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"Taurianova Cambia" «risponde ai Consiglieri Morabito e Lazzaro»

«Una inaspettata e, per questo, ancor più gradita attestazione e un riconoscimento per il lavoro fatto dall’Amministrazione comunale in riferimento alla bontà delle scelte e alla conduzione gestionale dell’operazione “Lavori di Urbanizzazione Via Tiberio Condello” sono giunti tramite i social da parte di due notissime voci dell’opposizione: l’avv. Maria Stella Morabito e il dott. Filippo Lazzaro, che pubblicamente hanno affermato (probabilmente senza volerlo!!) che nella gestione del progetto di riqualificazione della via Tiberio Condello si è operato nell’interesse del bene comune.

Tale iniziale riconoscimento giova all’umore di una comunità che - ormai frastornata dal sentire troppo spesso tutto e il contrario di tutto - non poteva comprendere perché da molti decenni tutti parlassero di questi lavori in questa via (intitolata, per chi non lo sapesse a un famoso artista dei tempi di Rodolfo Valentino) – senza mai concretizzarli.

Basta però superare il primo capoverso della nota stampa, distribuita alle varie testate locali, che ritorniamo subito con i piedi per terra leggendo il termine “anomalie”, che ha preso il posto del tanto caro temine “trasparenza”.

Come sempre, eccole che vengono comunque snocciolate (ci auguriamo in modo voluto) una serie di inesattezze, che avranno accompagnato i soliti dubbi delle notti insonni dei due consiglieri di opposizione, Morabito e Lazzaro, sulla possibile non linearità e correttezza dell’operato del Sindaco, della Giunta, della Maggioranza e degli Uffici Comunali.

La nota degli oppositori, ancora una volta e come in qualsiasi altra occasione, ma trovando argomenti diversi rispetto ai soliti cavalli di battaglia degli ultimi anni, mira a insinuare inutili e infondati dubbi sulla correttezza dell’operato dell’Amministrazione.

Quello che più ci rammarica è che per attaccare sempre e comunque noi, in maniera consapevole e perfida, i suddetti consiglieri hanno inteso, con argomenti insensati e privi di fondamento, incutere timore nella collettività e soprattutto negli abitanti della via Tiberio Condello, insinuando che sia stato usato qualche inspiegabile espediente a discapito della sicurezza degli abitanti.

La verità è invece che, finalmente, con una serie di scelte oculate, si è riusciti a raggiungere un importante obiettivo, nel pieno rispetto di tutte le norme, di tutti i codici e soprattutto attraverso tutte le azioni necessarie, in sede di progettazione e di realizzazione di un’opera, i cui lavori sono stati negli anni solo promessi a parole da più e più generazioni di amministratori.

I consiglieri oppositori Morabito e Lazzaro si dicono preoccupati insinuando il sospetto che non siano stati attesi gli accorgimenti costruttivi previsti dal geologo incaricato, senza però evidentemente soffermarsi sul confronto dei due stadi di progettazione e sulle diverse soluzioni adottate in sede di progetto esecutivo, redatto dal tecnico incaricato dopo le dimissioni dell’originario progettista.

Vale a dire, come se l’Amministrazione avesse ANCHE la colpa di non aver accordato L’INUTILE incremento dei costi del progetto (un incremento richiesto dall’ex progettista pari a circa di € 113.000,00).

Ci scusino gli “oppositori di tutto e tutti” se abbiamo ritenuto che c’erano soluzioni alternative e più economiche per le casse dell’Ente rispetto a quella prospettata e proposta dall’ex progettista, che consisteva in pratica nella posa in opera della condotta a una profondità tale da rendere necessaria la costruzione della “palificata di sostegno” prima dell’esecuzione dello scavo per la posa in opera della rete fognaria, per immorsare la stessa nei conglomerati cementati in matrice sabbiosa a 8,50 metri di profondità dal piano di campagna attuale (Lunghezza dei micropali= 8,50 m dal p.c.), a cui i due “ben poco informati” consiglieri fanno riferimento nella nota stampa.

Sarà forse volutamente sfuggito ai due consiglieri di minoranza che, nella progettazione esecutiva, la condotta non viene posata più alle profondità previste nella precedente fase progettuale e che con l’ausilio di un semplice pozzetto di salto, lo scavo necessario non raggiunge le profondità previste nella precedente fase progettuale e non necessita, quindi, degli accorgimenti geologici che erano stati suggerti dal geologo incaricato al tempo in cui le opere prevedevano anche un deposito al genio civile per la tipologia dei manufatti progettati.

