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Riapertura dell'Ospedale di Siderno: la riflessione di Francesco Gentile

di Francesco Gentile - Durante questi primi giorni di quarantena forzata, i luoghi del confronto e del dibattito pubblico si sono spostati dalle piazze e dai caffè alle nostre bacheche Facebook. È inutile aggiungere che l'argomento principale in questi momenti di angoscia, attesa e preoccupazione sia il Coronavirus. Su questa tematica c'è parecchia apprensione da parte di tutti noi cittadini perché, se la situazione sanitaria in altre aree del Paese rischia di collassare (e si tratta di sistemi avanzati come quello Lombardo-Piemontese), nessuno osa immaginare cosa potrebbe accadere se il nostro invisibile nemico si dovesse diffondere in maniera incontrollata sulla terra che ha il sistema sanitario più debole e povero della nazione, la nostra Locride.
A oggi, per 42 paesi e un utenza di 140mila persone, resiste strenuamente, grazie alle ultime e poche risorse materiali rimaste e al personale medico-sanitario, che si stanno battendo come leoni, solo l'ospedale di Locri che, nonostante l'impegno e lo spirito di abnegazione degli addetti ai lavori, non è sufficientemente attrezzato a rispondere alle esigenze del territorio in tempi di pace, figuriamoci in tempi di guerra. Il dramma è che se la situazione della Locride si dovesse allineare con quella dell'Italia il povero Ospedale di Locri collasserebbe in poche ore per mancanza di posti letto.
Questa minaccia che si potrebbe presentare alle porte di casa nostra ci ha fatto ricordare del gigante dimenticato della vita sidernese, quell'ex ospedale aperto con tanti sacrifici negli anni '80 e ucciso dagli scellerati e irresponsabili tagli della politica nostrana nel primo decennio del secolo corrente. Sarà stata la paura, sarà stato il momento, ma magicamente si sono registrate da ogni dove proposte autorevoli volte alla riapertura del nostro ospedale fino a registrare le raccolte firme e le petizioni che sono spuntate come funghi su innumerevoli portali virtuali condividendo tutte il nobilissimo obiettivo di vedere riaperto l'ospedale che sino a un decennio fa si divideva con quello di Locri le drammaticità del territorio. Oggi più che mai la "riapertura dell'ospedale di Siderno" è tornata di moda, finalmente direi. Riaprire un ospedale o fornire al territorio una "Casa della Salute" (proposito che rispunta ogni 3 - 4 anni per essere dimenticato nel giro di qualche settimana) non purtroppo una cosa che si fa in due giorni. Intere aree della struttura sono chiuse e abbandonate da così tanti anni da essere attualmente idonee, al più, per allevare piccioni (salvo immediate e straordinarie opere di sanificazione).
Quale che sia l'effettiva possibilità di rivedere l'Ospedale di Siderno aperto in occasione di questa emergenza, che intanto dobbiamo affrontare rimanendo a casa, una volta scampato il pericolo dovremo dimostrare, innanzitutto a noi stessi, di ricordare le molte strutture sanitarie che giacciono cadenti, colpevolmente abbandonate o incompiute sul territorio. Questa volta non potremmo lasciare che il peso di questo fardello ricada sulle spalle dei soli cittadini che, togliendo del tempo alla famiglia e agli affetti sono impegnati in politica, per lapidarli nella pubblica piazza qualora le cose non dovessero andare come ci aspettiamo. Nonostante tutti i problemi arrecateci questo Coronavirus, mettendoci alle strette, ci ha ricompattati su una tematica di cardinale importanza, quella del diritto alla salute. Motivo per il quale, una volta scacciato il nostro attuale nemico dovremo fabbricarci autonomamente i mezzi per vincere le battaglie del futuro.
Oggi che, forse per la prima volta dopo anni, abbiamo compiuto questo importante passo dobbiamo, fisicamente e non su Facebook, costituire un comitato cittadino che si occupi solo ed esclusivamente della riapertura del nostro Ospedale. Un comitato che si raccordi con gli altri comitati per la salute già operanti sul territorio e che sia un interlocutore serio e affidabile tra i cittadini e le istituzioni che potrebbero reperire i mezzi economici per riaprire la struttura per aprire, (questa volta a fatti e non a parole) la "Casa della Salute". È questa la prossima battaglia da vincere, ma per vincerla dobbiamo combatterla tutti insieme e con i fatti, non come quando ci chiusero sotto il naso l'Ospedale quale oggi non solo Siderno, ma tutta la Locride, avrebbe disperato bisogno. Sono trascorsi più di dieci anni da quando la protesta contro la chiusura della struttura raccolse non più di 100 persone, adesso dimostriamo a noi stessi ancor prima che agli altri di essere cresciuti, di essere più maturi, coesi e coscienti della situazione sanitaria nella quale versiamo.
Togliamoci giacca e cravatta, alziamoci le maniche della camicia, armiamoci di grinta, pazienza e buona volontà e andiamo a vincere questa battaglia. Così facendo un giorno, forse, racconteremo ai nostri figli e ai nostri nipoti qualcosa che non sia il solito ritornello del "si stava meglio quando si stava peggio".

