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Mons. Oliva: "Mi piace sognare per la nostra Locride uomini politici capaci di misericordia"

  •   Redazione
Monsignor Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi Locri-Gerace Monsignor Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi Locri-Gerace

Mi piace nel contesto del giubileo della misericordia, sognare per la nostra Locride uomini politici “capaci di misericordia”. Saluto e ringrazio tutti i sindaci e gli amministratori presenti, particolarmente coloro che sono di recente nomina ed iniziano la loro prima esperienza amministrativa. Questo incontro vuole essere per tutti il recupero di un piccolo spazio per sé, un concedersi una pausa di riflessione e di silenzio. Per me questa è l’occasione giusta per dire a tutti grazie per il lavoro importante ed impegnativo che svolgete in questa difficile terra. Un grazie che vuole essere un invito a fare di più, a non arrendersi. A non arrendersi di fronte ad ogni tentativo di intimidazione. E molti di voi sindaci sapete bene che di atti del genere ce ne sono tanti e spesso non avete voce per denunciarli tutti. Spesso ve ne chiedete le ragioni, andate alla ricerca degli interessi eventualmente toccati. Non arrendetevi, specie se avete iniziato un cammino virtuoso di recupero del senso della legalità, del rispetto delle regole di una sana convivenza, di un modo nuovo di fare politica.

La presenza di don Luigi CIOTTI ci fa da stimolo. Ma è soprattutto una sfida a camminare all’insegna del coraggio e della lotta contro l’arroganza mafiosa e a non demordere anche a rischio di pagare di persona. Don Luigi ce lo insegna attraverso l’indicazione di un percorso formativo, che tanto bene ha fatto nella nostra terra. Attraverso l’attività di Libera c’incoraggia ad avere la forza di osare di più. Grazie don Luigi per esserci sempre vicini e per la disponibilità ad accompagnarci in questo anno. Il percorso formativo portato avanti con il contributo di Davide Pati ed i suoi collaboratori è stato quest’anno un bel percorso formativo per quanti l’hanno seguito. Contiamo di continuare in questa direzione anche in sinergia col Progetto Policoro, attivando cammini formativi che riguardano anche i beni confiscati. So che molti di voi amministratori sono particolarmente sensibili alla tematica: il nostro territorio ha bisogno di nuovi slanci e di tanta coesione sociale. In questa direzione la vostra azione di amministratori si trova spesso a cozzare con una mentalità troppo rinunciataria, al limite della connivenza. L’arroganza mafiosa c’è ed ancora si fa sentire. Non possiamo negarlo. Per questo non sottovalutatene i sintomi, che spesso emergono anche all’interno delle stanze istituzionali e sono più vicini di quanto si possa immaginare. Il vostro impegno nel segno della legalità è un percorso che alla lunga porterà sviluppo nella nostra terra. Abbiate il coraggio di rinnovare quel modo antiquato di fare politica ancora arroccato al clientelismo e ad un modo di pensare troppo compiacente con le logiche mafiose.

Chiedo di reagire e di resistere. Lo chiedo in particolare a chi è troppo provato e tentato a piantare tutto e a ritirarsi a vita privata e vuole farla finita una buona volta con la politica, ritirandosi nel privato. Restate fedeli alle comunità, spesso molto piccole, ma ricche di storia ed arte, che vi hanno dato fiducia e consenso. E’ di grande attualità l’esortazione del santo vescovo don Tonino Bello: “Siate uomini capaci di misericordia”. Mi chiedo cosa vuol dire e come essere politici “capaci di misericordia”? Forse che essere misericordiosi in politica è essere tolleranti di fronte allo scempio del territorio? O essere conniventi con l’illegalità, favorendo quanti approfittano della cosa pubblica? O essere pronti ad assecondare sempre e comunque le richieste dei propri parenti ed amici di cordata? O essere vendicativi nei confronti di chi appartiene alla sponda opposta e non ti ha dato il sostegno politico che attendevi? Forse che essere misericordiosi è essere arrendevoli di fronte ad ogni atto distruttivo dell’ambiente e dei beni comuni? O infischiarsi delle ragioni dei più deboli e poveri, di coloro che non hanno voce per far sentire le proprie miserie e non hanno alcun peso politico? No, niente di tutto questo. Non è misericordia operare delle scelte che non tengono conto del bene comune, o hanno come principio ispiratore il perseguimento di interessi personali o di gruppo. Sarebbe avvilire i più elementari principi di etica sociale. Per giochi di potere, per manovre di sistemazione, per calcolo di poltrone, non si può lasciare morire una comunità ed abbandonare al degrado i fratelli indifesi e bloccare la crescita della vita cittadina.

Essere misericordiosi è farsi vicini ai più deboli, agli ultimi. Ma anche essere capaci per amore del proprio popolo di abbattere i costi della politica e superare la tentazione dello spreco selle risorse pubbliche in opere non del tutto necessarie. Ho accolto come un bel segno di speranza quello di alcuni amministratori che hanno saputo rinunciare alla propria indennità. Abbattere i costi della politica, pagando di tasca propria è la prima testimonianza positiva in una comunità che stenta ad andare avanti. Ma è anche espressione di una politica vissuta come “servizio alto di carità”.

