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Nota stampa del Presidente del Consorzio di Bonifica Tirreno Catanzarese sull'evento eccezionale che ha colpito il suo comprensorio

  •   Redazione
Nota stampa del Presidente del Consorzio di Bonifica Tirreno Catanzarese sull'evento eccezionale che ha colpito il suo comprensorio

«L’evento eccezionale che ha recentemente colpito il nostro comprensorio non ha lasciato indifferenti quanti quotidianamente lavorano per la sicurezza del territorio. È quanto afferma il Presidente del Consorzio di Bonifica Tirreno Catanzarese Francesco Arcuri.

Ormai da tempo si vive una desolante solitudine nell’esercizio dei compiti fondamentali dell’ente da me presieduto. Non si riesce a dialogare, se non per via burocratica, con la Regione; tant’è che regolazione delle problematiche che ci occupano avviene solo con lo scambio di lettere senza costrutto. La Provincia, detentrice delle deleghe su fiumi e torrenti, agisce – se agisce -  in totale autonomia. Altri enti sul territorio compreso il Consorzio per il nucleo industriale cerca di evitare le dirette responsabilità scaricandole sull’uno o altro ente, compreso il consorzio di bonifica.

Dalle cronache viene rappresentata una situazione che spesso confonde e non chiarisce, nella quale si generalizza senza individuare precise responsabilità. È per esempio il caso denunciato dal titolare di un’azienda agricola che ha parlato di canali del consorzio di bonifica ostruiti perché non puliti. Cosa assolutamente falsa in quanto i canali di competenza del consorzio sono manutenuti con regolarità e ciò è dimostrabile sulla base di programmi annuali, rendicontazioni e documentazione fotografica riportante luogo e ora degli interventi.

Rifuggendo da polemiche sterile, il Consorzio da me presieduto, pur nelle ristrettezze dei mezzi finanziari e delle risorse umane, opera con costanza ed ha progetti per la completa messa in sicurezza del territorio lametino. In questi giorni siamo stati impegnati nell’evitare ulteriori danni, ripristinando le condizioni minimali di funzionalità dei canali per consentire il veloce deflusso delle acque. Resta tutta intera la problematica dei detriti e del fango che ha interessato anche le strutture irrigue consortili. In particolare l’opera di presa sul torrente Turrina, l’impianto irriguo Angitola, nonché la diga Angitola; quest’ultima oggetto di monitoraggio continuo nelle ore di massima intensità del fenomeno meteorologico.

Nei prossimi giorni ci sarà la conta dei danni riportati dalle opere di pertinenza consortile. La speranza è che questa volta le istituzioni preposte apprestino le risorse necessarie. Il Consorzio continuerà come sempre a dare il proprio contributo».