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Villa San Giovanni. Grande soddisfazione della FP CGIL e della CISL FP per la stabilizzazione di tutto il personale ex LSU LPU al comune

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Il docufilm “Terra Mia” di Ambrogio Crespi vince al Festival Internazionale del Cinema di Salerno

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Diocesi di Locri-Gerace: « Monsignor Cornelio Femia è tornato alla Casa del Padre»

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Nota stampa del Partito Comunista calabrese sulla Sanità regionale

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Bovalino. Nota stampa del Capogruppo Gruppo consiliare di “Nuova Calabria” sull'emergenza rifiuti

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Discarica Comunia, Tansi vs Verduci: “Il vero allarme è sottacere i problemi ai cittadini”

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"Riace che incontra il mare". Martedì 19 all'hotel Federica di Riace Marina la prima presentazione del romanzo di Giuseppe Gervasi

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Elezioni Regionali. Santo Biondo (Uil Calabria): «Siamo disponibili al confronto costruttivo con chi ne abbia la volontà»

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Bovalino. "Emergenza rifiuti": Avviso del Sindaco  Avv. Vincenzo Maesano

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Nasce "il Sipario", la nuova rivista calabrese diretta da Vincenzo Varone

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Cinquefrondi: Scoperta bancarotta fraudolenta da 26 milioni

L’astuto piano messo in atto dagli amministratori e dai soci della società “L’Opera S.r.l.”, con sede a Cinquefrondi (RC) ed operante nel settore della grande distribuzione alimentare, è stato scoperto dai Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di  Reggio Calabria – Gruppo Tutela Economia, a cui va il merito di aver accertato una bancarotta fraudolenta per oltre 26 milioni di euro. Le complesse attività investigative svolte dalle Fiamme Gialle reggine, su delega della Procura della Repubblica di Palmi, hanno consentito di ricostruire un sofisticato disegno criminale volto a depauperare gradualmente le casse e il patrimonio aziendale della società, allo scopo di trarne illeciti vantaggi economici a danno di dipendenti, fornitori, Istituti di credito e dell’Erario. Era l’amministratore unico, Vincenzo Andrea Belcastro, con il concorso dei soci, a ordire la fitta trama, attraverso la creazione di 5 società a responsabilità limitata, gestite da parenti e altri soggetti compiacenti, a beneficio delle quali venivano distratti beni e risorse finanziarie, così da sottrarli alla massa dell’attivo fallimentare. Un ingegnoso modus operandi, quello che l’attività d’indagine ha portato alla luce, ideato dall’amministratore unico e dai soci per rendere l’impresa in fallimento, di fatto, una mera “scatola vuota”.Innanzitutto, attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti a favore delle società conniventi, l’intera consistenza di magazzino de “L’Opera Srl”, del valore di oltre 3 milioni di euro, veniva distratta progressivamente, fino ad azzerarsi completamente con l’approssimarsi del fallimento.Ancora, nell’arco dell’ultimo biennio, a sparire erano ulteriori 1,6 milioni di euro presenti nelle casse della società: a Belcastro e ai suoi complici era sufficiente far risultare fittizi pagamenti in  “contanti” per le retribuzioni dei dipendenti o per gli acquisti dai fornitori. “L’Opera Srl” ricorreva, inoltre, alla simulazione della cessione di rami di azienda in favore delle società create ad hoc, al fine di continuare a operare, attraverso queste ultime e sotto mentite spoglie, nel settore della grande distribuzione alimentare. Infine, tramite la complicità di diversi imprenditori del settore edilizio, i vertici della società riuscivano a occultare e a distogliere dalla massa fallimentare la titolarità di alcuni terreni, di cui però continuavano a conservare il controllo e la disponibilità. Terreni, questi, che, essendo divenuti edificabili, hanno visto accrescere il proprio valore nel tempo fino a raggiungere i 5 milioni di euro circa. Per le condotte illecite sopra descritte sono stati chiamati a rispondere del reato di “bancarotta fraudolenta” l’amministratore unico Belcastro Vincenzo Andrea e, a titolo di concorso, 22 soggetti residenti nella Piana di Gioia Tauro. 

