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Reggio. Minori, il Garante Mattia plaude la ludoteca al carcere “Panzera” e sollecita l’individuazione di “Case famiglia protette” sul territorio

  •   Redazione
Reggio. Minori, il Garante Mattia plaude la ludoteca al carcere “Panzera” e sollecita l’individuazione di “Case famiglia protette” sul territorio

«Il tema dei “bambini invisibili” condannati a vivere i loro primi anni di vita in carcere è un tema molto dibattuto, nonostante la legge di riforma del 2011. La nascita degli Istituti a custodia attenuata per detenute madri (ICAM) non può essere la sola risoluzione alla problematica. Intanto, qui a Reggio plaudiamo la splendida iniziativa dell’inaugurazione della ludoteca presso la sezione femminile della Casa circondariale “Panzera”, che ha visto come  protagonisti la sua dirigenza, il Soroptimist International d’Italia e l’Unicef». Ad affermarlo, in occasione del taglio del nastro della “Ludoteca Spazio Libero”  realizzata presso la struttura carceraria di San Pietro e del successivo convegno, è stato il Garante Metropolitano per l’Infanzia e l’Adolescenza Emanuele Mattia. «Quella messa in campo al “Panzera” è una positiva azione sinergica di contrasto alla povertà educativa e di ampliamento delle prospettive culturali dei minori che condividono con la madre la detenzione, della quale non possiamo che essere estremamente soddisfatti. Ma il tentativo di individuare “case famiglia protette”, ancora non presenti nel Reggino, sono il chiaro esempio di una mancata attenzione alla particolare problematica che unisce una pluralità di elementi: il diritto della persona, benché in carcere, a non essere lesa nella sua dignità; la garanzia della duplice finalità della pena, punitiva e preventiva, ma anche rieducativa; la prospettiva di vita futura del soggetto ristretto; il dovere dei genitori di educare i figli; il diritto del bambino ad essere accudito dalla madre; il diritto del primo a vivere con le seconda in un contesto esterno a quello carcerario idoneo a garantire la sua integrità psico-fisica e la sua salute» ha detto il Garante davanti alla Presidente nazionale del Soroptmist International d’Italia Patrizia Salmoiraghi e alla sua omologa reggina Laura Giovine, al Provveditore dell’Amministrazione penitenziaria Calabria Massimo Parisi, alla Presidente provinciale dell’Unicef Alessandra Tavella, alla Garante Comunale per l’Infanzia e l’Adolescenza Giovanna Campolo e al Garante dei Diritti delle Persone private della libertà personale Agostino Siviglia. «La “Convenzione Internazionale delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia” stabilisce che “in tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private, dei tribunali o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente” e la “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti” dell’Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia sostiene che “nessun bambino con padre o madre in carcere deve sentirsi diverso, né deve essere lasciato solo ad affrontare il distacco, la perdita, il confronto con gli altri. Il giudizio e la condanna del genitore diventa talora una condanna a essere indicati come figli di un detenuto. Sono figli fragili, che non devono trasformarsi in bambini e ragazzi a rischio. Hanno tutti bisogno di essere sostenuti, informati e aiutati”. Questi principi animano l’azione dei diversi soggetti istituzionali e sociali, come testimoniato dalla bella realtà creata al “Panzera”. E questi continueranno sempre più a ravvivare la nostra attenzione verso gli infanti e gli adolescenti.