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Incontro del Partito Comunista con i lavoratori di "Locride Ambiente" aperto a cittadini e forze politiche e sindacali

Si è svolto  lunedì 16 Settembre, alle ore 18,30, l'incontro pubblico organizzato dal Coordinamento Provinciale del Partito Comunista, nella propria sede di Siderno, con i lavoratori di "Locride Ambiente" per discutere dei problemi inerenti i mancati stipendi ai dipendenti della ditta che si occupa della raccolta rifiuti, nonché dei problemi ambientali del territorio. All'incontro, dove erano state invitate le altre forze politiche, hanno preso parte il Partito Democratico, Forza Italia, l'"Osservatorio Rifiuti", e una delegazione di singoli cittadini sensibili ai problemi ambientali, mentre non sono stati presenti i rappresentanti sindacali, anch'essi invitati.

Dopo un'introduzione del rappresentante della Sezione di Siderno sul tema di "Locride Ambiente " e delle sue criticità,  i presenti sono intervenuti riscontrando la necessità di un ulteriore incontro.

I rappresentanti del Partito Comunista, dopo aver espresso la solidarietà ai dipendenti di "Locride Ambiente" per i disagi dovuti ai continui ritardi dei pagamenti e alla mancanza di tutela causata dalle gestioni private sui servizi pubblici, ha fatto propria l'idea di organizzare un nuovo incontro proponendo di invitare a relazionare i rappresentanti dei Comuni azionisti di maggioranza di "Locride Ambiente" per discutere della qualità del servizio prestato, ma soprattutto della necessità di reinternalizzare il servizio e ottimizzare, così, le spese, ricavandone un risparmio economico che garantirebbe agli enti municipali la possibilità di implementare l'occupazione nel settore e incrementare la qualità del servizio. Il Partito, dopo un nuovo giro di interventi, ha deciso di aggiornare a presto la discussione.

 Il Coordinamento del Comitato Provinciale

del Partito Comunista di Reggio Calabria

Lì, 17 settembre 2019

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Nuovo ridimensionamento dell'Ospedale di Locri: nota stampa del partito comunista (federazione provinciale di Reggio Calabria)

«La notizia, poco fa diramata dagli organi di stampa, circa un nuovo ridimensionamento dell'Ospedale di Locri, altro non rappresenta che una vergognosa mancanza di strategia gestionale da parte della Commissione Straordinaria che amministra l'Asp.

Riteniamo inadeguata la scelta di ridimensionare l'unico nosocomio rimasto attivo sulla fascia jonica della provincia reggina solo per carenza di personale medico. Ciò vuol dire non volersi occupare della risoluzione delle criticità e di non tenere conto delle esigenze dei cittadini. Riteniamo infatti che si sarebbe dovuto intervenire inviando nuovi medici, ma non solo sulla carta per poi dirottare il personale altrove! Serve urgentemente un potenziamento fattivo della pianta organica!

Riteniamo, quindi, scellerata l'opzione, in atto da tempo, per cui i pazienti di ortopedia, ma a volte anche di altri reparti, vengono dirottati su altri ospedali! E se questa opzione, oggi ufficializzata dall'Asp, è dichiarata temporanea, noi non ci fidiamo, perché ormai da tempo si gioca sulla pelle degli ammalati!

Augurandoci che il nuovo Ministro alla Sanità voglia dare un'inversione di rotta al sistema di gestione sanitario in Calabria e che i Commissari vogliano iniziare ad occuparsi realmente dei problemi che attanagliano il settore, i comunisti si impegnano a sostenere qualsiasi battaglia per la difesa del diritto alla salute dei cittadini che, come assistiamo ormai da tempo, viene purtroppo calpestato quotidianamente».

