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La riflessione. Sciopero del 13 ottobre: «All’inizio era il croccantino»

di Francesca Frascà - “Le leggi ingiuste esistono: dobbiamo essere contenti di obbedirvi, o tentare di emendarle, obbedendovi fino a quando non saremo riusciti nel nostro intento, oppure ancora dobbiamo trasgredirle da subito?” È nella Disobbedienza Civile di H. D. Thoreau, filosofo americano che si rifiutò di pagare una tassa che considerava ingiusta e per questo fu messo in prigione; rilasciato, scrisse un libello di protesta in favore della disobbedienza.

Disobbedienza, una parola demonizzata nel nostro sedicente Stato laico. Quando da piccoli facciamo un capriccio, o diciamo una bugia, o rompiamo il soprammobile di cristallo della nonna, è inevitabile aspettarsi un rimprovero, se ci va male una sculacciata, ma quello che non manca mai è l’imperativo: “obbedisci!”; in verità, un consiglio travestito da ordine. In effetti, il sacro verbo “obbedire” deriva dal ben più profano latino ob-audire, cioè “ascoltare chi si ha davanti”. Se crediamo all’etimologia, disobbedire non è un peccato mortale punibile con l’inferno, ma è il diritto di esercitare la propria intelligenza per scegliere quali consigli ascoltare e quali no.

Quando la Ministra Fedeli cominciò, bontà sua, a parlare di alternanza scuola-lavoro, tutti ascoltarono con attenzione: in linea di principio, arrivare nel mondo del lavoro forti di un’esperienza fatta da giovanissimi non è sbagliato, anzi è addirittura una buona idea. Quando l’alternanza è iniziata, gli studenti, loro malgrado, vi hanno perso parte e la Ministra, che ha l’animo buono, ha voluto contraccambiare la loro obbedienza con un credito formativo, un po’ come fanno gli addestratori con i cani quando gli lanciano un croccantino. Ora, è del tutto istintivo volere un croccantino; se poi questo croccantino è l’unico modo per avere accesso all’esame di maturità, bisogna sedersi e dare la zampa, non c’è discussione.

Quando, a ottobre 2016, la Fedeli ha reso noto l’accordo con McDonald’s, che ha assicurato 10.000 percorsi di alternanza ad altrettanti studenti, si aspettava grandi scodinzolate, e invece alcuni hanno storto il naso: già non si capisce che c’entra un colosso americano della ristorazione con la scuola italiana; ma poi, quali studenti dovrebbero fare alternanza in una catena di fast-food ad alto contenuto di grassi saturi? McDonald’s non ha niente da insegnare neppure alla scuola alberghiera! Quando, a marzo 2017, scoppia il caso degli studenti sfruttati, che hanno fato dichiarazioni shock a un giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, molti hanno aggrottato le sopracciglia, prendendosela con la solita Italia che funziona poco; e quel poco, quanto funziona male!

Adesso, ottobre 2017, spopola la foto della studentessa che pulisce il water di un ristorante durante le ore di alternanza; ed è polemica. È una polemica che coinvolge l’intera scuola, costretta a lavorare gratis sotto il ricatto di non ottenere i crediti sufficienti per accedere alla maturità; è una polemica contro il governo e contro il MIUR, che non hanno costruito con gli studenti il dialogo giusto; soprattutto, è una polemica contro la Ministra Fedeli, che non ha i titoli per fare la ministra dell’istruzione, meglio sarebbe se tornasse a fare la sindacalista, anche se, visto come va l’alternanza, ha dimostrato di non saper fare manco quello. Magari la sua vocazione era quella di addestratore ...

Lo scorso 13 ottobre, settanta città, in testa Roma e Milano, sono state teatro dello sciopero, l’ennesimo cui l’Italia assiste, commentando dall’alto del balcone che, ahi ahi! che disobbedienti questi scioperanti ...! Settanta città tra cui, mi è dispiaciuto constatare, non figurava Reggio Calabria né la sua provincia. Qual è il motivo di questa grande assenza? Forse i nostri studenti sono soddisfatti dell’alternanza e rimane inteso che li sta aiutando a capire cosa faranno della loro vita? Eppure sembra che il messaggio subliminale dell’alternanza sia un lavoro sottopagato, non qualificato e imposto. D’altra parte, la Ministra gioca nella squadra del Premier, e tutti ricordiamo che si è fatto un gran parlare dell’articolo 18 ...

