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San Luca. Nota stampa di Vincenzo Sera (Cisl Funzione Pubblica) sulla stabilizzazione dei lavoratori ex lsu lpu

La stabilizzazione dei lavoratori ex lsu lpu del Comune di San Luca, nasce dalla caparbietà di una Governace Commissariale che da tempo ha avuto in mente e che nel rispetto della normativa, ha portato avanti fin dal suo primo insediamento.

Così dichiara Vincenzo Sera,  Segretario Generale della Cisl Funzione Pubblica di Reggio Calabria.

Diverse sono state le riunioni ed i tavoli tecnici dove hanno registrato la partecipazione delle OO.SS.  e della RSU, dove la CISL Funzione Pubblica con il Segretario Generale Aggiunto Giuseppe Rubino ha contribuito alla definizione del processo di stabilizzazione senza fare proclami di merito.

La CISL Funzione Pubblica, intuendo da subito le nobili intenzioni del Commissario Straordinario dott. Salvatore Gulli e di tutto il personale che in questi anni ha collaborato con lo stesso, ha partecipato ai tavoli di confronto con determinazione per tutelare tutti i lavoratori.

Vertenze seguita con passione da parte della nostra Organizzazione Sindacale, non possiamo dimenticarci il tavolo tecnico più importante dove la CISL Funzione Pubblica, presente assieme ai lavoratori, ha supportato e condiviso l’azione Commissariale.

Un lungo percorso che non ha avuto bisogno di nessun suggerimento, ha trovato al momento giusto un Commissario Straordinario del Ministero dell’Interno con un grande senso e rispetto delle norme ma in particolar modo dello Stato.

E’ stato un susseguirsi di decreti legge, ed alla fine il nuovo concetto di fabbisogno del personale, permette ora agli enti locali, in piena autonomia, di poter programmare le proprie assunzioni nel limite finanziario massimo di spesa possibile.

Consente anche ai piccoli Comuni in modo flessibile di poter procedere all’assunzione in caso di cessazione di un dipendente a tempo pieno con due dipendenti in part-time. 

Queste nuove opportunità, oltre agli incentivi messi a disposizione dalla Regione con la storicizzazione delle somme e dal Ministero, hanno reso possibile il realizzarsi di un sogno per i dipendenti a tempo determinato ex LSU LPU,  che dopo tanti anni ristabilisce dignità per gli stessi, ma ancor più,  ha premiato il certosino lavoro del Commissario Straordinario dott. Salvatore Gulli, che tra vincoli normativi, vincoli di bilancio e vincoli finanziari l’ha visto impegnato in una faticosa maratona per portare a termine l’obbiettivo già prefissato.

E’ stata una fattiva e leale collaborazione tra i diversi attori interessati alla procedura. Da una parte l’Ente, il Comune di San Luca con a capo Il Commissario Straordinario e tutti i dipendenti,  dall’altra le OO.SS. con la RSU.

La stabilizzazione dei lavoratori ex LSU LPU del Comune di San Luca è l’esempio

che tutti dovrebbero seguire, infatti supportati dalla nutrita produzione legislativa per convincere la maggior parte dei “SINDACI”, che forse è il caso di riconoscere a questi lavoratori la possibilità di agganciare quella opportunità di futuro professionale che si sta offrendo loro.

In assenza di una volontà politica, e di un piano di stabilizzazione dei lavoratori provenienti dal bacino Lsu e Lpu, i contratti non possono essere più prorogati.

Piano che, d’altra parte, deve per legge poggiare su due pilastri: effettivo fabbisogno di personale previsto su base triennale e copertura finanziaria.

La stabilizzazione, dopo un ventennio di lavoro nero di Stato, resta ancora un miraggio!

Esiste, altresì, nella nostra Provincia “Città Metropolitana”,  un gruppo di lavoratori a tempo determinato ex LSU LPU,  continua il Segretario Generale Vincenzo SERA, senza volto e senza identità, presso l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, una ventina di  persone che per oltre 20 anni hanno lavorato con contratti a progetto, garantendo supporto e servizi, e dal 2015 lavoratori con contratto a tempo determinato.

Da quando hanno sottoscritto i contratti a tempo determinato, sono diventati figli di un Dio minore, prestando la propria attività professionale senza possibilità di affermarsi sul lavoro.

