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Reggio. "Collettivo La Strada": «Sulla Gallico-Gambarie chiediamo un consiglio comunale aperto»

«Il Collettivo La Strada invita il Sindaco della Città Metropolitana a convocare un Consiglio Metropolitano a seduta aperta, come possibile secondo Statuto e Regolamento della Città Metropolitana, per chiarire il destino della costruenda strada Gallico - Gambarie.

Nei giorni scorsi, come Collettivo, abbiamo seguito con attenzione e vicinanza la vicenda dei lavoratori della Gallico - Gambarie e, da cittadini, temiamo non solo per il loro futuro, ma per il futuro di tutta l’opera e, dunque, di tutta l’area della Vallata del Gallico e delle aree interne.

Purtroppo, quando parliamo di opere pubbliche, l’esperienza in questa terra ci insegna che nel momento in cui si inizia a ritardare i pagamenti dei lavoratori, a procedere a singhiozzo con le attività previste per la realizzazione dell’opera, rischiamo di ritrovarco davanti a una ennesima incompiuta.

Abbiamo letto che l’Ente appaltante, ovvero la Città Metropolitana, è in regola con i pagamenti e, dunque, un Consiglio Metropolitano a seduta aperta è anche un’occasione a garanzia dell’Ente stesso, una possibilità di definire la situazione pubblicamente con tutti gli attori e di trovare, insieme, le strategie di risoluzione delle eventuali problematiche.

Si tratta di un necessario esercizio di trasparenza amministrativa, tanto più indispensabile quanto dal destino della Gallico - Gambarie derivano anche, strategicamente, il destino dei nostri giovani e di tutte le opportunità lavorative connesse al turismo e  allo sviluppo sostenibile di tutta l’area interessata. Nonché la vita delle comunità, delle fasce più deboli in primis, della Vallata e, più in generale, la relazione mare-montagna per tutto il comprensorio reggino.

Non vogliamo che la questione urgentissima dei lavoratori, che va affrontata con la pronta e regolare corresponsione degli stipendi, sia la punta di un iceberg contro cui tutta la comunità metropolitana rischia di sbattere. La causa dei lavoratori della Ga-Ga è la causa di tutta la Città Metropolitana.

Per questi motivi chiediamo che il Sindaco convochi una seduta aperta del Consiglio Metropolitano, è in gioco il destino di questa terra».  

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Aeroporto dello Stretto: ecco cosa avrebbero dovuto fare amministrazione Falcomatà e Sacal

“Che Blu Panorama Airlines avrebbe anticipato la chiusura della rotta Reggio Calabria – Milano Bergamo non è per nulla una sorpresa. La compagnia aerea, infatti, da circa due anni, da quando, cioè, si è insediato il nuovo management, aveva comunicato l’intenzione di diversificare l’offerta dei propri servizi privilegiando la charteristica. Non a caso, la nuova proprietà ha recentemente acquistato 8 aeromobili dislocandoli in Polonia.

E Reggio Calabria …? Come mai la città più baricentrica e avanzata nello spazio euro-mediterraneo non è stata considerata nel piano di sviluppo di Blu Panorama Airlines? Sapete perché? Semplicemente perché né l’Amministrazione Falcomatà, né tantomeno la SACAL hanno mai negoziato alcunché per la nostra Città.

Lo afferma in una nota Giuseppe Bombino, Responsabile Territoriale di “Cultura e Identità”per la Città di Reggio Calabria e Provincia.

“L’attuale ridotta funzionalità del Tito Minniti, pertanto, è sostanzialmente garantita solo da Alitalia. Questa, tuttavia, pur assicurandoci la sopravvivenza, lavora con la stessa operatività degli anni ’70, quando il traffico nazionale era gestito dall’ATI (successivamente inglobata in Alitalia). Infatti – prosegue Bombino- la cancellazione del terzo volo giornaliero per Roma, considerato stagionale, riporta “l’impegno” di Alitalia a quegli standard. Nessun progresso, dunque, in cinquant’anni: sono sempre 3 i voli giornalieri, di cui 2 per Roma e 1 per Milano. Anzi, la situazione è molto peggiorata visto che, a differenza di allora, oggi, a causa di una irrazionale programmazione oraria dei voli, non è possibile andare e tornare da Milano in giornata. Questa situazione mortifica il diritto alla mobilità dei reggini e obbliga quanti scelgono questa tratta, per ragioni professionali o sanitarie, a ritardare di un giorno il rientro in Città.

Appare chiaro come l’attuale operatività, gli esigui collegamenti e la complessiva crisi industriale dell’Aeroporto rappresenti la parabola di una politica disattenta, inadeguata ed incapace sia di risolvere i problemi quotidiani, sia di realizzare un piano di sviluppo per il nostro scalo.

Chiediamo all’Amministrazione Falcomatà e a SACAL, ciascuno per le proprie responsabilità e competenze, se abbiano mai interagito con Blu Panorama Airlines e con Alitalia e quali iniziative abbiano intrapreso.

Tuttavia, non basta fare l’analisi delle criticità, occorre agire, e in fretta, pianificando con chiarezza e con un approccio integrato le misure da attuare. Intanto, seppur in estrema sintesi, indico alcune azioni politiche e tecnico-progettuali da attuare con urgenza.

