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Nota stampa di LocRinasce: «un piano d'intervento straordinario per la sanità della Locride»

«Sulla Sanità del nostro territorio, in particolare sulla situazione di criticità creatasi nell' Ospedale di Locri, nonostante siano stati spesi fiumi di parole, avviate numerosissime iniziative di denuncia ed effettuate dettagliate analisi sulle cause delle responsabilità ai vari livelli, il Movimento politico LocRinasce ritiene che ancora siamo molto lontani da una qualsiasi soluzione. Lo stato dei servizi ospedalieri, a parte qualche eccezione, è quello che i mass media quotidianamente riportano e che i cittadini vivono sulla propria pelle: storie di disservizi, tagli, carenze, riduzioni dei posti letto, difficoltà crescenti in numerosi settori. Una situazione inaccettabile a cui si aggiunge anche il rischio di una progressiva demotivazione degli operatori sui quali ricadono condizioni di lavoro sempre più pesanti.

La misura legislativa approvata di recente dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Grillo, a nostro parere, va ad incidere sulla valutazione dell'operato dei nuovi direttori generali, sulla gestione a livello economico e su sprechi ed illegalità. Problematiche tutte molto importanti per garantire una ripresa della "normalità" anche se gli effetti non si potranno vedere nell'immediato. A dire il vero ci saremmo aspettati, per quella che è stata definita dallo stesso Ministro una Sanità "da incubo", l'adozione anche di provvedimenti straordinari di breve periodo, primo fra tutti un percorso preferenziale per l'assunzione delle figure professionali mancanti. Su questo punto, stante l'attuale grave carenza di personale e la prospettiva di un ulteriore depauperamento delle piante organiche con il pensionamento anticipato di molti dirigenti medici che a breve si creerà, esiste il fondato timore che la situazione nell' Ospedale di Locri peggiori, qualora dovesse verificarsi il blocco del turnover, così come già annunciato. In atto sono già molti i reparti che hanno organici sottodimensionati, unità operative che hanno dovuto ridurre il numero dei posti letto utilizzabili e strutture che non hanno nemmeno potuto attivare i posti letto già programmati. Come Movimento politico per la città, facciamo appello alla sensibilità dei Commissari dell' ASP di Reggio Calabria affinché i problemi dell' Ospedale di Locri siano attenzionati con urgenza e priorità, sollecitando, a livello regionale e nazionale, la realizzazione di un tavolo di concertazione permanente con l'obiettivo di poter superare i ritardi, dare seguito a tutte le procedure concorsuali già autorizzate, implementare rapidamente quanto previsto nell' Atto aziendale per questo Ospedale spoke e avviare anche un piano straordinario d'investimenti riguardante l'innovazione tecnologica e l'adeguamento strutturale. Su quest'ultimo punto, il Movimento ritiene che sarebbe opportuno verificare e accelerare lo stato di progettazione per la ristrutturazione e la messa a norma dell'Ospedale di Locri, considerati i 14 milioni di euro resi già da tempo disponibili (ex art. 20 Legge 67/1988). Ma vorremmo anche che l'attenzione dei Commissari dell'ASP di Reggio Calabria si focalizzasse sulla necessità del potenziamento della rete sanitaria territoriale, dell'integrazione tra ospedale e territorio e dell'organizzazione del Distretto e delle UCCP e AFT, le nuove forme di erogazione aggregata dell'assistenza primaria, previste dal Decreto Balduzzi nel 2012. Le gravi e crescenti problematiche, che hanno coinvolto l'Ospedale di Locri, hanno, di fatto, portato in secondo piano alcuni degli aspetti più rilevanti della programmazione necessari per rimettere in piedi, nel suo complesso, il sistema sanitario della Locride. Della "Casa della Salute", programmata nel 2012 presso l'ex ospedale di Siderno e stanziati per la sua realizzazione circa 10 milioni di euro, una struttura che doveva servire proprio per il potenziamento del sistema di cure primarie, allocando nello stesso spazio fisico servizi amministrativi, sanitari e sociali, più adeguati alle mutate condizioni epidemiologiche e demografiche, non c'è più alcuna traccia. L'avvio delle attività della "Casa della salute" avrebbe potuto, certamente, aprire la strada ad un'inversione di tendenza culturale e professionale per la valorizzazione di un comparto considerato per troppo tempo non complementare, ma, subalterno, a quello ospedaliero. Ad oggi, su questo progetto, che avrebbe anche limitato il ricorso inappropriato ai servizi ospedalieri, non si registra alcun dibattito utile a riportare l'attenzione sulla necessità di una programmazione complessiva della Sanità nella Locride. Altro esempio concreto di scarso interesse verso i servizi sanitari del territorio, è la storia dell'Hospice che, in linea con quelle che sono le croniche lungaggini burocratiche dell'ASP di Reggio Calabria, ancora non è entrato in funzione. Agli inizi degli anni 2000, con decreto del Ministero della Salute, era stato assegnato all' ASP di Reggio Calabria un finanziamento di oltre 800.000 euro per la realizzazione di una struttura per le cure palliative, ubicata sempre presso la struttura dell'ex-Ospedale di Siderno. Nel 2015, a distanza di oltre 10 anni, la Regione verificava che lo stato dell'Hospice era ancora "in fase di completamento" per cui, con decreto del Commissario ad acta n. 106/2016, veniva assegnato un ulteriore finanziamento di 320 mila euro per la realizzazione di n. 10 posti letto, attingendo ai fondi residui del finanziamento nazionale ed anche a fondi regionali.  Questa riorganizzazione della rete delle cure palliative era stata fortemente richiesta dallo stesso Tavolo interministeriale per il Piano di rientro con l'obiettivo di riportare la Calabria, dal dato di 0.4 posti letto a quello di almeno 1 posto letto per malati terminali ogni 100 persone decedute per tumore, in linea con il rispetto dei parametri nazionali. Anche su questa problematica è sceso, purtroppo, da tempo, un silenzio inspiegabile.

