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Sanità. Cisl- Fp: «Il 118 "In emergenza" chiede rapidi interventi organizzativi»

Il “118” numero unico di soccorso sanitario che opera sul territorio della nostra Provincia sin dal Giugno del 1997, raccoglie tutte le richieste di urgenza-emergenza sanitaria al fine di ridurre il numero delle morti evitabili attraverso l’invio tempestivo del mezzo più idoneo sul luogo dell’evento ed il trattamento più qualificato già sul territorio della persona.

Per la nota disorganizzazione della Sanità Territoriale e l'intasamento conseguente nella rete ospedaliera, già di suo carente di risorse tecnico-strumentali e soprattutto di organico sanitario, il compito del 118 si è appesantito in modo esponenziale, senza la garanzia del fabbisogno minimo previsto, in termini logistici, di parco macchine e di risorse umane.

Far fronte alle necessità della Città Metropolitana, considerando la disastrata sanità della della provincia, gravando su un 118 sempre più in abbandono, diventa sempre più difficile.

Già quotidianamente si assiste allo stop di diverse postazioni territoriali ”PET” del 118, riferendosi ad importanti realtà come Locri, Melito e Taurianova che rimangono ferme per la gravissima carenza di personale ed in particolare autisti/soccorritori, infatti sono rimasti ormai in pochissimi a garantire il servizio presso queste postazioni, e un rischio altissimo minaccia la postazione di Scilla per l'avvicinarsi di altri pensionamenti.

Le altre PET certo  non godono di buona salute, infatti parecchie rimangono in servizio ma sprovviste di personale Medico a bordo.

La CISL FP  ha più volte denunciato le carenze strutturali, strumentali e soprattutto di personale del settore ed in particolare della Centrale Operativa del 118, il cuore di tutto il sistema emergenza.

Nonostante l'apparente soluzione tampone alla gravissima carenza di Personale, sono state assegnate 4 unità Infermieristiche a tempo determinato e favorita una fuoriuscita verso altri servizi di Personale a tempo indeterminato, sarebbe opportuno approfondire la metodologia di scelta del personale in entrata e i motivi del nulla osta per i trasferimenti in altre sedi. 

Lo sconforto di chi attende affiancamento da tempo è altissimo, il Personale non si sente ripagato di tutto l'impegno finora profuso in condizioni disumane, si sente offeso dai continui attacchi esterni, al punto di rinunciare al "senso e all'orgoglio di appartenenza" ad un servizio che andrebbe tutelato, incoraggiato e protetto da tutte le "chiacchiere" televisive e attacchi portati a termine con effetti devastanti e screditanti agli occhi di tutta la popolazione.

Anche in questo settore i sacrifici continueranno ad essere fatti, gli operatori stanchi e insufficienti saranno sempre in prima linea, la popolazione sarà servita al meglio possibile ma è giusto che si parli del limite in cui si sta progressivamente incappando, non considerando che l'impegno, l'abnegazione e la professionalità saranno prima o poi messi a dura prova dalla stanchezza fisica e dai limiti già in atto per la mancanza di Autisti.

Sulla cronica carenza di queste Figure si è aspettato il disservizio senza agire per tempo e trascurando da anni anche l'adeguamento del profilo dei Dipendenti, utilizzati ma sottopagati.

Da due giorni è guasta l'ambulanza della PET di Reggio Calabria Nord, non ancora riparata per mancanza di convenzione con un centro di assistenza.

Serve un urgentissimo intervento organizzativo e di integrazione di risorse umane per scongiurare danni alla salute degli Operatori, in ossequio del D.L. 81/2008 in materia di tutela alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che tra gli obblighi  a carico del Datore di Lavoro rientra la valutazione e la prevenzione dello stress lavoro-correlato.

Manca oramai da troppo tempo un Direttore di Centrale e un Coordinatore delle PET, si è stanchi di osservare anche in questo settore un'apparente disattenzione che sfocia in precisi interessi dilatori, viste le lungaggini sul concorso per Direttore del SUEM 118, pubblicato sul sito dell’ASP e scomparso nel nulla, come è scomparso nel nulla il prezioso apporto del Coordinatore delle PET, messo in pensione e mai sostituito.

Nasce quindi la necessità di realizzare adeguati programmi di prevenzione del burn out attraverso strategie ben precise e mirate alla formazione degli operatori e all'organizzazione del lavoro per una più qualificata gestione delle risorse umane, viste le recenti problematiche lamentate dai Lavoratori sul debito-credito delle ore svolte e la continua esposizione a problemi di natura giudiziaria

Quanto deve durare ancora questa cattiva gestione?

