hanno convalidato l’elezione.

 
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Bova Marina e l'Euclide, storia di una lenta metamorfosi culturale al servizio del territorio

C’eravamo lasciati a Bova Marina sette giorni fa e lo avevamo fatto con un segnale di speranza che partiva dalla cultura, lo avevamo fatto annotando sul nostro taccuino una serie di iniziative che accendevano i riflettori proprio sulla cultura svoltando rispetto ad una pagina tra le più tristi per il centro rivierasco, segnata da una lunga gestione commissariale giunta come epilogo di una lenta involuzione a dire il vero iniziata alcuni decenni addietro. Bova Marina, lo abbiamo detto a chiare lettere, sembra dunque voler voltare pagina e lasciarsi quella parentesi alle spalle, una parentesi che ad essere sinceri, in un contesto assolutamente negativo ha fatto registrare qualche nota confortante. In centri relativamente piccoli, privi di realtà economiche importanti, si sa, le pubbliche amministrazioni diventano spesso unico volano anche solo per un tentativo di sviluppo, se poi le amministrazioni, intendo quelle democraticamente elette vengono a mancare, allora è abbastanza evidente che tutto diventa tremendamente più difficile. A volte succede però anche il contrario, non che l’assenza di una pubblica amministrazione sia cosa che possa passare inosservata, ma può accadere, come nel caso di Bova Marina che altre realtà cerchino nei rispettivi ambiti di competenza, di sopperire a quel vuoto, ergendosi a punto di riferimento, calamitando positivamente l’attenzione, dando ad un territorio altrimenti ingiustamente vilipeso una possibilità di riscatto e proprio a Bova Marina, in un momento assai particolare, un ruolo di primissimo piano e consentitemi culturalmente assai rilevante l’ha svolto l’Istituto di Istruzione Superiore Euclide, massima agenzia di formazione per i giovani dell’Area grecanica, divenuto pian piano non solo punto di riferimento per gli indirizzi di studio in esso presenti, ma anche ed in maniera consistente per l’enorme mole di iniziative culturali che hanno da un lato contribuito ad aprire la scuola al territorio rendendola dinamica e fuori dai consueti schemi didattici, dall’altro garantito non solo agli studenti la possibilità di una lunga serie di iniziative di cui si avvertiva forte l’esigenza. Carmen Lucisano è una donna dal grande charme, dagli occhi furbi che ti scrutano cercando sempre di capire qualcosa oltre le semplici apparenze o le frasi di circostanza, Carmen è chiamata a dirigere ormai da qualche anno l’Euclide e ricordo che la prima impressione quando la conobbi fu subito chiara, ebbi come la certezza di trovarmi di fronte ad una dirigente che sapeva bene cosa voleva dalla sua scuola. L’impressione iniziale fu in seguito ampiamente confermata  e ricordo che lo scorso inverno chiacchierando nel suo ufficio rispetto ad una delle tante iniziative che si stavano preparando per la primavera ormai alle porte le chiesi il perché della sua scelta, della scelta di aprire la scuola al territorio. Sulle pareti della sala conferenze, campeggiano una lunga serie di locandine accuratamente incorniciate che diventano un excursus e parlano una lingua a me assai congegnale. Ricordo che, rivisitando la grande mole di iniziative realizzate negli anni scorsi, le chiesi come fosse lavorare in un contesto come Bova Marina, le chiesi se si rendeva conto quale fosse stato il ruolo dell’Istituto in un periodo assai particolare e di come lo stesso Istituto fosse diventato più o meno consapevolmente, punto di riferimento insostituibile. Ricordo molto bene anche cosa mi rispose. “Vedi Gianfranco, tu non tanto da giornalista quanto da amministratore pubblico, sai bene quanto realizzare sempre a puntino tutto quello che hai in testa non è compito agevole e non sempre ci si riesce per come si vorrebbe, questo però non toglie che ci si debba almeno provare. Negli ultimi decenni la scuola ha subito profondi cambiamenti e la necessità di far diventare l’istruzione ma soprattutto la cultura, elementi profondamente dinamici e  a disposizione dei territori diventa quasi un obbligo”. Ho ripensato spesso alle parole di Carmen, alle quali li per li ho annuito quasi per dovere e cortesia. Rielaborando quelle parole, in alcuni mesi ho imparato a leggere il loro significato, che va certo oltre l’apparenza. “Non sempre quello che fai viene apprezzato, continuò a dirmi la dirigente – ma questo non vuol dire che certi percorsi non vadano avviati e se poi le tue attività, coincidono con un periodo culturalmente non particolarmente florido e fanno per questo diventare l’Istituto importante riferimento, allora tanto meglio, vorrà dire che avremo lavorato non solo per gli studenti ma anche per un utenza più vasta e per un territorio che va ben oltre i confini di Bova Marina”. Ha ragione Carmen Lucisano, ne sono sempre più convinto, in tutto quello che fai ci sarà chi vorrà vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, ci sarà chi in modo più o meno strumentale dirà che una cosa non andava fatta o andava forse fatta meglio, è pure vero però, che punti di vista a parte, una cosa fatta di certo rimarrà come una luce accesa nel buio e se poi le luci diventano tante il buio fa sicuramente meno paura. In questi giorni di calura estiva, passo e ripasso quasi quotidianamente di fronte a quell’Istituto, certo non per nostalgia, semplicemente perché me lo ritrovo sulla strada che abitualmente faccio per tornare a casa e passando guardo quelle finestre e quelle aule oggi vuote e ripenso a quanta gente ha varcato quell’ingresso, tante locandine oggi su quelle pareti a segnare un percorso lungo, impegnativo, direi certamente gratificante che ha regalato momenti di cultura, di confronto, di crescita per una comunità che nella scuola ha trovato una valida alternativa al buio ed alla rassegnazione, uno spiraglio di luce che di aggiunge ai tanti altri che di volta in volta cerchiamo di contrapporre alle ombre della Calabria greca. Ancora per circa due mesi quelle aule rimarranno deserte, per la gioia degli alunni adesso alle prese con creme dopo sole e serate in discoteca ma con la certezza che al loro rientro anche per quest’anno troveranno i loro prof e anche quella dirigente che ha saputo imprimere la propria impronta nella storia di questa scuola, tracciando un percorso formativo che molti si augurano continui ancora a lungo.

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