Il rischio è che, di fronte all'emergenza continua in cui ci si trova ad operare, non ci sia tempo per intraprendere azioni di programmazione, da tempo attese, necessarie per superare le storiche debolezze che penalizzano il sistema sanitario della Locride. Serve un riordino complessivo del sistema per la cui attuazione è necessaria determinazione e lungimiranza nella individuazione delle azioni da intraprendere, perché queste attengono a questioni delicate quali le aspettative di salute dei cittadini, le condizioni di lavoro degli operatori, i rilevanti interessi economici che ruotano attorno alla Sanità. Questo processo complessivo di riqualificazione, soprattutto nei territori come la Locride dove maggiore è la distanza con gli standard di riferimento, per i ritardi e le inefficienze che si sono accumulate nel tempo, ha oggi bisogno di essere sostenuto ed accompagnato con un piano straordinario urgente d'intervento che non si può limitare al solo impegno, pur necessario, di un maggiore controllo gestionale».

Locri, 10 maggio 2019                                                                         Il Movimento politico per la città

                                                                                                                                      LocRinasce

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Sanità nella Locride: l'Appello del Movimento Locrinasce alle Autorità

  • Published in Locri

Appello del Movimento a:

- Governatore Regione Calabria, On. Mario Oliverio

- Struttura Commissariale per il Piano di Rientro Sanità, Gen. Saverio Cotticelli e Dott. Thomas Schael

