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Grande Ospedale Metropolitano: la UIL FPL denuncia il Presidente Oliverio

Riceviamo e pubblichiamo:

SEGRETERIA TERRITORIALE   UIL  FPL - RC -          

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Prot. n. 01  UIL  FPL

Lì, 02.01.2019     

-Dott. Nicola Gratteri

Procuratore della Repubblica di Catanzaro

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-Dott. Giovanni Bombardieri

Procuratore della Repubblica Reggio Calabria

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.                                                                   -  Dott. Rossella Scerbo

Procuratore Corte dei Conti Calabria

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-Dott. Michele di Bari

Prefetto di Reggio Calabria

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-On. Mario G. Oliverio

Presidente Giunta Regionale Calabria

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-Commissario ad Acta

Piano di Rientro Regione Calabria

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-Dirigente Generale

Dipartimento Tutela della Salute Regione Calabria

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-Ispettorato Funzione Pubblica

c/o Presidenza Consiglio dei Ministri

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Oggetto: Dimissioni Direttore Generale G.O.M. Bianchi-Melacrino-Morelli Reggio Calabria. Persistenti e diffuse illegalità nella gestione dell’Azienda.

Questa O.S., in relazione a quanto emarginato in oggetto, rappresenta alle SS.LL.II. quanto segue:

in data 17.10.2018, il Direttore Generale del G.O.M. Bianchi-Melacrino-Morelli Reggio Calabria, dott. Francesco A. Benedetto, rassegnava le dimissioni dall’incarico, comunicando al sig. Presidente della Giunta Regionale Calabria che, trascorsi 60 giorni a partire da quella data, avrebbe abbandonato l’incarico.

In una regione normalmente e correttamente gestita, e purtroppo non è il caso della Calabria, il Presidente della Giunta Regionale dr. Mario Oliverio, avrebbe dovuto, in tale lasso di tempo, garantire una legittima e necessaria sostituzione, nominando un nuovo Direttore Generale o ricorrendo alla figura di un Commissario Straordinario ricompresi nell’apposito elenco nazionale degli aventi diritto, ma tutto ciò non è avvenuto, determinando, per quanto successivamente si dirà, l’assunzione di condotte amministrative e la deliberazione di atti palesemente illegittimi, che si ritiene debbano essere attentamente valutati dai destinatari della presente, anche perché, oltre ad essere discutibili dal punto di vista amministrativo e contabile, lo sono, soprattutto, dal punto di vista penale, per le conseguenze che potranno derivare per il G.O.M.

In data 20.12.2018, con delibera n. 778, il Dott. Francesco Araniti, decaduto dall’incarico di Direttore Amministrativo, in seguito alle dimissioni del Direttore Generale, si “autonominava” Direttore Generale f.f. del G.O.M. Bianchi-Melacrino-Morelli Reggio Calabria, non si comprende in base a quale normativa o su autorizzazione formale di chi.

Nella delibera in questione, per giustificare l’illegittima autonomina, viene citato il disposto dell’art. 3 comma 6 del D. Lgs. 502/1992, il quale al proposito così recita: “In caso di vacanza dell'ufficio o nei casi di assenza o di impedimento del direttore generale, le relative funzioni sono svolte dal direttore amministrativo o dal direttore sanitario su delega del direttore generale o, in mancanza di delega, dal direttore piu' anziano per eta'. Ove l'assenza o l'impedimento si protragga oltre sei mesi si procede alla sostituzione”.

E’ indubbio, che, non v’è chi non possa non rilevare che tale articolo riguardi sostituzioni di Direttore Generale in carica e nel pieno possesso delle sue funzioni e non nel caso di dimissioni dello stesso, in quanto la legge Regione Calabria n. 11/2004, all’art. 15, comma 5, prevede: “Gli incarichi di direttore sanitario e di direttore amministrativo hanno natura esclusivamente fiduciaria e possono essere revocati anche prima della scadenza contrattuale; gli incarichi hanno comunque termine ed i relativi rapporti di lavoro sono risolti di diritto, nell’ipotesi di cessazione, per revoca, decadenza, dimissioni o qualsiasi altra causa, del direttore generale. Nessun compenso o indennizzo è corrisposto al direttore sanitario ed al direttore amministrativo in tali ipotesi”.

Alla luce del disposto dell’art. 15, comma 5, L. 11/2004, il Dott. Francesco Araniti, nella qualità di Direttore Amministrativo del G.O.M. Bianchi-Melacrino-Morelli Reggio Calabria, era decaduto dall’incarico in data 17.12.2018, momento in cui cessava le sue funzioni, per operatività delle dimissioni, il Direttore Generale e quindi, non avrebbe potuto assumere l’incarico autoassegnatosi, in data 20.12.2018 con delibera n. 778, non avendone alcun titolo e non essendo previsto da alcuna norma di legge. E’ bene ricordare che il dr. Francesco Araniti non rientra nell’elenco nazionale dei dirigenti in possesso dei requisiti utili a poter ricoprire l’incarico di Direttore Generale o Commissario Straordinario.