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"Abbiamo un bacio in sospeso (io e te)", per San Valentino alla Mondadori di Siderno arriva Riccardo Bertoldi

Reduce da una lunga storia, Leonardo è tornato a Verona, la sua città, e ha ritrovato la vita che lì aveva lasciato. Un nuovo amore non era nei piani, ma si sa, il cuore fa i suoi progetti, e a volte ce li mostra nei modi più inattesi. Leonardo fa il fotografo, ha trent'anni, gli occhi timidi di chi parla poco e una ferita al cuore che non riesce a rimarginare. Ogni giorno prende il treno per andare al lavoro e sulla carrozza numero 2 incontra il sorriso di Sara, che illumina per un attimo le sue giornate. Qualche volta, però, la paura di amare supera il coraggio di osare. E così, per Leonardo, quella sconosciuta che ascolta musica e scrive su un diario dalla copertina rossa diventa un modo per fantasticare: cosa accadrebbe se finalmente si facesse avanti e decidesse di sfidare il destino? Reduce da una lunga storia, Leonardo è tornato a Verona, la sua città, e ha ritrovato la vita che lì aveva lasciato. Un nuovo amore non era nei piani, ma si sa, il cuore fa i suoi progetti, e a volte ce li mostra nei modi più inattesi. Così un giorno Leonardo capisce che deve tuffarsi – a costo di sembrare un po' pazzo, a costo di farsi male – e lascia sul sedile che di solito occupa la ragazza una fotografia che le ha scattato di nascosto. Il destino lo porterà dentro un negozio di musica, con la luce della notte che filtra dalla serranda semiaperta, insieme a lei: Sara. E gli ricorderà che a volte basta poco – uno sorriso rubato, una bella canzone, un bacio a fior di labbra – per aggiustare un cuore e ricominciare.  

Venerdì 14 febbraio 2020, ore 18.00, al Mondadori Bookstore di Siderno (centro commerciale La Gru), Riccardo Bertoldi presenta il suo nuovo romanzo "Abbiamo un bacio in sospeso (io e te)", edito da Rizzoli. Dialoga con l'Autore Maria Teresa D'Agostino, letture a cura di Rossella Scherl.

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Siderno. Progettazione sociale: «le periferie Sidernesi ottengono l’ennesimo riconoscimento»

La proposta progettuale “Le vie dell’arte e dell’integrazione” si agiudica una borsa di progettazione da  5.000 euro messa in palio dalla citta’ metropolitana di reggio calabria.

