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Progetto Pythagoras. Prosegue la sinergia tra l’Associazione Bova Lyfe gli Sprar ed i Cas calabresi

  •   Redazione
Progetto Pythagoras. Prosegue la sinergia tra l’Associazione Bova Lyfe gli Sprar ed i Cas calabresi

Prosegue senza soluzione di continuità il progetto Pythagoras che in provincia di Reggio Calabria continua a far registrare l’impegno diretto dell’Associazione Bova Life, protagonista di una nuova pagina di vita associativa dedicata alla ricerca ed allo studio in ambito medico. Nello specifico, l’Associazione è partner del progetto Pyhtagoras, diretto dal Prof. Orazio Barra, Professore di Fisica delle Interazioni Fondamentali presso l’Università della Calabria e Rettore emerito del Politecnico Internazionale di Vibo Valentia. Presenti con Bova Life nella realizzazione del progetto, l’Università della Calabria, il Politecnico Internazionale Scientia et Ars di Vibo Valentia e le aziende. Techniservice di Feroleto A. (CZ), HT 2006 di Lamezia Terme e CPM di Roma. Ad oggi i dati legati al percorso di ricerca e catalogazione ci restituiscono la cifra di un successo da ricercare non solo nei numeri, ma anche e soprattutto nella realizzazione di una collaborazione territoriale che ha visto e continua a vedere impegnati anche diversi Sprar e Cas presenti su tutto il territorio regionale. Ad esprimere soddisfazione per un dato molto rilevante sia in termini di capacità a sviluppare sinergia che in termini numerici è il presidente di Bova Life Saverio Micheletta: “A distanza di circa otto mesi dall’inizio ufficiale del progetto - spiega il Presidente di Bova Lyfe - raccogliamo alcune indicazioni assai confortanti, certamente in termini numerici se parliamo di catalogazione di dati, ma ancor di più se facciamo riferimento alla straordinaria capacità di coinvolgimento territoriale dimostrata in un percorso che ad oggi sta facendo registrare la collaborazione di moltissimi centri Sprar e Cas. Gioverà ricordare - prosegue Micheletta - che al centro delle indagini alle quali prende parte un pool di esperti c’è l’analisi della variazione della frequenza cardiaca nel lungo e nel breve periodo. Si tratta di un’imponente raccolta di dati utilizzabili sia per scopi diagnostico-predittivi che conoscitivi da mettere a disposizione delle autorità sanitarie locali, nazionali ed internazionali, raccolta dati da effettuare su diversi campioni di popolazione. La misurazione della frequenza cardiaca viene effettuata su diverse fasce di popolazione tra cui anche immigrati spontanei residenti in Calabria, ed è proprio relativamente all’acquisizione dei dati riferiti a questa categoria che entra in gioco il ruolo dei Cas e degli Sprar, dimostratisi sin da subito sensibili alla sollecitazione dei nostri operatori impegnati sul territorio. Si tratta di un lavoro capillare e complesso che nello spirito che anima le nostre attività è stato fin da subito inteso come un importante servizio alle nostre comunità e ad un territorio troppo spesso dimenticato o comunque poco indagato sotto il profilo dello studio e della prevenzione medica. Uno spirito in questa fase sposato a pieno da questi centri, realtà da anni impegnati in territori difficili nel delicato ruolo dell’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo, strutture alle quali va il nostro sentito ringraziamento. Tra queste è doveroso ricordare il Cas di Chiaravalle Centrale e gli Sprar di San Sostene Superiore, Brancaleone, Condofuri e Reggio Calabria. Un impegno particolare sicuramente oltre ogni più rosea aspettativa è stato poi quello dei centri Sprar di Camini e Caulonia” e con essi l’Associazione Jimuel Internet Medics for life di Riace. Superato il giro di boa del nostro percorso - conclude Micheletta - proseguiamo dunque con grande fiducia, consapevoli di stare realizzando un obiettivo di grande importanza sotto il profilo squisitamente medico, ma anche e soprattutto sotto quello dell’integrazione e della cooperazione territoriale, pratica alle nostre latitudini tutt’altro che scontata”.