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Immigrazione, Legambiente su inchiesta Comune di Riace

  •   Redazione
Immigrazione, Legambiente su inchiesta Comune di Riace

«Non strumentalizzare politicamente la vicenda giudiziaria per continuare a giocare sulla pelle dei disperati. Il modello di accoglienza del comune calabrese, elogiato nel mondo, va sostenuto e replicato. Errore imperdonabile ridimensionare il ruolo degli Sprar come previsto dal Decreto sicurezza».

«Siamo fiduciosi che presto verrà fatta chiarezza sulle accuse mosse al sindaco Mimmo Lucano, ma il modello Riace va difeso con forza. Si tratta di un esempio di buona accoglienza e integrazione a cui non vogliamo rinunciare e che anzi va replicato, come è già avvenuto in molti altri piccoli comuni italiani, proprio per stroncare il vero business illegale che ruota intorno a questo mondo. Non si strumentalizzi la vicenda giudiziaria per continuare a giocare in chiave elettorale e propagandistica sulla pelle dei disperati e ingannando gli italiani sui reali bisogni del Paese».

È questo il commento di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, e di Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria, alla notizia dell'inchiesta della procura di Locri sui finanziamenti del Viminale e della Regione al Comune di Riace per i progetti destinati ai richiedenti asilo che ha portato all'arresto del primo cittadino.

«Non possono essere messe in discussione la forza ed il valore di quelle idee alla base di un modello elogiato in tutto il mondo che ha saputo coniugare l'accoglienza dei migranti e la rigenerazione sociale e territoriale, il recupero urbanistico e la definizione di nuova identità di un luogo altrimenti avviato verso lo spopolamento e il declino - proseguono Ciafani e Falcone -. Il dramma dell'immigrazione, lo ripetiamo, non si può risolvere alzando muri e barricate o chiudendo i porti, ma proprio preparandoci a un'accoglienza capace di coniugare sicurezza, integrazione, solidarietà, sviluppo locale e coesione sociale. È questa idea che va difesa strenuamente così come va sostenuto il modello Sprar (il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) che ha consentito di realizzare un programma di buona accoglienza, distribuito sul territorio, che ha superato tanti problemi del passato. Invece, il Decreto sicurezza approvato in Consiglio dei ministri, oltre ad avere evidenti profili di incostituzionalità, prevede il ridimensionamento degli Sprar, un errore imperdonabile frutto di una scelta ideologica e pericolosa che rischia di gettare l'Italia nel caos».