Menu
Corriere Locride
Reggio. "Progetto giustizia semplice": Venerdì 13 convegno a Palazzo Alvaro

Reggio. "Progetto giustiz…

“Progetto Giustizia Se...

Dai voce al nostro silenzio. A Bova Marina iniziativa contro la violenza di genere promossa dall''Ass. Thesis

Dai voce al nostro silenzio. A…

"Emozioni a colori" è ...

Il Parco Archeologico urbano di Brancaleone Vetus chiuso ai visitatori; l'appello della Pro-Loco!

Il Parco Archeologico urbano d…

Non si arresta la cont...

La democrazia a zumpa filici (Africo e dintorni)

La democrazia a zumpa filici (…

di Bruno Salvatore Luc...

Poste Italiane: a Reggio Calabria un’azienda a misura di bambino

Poste Italiane: a Reggio Calab…

Reggio Calabria, 6 dic...

Sant'Ilario dello Jonio.  Sabato 7 dicembre l'evento: "Tra racconto e riflessioni le migrazioni del passato e del presente", con Mimmo Gangemi, Ilario Ammendolia e la musica di Fabio Macagnino

Sant'Ilario dello Jonio. Saba…

Sabato 7 dicembre, all...

"Fondo per le Non Autosufficienze": pubblicato il Bando che coinvolge tutti i cittadini residenti a sud di Locri

"Fondo per le Non Autosuf…

Il presente avviso, pr...

Presentato a Lamezia Terme «Leopardi e L’Infinito» di Raffaele Gaetano

Presentato a Lamezia Terme «Le…

Presentato sabato scor...

Nota stampa della Fsi - Usae sull'adempimento dei LEA regionali in sanità

Nota stampa della Fsi - Usae s…

FSI - USAE FEDERAZIONE...

Prev Next

Nota di Alessandra Polimeno: 'Sulla sanità serve una nuova idea di governance'

Gli auguri che ci siamo scambiati durante le feste appena trascorse ci hanno fatto ricordare che, più che il benessere sociale ed economico, il bene primario che abbiamo augurato è stato quello di  rimanere in buona salute per poter raggiungere le altre condizioni di benessere.

Questo ci porta subito a considerare che in cima ai nostri pensieri, ma anche in quelli di coloro che hanno il dovere istituzionale di tutelare la salute dei cittadini, ci debba essere un modello di governo della sanitàadeguato.Pasquale Violi qualche giorno fa dalle pagine del "Quotidiano" ha ragionato sulle gravi carenze e disfunzioni dell’ Asp di Reggio Calabria, anche luogo emblematico dei controlli scarsamente calibrati che spettano alle autorità di controllo, quelle giudiziarie comprese .Ci sono passaggi obbligati ed autocritiche da fare a tutti i livelli, dopo l’ ennesima conferma che l’ istituzione sanitaria ha persistito per lunghi anni  in tante gravi irregolarità .

Comunque non debbono rassegnarsi al peggio la gestione di adesso e quelle prossime e, soprattutto, non dobbiamo smettere di invocare sistemi e schemi che permettano o promettano di migliorare il settore della sanità . Ecco che  torna  centrale, anche se non ha mai smesso di esserlo, in un momento in cui il nuovo Governo regionale dovrà mettervi mano, il nuovo Piano Sanitario Regionale, anzi Sociosanitario.

Si, perché speriamo di non dover più assistere alla redazione del PSR (piano sanitario regionale)  che non sia in linea con le norme nazionali e regionali che ormai  da tempo ci parlano di integrazione sociosanitaria.Bisogna superare quei  limiti strutturali che oggi esistono sia sul versante prettamente sanitario sia sul versante socio-assistenziale, in quanto nel corso degli anni non si è proceduto ad una reale e concreta integrazione tra i due aspetti, con una eccessiva frammentazione tra servizi sociali,  sanitari  e  assistenziali.

E’ importante allora stimolare un  dibattito  sull’attuale  situazione  del  SSR (servizio sanitario regionale)  indirizzandolo verso un sistema  capace  di  accettare  e  trovare  soluzioni adeguate e sostenibili  per le sfide future, partendo dal concepire  i  servizi  alla  persona  nella  sua  integrità  e nell’offerta personalizzata e differenziata  rispetto al formarsi dei diversi bisogni di salute.