Ci scuseranno di certo, e perdoneranno insieme a noi gli uffici preposti e il nuovo progettista, se la soluzione che si è congiuntamente trovata permette un risparmio economico senza togliere nulla alla sicurezza dell’opera e alla sicurezza DI TUTTE LE FAMIGLIE CHE VIVONO NELLA MARTORIATA ZONA DELLA TIBERIO CONDELLO che, finalmente dopo decenni, SENZA PROBLEMA ALCUNO DI SICUREZZA, avranno le fondamentali opere di urbanizzazione.

Rassicuriamo dunque i consiglieri che la tutela del cittadino e il rispetto delle regole sono alla base della nostra azione amministrativa e li invitiamo altresì, prima di mettere inutili dannosi e voluti dubbi, di studiare un po’ di più e meglio, magari facendosi aiutare, considerato che sulle questioni tecniche hanno poche competenze. Se prima di scrivere e di aprire bocca si studiasse, si capirebbe l’ottimo lavoro del Sindaco e degli Uffici Comunali volto solo all’interesse del bene comune!

Ora, grazie anche alla “MAGNA LAUDE OPPOSITORUM” siamo certi che i lavori procederanno ancor più speditamente. Certamente, oggettività e concretezza avrebbero dovuto essere utilizzate non solo per la vicenda di Via Tiberio Condello. Con maggiore senso di oggettività e di responsabilità, e con il pensiero ai tanti lavoratori LSU/LPU che rischiano di tornare al bacino, i consiglieri di minoranza avrebbero dovuto agire quando in Consiglio è stato più volte loro chiesto un voto necessario per effettuare un atto dovuto, in relazione al quale non vi era spazio per la discrezionalità politica. Cosa che - accecati dal verbo di una abbagliante supernova, che come si sa è una stella morente - non hanno inteso fare».

Taurianova, 9 aprile 2019

Taurianova Cambia

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Taurianova. Nota stampa di "Taurianova Cambia"

Riceviamo e pubblichiamo - «Adesso che anche l’ultimo - quello atteso al varco più di tutti fra i consiglieri di opposizione - è sceso in campo, unendosi al coro dei mistificatori e degli accidiosi, con una sequela di toni ingiuriosi e input di un mai desueto - ancorché ruspante - terrorismo psicologico a conferma di un abito mentale dal quale difficilmente riuscirà a liberarsi, riteniamo sia giunto il momento di fare chiarezza su una vicenda che - guarda caso - ha come suo principale responsabile proprio lo stesso Solone che dopo nove mesi di assenza è tornato a sedere in consiglio comunale.

Nove lunghi mesi dove ha trovato il tempo e la forza fisica per andare a mare, in vacanza sulla neve, in crociera, ma non per occuparsi delle problematiche anche importanti riguardanti la nostra città. E ai nove mesi di totale assenza vi sono da aggiungere i tanti consigli comunali abbandonati strumentalmente, ove ha rinunciato a svolgere il mandato per il quale gli elettori lo hanno delegato: consigliere comunale di minoranza.

L’imbonitore, insieme a quanti lo hanno preceduto nelle esternazioni pubbliche, ha però volutamente omesso di dire alla cittadinanza che gli atti, dai quali deriva la vicenda legata all’esproprio subito dai fratelli Zerbi, sono riconducibili all'epoca in cui il grande artefice del Gran Carnevale Taurianovese, della Gio.Se.Ta., del mutuo Banco OPI e della Fons Nova Vita Felix, guidava il Comune di Taurianova e creava le condizioni dalle quali sono scaturiti i colossali debiti che hanno provocato l’attuale dissesto.

Adesso, con fare pilatesco, finge di dimenticare che, sulla questione in discussione, sono state compiute scelte amministrative piratesche, che a distanza di oltre dodici anni hanno portato l’Ente a subire una condanna a un obbligo di risarcimento danni per illegittima occupazione dei suoli. Occupazione e danni che, è bene ripeterlo a beneficio dei duri di comprendonio e di quelli che in malafede preferiscono ascoltare una sola campana, li ha provocati chi ha amministrato il comune dal 2002 fino al 2006 (questo è il periodo in cui sono stati commessi gli obbrobri amministrativi causa del contendere).

