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Caro Mattarella, in Prefettura non si sa, ma sei atterrato a Portigliola. Non a Locri

  •   Antonella Italiano
Caro Mattarella, in Prefettura non si sa, ma sei atterrato a Portigliola. Non a Locri

Ieri Portigliola era un paese in festa. I bambini giocavano sotto il sole di primavera e, nell’unico bar antistante la piazza, i più grandi parlavano animosamente. All’improvviso, ai piedi dell’Aspromonte, nel cuore di una Calabria ai margini della nazione, con pecche gravissime alla sanità, alle infrastrutture, alle politiche giovanili e del lavoro, piomba dal cielo un segnale per i portigliolesi: l’arrivo del Capo dello Stato. Un fatto più simbolico che pratico, in realtà, ma capace di riportare entusiasmo in questa terra.

Mattarella! Non si sente altro per le strade: Mattarella atterrerà a Portigliola, al nostro Teatro greco romano.

Quando vidi per la prima volta quelle poche mura, non essendo un addetto ai lavori, definirle “teatro” mi sembrò davvero un azzardo; e non nego le difficoltà che ancora oggi mi trascino nel dare un nome e un senso a quegli spazi.

Mi colpì una cosa quella volta, ed è l’immagine più significativa del paese, molto simile ad altre piccole storie custodite in Aspromonte. All’imbrunire, finita la cena e il convegno organizzati dal sindaco, ci spostammo tutti al Teatro per il confronto finale e l’appuntamento con la rassegna di cinema archeologico.

Un piccolo palco era stato allestito sull’idea di quell’antico e decine di portigliolesi, silenziosi e attenti, se ne stavano seduti in fila dinnanzi ad esso. Si muovevano con garbo, tra le mura millenarie, illuminando la strada coi ceri come fossero gli altari di un tempio. Riuscì finalmente a vederlo, quel loro teatro. A sentire forte l’emozione, la suggestione, le voci che risuonavano nell’aria, come echi custoditi per anni dalla vallata. Donne, uomini, anziani e bambini: i portigliolesi ci tornavano inconsapevoli, senza chiedersi perché quel posto fosse a loro così familiare.

Per le stesse inconsapevoli ragioni, all’annuncio dell’arrivo del Capo dello Stato, credo che l’emozione della gente sia divenuta cosa tangibile. La massima autorità italiana sarebbe stata accolta a casa loro, nella stanza più bella.

Ma oggi, mentre la Locride festeggia e sfila, il paese è triste. È stato ieri, in tarda serata, che il sindaco Rocco Luglio, preoccupato per non essere stato informato sul protocollo di accoglienza previsto per il Capo dello Stato a qualche ora dal suo atterraggio, ha chiamato in prefettura per avere chiarimenti. Incredibile la sua scoperta: il teatro greco romano (ma solo per questura e prefettura) si troverebbe a Locri e non a Portigliola. E all’improvviso quel sindaco “sbucato dal nulla” diviene un elemento scomodo, un vero intralcio, che frettolosamente si cerca di zittire con “è per questioni di sicurezza che non l’abbiamo chiamata”.

Una grave offesa per tutta la sua gente; “dimenticanza” a cui non seguono scuse pubbliche né la solidarietà degli altri sindaci, solo ulteriori offese accompagnate dal silenzio imbarazzante del sindaco di Locri,

Oggi Portigliola se ne resta silenziosa e in disparte. Dignitosamente.

Lo Stato, che bypassa le regole che esso stesso ha scritto (tra cui il rispetto di un cerimoniale che prevede, in caso di visita del Capo dello Stato, il sindaco del paese in cui arriva ad attendere accanto al prefetto), è un segnale devastante; così come trattare gente pacifica - seppur solo nella confusione del momento – alla stregua di delinquenti. Il tutto nel tentativo di mascherare la vera faglia del sistema di sicurezza: non essere stati in grado di conoscere le coordinate esatte del punto di atterraggio della massima autorità dello Stato, nonostante i tanti giorni spesi in preparativi.

Così Mattarella, ospite della gente di Portigliola, fiducioso nel lavoro certosino delle Forze dell’ordine, penserà di essere stato a Locri per tutta la durata della visita; e non resterà nulla di quella manciata di abitanti che conserva gelosamente la sua identità e la sua autonomia, ingiustamente fagocitata dalla città più grande.

Non ha voluto “contentini” Rocco Luglio, a larga mano offerti in queste ore per evitare clamori; ed è determinato a contattare personalmente il Capo dello Stato per farsi portavoce della sua gente.

Scrive, infatti, in risposta alle sollecitazioni dell’ultimo minuto: «Caro presidente di AssoComuni, ti comunico - come ho già comunicato al prefetto che mi ha chiamato personalmente - che non parteciperò alla manifestazione a causa dello sgarbo istituzionale ricevuto, prima ieri ed ancora oggi, con l’esclusione dal cerimoniale (“per motivi di sicurezza” a detta del Prefetto, ma come fossi un “delinquente” aggiungo io) in occasione dell’arrivo del presidente on. Mattarella che, come tu ben sai, atterra nel Comune di Portigliola. Chiediamo agli altri di rispettare le regole quando è lo Stato a non rispettare gli altri! Cordialità».