 Il Coordinamento Provinciale

Lì, 11 settembre 2019

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Nota stampa del Partito Comunista: «né con Salvini né col PD»

Il Partito Comunista, ritenendo inaccettabile condividere la piazza con il PD, i suoi esponenti ed i suoi satelliti - veri e unici responsabili delle ascese delle destre in Italia a seguito di politiche disastrose - comunica di aver deciso di non partecipare alla contestazione nei confronti di Matteo Salvini. Questa decisione sofferta è stata presa nonostante i Comunisti si pongano in totale opposizione alla Lega e al suo Segretario i quali non sono altro che i garanti degli interessi di Confindustria e di quei settori della borghesia i quali, scontenti del processo di integrazione europea, hanno riposto la propria in fiducia nel partito del Ministro degli Interni e nelle sue politiche di aggressione ai diritti dei lavoratori e dei meridionali. Il Partito Comunista ricorda a tutte le donne e gli uomini del Mezzogiorno  che le proposte sull’autonomia differenziata presentate dalla Lega sono il colpo di grazia nei confronti dei diritti sociali dei cittadini del Sud Italia, nonché l’apripista per il ritorno alle vergognose e anacronistiche gabbie salariali. Salvini e accoliti non sono altro che gli ennesimi camerieri delle classi dominanti italiane e ciò si evince anche dall’utilizzo del fenomeno dell’immigrazione come paraocchi per nascondere la deriva del Paese e delle classi lavoratrici. Non esiste nulla di più comodo per il grande capitale che l’additare gli immigrati come responsabili del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, della disoccupazione e della presunta mancanza di sicurezza nei territori. Quale migliore regalo si può fare alla grande finanza e alle multinazionali se non distrarre l’opinione pubblica con qualche decina di immigrati in attesa di sbarcare sulle nostre coste, mentre si va a Bruxelles a prendere ordine su come distruggere ancora di più lo Stato sociale e i diritti del lavoro? Ci preme sottolineare ancora una volta il modo di fare subdolo di Salvini e della Lega: ci riferiamo al tentativo di far passare come misure atte a fermare l’immigrazione clandestina dei provvedimenti come i decreti sicurezza uno e due che, in realtà, sono funzionali solo a fermare il conflitto sociale punendo con pene severe chi organizzi e partecipi a picchetti e blocchi stradali, fondamentali negli scioperi e nelle vertenze aziendali. Lo stesso discorso si estende all’inasprimento delle pene e delle sanzioni riguardanti le occupazioni a scopo abitativo o di stabilimento lavorativo. Cosa c’entri tutto questo con la sicurezza dei cittadini comuni non è riscontrabile, mentre è chiara la matrice di classe di tali proposte: la Lega non è altro che l’ennesimo partito prono agli interessi di palazzinari, imprenditori, speculatori finanziari e padroncini vari. La Lega vuole solo garantire a padroni e multinazionali  la certezza di poter continuare a sfruttarci, impunemente, alcuna senza reazioni dei lavoratori. Nonostante ciò la nostra coerenza ci porta a non aver alcuna intenzione di confonderci con la finta opposizione del PD e delle forze della sinistra borghese, le quali vorrebbero contrastare le destre blaterando di diritti umani e di accoglienza quando negli anni si sono dimostrate le forze più conseguenti agli interessi dell’Unione Europea, delle banche e delle multinazionali. Il PD, in pochi anni, ha varato il Jobs Act, la Buona Scuola, lo Sblocca Italia, ha tagliato sui diritti sociali per finanziare banche e grandi imprese, ha continuato tutte le missioni militari e le politiche imperialiste alla base dei flussi di rifugiati odierni, gli stessi che ipocritamente dice di voler “accogliere”. Pertanto non basterà la ridicola campagna di Zingaretti per accreditarsi come forza di sinistra e filo popolare per farci dimenticare cosa hanno fatto ai lavoratori, agli studenti e ai disoccupati. Sovranisti e globalisti, centrodestra e centrosinistra sono due facce della stessa medaglia: strumenti in mano al grande capitale, possono solo contendersi il suo supporto, ma sempre gli stessi interessi prevarranno e il voto comune di PD e Lega sulla Tav ne è una dimostrazione.

La lotta contro la Lega e tutte le destre si sviluppa nei luoghi di lavoro, nei quartieri popolari e nei territori, nelle scuole e università. Per fermare Salvini non servono nuove grandi alleanze, nuovi fantomaticie ridicoli “CLN” con gli stessi che hanno distrutto diritti conquistati in decenni di lotta. Legittimare come “opposizione” il PD significa farci identificare con esso dalle classi popolari e questo non farà altro che alimentare il consenso della Lega. Le destre si sconfiggono rafforzano il Partito Comunista e la lotta dei lavoratori e delle classi popolari contro il sistema.

Coordinamento Regionale Calabria

Partito Comunista

Lì, 11 agosto 2019

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