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Bovalino. Arriva l'ultimo lavoro di Bruno Panuzzo: “Sanremo pallido fiore”

  •   Redazione
Bovalino. Arriva l'ultimo lavoro di Bruno Panuzzo: “Sanremo pallido fiore”

Cos’è che può sconvolgerci maggiormente nella vita? Probabilmente, risponderemmo che a scompaginare il nostro animo potrebbero essere i fattori più disparati. Tra tutto ciò che scombina il nostro essere, emerge prepotente sugli altri un singolo fattore: il porre in evidenza il nostro errore più grande. Sanremo Pallido Fiore, ultimo lavoro di Bruno Panuzzo (materialmente composto ancora una volta dal classico tris libro, film ed album) evidenzia nettamente tutto ciò con un’accurata disamina sociale. La pellicola, basata sulle musiche più celebri delle ultime 50 edizioni del Festival di Sanremo, racconta senza veli e senza limiti la terra di Calabria soffermandosi ancora una volta sulla Locride. Il film che parte con l’ingenua domanda di una bambina, la quale chiede al padre cosa sia la ndrangheta (quesito che la bambina si pone dopo la venuta a Locri del presidente della Repubblica Mattarella) si muove si orizzonti diversi e variegati. L’opera appare innovativa nella propria semplicità stilistica: in quanto è concepita per essere vista sia dall’inizio che dalla fine.  Il film che rappresenta una sorta di “specchio virtuale della Locride” simboleggia l’idea che ciò che accade nella pellicola può verificarsi concretamente, in entrambi i sensi, nella realtà di ogni giorno.  Un opera basata sul parallelismo, sull’incrocio dei destini di vita dei protagonisti: accomunati dalla violenza degli eventi. Bruno Panuzzo dopo i successi nazionali ed internazionali di “Fiori di Carta”, “Agarthi” e “Rica” racconta con “Sanremo Pallido Fiore” la sua personale visione della Calabria (si vocifera che il progetto sia l’ultimo in tal senso). Panuzzo realizza l’opera “Pallido Fioro” dopo aver concorso attraverso “Area Sanremo 2016” alla selezione per l’ambito “Festival della canzone Italiana di Sanremo 2017”. Il brano “Pallido Fiore” è l’elemento cardine dell’intero progetto, il vero “veicolo da traino” di tutto ciò che è connesso all’opera. L’artista attraverso “Pallido Fiore” non si schiera solamente contro la ndrangheta e gli atavici problemi della Locride, ma si accanisce contro i “sistemi”, che a suo dire, “distruggono l’entusiasmo ed i sogni dei giovani”. Panuzzo spara a zero contro i talent show e li definisce delle “truffe coniate ad arte per distruggere l’entusiasmo degli artisti emergenti”. L’artista riprende dicendo che” la politica di funzionamento, relativa a codesti sistemi, è basata solo ed esclusivamente sul lucro. I giovani artisti si trovano intrappolati in dinamiche terribili e deleterie per la loro spiche…” Panuzzo consiglia ai giovani di “scappare” dai talent e cita l’espressione che un grande della musica, come il Maestro Beppe Vessicchio, ha rivolto in merito “la musica dovrebbe passare per i Conservatori ed i luoghi preposti all’insegnamento…non attraverso i salotti televisivi”. Bruno Panuzzo conclude dicendo che “sono stati ingannati troppi giovani dai talent, sono state distrutte molte promesse della musica da codesti “atroci” sistemi. Purtroppo siamo arrivati alla frutta! Le novità, o le presunte tali, passano, a detta dei molti, solo da questi sciagurati format. I talent hanno ucciso l’arte musicale più della pirateria. Non si gioca con i sogni dei giovani solo per fare soldi… Ragazzi scappate dai talent e volate con le vostre ali… smettetela di conferire credito a certi ciarlatani…”. Sanremo Pallido Fiore appare un’opera matura, che s’incarica di lanciare messaggi crudi, energici e risoluti. Il film riproduce esattamente il clima dei nostri tempi, ma tecnicamente, montato al rovescio, mostra in maniera speculare tutti i grandi drammi che ci affliggono, ormai da sempre il territorio locrideo. Tali problemi, nonostante l’evoluzione (o l’involuzione) permangono sempre i medesimi. Con “Pallido Fiore” Panuzzo si mostra inimmaginabilmente diverso. L’artista, indubbiamente lontano da se stesso, mette in scena un racconto terrificante, delicato, segreto ed affettuosissimo nel contempo. “Sanremo Pallido Fiore” viola due regole proprie del modo della comunicazione (non scritte, ma per certe versi fondamentali) quali il silenzio e l’anonimato. La stile, la scrittura e l’andamento narrativo del film cambiano di continuo. Un opera fortemente di denuncia, che tenta di parlare e porre in luce ciò che da molto tempo viene celato. La presentazione di “Sanremo Pallido Fiore” in anteprima nazionale avverrà il prossimo 21 Maggio al cinema “Vittoria” di Locri.


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