Venendo ai giorni nostri, spieghiamo ai cittadini in termini molto semplici ed elementari, la verità storica e processuale affinché possano essere ben comprese le tappe della vicenda e anche le strumentali mistificazioni poste in essere da chi maldestramente tenta di spostare l'attenzione dalle colpevoli responsabilità amministrative causa del danno a un Consiglio Comunale svolto nella piena legittimità, magari mentre i consiglieri di minoranza erano ancora sotto le copertine dei propri letti, ma non certo per colpa del Sindaco.

Nell’estate del 2016 il TAR di Reggio Calabria emette la sentenza n°757/2016 ove evidenzia la parziale responsabilità della ditta incaricata a realizzare i lavori di costruzione di villette nella zona 167 su terreni di proprietà dei germani Zerbi, per l'invasione e la trasformazione dei suoli espropriati; evidenzia, altresì, la responsabilità del Comune di Taurianova per aver omesso di vigilare oltre che per aver omesso di liquidare e pagare il suolo occupato per i servizi pubblici (strade, fognature, verde, ecc.).

Domandiamo, pertanto, negli anni dal 2002 al 2006 chi avrebbe dovuto vigilare e chi avrebbe dovuto rimborsare quanto dovuto per gli espropri di pertinenza pubblica?

Anche gli sprovveduti seguaci degli attuali oppositori riteniamo siano in grado di rispondere, con esattezza alla domanda, magari facendo qualche piccolo sforzo di concentrazione, dicendo che la responsabilità della vigilanza spettasse a chi in quegli anni era il sindaco della città. Inutile dire il nome.

Detto questo va evidenziato che la sentenza di che trattasi appariva non contestabile, essendo storico e dimostrato che una porzione di terreno in eccesso rispetto a quanto inizialmente previsto fosse stata irreversibilmente trasformata, non nella misura esorbitante che un abile tecnico di parte creditrice aveva tentato di spacciare in giudizio dovendo poi ammettere davanti alle calzanti e incalzanti contestazioni della difesa dell’Ente che il suolo fosse meno della metà rispetto a quanto  fino ad allora sostenuto.

Nonostante ciò, a conferma che l’Amministrazione Scionti non abbia mai inteso eludere l’obbligo di pagamento, a prescindere se rientrasse o meno nel dissesto (che potrebbe al più dilatare i tempi di riscossione ma giammai compromettere gli importi) aveva instaurato con i procuratori dei germani Zerbi una trattativa volta a transigere la lite, chiedendo una riduzione dell’importo, da pagarsi in più annualità.  Dopo un’intesa raggiunta con i procuratori e uno dei due creditori rifiutava di sottoscrivere l’accordo e di fatto poneva una condizione impossibile: il pagamento della prima rata con mandato contestuale alla firma della transazione: cosa impossibile a realizzarsi per l’ente che allora - come oggi - è in assenza di bilancio poiché in attesa di approvazione da parte del Ministero dell’Interno.

Al sorprendente dietro front in marcia dei procuratori di una delle parti creditrici faceva immediatamente seguito la deliberazione n° 1/18 del Commissario ad Acta affetta da molteplici vizi.

Con la delibera n° 40 del Consiglio Comunale, poi revocata in autotutela nel successivo consiglio, la cui breve durata ha così adirato i consiglieri ritardatari,  si voleva solo modificare un capitolo di un'ipotesi di bilancio la cui utilità era legata solo alla definizione della tentata azione transattiva. Quindi una variazione sull'ipotesi di bilancio, non su un bilancio approvato. Pensavamo che almeno questa sostanziale differenza fosse alla portata di quanti siedono in Consiglio Comunale ma, probabilmente, ci eravamo illusi.

La vicenda Zerbi pertanto non è ciò che dicono - strumentalmente - alcune opposizioni. Ciò, anche perché il Commissario ad Acta per fare il suo mestiere non ha bisogno di capitoli specifici. Può intervenire e prendere ovunque trovi disponibilità: come nei pignoramenti presso terzi.

Tornando ai fatti vi è da dire che alla delibera 40/18 - come previsto - ha fatto seguito una nota del Commissario ad Acta contenente affermazioni palesemente illatorie di una volontà dell’Ente di eludere la sentenza, avendo impugnato la sua delibera n° 1/2018, e poi ablato il cap. 3235.