Infine si può asserire continua il Segretario Generale Vincenzo Sera, che ci aspetterà un autunno caldo dal punto di vista vertenziale, ci sono delle responsabilità di fronte alle quali non ci si può tirare indietro per le ragioni sopra indicate ma soprattutto perché tale condizione non è più tollerabile in uno Stato Civile.

Il Segretario Generale

CISL FP Reggio Calabria

Vincenzo Sera*

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Nota stampa di Vincenzo Sera: «Serio il rischio di sospensione dei servizi di assistenza alle fasce deboli nel Comune di Reggio Calabria»

Il Segretario Generale della CISL Funzione Pubblica di Reggio Calabria Vincenzo Sera, ha incontrato i rappresentanti aziendali delle Cooperative Skinner e Libero Nucera, per dare continuità all’azione sinergica realizzata sul territorio a difesa e tutela dei lavoratori che garantiscono con la loro professionalità i servizi resi in ambito socio-assistenziale, per l’attività socio educativa ed assistenziale domiciliare ai diversamente abili.

La già gravosa condizione delle organizzazioni e degli operatori sociali coinvolti, che si trovano ad avere 12 mensilità di stipendi arretrati, raggiunge oggi livelli di disperazione. Una situazione insostenibile che condanna le strutture alla chiusura, dichiara il  Segretario Generale Vincenzo Sera

In questi giorni gli operatori hanno incontrato i genitori dei bambini diversamente abili ed hanno comunicato l’intenzione di interrompere il servizio se entro il 15 marzo non riceveranno gli stipendi arretrati.

I genitori presenti alle riunioni, hanno condiviso e capito le difficoltà e si sono dichiarati vicino ai lavoratori pronti a scendere in piazza al loro fianco.

Una sospensione che interesserà i centri diurni, le strutture di accoglienza, l’assistenza domiciliare per disabili ed anziani.

Tutte quelle “realtà” che in città oggi rischiano di divenire ancor più invisibili.

Occorre precisare in modo chiaro che si tratta di una decisione molto sofferta e che non è una forma di protesta, ma una ineluttabile necessità.

Non si fanno proteste sulla pelle dei cittadini più deboli e fragili!

Se si è giunti a questa decisione è perché lo sforzo di mantenere in vita i servizi senza ricevere il dovuto pagamento da un anno e senza, soprattutto, alcuna garanzia futura, è ormai divenuto insostenibile per ognuna delle organizzazioni.

Realtà ormai chiuse in una forbice letale tra esposizione debitoria con le banche e la paradossale “regola del DURC” che, da un lato impone come è giusto una regolarità nella contribuzione, ma dall’altro non si preoccupa di costringere gli enti locali a pagare con un minimo di puntualità le spettanza dovute.

Tante richieste di convocazioni sono state inviate ai diretti interessati, a marzo 2018 si era giunti ad un accordo in Prefettura che da un primo momento è stato rispettato, poi il percorso condiviso si è interrotto.

E’ pur vero che negli ultimi giorni di dicembre 2018  il Comune  ha provveduto al pagamento delle fatture per i servizi di assistenza domiciliare, ma ciò rappresentava un obbligo amministrativo dato che questi sono servizi accreditati e quindi gravanti su fondi regionali che già erano stati trasferiti alla ragioneria del comune.

La mancata erogazione delle fatture riguarda i Centri socioeducativi per minori disabili che pesano totalmente sul bilancio comunale.

 Neanche dalle ultime  rimesse statali disponibili dal 28 di novembre c.a. non si è riusciti a trovare i fondi  per saldare almeno due mensilità.

Tutto ciò naturalmente si riflette sui lavoratori che, diversamente dalle aziende di profitto, non possono aspettarsi anticipi dalle Cooperative con cui operano dato che queste sono ONLUS, cioè Enti no profit che vivono di convenzioni con le Istituzioni pubbliche.

La CISL FP  ha cercato in questi anni, nel rispetto dello spirito della legge 328/00 e, contando sulla disponibilità sin qui mostrata dall’Amministrazione Comunale reggina, di costruire e di avviare un percorso virtuoso che ci portasse, insieme, ad avviare una programmazione per i prossimi anni.

