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Corriere Locride
L'ANPI di Reggio Calabria e Messina organizzano Il 74° anniversario della Liberazione

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Inizia dalla Francia la stagione agonistica di Francesco Scagliola

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Giancarlo Giannini ospite d’onore della Varia di Palmi 2019

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Reggio. Il pittore reggino Alessandro Allegra sarà uno degli artisti che rappresenterà l’Italia all’evento "Fabriano in acquerello”

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Locri. 1° maggio: "Festival della creatività", prima estemporanea di pittura per bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni

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Locri. L'Ambito Territoriale ha presentato il progetto HCP 2019

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San Roberto (RC): le congratulazioni del Sindaco Vizzari a Francesca Porpiglia, neo Assessore di Villa San Giovanni

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Associazione Nazionale Decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana “Nastro Verde”: «rinnovate le cariche sezionali»

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Bovalino. Nota stampa di Francesco Gangemi e Rosalba Scarfò del gruppo Consiliare “Impegno e Partecipazione”

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É partito dal Comune di Badolato il progetto “Integrando”: «sviluppo economico del territorio attraverso l’inclusione»

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Lsu-Lpu. Michele Conia: «Consegniamo le Fasce Tricolori»

«Chiedo ufficialmente a tutti i sindaci calabresi di sostenere con forza la lotta dei nostri precari (lsu/lpu). 
Non possiamo accettare questa macelleria sociale in silenzio, non possiamo accettare che 4500 lavoratori restino senza lavoro dopo anni e anni di sacrifici e precariato. 
Dobbiamo avere il coraggio di dire che i nostri comuni senza questi lavoratori non potranno più garantire tanti servizi essenziali per i cittadini e per le fasce più deboli. 
Da rappresentanti delle nostre comunità non possiamo stare fermi e non possiamo tacere, non possiamo far calpestare la dignità di migliaia di persone e quindi la dignità della nostra Calabria. 
Invito tutti i sindaci, in modo compatto, se entro pochi giorni non dovessero arrivare novità concrete sia dal punto di vista economico che dal punto di vista normativo, a CONSEGNARE LE FASCE. 
È il momento di difendere la nostra terra!»
Michele Conia (Sindaco Cinquefrondi - Membro Consiglio Regionale Anci, Portavoce Sud Che Sogna)

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Nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil: «La mobilitazione degli ex Lpu ed Lsu calabresi continua»

La mobilitazione degli ex Lpu ed Lsu calabresi continua. La protesta non si ferma perché il Governo si è dimenticato della Calabria. La mancanza di risposte sulla delicata vertenza dei lavoratori precari calabresi ci preoccupa. L’interlocuzione istituzionale, già esigua sin dalla prima ora, adesso si è completamente paralizzata. La Calabria chiama e Roma non risponde. Seguendo un solco tracciato dagli amministratori precedenti anche il "Governo del cambiamento" sacrifica, ancora una volta, la voglia di riscatto della Calabria.

Dalle notizie capitoline rimbalzate in Calabria ci pare di capire che la discussione in Commissione bilancio al Senato sull’emendamento “salva precari” non abbia fatto passi avanti. La possibilità che potrebbe essere offerta agli enti locali calabresi di derogare alle norme statali e procedere ad un prolungamento del rapporto lavorativo con i precari presenti in pianta organica non può bastare. Senza la copertura economica e finanziaria del provvedimento, senza la storicizzazione di questo finanziamento, la vertenza non si risolve. Chi è precario oggi, chi lo è da oltre venti anni, continuerà ad esserlo anche in futuro. Questo è inaccettabile.

Questi 4500 lavoratori, che hanno investito per oltre venti anni la loro vita in un’esperienza lavorativa al servizio dei cittadini calabresi, che hanno fatto muovere la macchina burocratica di centinaia di comuni, che sono stati costretti ad accettare una forma prolungata di “caporalato di Stato”, adesso, si troverebbero in stato di povertà assoluta. Per loro, che chiedono dignità e lavoro, non può bastare la paradossale e nemmeno scontata ricaduta nel bacino dei percettori del reddito di cittadinanza.

Allo stato attuale, poi, non si comprende quale sia il contributo offerto da questo Governo al cambiamento di rotta di una regione che è stata martoriata, tradita ed abbandonata da chi, sino ad oggi, ha amministrato la cosa pubblica nazionale.

