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Tansi: in aumento i Comuni con piani di emergenza

  •   Redazione
Tansi: in aumento i Comuni con piani di emergenza

Netta impennata dei Comuni calabresi dotati di Piano di Emergenza Comunale (PEC), grazie alla forte azione di sensibilizzazione e stimolo svolta dall’U.O.A. di Protezione Civile della Regione Calabria verso tutti i Comuni volta a favorire la redazione dei Piani per come previsto dalla legge n. 225/92, che con le modifiche apportate dalla legge n.100/2012, obbliga tutti i comuni a dotarsi di piano di emergenza comunale di protezione civile, da aggiornare continuamente. Il Piano è uno strumento di fondamentale importanza in Calabria, regione d’Italia e tra le aree al mondo più esposte al rischio sismico e idrogeologico. Nell’azione della nuova U.O.A. Protezione Civile, diretta da Carlo Tansi da novembre 2015, fin da subito improntata al radicale adeguamento tecnico, professionale e strumentale della Protezione Civile Regionale, tra le varie attività, una particolare attenzione è stata rivolta alla verifica della dotazione dei Piani di Protezione Civile strumenti presso i comuni della Calabria e al loro aggiornamento. Il Piano di Emergenza Comunale stabilisce l’insieme delle procedure operative di intervento in caso di qualsiasi calamità (terremoti, frane, alluvioni…) che dovesse interessare il territorio del Comune ed è il supporto operativo al quale il Sindaco si riferisce per gestire l'emergenza. È lo strumento, dinamico e in continuo aggiornamento, in funzione dell’evoluzione del territorio e delle condizioni di rischio, che consente alle Autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni nelle aree a rischio. Lo stesso Piano, inoltre, informa i cittadini sulle condizioni di rischio ai quali sono esposti e sui comportamenti da tenere in caso di evento. La sua vitale importanza è dimostrata dall’esperienza del recente passato, dove gli effetti di eventi calamitosi (es: i sismi Amatrice e Norcia, la valanga di Rigopiano…) sono stati molto aggravati da soccorsi scoordinati e approssimativi, oltre che dalla mancanza di un’adeguata informazione della popolazione. A ciò si aggiunga che la Regione Calabria, per spingere in maniera decisa i Comuni a redigere i Piani, con DGR n. 393 del 13/10/2016 avente ad oggetto un atto di indirizzo sulla prevenzione del rischio sismico, in relazione a una manifestazione di interesse del Dipartimento Lavori Pubblici per la concessione di finanziamenti per adeguamenti sismici di edifici pubblici di interesse strategico, ha inteso privilegiare fortemente solo quelle amministrazioni virtuose che, rispettando la legge, hanno già adottato i Piani, impedendo di fatto l’accesso ai fondi per i Comuni che ancora ne risultano sprovvisti o ne hanno una versione non aggiornata. I dati disponibili, risalenti al 2013, evidenziavano che solo il 54% dei Comuni calabresi si era dotato di Piano di Emergenza Comunale, nonostante 408 su 409 dei Comuni avessero beneficiato di finanziamenti dedicati, ma il dato era privo di qualsiasi verifica nel merito dei contenuti, tanto che gran parte di quelli in vigore non solo risultavano inadeguati al nuovo quadro normativo, ma di fatto ci si limitava ad una mera acquisizione di elaborati, spesso quantomeno approssimativi e risultato di attività “copia-incolla” (con casi singolari, ad esempio, di “rischio tsunami” in centri di montagna, assurti a notorietà nazionale). L’attività dell’U.O.A. Protezione Civile, per colmare le gravi carenze nella pianificazione di emergenza riscontrato, ha mirato inizialmente alla omogeneizzazione delle informazioni attraverso un documento denominato “livello di base per la pianificazione comunale di emergenza”, che contiene puntuali indicazioni per la successiva, armonica e completa stesura e/o aggiornamento dello stesso. Verificato che diversi Comuni non avevano le capacità tecniche necessarie, è stata condotta una capillare ricognizione dei dati presso tutte le Amministrazioni Comunali da una Task Force, coordinata dai tecnici dell’U.O.A. di Protezione Civile, e costituita di 80 tecnici specialisti (ingegneri, architetti, geologi…) delle sedi periferiche della Protezione Civile e delle Associazioni di Volontariato operanti sul territorio regionale, che hanno fornito un encomiabile contributo. Si può così affermare che i Piani di Emergenza oggi acquisiti sono tutti informatizzati (in Italia, oltre alla Calabria, ciò avviene solo in Lombardia) e consultabili via internet, secondo gli standard informatici predisposti dal Dipartimento Nazionale. A ciò si aggiunga, ancora, la possibilità per i Comuni di eseguire gli aggiornamenti futuri dei Piani direttamente online, previa la preliminare validazione dei dati inseriti. A fine aprile 2017, la campagna di rilevamento dati svolta ha portato il grado di completamento dei Piani di Emergenza Comunali (livello base) dal 54% dei Comuni del 2013 – che collocava la Calabria al terzultimo posto in Italia – all’83%, ben oltre la media nazionale, percentuale che comprende tutti i maggiori centri della regione. A ciò si aggiunga che, i PEC entrati nella disponibilità della Protezione Civile sono stati ora valutati nel merito sia dal punto di vista procedurale-amministrativo che sotto il profilo tecnico. Quanto sopra costituisce un primo importante risultato, nonostante le difficoltà e talora le vere e proprie resistenze incontrate, spesso dettate da una mancata presa di coscienza – oltre che dell’obbligo di legge – anche della fondamentale importanza dei Piani di Emergenza per la sicurezza delle popolazioni. È importante evidenziare, ancora, che tutto ciò è derivato da attività poste in essere e coordinate dall’U.O.A. Protezione Civile non per obblighi istituzionali, ma solo per senso di responsabilità e spirito di servizio.