In questo clima di obbedienza senza frontiere, mi sento di ricordare che, prima di approdare al dovere del lavoro, si esercita il diritto allo studio: questo dovrebbe essere ben chiaro nella patria delle università. Lo studio, a sua volta, è fatto di istruzione e educazione. Lavorare gratis, come ha imposto la Ministra Fedeli, non è né istruttivo né educativo: è un mezzo subdolo per abituare all’asservimento e insegna che bastone e giustizia sono la stessa cosa e arrivano dall’alto senza motivo apparente.

Ebbene, i ragazzi obbediscano! È il consiglio più saggio che posso dare. Obbediscano, però, tenendo sempre bene a mente che l’obbedienza nasce dall’ascolto critico e intelligente di tutte le voci in campo, inclusa la loro. Abbiano consapevolezza del fatto che il governo è una rappresentanza che può essere messa in discussione e cambiata, se non li rappresenta come dovrebbe. Le nuove generazioni avranno tempo di diventare lavoratori – professionisti, stipendiati, precari: a ognuno il suo futuro –, ma adesso si prendano la sacrosanta libertà di scelta e usino la testa, purché la mantengano alta: solo in quel caso la loro obbedienza avrà un valore.

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Scuola, al Miur ricevuta delegazione delle studentesse e degli studenti manifestanti

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Fedeli: "Aperti a dialogo, ma condanniamo atti vandalismo". Alcuni rappresentanti del Gabinetto del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca hanno incontrato oggi una delegazione delle studentesse e degli studenti che hanno manifestato nella mattinata a Roma in occasione della mobilitazione indetta in diverse città d'Italia. Al centro dell'incontro i temi del diritto allo studio, dell'edilizia scolastica e dell'alternanza scuola-lavoro. "Abbiamo ricevuto la delegazione delle studentesse e degli studenti perché come Ministero crediamo fermamente nel dialogo e nel confronto - sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Allo stesso tempo condanniamo gli atti di vandalismo avvenuti in alcune città. L'educazione al rispetto è parte integrante della formazione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Sono inaccettabili comportamenti, che riguardano comunque una netta minoranza dei manifestanti, come quelli che abbiamo visto oggi in alcune immagini".

Alla delegazione delle studentesse e degli studenti è stata confermata la volontà del Ministero di aprire un tavolo di confronto per l'attuazione della delega sul diritto allo studio, tra i decreti attuativi della Legge 107/2015 approvati lo scorso aprile. Quanto all'edilizia scolastica, il Ministero ha ribadito che porterà avanti i piani di finanziamento, oltre 9 i miliardi totali a disposizione, e gli interventi previsti.

Sul fronte dell'alternanza scuola-lavoro, il Miur ha confermato quanto già annunciato dalla Ministra Valeria Fedeli: a breve saranno operative la Carta dei Diritti delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola-lavoro e la  nuova piattaforma digitale di gestione dell'alternanza che consentirà anche a ragazze e ragazzi di inviare segnalazioni di eventuali problemi. Sarà poi aperto un momento di confronto nazionale, il 16 dicembre, con gli Stati Generali dell'alternanza in cui saranno chiamati a partecipare anche i rappresentanti delle studentesse e degli studenti. 

L'incontro si è concluso concordando che il monitoraggio sull'alternanza sarà continuo ed il tavolo di confronto con le associazioni studentesche sempre aperto. Questo per seguire le evoluzioni a seguito dell'introduzione dei nuovi strumenti di tutela delle ragazze e dei ragazzi.

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Alternanza scuola-lavoro, Fedeli: “Innovazione importante, lavoriamo per elevarne qualità. Il 16 dicembre gli Stati Generali”

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“L’alternanza scuola-lavoro è un’innovazione didattica importante. È uno strumento che offre alle studentesse e agli studenti la possibilità di acquisire competenze trasversali e consente loro di orientarsi con più consapevolezza verso il loro futuro di studi e lavorativo. L’alternanza è uno strumento in cui crediamo profondamente. Anche per questo, come Ministero, lavoriamo per elevare ulteriormente la qualità dei percorsi offerti, mettendo al centro, come ho ribadito il 10 ottobre in audizione in Parlamento, le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Su questo punto garantiamo il massimo impegno e anche la massima fermezza di intervento in caso di situazioni in cui il patto formativo che sta alla base dell’alternanza sia violato, impedendo a studentesse e studenti di fare un percorso significativo, innovativo e di qualità. Stiamo mettendo in campo strumenti concreti che vanno in questa direzione e che ci consentiranno un costante monitoraggio e controllo perché la qualità formativa è decisiva”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