È proprio la volontà di dimostrare di quanto fossero destituite di fondamento le sue osservazioni ci ha indotti a ripristinare il capitolo in questione, poiché consapevoli, anche, che nulla sarebbe cambiato. Difatti, prova ne è che il Commissario ad Acta non ha ancora potuto agire ben sapendo che oggi dinanzi alla sola IPOTESI di Bilancio nulla può.

Resta da chiedersi perché le opposizioni anziché porsi al fianco del Sindaco, quando vi è da difendere l'esclusiva tutela degli interessi della nostra città, come nel caso di specie, si pongono come primi picconatori nell'opera di demolizione della nostra città, come se questa fosse di proprietà dell'attuale Sindaco e della maggioranza.

La città è di tutti e per sempre, i Sindaci passano. Ma chi ha la vista offuscata dall'odio queste elementari considerazioni le elude fregandosene del bene comune.  Ma cosa può mai chiedersi a gente che ormai da molte sedute non mette piede in Consiglio? O se lo fa - dopo aver pontificato in fase preliminare - abbandona l’aula.

Oggi, non questa Amministrazione, non questo Sindaco, ma l'intera città si vede costretta a pagare cari gli errori e le colpe di chi amministrava all'epoca degli espropri di che trattasi. Per il Comune annullare la delibera o lasciarla in essere non avrebbe rappresentato differenza alcuna; il debito lo dovrà pagare e per i creditori nulla cambierà.

Lasciamo a chi ha voglia di fare basse speculazioni e terrorismo il piacere di continuare a guazzare nel guado. I consiglieri della maggioranza, nessuno escluso, insieme all'esecutivo, stanno contribuendo a portare avanti il tentativo di far rinascere Taurianova dalle macerie in cui anni di gestione dissennata l’avevano fatta cadere grazie alla mentalità becera di chi crede che la politica sia contrapposizione irriducibile fra fazioni opposte che autorizzi finanche, come tutti abbiamo letto in deliranti comunicati, ingiurie e accuse di viltà che, fanno presumere che quando le note sono state scritte i loro autori si guardavano allo specchio per prendere ispirazione.

I consiglieri di maggioranza stanno dimostrando con i fatti che a Taurianova la possibilità di cambiamento esiste e che vi è solo necessità di buona volontà e di voglia di spendersi per il paese, come molti già fanno in maniera veramente impagabile.

E non possiamo che essere vicini e solidali con il consigliere Caridi per i ributtanti attacchi che ha dovuto subire solo per aver deciso di contribuire con il suo sacrificio personale a far sì che tanti problemi, giornalieri e non, venissero risolti per il solo BENE DEL PAESE!! Al contrario di quanti hanno deciso di abbandonare ancor prima di cominciare un percorso politico al servizio dei propri cittadini.

Il passato, la storia politica della nostra città, ci ha insegnato che in Consiglio Comunale sempre si sono verificati "aggiustamenti" in corso d'opera, potremmo elencarli tutti ma vogliamo evitare. Per noi importante è la qualità degli accordi politici post elezione. E sulla qualità cristallina E SENZA ALCUN INTERESSE PERSONALE dell'accordo con il Consigliere Caridi non consentiamo a nessuno di insinuare alcunché e di offendere la dignità delle persone. Non lo consentiamo soprattutto a chi in passato è stato artefice e promotore di loschi accordi certamente NON GRATUITI pur di continuare ad amministrare.

La nostra Comunità sta vedendo tutta la città crescere sotto tutti i punti di vista ed è sotto gli occhi di tutti. Siamo stanchi dei disfattisti, degli accidiosi e dei mistificatori della verità.

Chi ha supportato e supporta la maggioranza ha dimostrato, coerenza, coraggio, amore per la città e interesse verso la costruzione di un futuro fatto di certezze e di legalità e non di Commissari Straordinari. I disfattisti, gli accidiosi e i mistificatori della verità non amano la città. Amano il proprio ego, narcisi di paese che solo scrivendo e pubblicando sui social continui attacchi sconclusionati possono credere di essere ancora POLITICAMENTE VIVI».

Taurianova, 4 novembre 2018

Taurianova Cambia

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