- Presidente Assemblea dei Sindaci della Locride, Dott.  Rosario Rocca

- Presidente Comitato dei Sindaci della Locride, Dott. Francesco Candia

«Illustri Autorità e Rappresentanti,

se quanto accertato al Tavolo romano interministeriale di monitoraggio del Piano di rientro sanitario per la Calabria, con un disavanzo arrivato a 160 milioni, di cui 60 milioni oltre il gettito garantito dalle proprie entrate, dovesse a breve essere ufficialmente confermato, scatterebbe automaticamente per la nostra regione la regola dell'inasprimento delle aliquote fiscali di Irap e Irpef, già molto alte, oltre al blocco delle assunzioni fino al 2020. Questo provvedimento, di colpo cancellerebbe il diritto alla salute per la maggior parte dei cittadini calabresi, ma, a risentirne maggiormente della gravità gestionale e delle inefficienze accumulate in questi anni, sarebbero soprattutto i cittadini di quei territori dove i servizi sono stati lasciati molto carenti, come ad esempio la Locride. Il colpevole ritardo con cui l'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, da cui dipende la gestione dell'Ospedale di Locri, si è mossa nell' attuazione di alcuni provvedimenti amministrativi che avrebbero potuto dare, così come avvenuto in altri territori, una boccata di ossigeno, ha aggravato ulteriormente una situazione complessivamente di per sé già molto difficile. Ci riferiamo in particolare allo svolgimento delle procedure concorsuali per il reclutamento del personale sanitario mancante che, pur autorizzato, ancora oggi, è lungi dall'essere assunto. Quasi tutti i reparti sono privi dei Direttori di struttura che, andati in pensione da tempo, non sono stati sostituiti; lo stesso dicasi per tantissimi dirigenti medici, infermieri e personale di supporto, con evidenti conseguenze sui tempi e sulle modalità di lavoro. Inoltre, sebbene si possa pensare che il blocco del turn-over si traduca in un risparmio nel breve periodo, certamente il mancato adeguamento delle dotazioni organiche ai livelli standard minimi comporterebbe la drastica riduzione quali/quantitativa dell'offerta sanitaria e, in alcuni casi, anche la chiusura di alcuni reparti, con grave pregiudizio per i cittadini utenti che, avendone la possibilità, sarebbero costretti a ricorrere alle prestazioni presso altre aziende extraregionali. Come dire, da un lato si risparmia relativamente nell'immediato, dall'altro aumenta l'emorragia della mobilità passiva e, quindi, l'aumento del debito nel medio lungo periodo, oltre che il depauperamento dell'offerta sanitaria per coloro che, loro malgrado, non avrebbero comunque le risorse per spostarsi in un altro territorio. A questo bisogna aggiungere anche l'ulteriore aggravamento di carenza di personale che, il pensionamento anticipato con quota 100, determinerà a breve. Questa drammatica situazione, con un'Azienda sanitaria lasciata da tempo senza alcun controllo di gestione, è stata anche oggetto di attenzione da parte di testate giornalistiche e di TV nazionali, con ospedali definiti da "incubo" e giudizi complessivi estremamente negativi che, accomunando tutto e tutti in uno stato collettivo di degrado, hanno finito per umiliare anche quanti continuano ad operare con grande sacrificio in queste strutture. Oltre al danno anche la beffa, verrebbe da dire. Le promesse in questi anni sono state tante e tutte mai mantenute, i problemi si sono aggravati giorno dopo giorno, molti reparti con il personale rimasto in servizio non sono più nelle condizioni oggettive di poter garantire i servizi essenziali. Nel corso degli ultimi anni, dopo l'accorpamento con l'ASP di Reggio Calabria, l'Ospedale di Locri è stato progressivamente svuotato di molte delle sue funzioni; molte delle attività specialistiche che erano state realizzate, nel tempo, grazie alla professionalità di tanti validi operatori, sono oggi scomparse o lasciate solo alla buona volontà di chi non vuole rassegnarsi a questa situazione. Nel corso di questi anni, nessun tentativo di riorganizzazione è stato fatto per cercare di rendere, anche con le poche risorse disponibili, più efficienti i servizi. Nessuna integrazione concreta è stata promossa per far sì che ospedale e territorio potessero meglio funzionare. La Casa della Salute che si sarebbe dovuta realizzare nell' ex Ospedale di Siderno, dopo il trasferimento a Locri delle unità operative di cura per acuti, è rimasta una delle tante promesse non realizzate. Lo stesso dicasi dell'Hospice che, ultimato, non è mai entrato in funzione. Commissariamenti, commissari ad hoc, gestioni straordinarie e soggetti attuatori si sono succeduti nel corso di questi anni ai vertici dell'Azienda Sanitaria di Reggio Calabria, ma c'è da chiedersi: cosa è cambiato? Ecco perché oggi, quanto ventilato sul nuovo blocco delle assunzioni, per la Sanità della Locride potrebbe rappresentare un colpo mortale. Il Ministro Grillo, che ha dichiarato di volerci mettere la faccia in tutto questo, avendo personalmente verificato la gravità della situazione, deve con urgenza dare delle risposte. Abbiamo già vissuto una triste stagione di scontro tra poteri Istituzionali che, come sempre accade, non giova a nessuno, tanto meno ai cittadini che hanno bisogno di cure e di potersi curare, come è diritto di tutti i cittadini di questo Paese, nella propria regione. Non vogliamo continuare a dover essere spettatori di un film già visto. La Sanità nella Locride ha bisogno di risposte urgenti. La salute è un problema troppo serio per continuare a giocare al rimpallo delle responsabilità e delle dichiarazioni propagandistiche».

Locri, 13/04/2019                                                                                                              Il Movimento Locrinasce 

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Sanità Calabrese. Uil Calabria: «É arrivato il momento della pacificazione fra le parti sociali interessate e della riapertura del confronto»

Se la sanità è malata la colpa è da addebitare ad un doppio agente di contaminazione. In primis il virus della politica regionale che ha amministrato in questi anni, che per troppo tempo, non è riuscita a governare  al meglio uno dei comparti più importanti per i propri concittadini. Non meno determinante nell’accentuare una crisi che appare incurabile pare essere la lunga stagione commissariale che, nonostante la diretta investitura da parte del Governo centrale, non è riuscita a risanare i conti del Servizio sanitario regionale. 