Ai rappresentanti della maggioranza di Governo vorremmo ricordare i rischi concreti che questa disattenzione si porta dietro. Intanto, quello di provocare l'esplosione di una bomba sociale. Poi, di trasformare in povertà assoluta venti anni di esperienza professionale al servizio dello Stato.  Infine, di provocare un blocco dei servizi resi ai cittadini, con un conseguente aggravio di spesa per la Nazione intera, e la paralisi completa per tutti quei Comuni che, in questi anni, sono stati martoriati da una politica di austerità che ha bloccato la spesa corrente e reso asfittiche le loro casse.

Crediamo che questa Regione sia stata derubricata dall’agenda politica del Governo.

Niente di più devastante per l'economia di un territorio già messo in ginocchio da una crisi prolungata, dall'assenza di investimenti pubblici e privati e dalla miopia di una classe politica distratta dai giochi di potere.

Ci auguriamo che la mobilitazione dei lavoratori possa sensibilizzare il Governo, i cui rappresentanti di maggioranza non hanno ancora espresso una posizione istituzionale, su questa vertenza e stimolare l’avvio di un tavolo di confronto nazionale permanente.

Allo stesso tempo, infine, chiediamo un sussulto d’orgoglio alla deputazione parlamentare calabrese che su questa vicenda, a parte qualche sparuta presa di posizione, pare aver pavidamente abdicato al proprio ruolo politico ed istituzionale.

Angelo Sposato                             Tonino Russo                                 Santo Biondo

Segretario generale                        Segretario generale                        Segretario generale

Cgil Calabria                                    Cisl Calabria                                    Uil Calabria

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Stabilizzazione Lsu-Lpu, a Bova sit-in di protesta nella sala del consiglio

A preso ufficialmente il via stamattina il sit-in dio protesta dei lavoratori Lsu - Lpu del Comune di Bova, in stato di agitazione in vista della manifestazione indetta dalle sigle sindacali per mercoledì dodici dicembre prossimo a Roma per protestare contro la scelta del Governo in materia di tagli ai fondi destinati alla prosecuzione dei progetti per l’anno 2019. “Da stamattina - si legge in una nota inviata dai lavoratori del comune aspromontano - e fino a mercoledì prossimo, data della manifestazione di protesta cui prenderemo parte, siamo riuniti ufficialmente in assemblea occupando simbolicamente la sala del consiglio comunale in segno di protesta verso il Governo che di fatto, non prevedendo nella prossima manovra finanziaria la dovuta copertura per la prosecuzione dei progetti, sancisce un duplice danno, pregiudicando da un lato il comparto occupazionale, con circa 4.500 precari che si vedranno di fatto esautorati dalle proprie mansioni, configurando d’altro canto un danno agli enti che nella maggior parte dei casi vedranno una progressiva paralisi dei servizi essenziali da garantire alla collettività. Già da oggi - prosegue la nota – nostro malgrado, consapevoli dei conseguenti disagi, incrociando le braccia in segno di protesta abbiamo di fatto sospeso alcuni servizi fondamentali tra cui il servizio Scuolabus, quello della raccolta rifiuti, il servizio idrico ed i servizi esterni più in generale. Al centro della protesta che vedrà il suo culmine nell’incontro romano della prossima settimana ci sarebbe dunque il mancato accoglimento da parte della Commissione bilancio della Camera dell’emendamento attraverso cui si chiedeva l’avvio e la conclusione del percorso di stabilizzazione dei precari attraverso un investimento di circa cinquanta milioni di euro, prevedendo inoltre l’attivazione della mobilità tra enti e lo sblocco del turnover nella pubblica amministrazione. Ad oggi - conclude la nota - pur rimanendo fiduciosi rispetto ad una positiva risoluzione della problematica, tocca costatare come ancora una volta, a distanza di più di vent’anni dall’inizio di una vicenda che col passare del tempo assume i connotati della telenovela, non si riesca nelle sedi opportune a mettervi la parola fine, segnando un punto decisivo in termini di efficienza amministrativa ed ancor più in termini di tutela di diritti, quelli dei lavoratori e quelli dei cittadini che chiedono la garanzia dei servizi per i quali pagano regolarmente le tasse”.           

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