Ora, che il Dott. Francesco Araniti si autonomini Direttore Generale f.f. in palese violazione di leggi e regolamenti è fatto particolarmente grave, sia dal punto di vista amministrativo che penale, ma è senza dubbio più grave, che chi dovrebbe vigilare su tali illegittime condotte, e ci riferiamo al Collegio Sindacale del G.O.M. di Reggio Calabria, al Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, alla Struttura Commissariale, rimangano silenti ed omissivi, di fronte a tali fatti, palesemente illegittimi.

L’abusivo ed illegittimo Direttore Generale f.f. del G.O.M. di Reggio Calabria, sino alla data odierna, ha assunto, coadiuvato da Direttore Sanitario e Direttore Amministrativo altrettanto abusivi, diverse delibere, che appaiono anch’esse assolutamente illegittime e tali attività sono state svolte, abusando in maniera  spregiudicata della funzione usurpata, e, ove tali atti venissero impugnati giudizialmente, oltre al danno di immagine, vi sarebbe, un altrettanto e non meno grave, danno economico per il G.O.M.

In relazione ai fatti esposti nella presente, questa O.S., segnalando l’assoluta illiceità dei comportamenti in capo al Presidente della Giunta regionale e dell’abusivo Direttore Generale f.f. del G.O.M. di Reggio Calabria e dei D.A. e D.S., confida nella sensibilità istituzionale delle SS.LL.II, affinchè intervengano, ognuno con i poteri di propria competenza, per restituire al G.O.M. una legittima e corretta amministrazione e porre fine ad una diffusa e persistente illegalità, di cui, nessuno, avvertiva la necessità.

Distinti saluti.

  Il Segretario Territoriale   

   *Nicola Simone  

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Sanità. Nota stampa della segreteria territoriale UIL FPL - RC

SEGRETERIA TERRITORIALE   UIL  FPL - RC -          

 

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Prot. n.  658  UIL  FPL

 

Lì, 12.12.2018    

 

-Al Dirigente Generale p.t. Dr Bruno ZITO

Dipartimento Tutela Salute Regione Calabria

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-Al Commissario ad acta piano rientro debito sanitario generale Cotticelli

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-Al Collegio sindacale

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-All’Ufficio Gestione Risorse umane e formazione

 Settore Economico -  Responsabile procedimento d.ssa  Stella ZAMPAGLIONE 

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 -Al Presidente ANAC

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-Alle forze di polizia (Guardia Finanza, Carabinieri, Polizia) Reggio Cal.

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-Al Nucleo Polizia Economico-Finanziaria – Gruppo Tutela Finanza Pubblica

Sez. Tutela Spesa Pubblica – Drappello accertamenti danni erariali

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-A   S.E. il PREFETTO della Provincia di Reggio Cal.

E, per quanto di competenza:

-Alla Procura Regionale della Corte dei Conti Catanzaro

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-Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria     

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LORO SEDI

OGGETTO:  Asp Reggio Calabria - Cessazione incarichi – Invito – Accesso atti ex lege 241/90 e s.m.i

La d.ssa Elisabetta Tripodi e il dr  Pasquale Mesiti non possono più occupare le posizioni di vertice all’Asp di Reggio Calabria come direttori amministrativo e sanitario.

 In forza della legge L.R.19 marzo 2004, n. 11, art. 15, essi erano già decaduti al momento della revoca  dell’incarico di DG. del  Dr Brancati, avvenuta con DPGR n. DPGR n. 58/2017, che li aveva nominati.

 Tuttavia, sono rimasti “incollati” alle poltrone per illecita “decisione” del licenziato ing. Scura, autonominato(si) soggetto attuatore dell’Asp, ed hanno continuato a percepire, indebitamente, i compensi economici. 

In attesa della nomina del nuovo manager, commissario straordinario o direttore generale che sia, codesto Dipartimento dovrà individuare un “funzionario” regionale o della stessa Azienda sanitaria provinciale, con comprovata  esperienza e professionalità, per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione, disponendo l’annullamento in autotutela dei provvedimenti NULLI, per legge,  per difetto assoluto di potere in capo alla triade Scura, Tripodi, Mesiti,  

 Né la d.ssa Tripodi né il Dr Mesiti hanno i titoli e requisiti, sia  per le ragioni sopra dette, sia perché risultano indagati dalla Procura della Repubblica di Locri per il reati di abuso d’ufficio ed altro,  commessi nell’esercizio delle funzioni conferite dal revocato D.G. Brancati (vedi articoli di stampa). Inoltre, il Dr Mesiti, risulta  condannato con sentenza n 228/2016 della Corte dei Conti III^ di appello al risarcimento dei danni in favore dell’Azienda, e la d.ssa Tripodi è inconferibile, essendo stata candidata- non eletta- nel collegio uninominale Calabria 7 (Gioia Tauro) alla Camera dei deputati nelle ultime elezioni politiche.