Quando si permetterà al Personale del 118 di esprimere il proprio "vero" potenziale con mezzi adeguati e barelle che non li costringano a sostare per ore ed ore al Pronto Soccorso, lasciando scoperto il Territorio?

Gli "Angeli" del 118 sono infuriati, vogliono adeguato supporto per dare di più e soprattutto non essere intaccati ed ostacolati dalle solite logiche di potere che rallentano l'operatività e offendono la dignità.

 

Il Segretario Aziendale SAS Reggio Cal.                      Il Segretario Generale Aggiunto

              Salvatore Taverriti                                                            Giuseppe Rubino

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Nota stampa di LocRinasce: «un piano d'intervento straordinario per la sanità della Locride»

«Sulla Sanità del nostro territorio, in particolare sulla situazione di criticità creatasi nell' Ospedale di Locri, nonostante siano stati spesi fiumi di parole, avviate numerosissime iniziative di denuncia ed effettuate dettagliate analisi sulle cause delle responsabilità ai vari livelli, il Movimento politico LocRinasce ritiene che ancora siamo molto lontani da una qualsiasi soluzione. Lo stato dei servizi ospedalieri, a parte qualche eccezione, è quello che i mass media quotidianamente riportano e che i cittadini vivono sulla propria pelle: storie di disservizi, tagli, carenze, riduzioni dei posti letto, difficoltà crescenti in numerosi settori. Una situazione inaccettabile a cui si aggiunge anche il rischio di una progressiva demotivazione degli operatori sui quali ricadono condizioni di lavoro sempre più pesanti.

La misura legislativa approvata di recente dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Grillo, a nostro parere, va ad incidere sulla valutazione dell'operato dei nuovi direttori generali, sulla gestione a livello economico e su sprechi ed illegalità. Problematiche tutte molto importanti per garantire una ripresa della "normalità" anche se gli effetti non si potranno vedere nell'immediato. A dire il vero ci saremmo aspettati, per quella che è stata definita dallo stesso Ministro una Sanità "da incubo", l'adozione anche di provvedimenti straordinari di breve periodo, primo fra tutti un percorso preferenziale per l'assunzione delle figure professionali mancanti. Su questo punto, stante l'attuale grave carenza di personale e la prospettiva di un ulteriore depauperamento delle piante organiche con il pensionamento anticipato di molti dirigenti medici che a breve si creerà, esiste il fondato timore che la situazione nell' Ospedale di Locri peggiori, qualora dovesse verificarsi il blocco del turnover, così come già annunciato. In atto sono già molti i reparti che hanno organici sottodimensionati, unità operative che hanno dovuto ridurre il numero dei posti letto utilizzabili e strutture che non hanno nemmeno potuto attivare i posti letto già programmati. Come Movimento politico per la città, facciamo appello alla sensibilità dei Commissari dell' ASP di Reggio Calabria affinché i problemi dell' Ospedale di Locri siano attenzionati con urgenza e priorità, sollecitando, a livello regionale e nazionale, la realizzazione di un tavolo di concertazione permanente con l'obiettivo di poter superare i ritardi, dare seguito a tutte le procedure concorsuali già autorizzate, implementare rapidamente quanto previsto nell' Atto aziendale per questo Ospedale spoke e avviare anche un piano straordinario d'investimenti riguardante l'innovazione tecnologica e l'adeguamento strutturale. Su quest'ultimo punto, il Movimento ritiene che sarebbe opportuno verificare e accelerare lo stato di progettazione per la ristrutturazione e la messa a norma dell'Ospedale di Locri, considerati i 14 milioni di euro resi già da tempo disponibili (ex art. 20 Legge 67/1988). Ma vorremmo anche che l'attenzione dei Commissari dell'ASP di Reggio Calabria si focalizzasse sulla necessità del potenziamento della rete sanitaria territoriale, dell'integrazione tra ospedale e territorio e dell'organizzazione del Distretto e delle UCCP e AFT, le nuove forme di erogazione aggregata dell'assistenza primaria, previste dal Decreto Balduzzi nel 2012. Le gravi e crescenti problematiche, che hanno coinvolto l'Ospedale di Locri, hanno, di fatto, portato in secondo piano alcuni degli aspetti più rilevanti della programmazione necessari per rimettere in piedi, nel suo complesso, il sistema sanitario della Locride. Della "Casa della Salute", programmata nel 2012 presso l'ex ospedale di Siderno e stanziati per la sua realizzazione circa 10 milioni di euro, una struttura che doveva servire proprio per il potenziamento del sistema di cure primarie, allocando nello stesso spazio fisico servizi amministrativi, sanitari e sociali, più adeguati alle mutate condizioni epidemiologiche e demografiche, non c'è più alcuna traccia. L'avvio delle attività della "Casa della salute" avrebbe potuto, certamente, aprire la strada ad un'inversione di tendenza culturale e professionale per la valorizzazione di un comparto considerato per troppo tempo non complementare, ma, subalterno, a quello ospedaliero. Ad oggi, su questo progetto, che avrebbe anche limitato il ricorso inappropriato ai servizi ospedalieri, non si registra alcun dibattito utile a riportare l'attenzione sulla necessità di una programmazione complessiva della Sanità nella Locride. Altro esempio concreto di scarso interesse verso i servizi sanitari del territorio, è la storia dell'Hospice che, in linea con quelle che sono le croniche lungaggini burocratiche dell'ASP di Reggio Calabria, ancora non è entrato in funzione. Agli inizi degli anni 2000, con decreto del Ministero della Salute, era stato assegnato all' ASP di Reggio Calabria un finanziamento di oltre 800.000 euro per la realizzazione di una struttura per le cure palliative, ubicata sempre presso la struttura dell'ex-Ospedale di Siderno. Nel 2015, a distanza di oltre 10 anni, la Regione verificava che lo stato dell'Hospice era ancora "in fase di completamento" per cui, con decreto del Commissario ad acta n. 106/2016, veniva assegnato un ulteriore finanziamento di 320 mila euro per la realizzazione di n. 10 posti letto, attingendo ai fondi residui del finanziamento nazionale ed anche a fondi regionali.  Questa riorganizzazione della rete delle cure palliative era stata fortemente richiesta dallo stesso Tavolo interministeriale per il Piano di rientro con l'obiettivo di riportare la Calabria, dal dato di 0.4 posti letto a quello di almeno 1 posto letto per malati terminali ogni 100 persone decedute per tumore, in linea con il rispetto dei parametri nazionali. Anche su questa problematica è sceso, purtroppo, da tempo, un silenzio inspiegabile.