Regola base per l’applicabilità della stessa legge  infatti annuncia, che per realizzare i servizi sociali in modo unitario e integrato gli Enti Locali, le Regioni e lo Stato, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, provvedano alla programmazione degli interventi e delle risorse

Lo scorso 26 febbraio, a seguito di una riunione richiesta dalla CISL FP di Reggio Calabria, il Sindaco del Comune di Reggio Calabria ha assunto l’impegno di pagare tutte le mensilità arretrate.

In quell’occasione il Sindaco – ha ribadito che  –“ è un obbligo, per la pubblica amministrazione, mantenere fede agli impegni presi soprattutto in un settore particolarmente delicato qual è quello dell’assistenza alle persone con disabilità».”

Nella stessa riunione si è appreso che i crediti vantati dalle cooperative per i servizi svolti,  dovevano essere pagati con i fondi di bilancio del Comune, nella programmazione 2019 gli stessi sono stati spostati per essere pagati con fondi che la Regione Calabria dovrà trasferire al Comune.

Altresì il Sindaco  ha informato le parti che «i finanziamenti riservati alle cooperative saranno presto ripartiti nei fondi Pon Metro per l’inclusione sociale e quindi garantiti, indiscutibilmente, per i prossimi tre anni».

Purtroppo però, ad oggi, nonostante gli impegni assunti, i pagamenti non sono ancora stati eseguiti.

Certo è che, senza un intervento immediato che consenta i pagamenti nel rispetto degli impegni assunti, la gravissima condizione di difficoltà in cui si trovano i lavoratori e le Cooperative, non potrà che condurre alla sospensione dei servizi stessi, con ogni immaginabile conseguenza per gli utenti, le famiglie e gli stessi operatori.

La CISL FP di Reggio Calabria sarà costretta a dichiara lo stato di agitazione e una prima giornata di sciopero per giorno 25 marzo 2019.

Il Segretario Generale

Vincenzo Sera*

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La Cisl Fp di Reggio Calabria a difesa dei lavoratori

La CISL FP di Reggio Calabria ha seguito con molto interessei contenuti di un messaggio  diffuso nei giorni scorsi per via televisiva avente ad oggetto la già martoriata ASP di Reggio Calabria, devastata dalla mancanza di un’adeguata Governance e tenuta in vita solo grazie al sacrificio dei "pochi" Dipendenti  che hanno, nonostante il numero ridotto e l'età avanzata, consentito la sopravvivenza dei Presidisanitari dislocati nella Provincia reggina.

Il servizio televisivo condotto e mandato in onda da “Le Iene” ha rappresentato impietosamente le condizioni in cui versa la sanità reggina, soffermandosi particolarmente sulla situazione indecorosa degli Ospedali  Spocke di Locri e Polistena, in tutto il loro rispettivo degrado e mal funzionamento.  Un servizio che ha tentato di indagare e scavare nelle pieghe più recondite di un sistema ben noto a tutti, con lo scopo di individuare responsabili e responsabilità da mettere sul banco degli imputati. 

Ad uscirne con le ossa rotte non è stato solo tutto il personale sanitario, che ha dovuto subire l’ennesima mortificazione per il solo fatto di essere accomunato indistintamente ai “colpevoli dello sfascio sanitario nel reggino”,  ma è stata l’intera comunità che ancora una volta ha visto accendere i riflettori della ribalta televisiva nazionale su aspetti e dinamiche che non fanno onore all’intera cittadinanza.

La rappresentazione di una realtà vera, che esiste ed insiste inesorabilmente, soffocando ogni tentativo di riscatto e occludendo ogni spiraglio  di giusta ed intelligente reazione da parte dei tanti, tantissimi oppositori  di questo meccanismo perverso, che offende un territorio che merita risposte, soprattutto in materia di salute.