Un sistema che sia fondato su una  visione  integrata  dell’insieme  delle  prestazioni  e  servizi con particolare attenzione alla programmazione e allo sviluppo del territorio. Il territorio infatti  rappresenta sempre di più la dimensione più idonea per soddisfare i bisogni di salute dei cittadini, l’ambito più idoneo per la realizzazione di risposte integrate, dove si sviluppa  la  prevenzione,  la  diagnostica  precoce,  le  cure  primarie  e  l’assistenza domiciliare , la gestione e la presa in carico della cronicità.Di conseguenza le ASP (aziende sanitarie provinciali) nel documento di programmazione e gestione dovranno procedere allo spostamento dell’attenzione, ancora oggi fortemente condizionante, dalla fase acuta (ospedale) alla prevenzione primaria e secondaria, alla promozione di stili di vita, ai rapporti tra salute , sicurezza, ambiente di vita e di lavoro (territorio). Sicuramente non meno importante sarà anche una nuova idea di “governance”. Governance  vuol dire coniugare comando, pensiero, contesti, strategia, azione.  Il problema vero è che sino ad ora non ci siamo riusciti. Probabilmente bisogna strutturare un sistema di relazioni tra istituzioni, cittadini, sanità e operatori. Abbiamo bisogno di una governance  nella quale tutte le autonomie in gioco (istituzionali, sociali, professionali, tecniche, gestionali ecc) siano garantite ma anche controbilanciate da precise responsabilità. .Oggi non si può dare più niente a nessuno senza delle contropartite. I nuovi condizionali si chiamano “risultati”. E i risultati effettivi attesi debbono essere quelli della salute, dei diritti, della qualità, dell’efficacia e della economicità, della moralità.

Sempre in tema di auguri, aggiungendovi quelli di buon lavoro, penso ai miei colleghi  ( ben sei ) consiglieri provinciali di Reggio Calabria che sono stati eletti in Consiglio Regionale . Non può non esserci un’ affinità di vedute tra di noi che conosciamo il territorio della nostra provincia su come si sia “manifestata” sin'ora la gestione della sanità . Non potranno non essere loro persone di adeguata sensibilità per trasmettere al Presidente Oliverio il nostro sgomento e le nostre aspettative.

Maria Alessandra Polimeno – Consigliere provinciale Reggio Calabria

Leggi tutto

Nota del movimento politico LocRinasce sullo stravolgimento sanitario nella Locride