Essere “capaci di misericordia” è porsi nella logica della carità politica, che spesso impone scelte difficili, decisioni non da tutti comprese, persino impopolari.Essere misericordiosi in politica è non cedere alla tentazione dell’uomo corrotto. Papa Francesco ricorda che la corruzione è “un peccato elevato a sistema”, “una condizione, uno stato personale e sociale, nel quale uno si abitua a vivere. Il corrotto è così chiuso e appagato nella soddisfazione della sua autosufficienza che non si lascia mettere in discussione da niente e da nessuno. E’ colui che ha costruito un’autostima che si fonda su atteggiamenti fraudolenti: passa la vita in mezzo alle scorciatoie dell’opportunismo, a prezzo della sua stessa dignità e di quella degli altri. Corrotto è colui che “s’indigna perché gli rubano il portafoglio e si lamenta per la scarsità di sicurezza che c’è nelle strade, ma poi truffa lo Stato evadendo le tasse, e magari licenzia i suoi impiegati ogni tre mesi per evitare di assumerli a tempo indeterminato oppure sfrutta il lavoro in nero. E poi si vanta pure con gli amici per queste sue furbizie”. Corrotto è colui che magari va a messa ogni domenica, ma non si fa alcun problema nello sfruttare sua posizione di potere, pretendendo il pagamento di tangenti. Quando un uomo politico imbroglia, ruba, è infedele al suo servizio e alle promesse fatte, ignora il bene comune o indulge nella corruzione, sta violando la misericordia.

Nella nostra terra occorre riportare la misericordia in politica e chiedere ai nostri leader: dov’è la vostra compassione? Voi che siete in qualche modo “padri” del popolo, perchè non vivete la fedeltà al compito che il cittadino vi ha affidato. I cittadini devono poter sognare che il vostro stile di vita e le vostre scelte politiche siano ispirate dalla misericordia, che è fondamento della vita sociale. Misericordia uguale politica. Solo uno slogan? Non credo. La politica deve far propri i bisogni della società e fare del suo meglio per aiutare la gente. E’ una "mistica laica per il nostro tempo", una mistica degli "occhi aperti" (card. Kasper), che porta a toccare le ferite degli altri.

La Misericordia crea unità, relazioni sinergiche nelle nostre comunità. Essere politici di misericordia è aprirsi al territorio in dialogo con quanti ricercano soluzioni ai problemi concreti. I cittadini chiedono maggiori convergenze in questo momento storico. La posta in gioco è alta: inserirsi nel piano di programmazione della città metropolitana è imprescindibile per il futuro della nostra terra. Vincere la paura di mettere da parte le proprie ambizioni, per favorire il dialogo e la soluzione ragionata dei problemi comuni. Se si cede al proprio orgoglio, se ci si chiude in personalismi non si va da nessuna parte. I personalismi creano pericolosi arroccamenti su sterili posizioni, favoriscono steccati, muri che non danno sviluppo al territorio. Occorre avere uno sguardo rivolto al futuro, pensando ai giovani in particolare.

Mi aspetto da tutti un’attenzione ed un impegno particolare per il recupero dei 15 interventi del Progetto Locride: è un piccolo grande segno di attenzione al mondo giovanile. Come molti sanno, grazie al diretto interessamento del presidente del Consiglio Matteo Renzi, abbiamo ottenuto una proroga dei termini di scadenza come previsti. Di conseguenza i soggetti beneficiari degli interventi inseriti nel Progetto Locride potranno richiedere una proroga sino al termine improcrastinabile del 31 marzo 2017. Ma occorre attivarsi adeguatamente in modo da evidenziare tempestivamente e superare ogni eventuale problematica che si presentasse.

Concludo, sottolineando che fare politica è un’arte nobile, che per molti ha segnato un vero cammino di santificazione. Penso ad un Aldo Moro, ad un Giorgio La Pira. Quest’ultimo, siciliano, laureatosi in Giurisprudenza a Firenze, dove divenne docente universitario e stimato sindaco, seppe vivere con coerenza la sua vocazione politica. Credeva che “oggi, se vuoi fare del bene, devi fare politica”. Ma politica non era per lui sinonimo di furberie, di stupidi compromessi o di poveri calcoli elettorali, quanto passione e amore per la gente e profondo senso di giustizia, “il modo più efficace per aiutare il prossimo”. Un connubio tra carità e misericordia nello stesso tempo.

Mi permetto di dire a tutti: siate uomini che vivono la politica come fede nel bene comune. E’ stato salutato con commozione e grandissima partecipazione il senatore Sisinio Zito. Ho visto una solidarietà di popolo veramente commovente. Ho pensato che quando si fa politica per lo sviluppo del territorio la comunità sa apprezzare ed accogliere. E’ questo il modo di fare politico che porta sviluppo alla nostra terra. Si dirà: sono altri tempi. E’ vero, ma i tempi, lo stile politico lo facciamo noi oggi con le nostre piccole o lungimiranti visioni.

X Francesco Oliva