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LOCRI, l’Istituto Alberghiero conclude il “Progetto Ciak” in Tribunale simulando un processo sul cyberbullismo

  •   Redazione
LOCRI, l’Istituto Alberghiero conclude il “Progetto Ciak” in Tribunale simulando un processo sul cyberbullismo

LOCRI - Gli alunni dell’Istituto Alberghiero “Dea Persefone” di Locri hanno partecipato con grande entusiasmo, sabato 3 Febbraio, al progetto educativo “Ciak: un processo simulato … per evitare un vero processo”, attivato dal Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria. Dopo i saluti della d.ssa Gabriella Logozzo, giudice penale del Tribunale di Locri, in rappresentanza del Presidente del Tribunale di Locri, Rodolfo Palermo, che ha lodato l’iniziativa utile per la crescita e la formazione degli alunni, ha preso la parola il Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, dott. Luciano Trovato, che ha illustrato l’evento giunto con successo alla quarta edizione che ha coinvolto i ragazzi calabresi delle scuole secondarie nella messa in scena di un vero e proprio processo penale minorile. Presente anche l’avv. Angela Giampaolo, che in qualità di consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Locri ha espresso i saluti della presidente, avv. Gabriella Mollica, e ha condiviso l’importanza della sinergia tra scuola e giustizia ai fini della prevenzione di tutti i reati che dilagano attraverso l’uso improprio della rete. Il copione scelto dalla referente del progetto extracurriculare, docente nonché avvocato Cinzia Lascala, è quello relativo al fenomeno negativo di recente attualità, il cyberbullismo, in continua diffusione tra i giovani, dal titolo LA TAVERNETTA, che ha visto impegnati quindici allievi nelle varie vesti dei protagonisti del processo (giudici, avvocati, imputati, persona offesa, testimoni…). Dal laboratorio di gastronomia al laboratorio didattico svolto nell’aula collegiale del Tribunale penale, dove la performance teatrale si è alternata a momenti di confronto stimolato dalle d.sse Roberta Mallamaci e Annunziata Campolo, giudici onorari del Tribunale per i minorenni di Catanzaro. Gli allievi hanno dimostrato di aver compreso le finalità della simulazione del processo che era proprio quella di sensibilizzare le giovani generazioni alla cultura della legalità e dell’educazione civica o meglio far comprendere il fenomeno del cyberbullismo, il disvalore di determinati comportamenti e le conseguenze derivanti dagli stessi. Le conclusioni sono state affidate alla prof.ssa Lascala che ha espresso i ringraziamenti al Dirigente Scolastico, prof.ssa Mariarosaria Russo, la quale ha fortemente voluto rinnovare anche quest’anno la partecipazione scolastica all’evento; alla vice preside, prof.ssa Immacolata Filippone, presente alla rappresentazione, e al Convitto con il suo Direttore, prof. Roberto Prochilo, che col loro impegno hanno permesso la buona riuscita del progetto; e ai Presidenti di entrambi i Tribunali, Locri e Catanzaro, per la pregevole iniziativa che ha permesso agli alunni di imparare praticando il diritto. L’appuntamento è all’anno prossimo con un altro processo e con un altro copione ma con il medesimo obiettivo, quello di avvicinare i giovani alla giustizia attraverso un percorso di sana crescita culturale e sociale.

* Foto di Enzo Lacopo