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Ospedale di Polistena. «Non possiamo dire che tutto va bene quando così non è»

  •   Redazione
Ospedale di Polistena. «Non possiamo dire che tutto va bene quando così non è»

Udiamo uno scampanio a festa celebrativo e magnificante le opere, frutto di sovraumano sforzo, del governatore Oliverio, del commissario Scura e del DG Brancati che, dopo oltre sette anni di congelamento del turn over a causa del PdR, autorizzano l’assunzione di qualche unità di personale per l’ospedale di Polistena. Assunzioni che altro non sono che la conseguenza, inevitabile, dell’avvicendamento del turn over e del rispetto della legge 161/2014, con “soli” tre anni di ritardo e in nome dei quali probabilmente, si tenta di raggiungere altri scopi.

Ci saremmo aspettati assunzioni a seguito di interventi strutturali ed organici o di attività di reingegnerizzazione e razionalizzazione delle risorse esistenti, invece nulla di tutto questo. Si tenta di ovviare alle evidenti lacune e carenze con il più facile degli interventi alzando una cortina fumogena sui problemi e nascondendo la polvere sotto il tappeto; soddisfando mire, brame e bramosie di pochi unti e non per “vicinanza ai problemi”.

Si strombazza ai quattro venti che l’ospedale di Polistena è rimpinguato nell’organico ma si tratta di qualche unità medica e altre figure funzionali non si capisce bene a cosa, ma si omette di dire che ben cinque unità operative sono senza direttore di struttura complessa e sono reparti, già esistenti, quali: Chirurgia, Cardiologia ed UTIC, Ostetricia, Psichiatria e Pronto Soccorso. Inoltre poi nessuno parla delle nuove unità operative: urologia e neurologia con 10 pl ciascuno, o dei servizi tutti previsti nel DCA 64/2016, di cui non si ha notizia né si vede traccia.

Per non parlare della unità operativa di oculistica prevista dal D.M. 2.4.2015, n. 70 allegato 1 cap. 2.3, che classifica gli ospedali spoke ma non dagli atti regionali o ancora, della  prescrizione che negli ospedali spoke “devono  essere previste forme di consultazione, di trasferimento  delle  immagini  e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso  i  Centri di  II  livello” (HUB). Nel frattempo non si autorizzano concorsi per tali posti, né  si autorizzano le assunzioni di CPS-Infermieri, O.S.S. (oggi in numero inadeguato rispetto al fabbisogno),in compenso si autorizzano le assunzioni, tra gli altri e per esempio, di  un fisioterapista, di un direttore di s.c. di farmacia, figure importanti e necessarie ma riteniamo  più urgente coprire il posto di Primario Chirurgo o di Ostetricia e Ginecologia o di Psichiatria o  di cardiologia ed UTIC, insomma tutte quelle figure necessari al buon funzionamento delle diverse unità operative front office con i degenti. Finanche il posto di Dirigente Sanitario di presidio (Direttore Sanitario ) è prioritario rispetto al direttore di struttura complessa-Farmacista o ad un fisioterapista, per esempio.

La carenza di organico dell’ospedale di Polistena non si può affrontare con strumenti che creano ulteriore precarietà, quando ci sono giù decine di personale da stabilizzare, e utilizzando graduatorie di concorsi di altre parti della Regione o come si vocifera, addirittura fuori Regione. Non ci risulta che qualcuno si  sia dato da fare per vedere quali necessità esistano in loco o se attrezzature vetuste ed obsolete sono sostituite o acquistati apparecchi validi. Non vorremmo si facesse la fine dell’Azienda Sanitaria di Rimini, dove il direttore amministrativo affermò sui giornali  di essere perplesso e insoddisfatto per aver acquistato, un anno prima dell’ASP di Reggio Calabria, una RMN a circa 500.000 euro (uguale a quelle che sta acquistando l’ASP) ma di doverne spendere altrettanto per manutenzione ed aggiornamento ordinari! Quindi non possiamo esser soddisfatti dell’allegra gestione che riguarda non solo l’ospedale di Polistena, ma tutta l’ASP di Reggio Calabria, dove le cose si fanno non in ragione dei servizi da erogare bensì di chi deve esercitare quel ruolo o compito e della ricaduta (economica o di altro genere), senza una visione progettuale o di assieme di sviluppo della sanità pubblica.

Non eravamo, non siamo, né  saremo tra coloro che ipocritamente, forse per obiettivi personali o di famiglia, gongolano e indicono celebrazioni, mentre i servizi erano e continuano ad essere alla deriva, in alcuni casi chiusi, dimezzati, a scartamento ridotto (bisognerebbe capire con quale competenza); non possiamo essere contenti che, dopo aver denunciato anche davanti all’autorità giudiziaria ed ottenuto l’apertura di servizi almeno h.12 (es. Gatroenterologia),  assistiamo a passi indietro e ritornare come due anni fa con l’erogazione di servizi sanitari secondo orari “d’ufficio”, cioè solo di mattina.

Non possiamo e non vogliamo dire, “per mera propaganda di regime”, che tutto va bene quando così non è.

Oggi come ieri l’invito che facciamo a tutti è di mantenere alta l’attenzione e di non cadere nei tranelli che vogliono gabbare i cittadini.

Il diritto alla salute  è dei Cittadini e nella Piana passa, obbligatoriamente, dal p.o. di Polistena unico baluardo di sanità deputato all’emergenza urgenza. La scrivente Organizzazione Sindacale assicura, come fatto nel passato, il suo costante impegno per il raggiungimento dell’obiettivo di mantenimento e rafforzamento, come previsto dagli atti regionali e nazionali sopra citati, dell’unico ospedale spoke del comprensorio ( p.o.di Polistena).

In questa battaglia di civiltà saremo a fianco di qualunque iniziativa tesa alla salvaguardia dei diritti dei Cittadini per il diritto alla salute e della conseguenziale salvaguardia della occupazione, senza creare ulteriore precarietà, tra l’altro cassata da leggi delloStato.

                                                                  La segreteria Provinciale

   Nicola Simone

Francesco Politanò