Si chiama “ Le vie dell’arte e dell’integrazione” ed è in ordine cronologico l’ultimo progetto sociale destinato alle periferie sidernesi, firmato Francesco Gentile. La proposta progettuale era stata inviata già a Gennaio 2019 al settore 5 della città Metropolitana di Reggio Calabria, in risposta al bando “Metropolitanidea, la nostra idea in comune” lanciato  il 4 ottobre 2018 dalla Commissione speciale Politiche Giovanili della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Settore 5, Istruzione e Formazione Professionale dello stesso Ente. Grazie a questo ennesimo importante risultato le attività che da mesi vengono svolte nelle frazioni collinari di Siderno verranno rafforzate ed altre saranno create, permettendo così alla comunità di continuare il percorso di crescita e di confronto intrapreso da ormai un anno e mezzo . Inizialmente il bando in questione, scadeva il 25 Gennaio 2019 e  doveva essere solo un concorso di idee, intorno alle quali iniziare a costruire le politiche giovanili e sociali metropolitane del futuro. Successivamente e per poter permettere a più persone possibili di presentare le proposte progettuali, la scadenza del bando è stata più volte posticipata. In questo arco temporale, il tavolo di concertazione formato dal settore 5 e dalla commissione politiche giovanili in data 28 Marzo 2029 con protocollo n° 36814 indicava come termine ultimo per la presentazione delle proposte progettuali, la data del  6 Maggio 2019, istituendo al contempo 5 premi di progettualità di 5000 euro ciascuno da destinare ai progetti che si fossero classificati tra i primi 5  nella graduatoria finale . Tuttavia senza attendere l’esito della verifica finale, sperando di vincere, magari rimanendo alla fine con un pugno di mosche in mano, le attività progettuali per il recupero urbano e sociale delle periferie sidernesi, per tutto il 2019 hanno marciato e continuano a marciare ancora oggi a pieno regime, alcune iniziative, (che in futuro potrebbero essere riproposte grazie a quest’ultimo premio portato a casa) come ad esempio i laboratori artistici e teatrali, che hanno visto impegnati  gli anziani ed i bambini della comunità  e si sono già concluse, ma tenendo conto che adesso ci sono tutti i mezzi logistici e materiali già nelle disponibilità della comunità potrebbero ripartire celermente. Il recupero delle aree verdi della piazza dell’emigrante, che oggi, dopo essere stata ingiustificatamente abbandonata sino al 2015, quando un gruppo di cittadini volenterosi ha costituito l’associazione culturale piazza dell’Emigrante, provvedendo sempre a proprie spese alla manutenzione ordinaria ed alla pulizia del bene,  attende solo qualche ritocco.  Altre aree verdi, come quelle dei locali della parrocchia di Donisi e di Ferraro saranno sistemate nelle prossime settimane grazie agli alberi da frutto acquistati nell’ambito dei laboratori di bioagricoltura, facenti parte del progetto sociale “camminiamo insieme verso il futuro”, dove  grazie al bando “aviva community fund 2019” l’associazione culturale “Comitato piazza dell’Emigrante” si è aggiudicata 10.000 euro, altri 2000 euro sarebbero in arrivo dalla fondazione cattolica assicurazioni grazie ad un’altra proposta progettuale denominata “Coltiviamo talenti” presentata sempre nel 2019 nell’ambito del bando “intraprendere nel sociale”. Parte di questi premi già è stata spesa per creare i lavoratori e sistemare le aree verdi, una seconda tranche è stata utilizzata dal comitato per acquistare dei beni che andranno a migliorare i locali della parrocchia di c/da Donisi, dove verrà creata anche una biblioteca di comunità, grazie alla quale, tramite l’impegno dei gruppi parrocchiali verrà recuperato tutto il patrimonio librario della Parrocchia, mentre altri testi  sono stati o verranno donati dai privati . Sempre per quanto riguarda la progettazione sociale tra il 2018 ed il 2019 grazie ai bandi “tuttixtutti2018” e “non passare oltre senza fermarti” (destinati alle parrocchie ed alle Caritas diocesane) nelle popolose frazioni sidernesi sono arrivati altri 1.500 euro, che serviranno per migliorare i servizi già forniti dai gruppi parrocchiali e per sistemare alcune piccole criticità che da anni affliggono i locali della parrocchia, sicuramente saranno rivitalizzate le aree esterne, che oggi purtroppo versano in condizioni disastrose. “ Su una tematica di cardinale importanza, ma che colpevolmente alle nostre latitudini non viene affatto considerata, come quella delle politiche sociali, in 18 mesi  d’impegno corale sono già arrivati 11.500 euro ed altri 7.000 euro stanno per arrivare, se la mia matematica non m’inganna, in totale sono 18.500 euro ed a mia memoria, una tale somma da investire sulle categorie svantaggiate e sulle aree abbandonate, dalle nostre parti, prima non si era mai vista.”  Esordisce Gentile “Spesso il vero problema  della nostra terra e che già noi come singoli e come popolo partiamo rassegnati e questa forma mentis quando  non ci fa partire sconfitti in partenza non ci fa partire proprio. In questi 18 mesi oltre che scrivere i progetti per e con i residenti delle periferie sidernesi, magari andando contro il mio stesse interesse personale, ma con la speranza che nel territorio venissero avviate attività similari alla nostra, per iniziare così a creare quell’infrastrutturazione sociale che manca,  ho sempre invogliato anche altre persone ed alcune  “istituzioni giovanili  sidernesi” a fare la stessa cosa, il risultato è che nessuno  oltre noi delle periferie ha fatto niente.” Continua Gentile “Molte volte partecipare e più importante che vincere, perché bando dopo bando ed errore dopo errore, ci si migliora e com’è stato ampiamente  dimostrato negli ultimi mesi, prima o poi i risultati arrivano, poi quando arrivano tutti in una volta significa che si sta percorrendo la strada giusta. Il problema è quando non si parte per paura di perdere, non c’è progettazione sociale che tenga, non solo  perché già  si è perso in partenza, ma soprattutto perché a priori ci si priva della possibilità di andare a confrontarsi con le altre realtà sociali comunitarie, nazionali, regionali e locali più esperte di noi in materia.  Io personalmente ,non contando il contesto di Donisi dove sono nato e cresciuto, “quindi non fa media”  grazie a questi confronti ho avuto modo di rincontrare tantissimi amici di vecchia data e di conoscerne dei nuovi. In particolare sull’ultimo bando portato a casa ho avuto il piacere di confrontarmi, e di conoscere  il Dott. Domenico Chianese di Locri, componente della commissione politiche giovanili della città Metropolitana , il Dott. Francesco Macheda dirigente del Settore 5 della città metropolitana e di rincontrare l’avv. Antonino Castorina  oggi consigliere delegato alle politiche giovanili della città metropolitana, con il quale il passato abbiamo combattuto delle battaglie comuni sempre inerenti al mondo giovanile” conclude Gentile. Per quanto riguarda il progetto“ Le vie dell’arte e dell’integrazione”  adesso ci sono da attendere i tempi tecnici ed il disbrigo delle pratiche burocratiche, giusto il tempo di concludere l’amplia progettazione sociale il corso per potersi concentrare solo ed esclusivamente alla  proposta, che la Città Metropolitana ha premiato lo scorso 23 gennaio con una borsa di progettazione da 5.000 eurosempre da investire per la crescita delle aree periferiche di Siderno.   

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