 Pertanto, il sottoscritto Sindacato,  

INVITA

- Il Dirigente del dipartimento tutela della salute Regione Calabria ad intimare al Dr Mesiti e d.ssa Tripodi l’immediata cessazione delle funzioni abusivamente svolte e dare notizia alle Amministrazioni di appartenenza della ingiustificata assenza dal servizio degli stessi da Settembre a Dicembre 2018;    

- Il Commissario ad acta, generale Cotticelli,  disporre l’annullamento, in autotutela, di tutti gli atti e provvedimenti emanati dalla triade abusiva Scura/Tripodi/Mesiti in quanto totalmente NULLI per carenza assoluta di potere in capo alla triade Scura/Tripodi/Mesiti;

- La responsabile del settore economico dell’Asp, d.ssa Zampaglione, a riscontrare la richiesta di accesso agli atti, volta a far conoscere se e fino a quando sono stati corrisposti i compensi al dr Mesiti e alla d.ssa Tripodi, avvertendola che, in mancanza di risposta, il Sindacato sarà costretto ad interessare l’autorità giudiziaria competente;  

- Il Collegio sindacale ad esercitare il controllo sulla legittimità degli atti e retribuzioni corrisposte ai predetti  e inoltrare le dovute segnalazioni e denuncie alle autorità giudiziarie competenti;

- Il Nucleo di Polizia economico - finanziaria della Guardia di finanza, ad accertare eventuali danni erariali per l’esercizio delle funzioni di direttore amministrativo e sanitario svolti, senza titolo e diritto, dal Dr Mesiti e dalla D.ssa Tripodi;

 - Le forze di polizia (Guardia Finanza, Carabinieri, Polizia) Reggio Cal. affinché  dispongano  un presidio fisso di pubblica sicurezza presso la sede della Direzione generale dell’ASP in via Diana, n 7, per impedire l’accesso abusivo ai locali della direzione strategica e porre fine alla  presenza,dei sigg.ri: Elisabetta Tripodi, Pasquale Mesiti e Massimo Scura, ove ancora oggi si trattengono senza giustificazione;

- La Procura regionale della Corte dei Conti agli accertamenti di legge per danno erariale;

- La Procura della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria a disporre il sequestro di tutti i provvedimenti emanati dalla triade abusiva dell’Asp Scura/Mesiti/Tripodi in quanto afflitti da illegalità per carenza di potere in capo agli stessi, e perseguire eventuali responsabilità penali;

- Il Prefetto di Reggio Calabria all’immediato ripristino della legalità, trasparenza, legittimità edordine pubblico nella  gestione  dell’Asp di Reggio Calabria;

- L’ANAC per accertare ai sensi della delibera 883/2016 l’incompatibilità ed inconferibilità dei direttori amministrativo e sanitario.

La richiesta viene formulata ai sensi della legge n. 241/90 (sulla trasparenza amministrativa).

  Il Segretario Territoriale   

   *Nicola Simone 

*firma autografa sostituita da indicazione a mezzo stampa, ai sensi dell’art. 3, comma 2, della legge 39/1993

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Sanità. La Uil Fpl presenta esposto su irregolarità all'ASP di Reggio Calabria

 -Al Procuratore Capo della Repubblica Dr G. Bombardieri

presso il Tribunale di Reggio Cal.

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-Al Procuratore Regionale  Corte dei Conti Calabria                                                                     

-Al PREFETTO  della Provincia di Reggio Calabria    

 -Alla COMMISSIONE DI ACCESSO  all’Asp presso la Prefettura pec.interno.it.

Loro Sedi

                 

Oggetto: esposto su irregolarità ASP Reggio Calabria

         Ill.me Autorità in indirizzo 

 Il “Tavolo Adduce” di verifica del piano di rientro dal disavanzo nella sanità calabrese nella riunione del 15 u.s. ha bollato come ILLEGITTIMA l’auto nomina dell’ing. Scura come soggetto attuatore dell’Asp di Reggio Calabria, in quanto avrebbe creato una sovrapposizione tra controllata (ASP) e controllore, cioè lo stesso Scura. (si allega articolo Organo di stampa). 