 “I dati relativi ai primi due anni di attuazione sono importanti e testimoniano lo sviluppo dell’alternanza e l’impegno delle scuole. Nell’anno scolastico 2016/2017, secondo le prime rilevazioni del Ministero che confluiranno in un ampio report a fine ottobre, il 95% degli istituti ha fatto alternanza. Le studentesse e gli studenti partecipanti sono stati oltre 873.000 fra scuole statali e paritarie, l’89% della platea attesa per le classi terze e quarte, quelle già coinvolte dall’obbligo lo scorso anno. Sono oltre 900.000 se si considerano anche le classi quinte. Le strutture ospitanti sono state più di 200.000, 131.000 di queste sono imprese. Il coinvolgimento è alto. Anche nei Licei, dove il 91% delle ragazze e dei ragazzi iscritti nelle classi terze e quarte ha svolto un percorso di alternanza. I finanziamenti messi a disposizione sono anch’essi significativi: 100 milioni all’anno previsti dalla legge 107, altri 140 milioni stanziati nell’ambito del PON scuola. Ci impegneremo per incrementarli ancora”.

“Ora - prosegue la Ministra - dobbiamo fare uno sforzo aggiuntivo per qualificare ulteriormente i percorsi e la gestione delle procedure da parte delle scuole, rispondendo alla richiesta delle nostre studentesse e dei nostri studenti di poter far emergere eventuali problemi riscontrati durante la loro esperienza. Ci sarà un ampio confronto su questo, lo faremo il 16 dicembre: organizzeremo come Ministero gli Stati Generali dell’alternanza con tutti gli attori in campo, a partire dai rappresentanti delle ragazze e dei ragazzi. Prima di allora lanceremo due strumenti importantissimi: la piattaforma di gestione dell’alternanza e la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza che sono strettamente connesse fra loro. La piattaforma sarà strumento di attuazione della Carta, che è molto attesa ed è uno strumento centrale di informazione e di garanzia per chi partecipa all’alternanza”.

La piattaforma “sarà pronta nei prossimi giorni, comunque entro la fine di ottobre, e sarà messa a disposizione di tutte le scuole, delle strutture ospitanti, di studentesse, studenti e famiglie per facilitare la progettazione, la gestione e il controllo dell’alternanza. La piattaforma consentirà alle scuole di reperire con più facilità una struttura ospitante, attraverso un sistema di geolocalizzazione e di prenotare on line i percorsi. Gli adempimenti burocratici connessi all’alternanza si potranno gestire digitalmente, consentendo un passo in avanti significativo. Su queste innovazioni prevediamo uno specifico accompagnamento per le scuole”.  

“La piattaforma - prosegue la Ministra - avrà una specifica sezione dedicata a studentesse e studenti che, oltre a strumenti importanti come il corso sulla sicurezza gratuito realizzato insieme ad Inail, avrà un bottone rosso, come ho più volte annunciato, per le segnalazioni di eventuali problematicità significative riscontrate durante l’alternanza. Credo sia importante e serio fare in modo che situazioni anomale possano essere rilevate in tempo reale dagli Uffici scolastici e dal Ministero, per poter intervenire tempestivamente. Ieri abbiamo mostrato al Forum degli studenti il funzionamento e gli strumenti previsti. Vogliamo fare questo percorso insieme e i loro suggerimenti saranno per noi essenziali”.

La piattaforma “consentirà anche al Ministero di avere una panoramica qualitativa importante e un costante monitoraggio. È prossima, poi, come dicevo poco fa, la pubblicazione della ‘Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro’, prevista dal comma 37 della legge 107: dopo l’acquisizione dei concerti e pareri previsti dalla legge, il testo è in fase di esame da parte del competente Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la definitiva autorizzazione prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Con la Carta mettiamo al centro la necessità di informare al meglio studentesse e studenti e genitori, in un'ottica di dialogo e condivisione che deve sempre accompagnare il rapporto scuola-famiglia. Prevediamo che le ragazze e i ragazzi impegnati in alternanza siano accolti in ambienti di apprendimento favorevoli alla loro crescita e ad una formazione qualificata, coerente con il percorso di studi. Diamo attenzione alle studentesse e agli studenti con disabilità. Abbiamo anche firmato un protocollo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro per mettere a disposizione delle scuole i tutor ANPAL, esperti di mercato del lavoro che possano supportare referenti, tutor e dirigenti scolastici nell’entrare in contatto con le strutture ospitanti del territorio. È evidente -  conclude la Ministra - che quello che stiamo facendo tutti insieme, il Ministero, le scuole, le strutture ospitanti, non è un percorso semplice. Ma è un percorso che, abbiamo visto, va nella giusta direzione e che dobbiamo proseguire con sempre maggiore determinazione. Nella consapevolezza che anche questa è scuola. Una scuola aperta, capace di innovarsi e di offrire uno sguardo sul futuro alle nuove generazioni”.

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