Il rischio è che, di fronte all'emergenza continua in cui ci si trova ad operare, non ci sia tempo per intraprendere azioni di programmazione, da tempo attese, necessarie per superare le storiche debolezze che penalizzano il sistema sanitario della Locride. Serve un riordino complessivo del sistema per la cui attuazione è necessaria determinazione e lungimiranza nella individuazione delle azioni da intraprendere, perché queste attengono a questioni delicate quali le aspettative di salute dei cittadini, le condizioni di lavoro degli operatori, i rilevanti interessi economici che ruotano attorno alla Sanità. Questo processo complessivo di riqualificazione, soprattutto nei territori come la Locride dove maggiore è la distanza con gli standard di riferimento, per i ritardi e le inefficienze che si sono accumulate nel tempo, ha oggi bisogno di essere sostenuto ed accompagnato con un piano straordinario urgente d'intervento che non si può limitare al solo impegno, pur necessario, di un maggiore controllo gestionale».

Locri, 10 maggio 2019                                                                         Il Movimento politico per la città

                                                                                                                                      LocRinasce

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Sanità nella Locride: l'Appello del Movimento Locrinasce alle Autorità

  • Published in Locri

Appello del Movimento a:

- Governatore Regione Calabria, On. Mario Oliverio

- Struttura Commissariale per il Piano di Rientro Sanità, Gen. Saverio Cotticelli e Dott. Thomas Schael

