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Coldiretti: Sos pastori, domani a Reggio Calabria arriva il primo Pecorino Day

Iniziative a sostegno dei pastori nel mercato di Campagna Amica in Piazza Carmine.

Per sostenere i pastori e il loro difficile e duro lavoro arriva domani domenica 17 febbraio il primo “Pecorino Day” con appuntamenti speciali nei mercati di Campagna Amica degli agricoltori e allevatori della Coldiretti, dove tutti i cittadini potranno acquistare e degustare pecorini e altri prodotti ottenuti dal latte di pecora, sostenendo concretamente la battaglia dei pastori per la sopravvivenza. Questo particolare evento, che si snoderà lungo tutta la penisola, per la nostra regione avrà il fulcro a Reggio Calabria in piazza Carmine. Sono in programma iniziative specifiche con degustazioni guidate, il racconto in diretta dei nostri pastori sui metodi di allevamento e produzione del latte ovino e di quanto è importante avere pagato il latte ad un prezzo giusto ed equo che premia la qualità del lavoro, permette investimenti e garantisce reddito e lavoro ad intere famiglie.  Gli allevamenti ovini sono un comparto di eccellenza del Made in Calabria agroalimentare, che con la pastorizia garantisce presidio socio-economico e ambientale dei nostri territori, in particolare nelle aree interne e rappresenta anche un patrimonio ineguagliabile di biodiversità.

16.02.2019                                                     Ufficio Stampa Coldiretti Calabria

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Agricoltura: primo voto chiave del Parlamento UE sulla PAC

La Commissione per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento Europeo ha votato oggi sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme sul sostegno ai piani strategici che dovranno essere elaborati dagli Stati membri nel quadro della futura politica agricola comune (Piani Strategici della PAC post 2020).
La Commissione ha preso in esame 1.796 emendamenti di compromesso concordati tra i diversi gruppi politici, che riassumevano vari emendamenti presentati sullo stesso tema. Relatore in Commissione ambiente è l’eurodeputato italiano Giovanni La Via.

Il Parlamento europeo, nel suo ruolo di co-decisore della riforma della PAC, aveva presentato a gennaio 7.768 emendamenti alle proposte legislative della Commissione ma i parlamentari hanno dimostrando una forte volontà politica, lavorando energicamente alla definizione di emendamenti di compromesso, per votare i nuovi Regolamenti in Commissione agricoltura entro marzo, cosi da ipotizzare un voto in prima lettura da parte della plenaria dell’attuale Parlamento europeo prima del blocco dei lavori per le elezioni europee di maggio.

Il voto di oggi nella Commissione Ambiente del Parlamento dimostra che gli eurodeputati hanno raccolto la sfida di un maggiore ruolo della PAC per la tutela dell’ambiente, vista l'urgenza ambientale e climatica, ma quello che è veramente necessario è una completa riforma dell'intero sistema agricolo europeo. Il rischio di un naufragio della riforma resta molto alto, vista la tempistica così ridotta e la volontà di un rinvio della decisione al prossimo Parlamento UE di alcune forze politiche.

La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura (AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI Fondo Ambiente Italiano, Federbio, ISDE Italia Medici per l’Ambiente, LIPU BirdLife, Legambiente, ProNatura e WWF Italia) considera il voto di oggi della Commissione per l’ambiente del Parlamento europeo molto importante perché fornisce alcune indicazioni su come la futura PAC dovrà affrontare le sfide ambientali e climatiche. Nel processo di riforma in corso i Ministeri e le Commissioni parlamentari per l'agricoltura e l'ambiente condividono le competenze e le responsabilità su parti sostanziali del futuro Regolamento principale della PAC, e nel dibattito le due Commissioni hanno lo stesso peso. Per questo la Coalizione #CambiamoAgricoltura ritiene che le autorità ambientali e le parti interessate al ruolo dell’agricoltura nelle sfide ambientali globali e locali dovranno avere voce in capitolo nella progettazione della futura politica agricola dell'UE. Dopo tutto, il cibo e l'agricoltura sono i principali fattori di pressioni e minacce per la natura (dall'inquinamento dell'acqua da pesticidi alle emissioni di gas serra) come dimostra l’allarme lanciato nei giorni scorsi dai ricercatori in merito alla scomparsa degli insetti. Pertanto, la Coalizione #CambiamoAgricoltura accoglie con favore il voto di oggi come un passo importante per trasformare la PAC in una politica moderna che deve aiutare la transizione ecologica del settore primario verso pratiche agroecologiche per una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica, ed auspica per questo anche a livello nazionale un maggiore protagonismo del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare nel dibattito sul futuro della PAC post 2020, alla pari del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo.