A tale proposito, discende che il Soggetto Attuatore-Direttore Generale Scura Massimo,  il Direttore Amministrativo Tripodi Elisabetta ed il Direttore Sanitario Mesiti Pasquale, risultano privi di titolo e requisiti per poter ricoprire tali ruoli istituzionali, quindi, bisognerebbe, peraltro, che quest’ultimi restituissero le laute retribuzioni indebitamente percepite dal 3.09.2018, data  del  DCA n. 166 che ha sospeso dalle funzioni di direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria il dr. Giacomino Brancati,  ovvero  dal 21.09.2018  data  della deliberazione n. 392 con la quale  la Giunta regionale Calabria  ha revocato  l’incarico di direttore generale della predetta ASP conferito allo stesso Brancati con DPGR n. 58 del 23.05.2017 e dichiarato risolto il contratto di lavoro stipulato in data 25.05.2018.

Le norme di legge violate dalla triade non ammettono giustificazione alcuna a riguardo le funzioni da essi  abusivamente  esercitate.

L’ing. Scura non poteva non rendersi conto della illegalità della sua autonomina in quanto l’art. 4 della legge 29 novembre 2007, n. 222  al comma 2 prevede espressamente: “… La nomina a commissario ad acta è INCOMPATIBILE con l'affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale presso la regione soggetta a commissariamento….”.

Il Dr Mesiti e la D.ssa Tripodi, a loro volta, non  potevano ignorare la chiara  disposizione dell’art. 15 della legge regionale 19 marzo 2004, n. 11, peraltro richiamata nei rispettivi contratti di lavoro stipulati  con il revocato Direttore Generale Brancati: “Gli incarichi di direttore sanitario e di direttore amministrativo hanno natura esclusivamente fiduciaria e possono essere revocati anche prima della scadenza contrattuale; gli incarichi hanno comunque termine ed i relativi rapporti di lavoro sono risolti di diritto, nell’ipotesi di cessazione, per revoca, decadenza, dimissioni o qualsiasi altra causa, del direttore generale. Nessun compenso o indennizzo è corrisposto al direttore sanitario ed al direttore amministrativo in tali ipotesi.

Sopraggiunta ora l’accertata illegittimità dell’auto nomina dell’ing. Scura, le posizioni dei suddetti assumono una gravità ancor più inaudita non solo perché hanno tratto un ingiusto vantaggio patrimoniale rappresentato dalla indebita percezione delle retribuzioni, ma anche contribuito, con i rispettivi pareri, a far emanare all’auto nominato soggetto attuatore centinaia di provvedimenti INESISTENTI dal punto vista legale.  

Comprese le delibere emanate, a tamburo battente, la scorsa settimana concernenti decine di avvisi di mobilità per l’assunzione di personale, conferimenti di incarichi dirigenziali, comandi di personale di altre amministrazioni e persino il distacco/assegnazione (delibera n 964 del 3 ottobre 2018) di un consigliere di comune sciolto  da S.E. il Sig. Prefetto, le disposizioni di servizio (n.ri 81 e 83 dell’8.11.2018) che perpetuano illegalità oggetto di attenzione della stessa Procura della Repubblica. Il tutto in aperta violazione di legge.

Quali inconfessabili ragioni si celano dietro il tempismo deliberativo della triade abusiva?

 La campagna per le elezioni regionali ed europee è già partita! Forse qualcuno pensa di ripetere la “furbata” di mettersi nuovamente in ferie o congedo/aspettativa (retribuita !!?), come la volta precedente in occasione della propria candidatura alle elezioni politiche del 2017, riprendendo poi a svolgere le stesse funzioni, in barba alle beneamate norme di legge sulla incompatibilità/inconferibilità, senza che nessuno, compreso il responsabile dell’anticorruzione aziendale, abbia ritenuto di farle osservare?      

Il tempo è ormai scaduto. Prima che si commettano altri  misfatti  e danni  irreparabili che offendono soprattutto  l’immagine e la credibilità dell’Asp e dei cittadini calabresi, scrivente Sindacato chiede l’intervento, A VISTA, della Procura della Repubblica per  interdire che gli quanti, abusando del proprio ruolo rimangano ancora a ricoprire ruoli ed incarichi, perseguendo eventuali responsabilità penali; del Prefetto e  Commissione di accesso  per interdire amministrativamente  agli abusivi  di esercitare  importanti funzioni pubbliche, ripristinando l’ordine e la legalità, nonché  della Procura della Corte dei Conti  per perseguire eventuali  responsabilità per danni erariali.

Si attende un cortese cenno di risposta, convinti come siamo che “La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società  è il dubbio che vivere rettamente sia inutile.”(CORRADO ALVARO)

Si allegano: articolo di stampa; disposizioni di servizio n.ri 81 e 83 del’8.11.18; elenco delibere pubblicate  all’albo pretorio nella scorsa settimana.

Distinti saluti.

  Il Segretario Territoriale   

   *Nicola Simone 

*firma autografa sostituita da indicazione a mezzo stampa, ai sensi dell’art. 3, comma 2, della legge 39/1993

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