La Sanità nella Locride ha subito uno stravolgimento a causa dell’ ultima organizzazione della Rete ospedaliera che prevede Ospedali con funzioni tipo Hub e Spoke, Ospedali generali, Ospedali di montagna, ecc., dislocati sul territorio regionale. Ma se le intenzioni dell’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), che ha redatto questo nuovo assetto organizzativo, erano di migliorare gli standard di qualità dei trattamenti e dell’utilizzo delle risorse (umane e strumentali), nella logica anche del Piano di rientro, resosi necessario per contenere i costi della Sanità, purtroppo, allo stato attuale, non si può dire che l’operazione sia riuscita. Il numero di posti letto assegnati finora all’Ospedale di Locri è inferiore a quello indicato dagli organismi preposti per il piano di rientro (assegnati ad oggi 1,57 posti per mille abitanti, contro i 2,5 previsti); i posti letto per le post-acuzie, secondo l'AGENAS, dovevano essere 1374 in Calabria e dovevano essere realizzati entro il 31/12/2012 (per l’ASP di Reggio Calabria ne erano previsti 320). Di tutto quello che era scritto sulla carta, ad oggi, per gravi responsabilità amministrative, solo una parte è stato realizzato, creando gravi disfunzioni nell’offerta sanitaria. Inoltre, il blocco del turnover del personale sanitario ha contribuito ad aumentare le criticità dell’ospedale di Locri che, non potendosi avvalere nemmeno delle risorse economiche previste per la ristrutturazione ospedaliera (ex art. 20) , non riesce a far fronte alle richieste di cure provenienti dal territorio. Anche la ricollocazione del personale che afferiva alle strutture sanitarie chiuse o riconvertite avrebbe potuto migliorare la situazione , ma le logiche clientelari hanno avuto il sopravvento. Il servizio di elisoccorso notturno a Locri, che avrebbe consentito di poter raggiungere gli Ospedali Hub in breve tempo anche nelle ore notturne, salvando così delle vite umane, non è ad oggi ancora attivo e sembrerebbe che questo sia dovuto alla mancanza di fondi per remunerare il servizio dei Vigili del Fuoco previsto dalle norme (la cifra necessaria si aggirerebbe intorno ai 30.000 euro l’anno!). Tante sono le criticità presenti nell’ Ospedale ed alcune vanno menzionate. Al Pronto soccorso si registrano da molto tempo scene da girone dantesco.  In quest’ambito, l’impiego combinato di personale più qualificato, capace di smistare oculatamente i pazienti secondo le procedure previste dal Triage, assieme all’ausilio di un migliore filtro, da effettuarsi a monte con i medici  di base, potrebbe dare una svolta significativa alla gravità della situazione. In questo settore, come in tutti i dipartimenti della Sanità, andrebbe monitorata la domanda,  spostando provvisoriamente in caso di necessità il personale o organizzando meglio i servizi senza che i pazienti debbano sostare per ore prima di poter essere dimessi o ricoverati. Un altro punto dolente è rappresentato dall’assistenza domiciliare che, nelle previsioni del SSN, dovrebbe consentire la presa in carico globale della persona e la definizione di un “Progetto di assistenza individuale” (PAI) sociosanitario integrato, ma questo non avviene, con la conseguente richiesta di ricoveri inappropriati. A proposito di ricoveri, Il 19% circa del totale viene effettuato fuori regione, come per tutte le ASP della Calabria; questo dato, che denota scarsa fiducia nella Sanità calabrese, aggrava fortemente la spesa complessiva per il comparto nella Regione. Una migliore risposta qualitativa e quantitativa della Sanità pubblica rispetto all’offerta che viene proposta dal settore privato, diventato sempre di più presente e non sempre per meriti dell’imprenditoria, sarebbe auspicabile e da perseguire come obiettivo di competitività, anche perché i cittadini pagano le tasse per avere assicurati servizi pubblici adeguati. A tal proposito e nell’ottica del miglioramento complessivo del comparto, la realizzazione del piano anticorruzione, prevista dalle norme vigente in materia, non va procrastinata ulteriormente: i fatti di cronaca giudiziaria lo continuano a dimostrare.  L’Amministrazione regionale precedente, di centro-destra, ha lasciato sul territorio la ristrutturazione incompiuta, creando inenarrabili disagi e gravi rischi per la salute dei cittadini. La nuova Amministrazione di centro- sinistra, alla quale va l’augurio di buon lavoro del Movimento LocRinasce, dovrà farsi carico, responsabilmente, di concretizzare al più presto il piano programmato, badando soprattutto alle criticità esistenti sul territorio e non solo all’aspetto economico dell’operazione, che pure è molto importante. Ma un appello va rivolto anche a tutti gli operatori che a vario titolo sono responsabili del buon andamento della Sanità nella Locride: la politica, come già detto, deve attivarsi urgentemente e nel migliore dei modi per sopperire a tutte le lacune e le carenze presenti sul territorio, perseguendo gli obiettivi di completare la rete sanitaria e di mirare alla meritocrazia e non a scelte di comodo relative a persone che andranno ad occupare punti chiave dell’organizzazione; ma anche l’attività interna di ogni dipartimento deve essere attentamente monitorata dai responsabili preposti, che devono provvedere ad apportare adeguati correttivi alle derive che si registrano quotidianamente e che tendono a peggiorare l’andazzo; i Sindacati e l’Ordine dei medici, oltre a svolgere il loro compito peculiare ed encomiabile che è di tutelare i lavoratori del settore, si dovrebbero impegnare anche in attività di benchmarking per un confronto con territori più efficienti; come dimostrano i vari sondaggi, non tutte le responsabilità sono solo della politica! Affermando ciò, non si può, però, non tenere conto del grande impegno che profondono giornalmente tantissime persone veramente responsabili. A tutti questi operatori sanitari che, lavorando indefessamente e talvolta sopportando stoicamente i disagi di una pessima organizzazione, soccorrono gli ammalati con cure appropriate, va tutta la solidarietà e la gratitudine del Movimento Locrinasce.

Leggi tutto

Sanità: Ticket non riscossi, danno erariale per 11 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha segnalato alla Procura regionale della Calabria della Corte dei conti 9 pubblici amministratori per la mancata riscossione di ticket per prestazioni di pronto soccorso negli ospedali dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Dalle indagini è emerso che solo il 5% degli utenti, tra il 2010 e quest'anno, ha pagato il ticket per le cure ricevute. Il danno erariale, secondo la Guardia di finanza di Cosenza, ammonta a più di 11 milioni di euro.

I finanzieri, nell'ambito dell'indagine, hanno esaminato 610 mila prestazioni di pronto soccorso eseguite negli ospedali cosentini. Sono state appurate, secondo quanto riferito dagli investigatori, omissioni da parte del management dell'Asp di Cosenza nell'attivazione delle procedure sia di controllo degli introiti dei ticket previsti per le prestazioni in codice "verde" e "bianco", sia di riscossione e recupero delle somme spettanti all'Azienda sanitaria. Dal raffronto fra l'ammontare complessivo dei ticket dovuti dagli utenti e il totale incassato dall'Azienda sanitaria è emersa una differenza di oltre 11 milioni di euro, in relazione alla quale è stata trasmessa apposita segnalazione alla Procura regionale della Calabria della Corte dei Conti.

Leggi tutto
Subscribe to this RSS feed