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Reggio. La CISL FP riconosce un fiore all’occhiello dell’ASP di Reggio Calabria nell’Assistenza ai migranti

  •   Redazione
Reggio. La CISL FP riconosce un fiore all’occhiello dell’ASP di Reggio Calabria nell’Assistenza ai migranti

"Quando il lavoro diventa passione!"

La CISL FP riconosce un fiore all’occhiello dell’ASP di Reggio Calabria nell’Assistenza ai migranti.

L’ASL è un ente pubblico deputato all’erogazione di servizi sanitari, fa parte del Servizio Sanitario Nazionale ed è un organo di competenza delle regioni. Ciascuna di essa indica una propria denominazione per questa azienda, in Calabria: Azienda Sanitaria Provinciale (ASP). In tal caso ci si va a soffermarsi sull’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, Distretto RC 1 Polo Sanitario Nord di Via Willermin, precisamente su uno dei principali ambulatori della struttura: “L’Ambulatorio STP/ENI” (Stranieri Temporaneamente Presenti e Europei Non Iscritti). Agli stranieri irregolarmente presenti sul territorio italiano che non possono accedere al SSN viene rilasciato il codice STP o ENI, con il quale ogni straniero che ne è in possesso ha il diritto all’assistenza sanitaria, ovvero, vengono garantite cure ambulatoriali e/o ospedaliere essenziali e continuative. L’ambulatorio STP/ENI è in contatto diretto con le varie strutture e le case alloggio che si occupano dell’accoglienza dei migranti che sbarcano numerosi sulle nostre coste, creando rete con i vari CAS, Progetti SPRAR e Strutture Sanitarie Accreditate, che hanno garantito in questi anni efficienza, massima disponibilità e professionalità. Ogni migrante viene personalmente individuato e soggetto ad una serie di semplici domande, successivamente vengono sottoposti uno per uno a visite e ad analisi generali i cui risultati verranno controllati e inseriti nell’apposita documentazione sanitaria personale,  da professionisti addetti ed altamente qualificati, in base ai vari esiti si darà via ad altri successivi screening ed eventualmente ad un iter-terapeutico.

 Non è certamente semplice gestire questo ambulatorio, dichiara il Segretario Generale ed il Segretario Generale Aggiunto, forse uno dei più importanti della struttura, ma chi ha visto con i propri occhi tutto il lavoro che c’è dietro può dire e confermare che chi ci lavora all’interno è in grado di gestirlo nel migliore dei modi possibili, ovvero, la Responsabile Dott.ssa Caterina Marino, il Dr. Alberto Martuscelli (chirurgo), la Dott.ssa Annamaria Gierycz (pediatra) e l’infermiera Maria Padalino, che ogni singolo giorno svolgono il proprio ruolo con dedizione, serietà e molta pazienza, dimostrando che “l’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai”, la loro bontà d’animo , il loro sorriso e tutto ciò che fanno rendono vivo e sempre acceso un piccolo ufficio in una grande struttura.

L’ambulatorio è inoltre sede di tirocinio, da un po’ di tempo a questa parte i nostri dottori ospitano ed accolgono molti tirocinanti O.S.S. , dando loro molte opportunità e la possibilità di apprendere e mettere in pratica le loro capacità, facendogli toccare direttamente il loro lavoro non soltanto con le mani ma anche con il cuore. E’ un ufficio pieno di sorprese e novità, sempre a passo coi tempi, non per nulla è stato attuato da circa tre mesi il “Progetto Erasmus” con i tirocinanti dei corsi di alta formazione sanitaria delle Canarie.. scambi culturali che vanno ad arricchire ancor di più il fine ultimo dell’accoglienza: “l’Integrazione Inter-socio-culturale”. A volte c’è qualcosa di più importante della logica: “l’immaginazione”, perciò provate ad immaginare le opportunità di ricchezza personale e professionale che questo ambulatorio offre a questa città da ben 17 anni.

C’è un altro punto molto importante di cui si deve ancora parlare, lavorare in queste situazioni e avere approcci diretti con migranti e stranieri non è affatto una cosa semplice è essenziale instaurare con queste persone un rapporto empatico e psicologico, comprendendo a pieno il loro stato d’animo mettendosi nei loro panni ma con un certo distacco emotivo. Il ruolo psicologico è fondamentale in questi casi perché il paziente (in questo caso lo straniero) grazie alle grandi capacità e alla modesta esperienza dei nostri medici e del personale infermieristico, riuscirà a far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici riorganizzandosi positivamente nonostante tutto e dando un nuovo slancio alla propria esistenza, un po’ come una sorta di Resilienza.

Non c’è il bisogno di dilungarsi ulteriormente, basta seguire l’evidenza fin dove conduce per arrivare ad una logica e vera conclusione ossia che ogni giorno in quelle quattro mura è sempre un buon inizio e risultato di mille conferme per tante persone!

Il Segretario Generale Aggiunto                                   Il Segretario Generale

    Giuseppe Rubino                                                        Vincenzo Sera