AZIONI POLITICHE

  1. Negoziare la funzione dell’Area Integrata dello Stretto nell’ambito delle politiche di sviluppo del Mezzogiorno e dell’Italia.
  2. Ribadire il ruolo del nostro Aeroporto quale infrastruttura logistica e piattaforma strategica più baricentrica ed avanzata dell’Europa mediterranea, capace di connettersi ai principali corridoi intermodali internazionali e alle reti europee.
  3. Far riconoscere l’interesse interregionale (e quindi strategico) del nostro Aeroporto;
  4. Collegare le politiche di sviluppo dello scalo alla Sicilia orientale (Messina e Catania) e non già al resto della Calabria.
  5. Creare una nuova Società di Gestione inter-regionale, geo-politicamente collocata nella “Regione dello Stretto” e avviare una seria politica di attrazione di nuove compagnie aeree;
  6. Individuare nuovi spazi e aree di espansione, sia verso nord (tra le altre, rivalutando l’idea di delocalizzare il depuratore di Ravagnese), sia verso il mare (per consentire ai treni di lasciare i passeggeri direttamente all’interno del sedime aeroportuale).
  7. Completare le bretelle lungo l’asse fluviale del torrente Sant’Agata per migliorare le connessioni viarie con l’aerostazione;
  8. Realizzare lo svincolo di contrada “Maldariti” per collegare l’Aerostazione con la strada Statale Jonica 106 in direzione Nord – Sud (quello Sud-Nord è già esistente).
  9. Progettare (in collaborazione con i Dipartimenti di Ingegneria e Architettura dell’Università Mediterranea) e realizzare le infrastrutture di collegamento intermodale “acqua-terra-aria” (approdi per aliscafi, stazione ferroviaria, ecc.) funzionali alla effettiva continuità territoriale della “Città dello Stretto”.
  10. Rimuovere le restrizioni (gravanti dal 1976) sulla pista 15/33, dovute a minimi ostacoli in avvicinamento che sottraggono oltre 250 m di operatività della pista in fase di atterraggio (specie in condizioni meteo favorevoli); sulla stessa pista permane, inspiegabilmente, un altro vincolo amministrativo, nonostante, ormai da molto tempo, il problema fisico che lo giustificava sia stato completamente risolto.
  11. Eliminare il paradosso di impedimento al decollo in caso di visibilità ridotta a meno di 5 km, vigente, invece, per l’atterraggio visto che siamo l’unico aeroporto in Italia a non disporre della procedura strumentale di precisione. L’avvicinamento procedurale, peraltro, potrebbe auspicabilmente prevedere l’adozione di dispositivi nonché la realizzazione di interventi sperimentali (GBAS o EGNOS, nuovo sentiero, ecc.) unici in Europa.
  12. Valorizzare la pista 11 29 (non più operativa per il traffico commerciale) per diversificare l’offerta dei servizi forniti dal nostro Aeroporto (ad es. creando hangar e reparti tecnici di manutenzione, aree di sosta per aeromobili e di addestramento, ecc.).

AZIONI TECNICO-PROGETTUALI

Giuseppe Bombino

Responsabile Territoriale di “Cultura e Identità”

per la Città di Reggio Calabria e Provincia

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Eredità Immateriali, Ventura ottiene la rimodulazione su Avviso metropolitano

«A seguito della segnalazione riguardante la cause di ritenuta illegittimità contenute nell’Avviso Pubblico per la presentazione di candidature per la nomina di componente della Commissione Eredità Immateriali, la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha preso in considerazione l’esposto e riaprirà i termini del Bando, rimodulandolo, anche alle luce di altre motivazioni, individuate autonomamente dall’Ente – afferma Francesco Ventura, promotore del ricorso – Sono felice di comunicarlo e va riconosciuto all’ufficio del dirigente Paolo Morisani ed al funzionario Antonietta Chiarolla, responsabile del procedimento, di avere dato riscontro all’istanza in questione in modo celere e puntuale, a seguito di un confronto franco e cortese, portando a risultato il tutto nel giro di dieci giorni, nonostante il ferragosto intercorso. Un buon esempio da elogiare».

A seguito della pubblicazione del primo Avviso, i cui termini sono scaduti il 12 agosto, agli inizi del mese Francesco Ventura, reggino promotore di campagne in favore della lettura attraverso la creazione o potenziamento di otto biblioteche in diversi Comuni nella provincia e impegnato in attività culturali per la formazione di un’identità metropolitana, ha avuto la sensibilità di individuare delle derive cosiddette “reggiocentriche” nel corpo del Bando, concentrandosi sulla causa di incompatibilità numero 7 e sulla questione etica ed essa collegata.

«In passato Reggio è spesso stata iniqua nei confronti delle periferie e della provincia, a causa di una innata indole accentratrice, che deve essere controbilanciata dal buon senso e dalla lungimiranza della classe politica e dirigente – conclude Ventura – Per i reggini la Metropoli deve essere occasione di riscatto dai vecchi errori ed un’opportunità per imparare a guardare e vivere la nostra Provincia in modo diverso. Siamo tutti interdipendenti, senza Bova, Scilla, Locri o Gioia Tauro, nessuno sarebbe forte di quella cultura ed identità oggi alla base di un domani migliore».

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