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Regione. Via libera del Consiglio regionale al taglio dei vitalizi

  •   Redazione
Regione. Via libera del Consiglio regionale al taglio dei vitalizi

E' tornato a riunirsi il Consiglio regionale della Calabria. Cinque i punti all'ordine del giorno: la proposta di legge, primo firmatario il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, e cofirmatari Domenico Tallini (Fi), Giuseppe Neri(Democratici progressisti), Seby Romeo (Pd), Giovanni Arruzzolo (Ncd), Giuseppe Giudiceandrea (Democratici Progressisti), Giovanni Nucera (La Sinistra), Francesco Cannizzaro (Cdl), Vincenzo Ciconte (Pd) e Giuseppe Gentile (Ncd), recante "Interventi straordinari a carico degli assegni vitalizi e delle quote per la reversibilità e abolizione adeguamento Istat". Due i punti sui quali si fonda la legge: la cancellazione dell'adeguamento Istat, che tanto aveva fatto discutere solo qualche settimana fa, perché applicata agli attuali vitalizi degli ex consiglieri regionali calabresi, e l'introduzione di un contributo di solidarietà, strutturato a scaglioni, valido solo per la X Legislatura, che porterà ad un taglio del 20% dei vitalizi oltre i 6 mila euro mensili. Il risparmio complessivo della manovra, fino al termine della legislatura, sarà di circa un milione 129 mila euro che saranno utilizzati in politiche di sostegno allo studio. Al secondo punto, la proposta di legge, firmatari Giuseppe Aieta (Pd) e Domenico Battaglia (Pd), su "Norme recanti disposizioni volte alla tutela, alla promozione e alla valorizzazione dell'invecchiamento attivo". La proposta di legge è finalizzata a "realizzare una politica organica in favore della popolazione anziana, valorizzando l'apporto dei soggetti pubblici, privati e del volontariato": lo strumento operativo di riferimento è individuato dal provvedimento nel Piano sociale regionale, le risorse sono quantificate in 700 mila euro per il 2019 e altrettanti per il 2020. Nel prosieguo dei lavori il Consiglio regionale ha poi approvato altri due punti all'ordine del giorno: la proposta di legge sul rafforzamento del Comitato dei garanti in tema di accoglienza, presentata dal consigliere regionale di "Oliverio Presidente", Franco Sergio, e la proposta di provvedimento amministrativo, di iniziativa dell'Ufficio di presidenza, sul riaccertamento dei residui attivi e passivi e sulle conseguenti variazioni al bilancio del Consiglio regionale, provvedimento quest'ultimo relazionato dal segretario questore dell'aula, Giuseppe Neri, dei "Democratici Progressisti". Inoltre, l'assemblea ha approvato la proposta di legge presentata dal capogruppo de "La Sinistra", Giovanni Nucera, sulla "ulteriore proroga degli strumenti urbanistici delle aree industriali". Rinviata invece, su richiesta avanzata dal capogruppo Pd Seby Romeo, accolta dall'Aula, della proposta inerente "Designazione di due componenti nel Comitato dei garanti per l'accoglienza dei richiedenti asilo, dei rifugiati e sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità locali (art. 5, l.r. 12 giugno 2009, n. 18)". Il presidente Irto prima di dichiarare tolta la seduta ha concordato che le mozioni e gli ordini del giorno presentati nel corso dei lavori saranno inseriti ai primi punti dell'ordine dei lavori della prossima riunione del Consiglio regionale. Nel corso dei lavori il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, ha risposto, tra l'altro, alle richieste di chiarimento avanzate dal consigliere Carlo Guccione sull'Avviso di Garanzia ricevuto nei giorni scorsi circa la proroga di un distacco già avvenuto in precedenza dell'attuale sindaco di Acquaro. "Innanzitutto -ha detto- mi preme precisare di non aver mai decapitato nessuna Giunta e che sono stato io stesso a chiedere al mio partito, al Pd, di non assumere alcuna iniziativa, perché non credo di avere alcun bisogno di