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No al bullismo all'Istituto Comprensivo di Locri

  •   Redazione
No al bullismo all'Istituto Comprensivo di Locri

In occasione della 1^ giornata Nazionale contro il bullismo ed il cyberbullismo a scuola, campagna Nazionale promossa dal MIUR chiamata “Il Nodo Blu contro il Bullismo”, e della Giornata Mondiale per la Sicurezza in Rete,SAFER INTERNET DAY (SID),  organizzata da INSAFE e INHOPE con il supporto della Commissione Europea, l’Istituto Comprensivo De Amicis Maresca di Locri ha organizzato, martedì 7 febbraio 2017 , presso l’aula magna della Scuola Secondaria I grado “Maresca”, il Workshop “Siate il cambiamento: uniamoci per un internet migliore”, (anche slogan della campagna mondiale 2017 del Safer Internet Day) rivolto in mattinata agli alunni di tutte le classi e pomeriggio ai docenti e genitori. Ha coordinato i lavori la Dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo D.ssa Agata Alafaci che si è soffermata ad illustrare le iniziative a livello nazionale e nell’ istituto scolastico in relazione alle varie esperienze educative del progetto Cittadinanza e Costituzione.

L’evento ha visto impegnate più professionalità in un contesto multidisciplinare, per promuovere un uso sano e consapevole di internet e delle nuove tecnologie nonchè per la prevenzione contro il bullismo ed il cyberbullismo. Sono intervenuti al dibattito: Ornella Attisano, avvocato esperta nel diritto di famiglia e minorile e responsabile del Comitato Unicef di Locri, che ha ascoltato gli studenti, risposto alle loro domande e si è rivolta agli adulti esercenti la responsabilità genitoriale con interventi formativi qualificati, sottolineando anche l’azione di Unicef a favore dei bambini e degli adolescenti; Francesca Baroffio, pedagogista clinico ANPEC, il cui intervento ha posto l'attenzione sull'importanza di un'azione precoce, sin dai primi anni di vita, al fine di poter prevenire disagio e devianza. Lavorare, avendo come strumenti imprescindibili ascolto ed esempio, per creare identità forti e concezione di cittadinanza attiva. Attingere dalle esperienze positive per contrastare il deserto di valori su cui trova terreno agevole ogni forma di prevaricazione; Antonio Luciano Battaglia, ispettore capo, e Fausto Vincenzo Cirelli, vice sovrintendente, della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni Compartimento di Reggio Calabria, impegnati quotidianamente nella formazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete.

L’intento è stato quello di informare e formare sui rischi legati all’uso poco consono della rete, che è sì luogo di tante opportunità formative, ma diventa anche un rischio continuo di truffe, raggiri, bullismo.

L’ispettore capo Battaglia ha ribadito ripetutamente che “Tutto ciò che inviamo sul web, Foto, video, conversazioni, è come scolpito nella roccia”. Questo significa che non è possibile cancellarlo ed è rintracciabile da chiunque. Le foto inviate possono perdersi nella Rete, con l'impossibilità di recuperarle e cancellarle, ma chi le rintraccia può, invece, copiarle e condividerle con chiunque, senza che il proprietario della foto sappia, fino a quando non sarà vittima delcyberbullismo. Per questo diventa indispensabile insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web senza correre rischi del cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri. Il dott. Battaglia si è soffermato anche su un fenomeno nuovo, ma ormai diffuso tra gli adolescenti, il sexting, che consiste nel fotografarsi nudi o in atteggiamenti provocanti e inviare le immagini ad altri, il tutto fatto di nascosto dai genitori.

La cosa più importante da fare, secondo il vice sovrintendente Cirelli, è quella dieducarei propri figli all'uso delle regole dellaprivacye a rispettarle e ha raccomandato i genitori ad esercitare unmaggior controllosu come vengono utilizzati ilcomputer e il telefonino dai proprifigli.

Durante l’incontro sia con gli alunni, che con i genitori e i docenti, sono stati proiettati due video prodotti dal Servizio Centrale della Polizia Postale e delle Comunicazioni con i quali sono stati proposti i più comuni rischi della rete. In particolare, tutti i ragazzi sono stati colpiti dallo Spot della polizia postale contro la pedofilia on-line con la partecipazione di Giancarlo Giannini: “ … La pedopornografia è un crimine contro l’infanzia. … Siate per lui occhi che guardano. Perché il silenzio di un bambino potrebbe essere una voce del pedofilo”.

Interessanti sono stati entrambi i video in quanto sottolineano alcuni degli aspetti negativi del cyberbullismo, fenomeno molto pericoloso perché i ragazzi possono nascondere la loro identità, il loro volto, il loro nome, dietro lo schermo di un pc e arrecare un forte danno alle vittime. Questo, ovviamente, non significa che i social network o le chat comuni sono strumenti condannabili, ma che è importantissimo saperli utilizzare correttamente nel rispetto del buon senso, ma anche della normativa vigente, spesso ignorata da molti. I ragazzi che si nascondono dietro i loro profili per far male ad altri ragazzi, sono spesso i veri deboli, vittime in primis della propria ignoranza e della propria incapacità di farsi valere in un modo sano, lasciati al loro destino da famiglie assenti o poco interessate che non li educano ad un approccio a internet positivo. Capita anche che i genitori non sappiano come i loro figli passano il tempo, cosa cercano o fanno online. Oggi tutti gli studenti hanno un profilo Facebook o WhatsApp, ma alcuni non utilizzano in maniera sana e semplice questi strumenti, che, al contrario, vengono usati per imporre il proprio io, per attirare l'attenzione, per sentirsi forti a discapito di coloro che vengono individuati come più deboli o diversi.

L’interesse è stato vivo da parte degli studenti, che hanno potuto avere risposte alle loro molteplici domande, e per le riflessioni espresse da docenti e genitori.

Durante il dibattito, è stata più volte ribadita la piena disponibilità degli ospiti intervenuti per la formazione di docenti e genitori verso questa problematica sociale e l’intenzione di istituire uno sportello di ascolto nella scuola.