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Gioiosa Jonica: Sabato 29 novembre il convegno 'Le acque potabili della Locride e di Cinquefrondi, esiti del monitoraggio chimico-radioattivo'

L'Osservatorio Ambientale Diritto per la Vita presenta un importante convegno che ha per tema: "Le acque potabili della Locride e di Cinquefrondi: esiti del monitoraggio chimico-radioattivo". L'argomento del dibattito e' l'esito di uno studio annuale condotto sulle acque potabili della Locride e di Cinquefrondi per individuare in esse eventuali tracce di radioattività, di amianto, di pesticidi. Si discutera', inoltre, delle condizione degli acquedotti, del ruolo dell'Asp come organo di controllo e vigilanza sulle acque potabili.

Modererà il dibattito il giornalista Pietro Melia. Il convegno, organizzato insieme all'Ordine dei Chimici della Calabria e al Lions club di Roccella Jonica e patrocinato dal Comune di Gioiosa Jonica, si terra' alle ore 16:00 presso il Salone parrocchiale della chiesa del Rosario.

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Piana Gioia Tauro: Raffa illustra il progetto del segmento stradale San Giorgio Morgeto-Cinquefrondi

Una forte accelerazione è stata impressa all’iter per la realizzazione di un altro tratto della pedemontana  di congiungimento dei comuni di Cinquefrondi-  San Giorgio Morgeto – Cittanova  e di allaccio tra l’ex SS 11 e la Ionio – Tirreno.  

 Nel corso di un’assemblea popolare, svoltasi nel municipio di Cinquefrondi per iniziativa della Presidenza del locale Consiglio comunale, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa e l’ingegner Carmelo Barbaro, dirigente  del settore 14 (A.P.Q. Infrastrutture) dell’Ente intermedio, hanno presentato il progetto definitivo del tratto  Cinquefrondi – San Giorgio Morgeto lungo 3,920 metri.  L’importo del progetto è di 21.402.556,98 euro, di cui 14.544.349,73 per la realizzazione dei lavori.   Il tracciato collegherà via Santa Maria di San Giorgio Morgeto con la Strada Provinciale 5 di Cinquefrondi.  L’opera (classe C2)  prevede la realizzazione  di tre svincoli:  via Santa Maria di San Giorgio Morgeto,  San Giorgio Morgeto Centro e Polistena. E prevista inoltre la costruzione di due viadotti (Morgeto e Macario), di due ponti (Ierapotamo e Spatario) e di una galleria artificiale di poco più di duecento metri. Tre le fonti di finanziamento: nazionale (Ministero delle Infrastrutture) regionale e della Provincia.

All’assemblea popolare, coordinata dal presidente del Consiglio comunale Giancarlo Raso, hanno partecipato il sindaco Marco Cascarano, consiglieri comunali ed  assessori, sindaci del comprensorio, il consigliere provinciale Francesco D’Agostino e numerosi  cittadini  interessati all’esproprio di terreni.  Il progetto definitivo adesso passerà alla competenza della SUAP (stazione unica appaltante provinciale) per l’aggiudicazione dell’appalto integrato di gara che prevede la redazione del progetto esecutivo   e la sua attuazione.

Il progetto definitivo è stato ultimato nel rispetto degli impegni che il presidente Raffa aveva assunto con i cittadini di Cinquefrondi nel corso di un’altra assemblea popolare.

«Dopo ventidue anni d’attesa – ha detto il presidente Giuseppe Raffa – possiamo affermare con certezza la fine di una tortuosa procedura. L’impegno della mia Amministrazione è stato decisivo per impedire la perdita di questo finanziamento di 21 milioni di euro.  Ed oggi, come avevo promesso  nell’assemblea popolare dello scorso anno, siamo qui per illustrare il proseguo dell’iter tecnico amministrativo prossimo alla procedura di  gara. Il segmento di pedemontana è un’occasione straordinaria non solo per Cinquefrondi, ma anche per altri centri della Piana come San Giorgio Morgeto e Polistena. Le strade, come sostengo  da tempo, hanno una  grande valenza sociale, perché mettono in movimento l’economia, agevolano lo sviluppo e creano occupazione».

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