Gli obiettivi che la Coalizione #CambiamoAgricoltura ritiene indispensabili per la futura programmazione sono il sostegno dell’agricoltura biologica (con un auspicato raggiungimento del 40% del territorio agricolo dedicato a tale pratica entro il 2030), il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione della Rete Natura2000 e la ristrutturazione delle filiere zootecniche.

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Coldiretti, Aceto: «la L.r. 4/2019 su trasformazione e confezionamento dei prodotti agricoli appesantisce gli oneri per gli agricoltori»

«Una crescita esponenziale di norme e adempimenti». 

L’approvazione della PdL n. 333 da parte del Consiglio Regionale rubricata L.r. n. 4/2019 “Norme per la lavorazione, trasformazione e confezionamento dei prodotti agricoli di esclusiva provenienza aziendale da destinare alla vendita diretta”, ancorchè annunciata con una certa enfasi, invece di semplificare gli adempimenti per gli agricoltori va nella direzione opposta. Infatti,  scrive in una lettera  il presidente di Coldiretti Calabria Aceto ai presidenti  Oliverio e Irto e al Direttore Generale Giovinazzo, “la Legge non arreca nessuna  utilità per le imprese agricole calabresi, anche di piccole dimensioni, e  le norme approvate, generano difficoltà interpretative di non poco rilievo, tenuto anche del conto dell’insufficiente grado di coerenza che caratterizza l’intero articolato.  Oltretutto – aggiunge – la Legge  non è per nulla originale: tutt’altro! Il suo contenuto si colloca nell’ambito di una iniziativa che aveva preso avvio su scala nazionale nel 2013 dal titolo “Campagna popolare per l’agricoltura contadina” ma che si era arenata poiché vi era il fondato rischio che si potesse oltrepassasse il proprio ambito di applicazione finendo per pregiudicare l’esercizio della vendita diretta dei prodotti agricoli, compromettendo in tal modo il processo di modernizzazione delle attività agricole come definite ai sensi dell’art. 2135 codice civile”. E’ proprio il caso dire  - ribadisce Coldiretti – che siamo davanti ad una minestra riscaldata e ricette improponibili,contraddizioni e appesantimenti per le aziende agricole; una L.r. sbagliata sia nel merito che nel metodo. Già l’art. 1 – annota Coldiretti - introduce delle incomprensibili ed ingiustificate limitazioni alla vendita diretta, in palese antinomia con quanto risultante dalla disciplina statale di riferimento che non pone alcuna differenziazione in ordine all’esercizio dell’attività di impresa derivante da parametri quantitativi afferenti alle dimensioni aziendali. La L.r. presenta poi un rilevante profilo di criticità che, causerà un inutile aggravio burocratico per le imprese agricole calabresi, laddove, subordina l’esercizio dell’attività di vendita diretta alla presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività, ponendosi così in netto contrasto con la normativa statale che, come è noto, prevede l’invio di una mera comunicazione. Un ulteriore profilo di criticità si ravvisa dove è previsto  che le attività di lavorazione, trasformazione e confezionamento dei prodotti sono soggette a notifica sanitaria. A questo riguardo – precisa Coldiretti -  la norma, per come è formulata, non tiene conto del fatto che le imprese già in possesso della predetta notifica, ovvero delle ex autorizzazioni sanitarie, non devono ripetere tale adempimento. Anche per i locali, depositi e servizi igienici ci sono altri appesantimenti per le imprese agricole che vogliono procedere alla trasformazione e confezionamento di “piccoli quantitativi”.  “Occorre porre rimedio – è l’invito finale del Presidente Aceto – per questo occorre che nella predisposizione del previsto regolamento di attuazione  la Coldiretti dia il proprio contributo fattivo con soluzioni meditate e coerenti a beneficio degli agricoltori altrimenti per questo segmento di attività e reddito per gli agricoltori  si segnerà la crescita solo di norme e adempimenti superflui.

12.02.2019                                                                                                 Ufficio Stampa Coldiretti Calabria 

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