- Presidente Assemblea dei Sindaci della Locride, Dott.  Rosario Rocca

- Presidente Comitato dei Sindaci della Locride, Dott. Francesco Candia

«Illustri Autorità e Rappresentanti,

se quanto accertato al Tavolo romano interministeriale di monitoraggio del Piano di rientro sanitario per la Calabria, con un disavanzo arrivato a 160 milioni, di cui 60 milioni oltre il gettito garantito dalle proprie entrate, dovesse a breve essere ufficialmente confermato, scatterebbe automaticamente per la nostra regione la regola dell'inasprimento delle aliquote fiscali di Irap e Irpef, già molto alte, oltre al blocco delle assunzioni fino al 2020. Questo provvedimento, di colpo cancellerebbe il diritto alla salute per la maggior parte dei cittadini calabresi, ma, a risentirne maggiormente della gravità gestionale e delle inefficienze accumulate in questi anni, sarebbero soprattutto i cittadini di quei territori dove i servizi sono stati lasciati molto carenti, come ad esempio la Locride. Il colpevole ritardo con cui l'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, da cui dipende la gestione dell'Ospedale di Locri, si è mossa nell' attuazione di alcuni provvedimenti amministrativi che avrebbero potuto dare, così come avvenuto in altri territori, una boccata di ossigeno, ha aggravato ulteriormente una situazione complessivamente di per sé già molto difficile. Ci riferiamo in particolare allo svolgimento delle procedure concorsuali per il reclutamento del personale sanitario mancante che, pur autorizzato, ancora oggi, è lungi dall'essere assunto. Quasi tutti i reparti sono privi dei Direttori di struttura che, andati in pensione da tempo, non sono stati sostituiti; lo stesso dicasi per tantissimi dirigenti medici, infermieri e personale di supporto, con evidenti conseguenze sui tempi e sulle modalità di lavoro. Inoltre, sebbene si possa pensare che il blocco del turn-over si traduca in un risparmio nel breve periodo, certamente il mancato adeguamento delle dotazioni organiche ai livelli standard minimi comporterebbe la drastica riduzione quali/quantitativa dell'offerta sanitaria e, in alcuni casi, anche la chiusura di alcuni reparti, con grave pregiudizio per i cittadini utenti che, avendone la possibilità, sarebbero costretti a ricorrere alle prestazioni presso altre aziende extraregionali. Come dire, da un lato si risparmia relativamente nell'immediato, dall'altro aumenta l'emorragia della mobilità passiva e, quindi, l'aumento del debito nel medio lungo periodo, oltre che il depauperamento dell'offerta sanitaria per coloro che, loro malgrado, non avrebbero comunque le risorse per spostarsi in un altro territorio. A questo bisogna aggiungere anche l'ulteriore aggravamento di carenza di personale che, il pensionamento anticipato con quota 100, determinerà a breve. Questa drammatica situazione, con un'Azienda sanitaria lasciata da tempo senza alcun controllo di gestione, è stata anche oggetto di attenzione da parte di testate giornalistiche e di TV nazionali, con ospedali definiti da "incubo" e giudizi complessivi estremamente negativi che, accomunando tutto e tutti in uno stato collettivo di degrado, hanno finito per umiliare anche quanti continuano ad operare con grande sacrificio in queste strutture. Oltre al danno anche la beffa, verrebbe da dire. Le promesse in questi anni sono state tante e tutte mai mantenute, i problemi si sono aggravati giorno dopo giorno, molti reparti con il personale rimasto in servizio non sono più nelle condizioni oggettive di poter garantire i servizi essenziali. Nel corso degli ultimi anni, dopo l'accorpamento con l'ASP di Reggio Calabria, l'Ospedale di Locri è stato progressivamente svuotato di molte delle sue funzioni; molte delle attività specialistiche che erano state realizzate, nel tempo, grazie alla professionalità di tanti validi operatori, sono oggi scomparse o lasciate solo alla buona volontà di chi non vuole rassegnarsi a questa situazione. Nel corso di questi anni, nessun tentativo di riorganizzazione è stato fatto per cercare di rendere, anche con le poche risorse disponibili, più efficienti i servizi. Nessuna integrazione concreta è stata promossa per far sì che ospedale e territorio potessero meglio funzionare. La Casa della Salute che si sarebbe dovuta realizzare nell' ex Ospedale di Siderno, dopo il trasferimento a Locri delle unità operative di cura per acuti, è rimasta una delle tante promesse non realizzate. Lo stesso dicasi dell'Hospice che, ultimato, non è mai entrato in funzione. Commissariamenti, commissari ad hoc, gestioni straordinarie e soggetti attuatori si sono succeduti nel corso di questi anni ai vertici dell'Azienda Sanitaria di Reggio Calabria, ma c'è da chiedersi: cosa è cambiato? Ecco perché oggi, quanto ventilato sul nuovo blocco delle assunzioni, per la Sanità della Locride potrebbe rappresentare un colpo mortale. Il Ministro Grillo, che ha dichiarato di volerci mettere la faccia in tutto questo, avendo personalmente verificato la gravità della situazione, deve con urgenza dare delle risposte. Abbiamo già vissuto una triste stagione di scontro tra poteri Istituzionali che, come sempre accade, non giova a nessuno, tanto meno ai cittadini che hanno bisogno di cure e di potersi curare, come è diritto di tutti i cittadini di questo Paese, nella propria regione. Non vogliamo continuare a dover essere spettatori di un film già visto. La Sanità nella Locride ha bisogno di risposte urgenti. La salute è un problema troppo serio per continuare a giocare al rimpallo delle responsabilità e delle dichiarazioni propagandistiche».

Locri, 13/04/2019                                                                                                              Il Movimento Locrinasce 

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