solidarietà. Il mio rispetto verso la magistratura non muta. Anzi, si rafforza. Ho già avuto modo di dirlo in un comunicato stampa che ho diffuso appena ho ricevuto l'avviso di garanzia di cui io stesso, lo ricordo, ho dato notizia all'opinione pubblica. Si tratta di una comunicazione di conclusione di indagine con cui mi si contesta un abuso di ufficio per avere ritenuto, tale indagine, esserci stata una influenza da parte mia e da parte dell'allora capo della mia segreteria, oggi presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, circa la proroga di un distacco già avvenuto in precedenza dell'attuale sindaco di Acquaro". "Naturalmente -ha aggiunto Oliverio- mi riservo di fare una valutazione ancor più di merito dal punto di vista legale per esercitare la mia difesa appena avrò acquisito la documentazione necessaria e gli atti che sono alla base di questa comunicazione e, a tal fine, ho incaricato il mio legale di acquisire i documenti prodotti nel corso di questa indagine. Dalla valutazione degli atti, naturalmente, farò una mia valutazione, sia politica che per quanto riguarda la mia difesa. Qualora dovessero emergere fatti gravi dalla lettura degli atti, tali da determinare una incompatibilità tra la funzione e l'esercizio della carica che ricopro con quella di indagato, non esiterei a trarne le conseguenze. Non l'ho fatto fino ad ora per grande senso di responsabilità, perché altrimenti lo avrei fatto. E lo dico con sincerità, perché un atto senza vedere le carte da parte del presidente della Regione, a differenza di un atto di un assessore, che io rispetto, o anche del presidente del Consiglio, comporterebbe lo scioglimento dell'Assemblea regionale. Lo comunico formalmente alla Calabria e al Consiglio regionale, perché non sono qui per difendere la mia funzione, ma per esercitare il ruolo che mi è stato affidato dai cittadini calabresi e che io porterò in fondo, fino a quando si dovessero ravvisare elementi di incompatibilità tali, emergenti anche dalle carte processuali, che dovrebbero determinare tale incompatibilità". "Nella mia vita -ha proseguito il presidente Oliverio- non c'è stata mai una doppia morale. C'è sempre stata una ed una sola morale, a dispetto di quanti, ogni giorno, sui giornali, agitano moralisticamente problemi che nascondono anche pratiche e azioni in netto contrasto con quanto praticano nella vita. Lo dico a voce alta, con grande determinazione e senza timidezze. Io ho una sola morale, che è quella di rispettare il bene comune, di esercitare la mia funzione con il massimo di trasparenza e anche quando si tratta di abuso di ufficio per una presunta interferenza, per un presunto condizionamento per un distacco di una persona ad ente diverso da quello che amministro direttamente e che ha una sua autonomia, anche in tal caso non ho doppie morali. Lo dico a voce alta, anche perché mi ritengo estraneo e lo dimostrerò in sede processuale, nel pieno rispetto del procedimento e dell'azione della magistratura. Lo dico a voce alta perché sono sicuro che mai nessuno troverà nessun atto, diretto o indiretto, del presidente della Regione nel senso descritto dalla comunicazione che ho ricevuto". "Questo -ha concluso Oliverio- mi premeva precisare in Consiglio regionale, aggiungendo anche che "Calabria Verde", prima che la Magistratura avviasse provvedimenti gravi come le misure cautelari assunte, è stata da me commissariato e, alla sua guida, non a caso, ho chiamato un generale dell'Arma dei Carabinieri, che conosce bene questa regione per aver esercitato la funzione di responsabilità della Legione Carabinieri della Calabria. Altrettanto abbiamo fatto anche in altri enti attraverso un'opera di bonifica che sta andando avanti e di cui, volentieri, informeremo il Consiglio regionale in una prossima seduta in cui i capigruppo riterranno di mettere all'ordine del giorno questo punto specifico".