Le responsabilità, davanti alla consistenza economica e finanziaria del buco di bilancio, deve essere equamente distribuita tra Regione e Governo che hanno guidato la Calabria e il Paese in questi anni. Non funziona lo scarica barile fra la politica regionale e quella nazionale. E’ arrivato il momento, come sostenuto dalla Uil davanti al tavolo di discussione voluto dall’amministrazione regionale, della pacificazione fra le parti sociali interessate e della riapertura del confronto.

A fronte della grave situazione in cui versa la sanità regionale, che pesa sul piano economico e del mancato servizio sulle spalle dei calabresi, dipinta anche dagli organi di stampa e catechizzato dagli organi inquirenti, l’attuale Governo prova adesso a rispondere mettendo mano ad un decreto speciale che, come effetto immediato, dovrebbe portare ad un potenziamento delle funzioni dell’ufficio commissariale e le sue capacità di nomina, controllo e valutazione dei vertici aziendali. Un provvedimento che, a nostro avviso, anche se animato da buoni propositi, non sarà sufficiente a sbrogliare quella matassa intricata, fatta di clientele, corruttele, burocrazia inadeguata e appetiti criminali, in cui si è trasformata questo settore. 

Siamo convinti, invece, che la finalità prevalente debba essere quella di riportare la gestione verso l’ordinaria amministrazione ricorrendo a manager competenti con esperienza nel settore e non invece scelti dalla politica sulla base della fedeltà. Coloro che in questi anni hanno avuto responsabilità nella mala gestio devono rispondere a norma di legge, ma soprattutto non possono essere riproposti a rivestire incarichi apicali alla guida di servizi sensibili per i quali è indispensabile attuare le norme di trasparenza e anticorruzione già ampiamente vigenti. 

Il Servizio sanitario regionale è una macchina che sta per percorrere l’ultimo chilometro prima della rottamazione. Il sistema è al collasso. I lavoratori lamentano, quotidianamente, condizioni di lavoro e turni insostenibili, nei periodi feriali scattano misure emergenziali con l’accorpamento di reparti anche di strutture appartenenti alla stessa azienda ma distanti fisicamente, fino a provvedimenti estremi, con la sospensione dei servizi di alcune strutture. E’ impossibile la piena applicazione del rispetto dei turni di riposo e, nonostante venga effettuato lavoro straordinario oltre le ore massime stabilite dai tetti contrattuali, lo stesso non si riescono a garantire tempi di attesa sopportabili. 

Il blocco delle assunzioni ha portato all’emorragia di 5000 dipendenti, una perdita di unità che non è mai stata compensata e non potrà esserlo con le recenti autorizzazioni a nuove assunzioni. 

L’annunciato avvio di una ristrutturazione profonda dei presidi ospedalieri, poi, è certamente necessaria. Non è più possibile restare in agonia, in attesa della costruzione dei 4 nuovi ospedali, ammesso che sia ancora conveniente e possibile con i progetti di finanza approvati da diversi anni della decisione di realizzarli.

Per segnare un vero cambiamento del Servizio sanitario regionale è fondamentale non solo controllare, cambiare i vertici, perseguire gli illeciti e ripristinare la legalità; occorre anche, forse prioritariamente, investire risorse in capitale umano, giovane e qualificato, in formazione e innovazione a partire dalla strumentazione; infatti, in quelle aziende in cui si è praticata questa scelta si sono realizzati servizi di eccellenza, dimostrando così che anche in Calabria i cambiamenti sono possibili. 

Gli obiettivi principali da perseguire dovranno essere l’efficientamento del sistema, l’abbattimento delle liste d’attesa, il contenimento della spesa addebitabile all’emigrazione sanitaria, il miglioramento dei Livelli essenziali di assistenza. In sintesi: una riorganizzazione fondata sui bisogni dei cittadini. Occorre mettersi al lavoro, mettendo da parte inutili protagonismi e dannose lotte di potere, perché in gioco c’è il futuro e la salute pubblica dei calabresi, soprattutto di coloro a forte disagio economico e sociale. Occorre aprire un confronto serio e non strumentale tra tutti gli attori istituzionali e le forze sociali che hanno rappresentanza e competenza da spendere a sostegno del risanamento del settore. Occorre mettere davanti la Calabria e i calabresi e abbandonare una volta per tutte gli interessi di bottega!

             Santo Biondo                                                                                    Elio Bartoletti

     Segretario generale                                                                 Segretario generale

            Uil Calabria                                                                                   Uil Fpl Calabria

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