Non ha suscitato stupore il servizio televisivo in questione, non alla CISL Funzione Pubblica di Reggio Calabria, che da anni denuncia, con ogni mezzo, questo stato di cose.  Denunce pubbliche, attraverso comunicati stampa, interviste televisive,convegni con proposte articolate in piattaforme contenenti analisi delle criticità e dei bisogni e anche delle eccellenze (che strano ma vero esistono anche in questo territorio) con relativi suggerimenti risolutivi. E altre denunce, sollecitazioni, richieste di incontri sindacali inviati ai diretti interlocutori istituzionali, rimaste troppo a lungo inascoltate. Denunce sporte  anche alle Forze dell’Ordine, senza clamori e senza  ostentazioni, ma con l’austera sobrietà che deve caratterizzare questi momenti. Basta ripercorrere la instancabile azione di contrasto della CISL FP reggina a questo sistema malato, contaminato, per comprendere quanto questo Sindacato si stia spendendo su questo fronte.Certo non ha fatto piacere che venissero messi in luce solo gli aspetti più devastanti di una Sistema Sanitario Locale che, sicuramente, versa in gravi difficoltà organizzative e gestionali di ogni genere e che è vittima di una volontà che agisce nell’ombra per alimentare le disfunzioni, gli sperperi ed il malaffare. Sarebbe stato gradito un minimo riferimento al lavoro, ancora più prezioso e valoroso perché reso in queste condizioni  e con questi condizionamenti, di quantisi sono prodigati negli anni a salvare vite umane proprio in quegli ambienti inadeguati e degradati, quali quelli dei due Ospedali Spocke incriminati, di Locri e di Polistena.

Si auspica, inoltre, che la conoscenza dei gravissimi fattirappresentati nella trasmissione televisiva da personale sanitario dell’Ospedale Spocke di Locri sia stata innanzitutto doverosamentedenunciataall'Autorità Giudiziaria.

Come auspichiamo che  chi ha affermato che non ricovererebbe un proprio congiunto nell'Ospedale di Locri non fosse assolutamente consapevole del senso e del significato delle parole espresse. A meno che non gli sia sfuggito che nel "suo" Ospedale operano professionisti di prim'ordine a cui si affida ciecamente e malgrado la disorganizzazione aziendale, la gran parte della Popolazione della Locride e non solo.La Governance dell'ASP ha sicuramente mostrato i suoi limiti e tutta la responsabilità per non aver agito nel modo adeguato alle molteplici criticità. La Direzione Strategica che ha avuto un lungo periodo a propria disposizione, tra Commissariamenti e Direzione Ordinaria, ma molti sono gli errori e le inadempienza ad essa imputabili. Prima fra tutte, la gestione amministrativo-contabile e perché no, anche quella relativa all’affidamento della gestione delle Risorse Umane o a Dirigenti inadeguati. UnaGovernance non ha ottemperato all'applicazione dell'Atto Aziendale, mantenendo Direzioni di Dipartimenti non più esistenti e trascurando invece l'istituzione di Dipartimenti utilissimi ad arginare il degrado che si è registrato proprio nei Servizi, con le Radiologie in assoluto abbandono e nella totale inefficienza,  il settore Chirurgico con le Ortopedia che hanno mostrato i propri limiti e il Dipartimento Medico in crisi, sia di personale che di posti letto, il cui numero previsto dall’Atto Aziendale non è stato mai  attivato per intero; mentre il Modulo di Lungodegenza non è stato mai aperto, nonostante le condizioni del Territorio lo richiedano.La CISL FP di Reggio Calabria ha sempre segnalato ad un'Azienda "sorda" tutte le vere problematiche, denunciando i forti contrasti interni, le vessazioni che i Lavoratori subiscono, le responsabilità di Dirigenti che ancora vengono tenuti in servizio, l'inefficienza di alcuni Uffici e tutto ciò che ha provocato questo degrado aziendale. Oggi il Vertice dell'ASP di Reggio Calabria dovrà assumersi ogni responsabilità e conseguenza per non aver agito per tempo e per non aver saputo evitarequesta situazione paradossale, scaricata sui Dipendenti  e sugli Utenti.

La CISL  Funzione Pubblica reggina chiede ancora una volta all'ASP di Reggio Calabria di mettere in campo tutte le iniziative legalmente previste per restituire il decoro e la dignità ai tanti lavoratori dei Presidi Ospedalieri di Locri e di Polistena che non meritano di rimanere vittime di una colpevolizzazione di massa. Si faccia chiarezza, una volte per tutte, sui veri responsabili di questa insopportabile  deriva che rischia di trascinare nel vortice della diffidenza anche quei lavoratori che invece dovrebbero essere insigniti con una medaglia al valore!

            Il  Segretario Generale Agg.                               Il Segretario Generale

                   Giuseppe Rubino*                                                      Vincenzo Sera *

* Firma autografa sostituita da indicazione a mezzo posta, ai sensi dell'art. 3, comma 2, D. Lgs. n° 39/93.

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